La mia esperienza con ‘le 10 parole’, il cammino di approfondimento biblico dei frati cappuccini… ne vale la pena?


Le 10 parole è una serie di incontri gratuiti, senza costo alcuno, con cadenza settimanale e dalla durata di una stagione pastorale (o sportiva, per farvi capire meglio), ove si approfondiscono i 10 comandamenti, secondo la Bibbia Cattolica CEI. Ad ogni parola si approfondisce un comandamento. Generalmente, questa serie di incontri può iniziare a gennaio e concludersi a dicembre, ma nella maggioranza dei casi iniziano ad ottobre e si chiudono a giugno. A tener gli incontri sono i frati cappuccini anche se, talvolta, a guidare l’incontro settimanale può essere un sacerdote non religioso e in quanto tale non appartenente alla congregazione di san Francesco.

La mia esperienza ebbe inizio nel 2015 quando decisi di partecipare alle 10 parole a Reggio Emilia, presso il convento dei frati cappuccini. Definirei questo cammino un esperienza di formazione intellettuale di matrice teologale. Intellettuale, perchè a venirvi data è una parola sulla quale si riflette, ci si raffronta, si dialoga e si pensa; teologale, perchè relazionata alla spiegazione ufficiale della Sacra Scrittura, perlomeno per ciò che concerne i dieci comandamenti. Non è tanto un cammino di formazione umana, ma un cammino di crescita culturale, ove si possono arricchire i fondi della sapienza e dell’intelletto: il come ed il perchè di questo o quest’altro comandamento.

La cultura è si nozionistica ma anche e sopratutto significativa, ove a prevalere non è tanto l’informazione storica fine a sé stessa (“Paolo incontrò Giovanni in data X) ma il significato che c’è dietro. Il contenuto portante è dunque una sorta di semantica biblica, ove i 10 comandamenti vengono messi a nudo, spogliandosi dinanzi il pubblico con il frate di turno intento a veicolare commenti ‘catechistici’, esempi, lunghe spiegazioni esaustive, considerazioni e spunti spirituali, attraverso delle catechesi lunghe un ora, ricche, sazianti e ripiene di spunti interessanti.

Un immagine rappresentativa dell’incontro. Seduti e, talvolta e su richiesta, con una Bibbia in mano.

In questo cammino, dunque, si attua un esplorazione ‘completista’, argomenta, di ogni singolo comandamento. Una catechesi per ogni comandamento; ogni comandamento, poi, può, potenzialmente, durare anche più di un mese. Generalmente, lo si esplora, fino all’esaurimento del significato essenziale, per un mesetto circa o più. Questo significa che, se si inizia verso ottobre, sarà probabile giungere a gennaio con il IV° comandamento ancora da iniziare.

Generalmente, così, ci si siede e si ascolta un sacerdote, francescano o meno che sia, che parla per un oretta e mezza. Le dieci parole sono quindi uno strumento di approfondimento biblico dove si può realmente venire a conoscenza di cosa voglia dire un particolare comandamento, senza che il significato lasci spazio ad interpretazioni soggettive, capaci di far cadere l’utente di turno nella trappola del relativismo ragionativo e interpretativo. Le spiegazioni sono ricche teologicamente parlando, lunghe, specifiche, non ‘modificabili’ (vi ricordate le caratteristiche della Costituzione Italiana? Tralasciando l’ultima che è differente…) ma adattabili ad ognuno di noi.

Il cammino è interessante e permette di aprire le vedute sulla parola di Dio così come è in oggettività e non così come noi crediamo che sia. Il lato umano dipenderà dalla città in cui vi trovate, da voi e dal prossimo. Potreste iniziare soli e finire soli, così come iniziare soli e finire accompagnati. Non vi posso dare nessuna certezza.

Certo, se lo farete in Emilia, le possibilità di conoscenza, accettazione e integrazione in un gruppo si riducono del 99,9%: il popolo emiliano è, per disgrazia, freddo, chiuso, indifferente al prossimo, pieno di pregiudizi se dalla vostra bocca esce un accento che non sia l’accento loro e difficilissimo da penetrare. Forse la popolazione regionale più chiusa che esista in Italia che nemmeno i Giapponesi verso gli occidentali durante la seconda guerra mondiale.

Il mio consiglio è di farlo ovunque tranne che in Emilia. Se ve la sentite, uscite di casa e buttatevi in questo cammino. Come va, va. Ne avrete da apprendere; il lato intellettuale ne gioverà senz’altro e, magari ed in aggiunta, anche il lato sociale, il quale non dovrebbe mai realmente scindere dalla persona umana. Il percorso è utile sopratutto per mettere alla prova la nostra reale conoscenza dei comandamenti e per abbattere la nostra certezza, spesso infarcita di superbia e di orgoglio (“ma no, non vado, tanto so tutto…”).

Vi posso assicurare che scoprirete concetti e significati che si riveleranno a voi come non potevate immaginarvi, con esempi concreti brillanti. Certo, a seconda di dove lo facciate, la qualità della catechesi potrebbe variare ma, nella maggioranza dei casi, io credo che la qualità in sé non dovrebbe venir meno, considerando il supporto che viene dato a questo cammino dai responsabili (non è mai uno solo ad occuparsi del percorso). Non mi rimanere che ‘esaudire’ la domanda iniziale, dandovi una risposta secca.

Ne vale la pena?

Si

NO

Ne vale la pena… almeno di provare. Che altro dire. Fatevi un bel rosario. Siate ottimisti. Non perdete la speranza in questo mondo dominato dalle tenebre. Conservate la gioia rimanendo con Cristo, nell’intimo del proprio cuore, nella preghiera e nei Sacramenti. Alla prossima.

11 pensieri su “La mia esperienza con ‘le 10 parole’, il cammino di approfondimento biblico dei frati cappuccini… ne vale la pena?

  1. Ciao Fabio!
    Anche il popolo lombardo è come quello emiliano 😃!!
    Appena potrò sarò felicissima di condividere con te e con i tuoi lettori la mia esperienza del cammino delle 10 parole, qui nella profonda Brianza!

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    1. Ciao Pamela! Che bello ritrovarti qui 🙂 Non vedo l’ora di ricevere la tua testimonianza a riguardo! 🙂 Un po’ di magra consolazione a sapere che anche in Lombardia le cose non stanno poi tanto meglio, dal punto di vista umano.

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  2. Ecco come promesso la mia esperienza riguardo al cammino delle 10 parole, qui nella profonda Brianza.

    Innanzitutto la mia età è superiore a quella dei partecipanti a questo cammino, che però è stato aperto anche a persone attempate (anche molto più di me).

    Perché ci sono andata?
    Perché me ne ha parlato una ragazza ligure conosciuta la scorsa estate, che ne era totalmente entusiasta, che per lei è stata una vera avventura spirituale e cristiana.

    Quindi, ho provato anch’io, ben consapevole che alla mia età certi “cammini” sono stati già fatti, magari diversi da questo: quand’ero adolescente io, in Diocesi, c’era la Scuola della Parola, del nostro amato cardinal CM Martini, tanto per fare un esempio, e davo per scontato che non avrei avuto nessun tipo di interazione con gli altri partecipanti: ognuno aveva il suo gruppo proveniente da diverse parrocchie, oratori etc., perciò sola sono andata, e sola sono tornata.

    Probabilmente se avessi partecipato ai ritiri (che vengono reputati fondamentali) forse qualche conoscenza l’avrei fatta, dato che sono una persona socievole, ma alle volte ci si stufa ad essere anche socievoli, e a fare sempre il primo passo.

    Di quello che ha scritto Fabio, sottolineo e sottoscrivo a caratteri cubitali questo:

    per abbattere la nostra certezza, spesso infarcita di superbia e di orgoglio (“ma no, non vado, tanto so tutto…”).

    Io stavo facendo proprio quest’errore, poi invece mi sono detta: “vai che sei una povera zoticona e non sai niente”. E ho imparato qualcosa che non sapevo!

    Quindi sicuramente mi è servito per ampliare e approfondire la mia conoscenza sui 10 comandamenti.

    Naturalmente non mi è piaciuto granché fare gli incontri in chiesa,presente il Santissimo e dargli le spalle.
    Naturalmente gli esempi di vita che sono stati fatti, per me che ho una vita passata disastrata, sono acqua fresca.
    E se fosse stato presente Tommaso d’Aquino avrebbe storto il naso più di una volta.

    Ma ci sono anche degli aspetti molto molto positivi: ho visto dei giovani impegnatissimi, molto attenti, tutti intenti a prendere appunti con partecipazione: alla loro età, alla Scuola della Parola, noi ci limitavamo a portarci a casa il nostro bel foglio da leggere durante la settimana!

    Quindi anch’io come Fabio vi dico che vale la pena andarci. Andateci…
    Ma permettetemi una piccola digressione.
    Un santo molto conosciuto, un giorno, disse: “Questo libro mi piace enormemente, mi ha fatto meglio di un corso di esercizi spirituali”.
    Quindi può darsi che vi faccia meglio del cammino delle 10 parole.

    Quel santo era s. Massilimiliano Kolbe, e il libro è…..
    Santa Gemma Galgani, scritto da padre Germano Ruoppolo, suo direttore spirituale.

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    1. Ciao Fabio, si conosco anche il volume della Shalom (che ovviamente ho).
      Quello che preferisco in assoluto è però La Follia della Croce, che essendo una vera biografia ricostruisce Gemma nei suoi aspetti mettendo insieme autobiografia, testimonianze, etc… anche alla luce del Vangelo.
      Lo trovo fantastico.
      Come pure questo di cui parlava s. Massilimiliano: bellissimo, anche se secondo me, essendo scritto in altri tempi, stona un po’ con la lingua corrente e il nostro sentire contemporaneo… ma…
      GEMMA E’ ATTUALE PIU’ OGGI DI IERI!!!

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      1. Interessante ‘La Follia della Croce’! Gemma dovrebbe essere quanto mai attuale proprio al giorno d’oggi, considerando in quale direzione stanno andando le ragazze odierne (e non solo loro), tra impurità, perdizione e false libertà… il modello “Gemma”, dopo una sincera e naturale conversione, aiuta a riqualificare le proprie visioni morali del mondo. Reputo quindi Gemma un focolare necessario più per il tempo odierno che per il tempo che fu ai tempi in cui ella era viva. Grandissima santa!

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        1. Fabio se mi permetti, farò un sunto delle pagine finali de La Follia della Croce perché sono meravigliose: raccontano cosa fa Gemma con le anime che si affidano a lei. Anzi, ancor meglio: con le anime che Gemma accoglie. Si perché è così! Io quando ho letto quelle pagine ho pianto perché per me è stato così.
          Tutto così Incredibile e bellissimo.

          Se tu poi ne vorrai fare un vero e proprio articolo, per far conoscere ancora meglio la nostra Santa non potrei che esserne felice, e avrebbe la giusta (ma mai abbastanza) visibilità.
          Io te lo scriverò in un commento.

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          1. Volentieri! Si, fallo! 🙂 Mi incuriosisce tantissimo questo ‘La Follia della Croce’ e vorrei reperirlo da qualche parte. Fai pure questo resoconto, questo commento alla parte finale del libro, poi pubblicalo qui come commento e magari ne trarrò fuori un articolo 🙂

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