Cinque modi per riconoscere un VERO carismatico cattolico da un santone eretico mangia soldi

I carismatici fanno parte della tradizione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. I carismi sono doni dello Spirito Santo. La realtà stessa dei carismatici e dei carismi ha un fondamento biblico, in quanto presente nelle Scritture e, di seguito, è parte della Rivelazione di Cristo. Carismi e carismatici sono ufficialmente stati “riconosciuti” come parte della Santa Madre Chiesa dopo il Concilio Vaticano II e sono disciplinati da una serie di documenti ecclesiali della Santa Sede, tra cui il documento Uvenescit Ecclesia rilasciato nel maggio del 2016 dal Dicastero della Santa Sede “Vita Laici e Famiglia”. I carismi che i carismatici ricevono in dono dallo Spirito Santo sono quelli rivelati nella Bibbia, nella Lettera di San Paolo ai Corinzi, presenti ovvero nei Testi Sacri della Rivelazione. Ci sono persone che hanno ricevuto uno o più di questi carismi specifici dallo Spirito Santo – di seguito, essendo essi ‘proprietari’ del dono carismatico, possono usufruirne, secondo le disposizioni del Vescovo Diocesano, per il bene collettivo. Un esempio è l’imposizione delle mani, attraverso cui si esercita il carisma di guarigione e liberazione (uno dei tanti carismi esistenti), attraverso il quale Gesù agisce, libera, guarisce. Ve ne sono altri.

Tuttavia, pure io, domani mattina, potrei alzarmi dal letto e andarmene in giro dicendo di essere un carismatico e architettando un piano basato sulla menzogna, sul raggiro e sul furto legalizzato, estorcendo così denari al popolo. E ci sono persone che, effettivamente, lo fanno. Vi sono stati e vi sono ancora casi di finti mistici, finti carismatici, finti ‘donatici’, mistificatori del sovrannaturale e persone che hanno ottenuto poteri non da Dio ma da Satana. Di queste ne è pieno il mondo, come poi ci avverte la Sacra Scrittura.

Come fare, allora, a riconoscere un autentico carismatico cattolico romano, autorizzato e riconosciuto a livello ecclesiale perlomeno in ambito diocesano e per di più seguito dal clero diocesano, da un eretico mangia soldi, falso e menzognero, che finge di avere doni e carismi che non ha? Ci vuole discernimento, vocabolo italiano che deriva dal latino discernere (sec. XIV). Implica vivere, quindi pensare, riflettere, constatare e quindi capire e decidere.

Ecco a voi cinque modi che vi aiuteranno nel discernimento ‘intellettuale’. Rigorosamente in ordine random: quelli che mi sono venuti in testa.


1- L’esperienza scientifica: dai frutti si riconosce l’albero. L’esperienza è il punto più importante, primario, ‘basico’. È da essa che scaturisce ogni possibilità di discernimento compiuto ed è da essa che la Chiesa costruisce le basi per un eventuale giudizio ecclesiale. E’ fondamentale, in quanto solo e soltanto da essa può scaturire qualsiasi considerazione specifica, privata e/o ecclesiale. Dalla qualità del frutto si riconosce la qualità dell’albero. Così, se da un carismatico si ottengono guarigioni spirituali e fisiche, liberazioni, cambi nella condotta morale della propria vita (con tanto di prove, testimonianze ed analisi scientifiche), se esso è umile, se è in obbedienza alla Chiesa Cattolica e se può operare secondo le disposizioni di un Vescovo Diocesano, non si può che constatare la veridicità della cosa nel suo insieme. E’ importante che non vi siano errori e distacchi dalla Verità di Cristo secondo la Chiesa Cattolica Apostolica Romana — lo vedremo tra poco. L’esperienza diretta permette dunque di vivere e quindi discernere, separando il buono dal cattivo.

2- Non chiede soldi. Uno dei primi nonchè più importanti segni di riconoscimento del ‘vero’ e del ‘sano’ è la totale assenza di richiesta pubblica e/o privata di denaro: il fatto che non si fa pagare per quello che fa, che non chiede soldi per sé stesso in nessun caso e per nessun motivo e che non si fa pagare per nessuna prestazione (che sia esercitare il carisma che ha in dono, fare una preghiera o un colloquio privato). Il massimo che chiede può essere un offerta libera da dare alla Chiesa dove opera e tiene l’incontro. Così come si fa durante le Messe. Egli non riceve né chiede denaro e non si fa pagare per nessuna prestazione particolare, sia essa carismatica o intellettuale.

3- Porta a Gesù e non a sé stesso. Si lascia utilizzare come strumento il cui unico fine è di portare a Gesù e non a sé stesso. Egli non è il catalizzatore di gloria riflessa. Egli funge come ‘portale’ attraverso il quale testimoniare Cristo e far si che ad ottenere la gloria sia Cristo stesso. Non richiama a sé le folle per il proprio auto-compiacimento, per farsi ammirare, per centralizzarsi tra il popolo, per la vana gloria, per la soddisfazione del proprio io e del proprio ego, ma unicamente per portare le persone a Gesù. Egli è soltanto uno strumento e da tale agisce. Un elemento primario nel discernimento selettivo applicato ad un carismatico è la constatazione di umiltà. Se l’umiltà, virtù cristiana, è presente, è probabile che gli sia di Dio.

4- E’ in linea con il Vangelo e con il Magistero bi-millenario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Quel che dice ed esce dalla bocca dev’essere in linea con la rivelazione di Cristo, così come appare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nei quattro Vangeli canonici, nelle Scritture, nella Morale Sessuale e nel Codice di Diritto Canonico. Un vero carismatico non può portare allo scisma ed essere un eretico, producendo sia il delitto di scisma che il delitto di eresia, contraddicendo e sovvertendo le Verità di Cristo nonchè le verità dogmatiche della Chiesa. Dev’essere in linea con il Magistero bi-millenario della Chiesa e mai al di fuori di esso. Dev’essere DENTRO la Verità e non fuori.

5- Ha l’approvazione di un autorità ecclesiale. Un carismatico autentico, per esercitare il proprio carisma, deve ottenere e passare attraverso l’approvazione ed il permesso del Vescovo Diocesano, che può così concedergli, secondo le proprie disposizioni, di esercitare il carisma di cui è dotato; il permesso può essere di natura ‘informale’ o ‘canonico’ (ad esempio, per mezzo di un comunicato diocesano). Nel caso in cui egli (il carismatico) abbia o sia in seno ad una realtà di fedeli (un’associazione, una congregazione religiosa etc…), la suddetta può venire riconosciuta previo decreto canonico ecclesiale; trattasi ovverosia dell’approvazione ecclesiale emessa direttamente dal vescovo (approvazione diocesana) o da uno dei Dicasteri della Santa Sede. Un carismatico autentico, se laico, è seguito dal clero cattolico, secondo le disposizioni del vescovo e con l’accompagnamento sacerdotale. È in obbedienza totale alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ad essa è obbediente e sottomesso e da essa è guidato. Il vescovo e/o il sacerdote guida di turno consta la positività del carisma, dell’operato e dei frutti. L’opera, la congregazione o l’associazione di cui può far parte può avere la ‘bolla ecclesiale’ (riconoscimento ecclesiale). Anche il presbitero dev’essere logicamente in obbedienza al Vescovo Diocesano e deve avere anch’egli un direttore spirituale (così come qualsiasi altro sacerdote senza particolari doni). Il fatto che l’eventuale associazione non abbia ancora alcun riconoscimento ufficiale non implica che non sia vero: per un eventuale approvazione ecclesiale almeno a livello diocesano deve per forza di cosa passare una linea di tempo variabile. Ci si deve arrivare al riconoscimento, non lo si ottiene nell’immediato – ipso facto – per il semplice fatto di possedere carismi. Ci vuole tempo, analisi, discernimento e giudizio. Ecco perchè questo è un punto importante ma che, logicamente, giunge per ultimo. Nel caso in cui non ci sia ancora alcun riconoscimento ufficiale, bisognerebbe anzitutto constatare la veridicità del soggetto e della sua realtà direttamente dagli altri punti esposti, ed in aggiunta sapere cosa ne pensa la Chiesa, il Vescovo Diocesano e chi lo segue in seno alla gerarchia ecclesiale. L’importante è che abbia il permesso del Vescovo e che sia seguito a livello diocesano e che possa operare secondo le disposizioni del Vescovo Diocesano e del sacerdote della Chiesa locale.


Quando Dio immette “nel mondo” – e lungo il proprio cammino – persone con dei doni di natura straordinaria, lo fa per il bene collettivo, per il bene di molti, affinchè tutti, liberamente, consensualmente e secondo la Volontà Divina, ne usufruiscano e ne traggano vantaggio individualmente, per il proprio presente ed il proprio futuro. Non si tratta di un vantaggio mondano, inutile e superfluo, ma di un vantaggio specifico, che può avere un importanza propria e a sé stante, finalizzata al bene dell’anima – non necessario per la salvezza, ma da cui si può ottenere un utilità specifica che può generare grazia spirituale.

La fruizione di un carismatico, va ribadito, non è di certo obbligatoria né tantomeno necessaria alla salvezza dell’anima – come se la stessa dipendesse da loro. No, tutt’altro; il fedele non è tenuto ad usufruirne. Ad esso ne è semplicemente concessa la possibilità; una possibilità secondaria ed opzionale e non primaria ed esclusiva. Dunque, è bene che si preghi lo Spirito Santo per sapere se è cosa buona e giusta che si conosca e si usufruisca di un carismatico e dei carismi ad esso associati. C’è chi potrebbe averne bisogno e chi no: non per forza bisogna usufruirne ma, dato che ci sono, tanto di guadagno per coloro che ne fanno “uso”.

Essi, dunque, sono ‘opzionali’ e non esclusivi, secondari e non primari. La salvezza non dipende da loro e da essi scinde, in quanto le modalità salvifiche sono terminate con la Rivelazione e dipendono unicamente dalla Grazia Divina in collaborazione con il libero arbitrio della persona e dal rapporto che essa ha con la preghiera quotidiana e i Sacramenti (Santa Messa, Adorazione, Confessione), da cui dipende lo stato di grazia e la crescita graduale dello stato di santità del fedele.

Chiunque ne usufruisca non ne diventi dipendente, si ricordi che di centrale nella nostra vita dev’esserci soltanto il Rosario, la Santa Messa, l’Adorazione e la confessione (Sacramenti), badi a tener al centro sempre e solo Cristo e si ricordi che essi servono come supporto ausiliare per vantaggi di carattere spirituale, senza che debbano venire ‘centralizzati’ nella nostra vita come fossero Dio e senza cadere nella trappola “se in quel gruppo non c’è un carismatico o se quel sacerdote non è un carismatico non ci vado”. Infine, chiudo dicendo che un dono straordinario, per di più gratuito e in quanto tale accessibile a tutti, permette di vivere meglio l’ordinario.

2 pensieri su “Cinque modi per riconoscere un VERO carismatico cattolico da un santone eretico mangia soldi

  1. La mia esperienza da Dario Gritti ? Devo solo dire GRAZIE!
    Da anni posseduta e dopo molti percorsi in vari posti non ho mai risolto…non riuscivo nemmeno
    a passare intorno al Santuario….venivo colpita da atroci dolori alla testa!!!
    gli ultimi 4 anni da lui sono stata liberata….
    Dario mi vuole Santa! Grazie alle sue preghiere e di tutti i consacrati
    E di tutti gli innamorati oggi vivo!! Gesù è vivo in me….
    Dario Salva le anime!!! Ed io sono una delle tante salvate.
    Per 4 anni ogni settimana mi faceva preghiere di liberazione senza mai chiedermi nulla!!!
    La sua è un’opera di Dio. Raccogliamo anche cibo per Ascoli.

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