Cinque modi per riconoscere un VERO carismatico cattolico da un santone eretico mangia soldi

PREMESSA

  • (I) Credo ai carismi della lettera di San Paolo e ai carismatici; tuttavia, il fatto che qualcuno abbia un dono o che dica di essere carismatico, non implica che sia vero. Bisogna riconoscere il vero dal falso, il bene dal male, il buono dall’iniquo; ci sono carismatici veri, che portano a Dio, e carismatici falsi, che portano a se stessi o a Satana.
  • (II) L’intelligenza insita nell’uomo è stata creata da Dio per discernere e dunque per separare il vero dal falso. Non bisogna credere che qualcuno sia un carismatico a sentimento, perchè lo dice o perchè opera prodigi; così facendo si rischia di cadere nella trappola del falso profeta. Bisogna dapprima discernere e verificare che venga da Dio, mediante l’analisi e l’approvazione della Chiesa Cattolica.

1 Corinzi 12, 4 Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5 vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6 vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7 A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8 a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9 a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10 a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

I carismatici fanno parte della tradizione della Chiesa Cattolica. I carismi sono i doni dello Spirito Santo reperibili nella Lettera di San Paolo ai Corinzi (Nuovo Testamento). Vi sono carismi in senso stretto ed in senso largo. I carismi in senso stretto sono doni dello Spirito Santo, che la Terza Persona della Trinità da a chi vuole e quando vuole (si pensi al dono del discernimento, della profezia o della cardiognosi); i carismi in senso largo sono capacità naturali, talenti presenti in natura di cui una persona dispone (saper insegnare è un carisma in senso largo).

I carismi ed i carismatici sono presenti fin dalla venuta del Verbo ed hanno avuto modo di esporsi in seno alla Chiesa Cattolica già nei tempi antichi e nuovamente, ed in particolar modo, nel 900′, dopo il Concilio Vaticano II. La realtà dei carismatici è generalmente tollerata dalla Chiesa ed è stata trattata in modo specifico nel documento ecclesiastico «Uvenescit Ecclesia» pubblicato nel maggio del 2016 dal Dicastero della Santa Sede “Vita Laici e Famiglia”. Bisogna poi verificare il caso singolo affinchè si separi il vero dal falso: ogni carismatico deve ricevere un’analisi ed un’approvazione a se stante di carattere ecclesiastico, diocesano o di competenza della Santa Sede.

Carismatico è colui che riceve, in dono e di spontanea volontà dello Spirito, uno dei carismi della Lettera di San Paolo ai Corinzi. Il dono in sé non viene dato perchè chiesto: viene elargito di libera iniziativa, secondo le disposizioni della Volontà di Dio. Badate dunque ai singoli e ai collettivi di preghiera che esprimono la volontà di ricevere doni: spesso, dietro tali richieste, si celano ambizioni proprie dell’orgoglio. Vi sono carismatici approvati dalla Diocesi di competenza e che possono esercitare i carismi di cui sono dotati secondo le disposizioni ecclesiastiche del Vescovo Diocesano. Ve ne sono altri che sono consensualmente consacrati al demonio o sotto il potere del maligno. Bisogna prestare attenzione ai singoli casi.

Pure io, domani mattina, potrei alzarmi dal letto e andarmene in giro dicendo di essere un carismatico, architettando un piano a scopo di lucro basato sulla menzogna e sul raggiro, estorcendo così denari al popolo. E ci sono persone che, effettivamente, lo fanno. Vi sono stati e vi sono ancor oggi casi di finti mistici, finti carismatici, finti ‘‘donatici’’, mistificatori del sovrannaturale e persone che hanno ottenuto poteri non da Dio ma da Satana. Di queste ne è pieno il mondo, come poi ci avverte la Sacra Scrittura.

Come fare, allora, a riconoscere un autentico carismatico cattolico romano, autorizzato e riconosciuto a livello ecclesiale, perlomeno in ambito diocesano e per di più seguito dal clero, da un eretico santone avido, falso e menzognero, che finge di avere doni e carismi che non ha o che esercita carismi di natura preternaturale per attrarre a sé gli incauti? Ci vuole discernimento, vocabolo italiano che deriva dal latino discernere (sec. XIV). Implica osservare ciò che si deve discernere, quindi pensare, riflettere, constatare e dunque capire e decidere.

  • Ecco a voi cinque modi che possono essere di aiuto nel discernimento intellettuale. Il processo di discernimento va compiuto primariamente dalla Chiesa: il laico può certamente di suo sbilanciare una posizione personale, privata e soggettiva, senza tuttavia sostituirsi al Vescovo Diocesano e rimettendosi comunque all’obbedienza della Chiesa. Ancor prima del laico, è bene che il Vescovo, e sotto di esso i sacerdoti, siano i primi ad attuare un discernimento, costituito di preghiera e riflessione, affinchè il popolo possa venire aiutato.

1 – L’esperienza scientifica: dai frutti si riconosce l’albero. L’esperienza è il punto più importante, primario, basico. È da essa che scaturisce ogni possibilità di discernimento concreto ed è da essa che la Chiesa costruisce le basi per un eventuale giudizio ecclesiale. Dalla qualità del frutto si riconosce la qualità dell’albero. Così, se da un carismatico si ottengono guarigioni spirituali e fisiche, liberazioni dal maligno, diversificazioni nella condotta morale nella vita dell’individuo, ritorno ai Sacramenti, se esso è umile di spirito, se è in obbedienza alla Chiesa Cattolica e se può operare secondo le disposizioni di un Vescovo Diocesano, non si può che constatare la veridicità della cosa nel suo insieme. È importante che non vi siano margini di errori sostanziali e distacchi propri dalla Dottrina della Chiesa – lo vedremo tra poco. L’esperienza diretta permette dunque di vivere e dunque discernere, separando il buono dal cattivo.

2 – Non chiede soldi. Uno dei primi nonchè più importanti segni di riconoscimento del ‘‘vero’’ e del ‘‘sano’’ è la totale assenza di richiesta pubblica e/o privata di denaro: il fatto che non si faccia pagare per quello che fa, che non chiede soldi per se stesso in nessun caso e per nessun motivo e che non si faccia pagare per nessuna prestazione (che sia esercitare il carisma che ha in dono, fare una preghiera o un colloquio privato). Il massimo che chiede può essere un’offerta libera da dare alla Chiesa dove opera e tiene l’incontro. Così come si fa durante le Messe. Egli non riceve né chiede denaro e non si fa pagare per nessuna prestazione particolare, sia essa carismatica o intellettuale. Chiunque eserciti «a pagamento» manifesta il primo segno del falso profeta.

3 – Porta a Gesù e non a se stesso. Si lascia utilizzare come strumento il cui unico fine è di portare a Gesù e non a se stesso. Egli non è il catalizzatore di gloria riflessa. Egli funge come fosse un portale attraverso il quale testimoniare Cristo e far sì che ad ottenere gloria sia Cristo stesso. Non richiama a sé le folle per il proprio auto-compiacimento, per farsi ammirare, per centralizzarsi in mezzo al popolo, per la vana gloria del proprio io, per la soddisfazione del proprio ego, ma unicamente per portare le persone a Gesù. Egli è solo e soltanto uno strumento e da tale agisce. Un elemento primario nel discernimento selettivo applicato ad un carismatico è la constatazione di umiltà di spirito, l’assenza di caratteristiche proprie della psiche che rimandino all’ego, all’orgoglio e all’ira. Se l’umiltà, virtù cristiana, è presente, è probabile che egli sia di Dio.

4 È in linea con il Vangelo e con il Magistero bi-millenario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Quel che dice ed esce dalla bocca dev’essere in linea con la rivelazione di Cristo, così come appare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nei quattro Vangeli canonici, nelle Scritture, nella Morale Sessuale e nel Codice di Diritto Canonico. Un vero carismatico non può portare allo scisma ed essere un eretico, producendo sia il delitto di scisma che il delitto di eresia, contraddicendo e sovvertendo le Verità di Cristo nonchè le verità dogmatiche della Chiesa. Dev’essere in linea con il Magistero bi-millenario della Chiesa e mai al di fuori di esso. Dev’essere dentro la Verità e non al di fuori di essa.

5 – Ha l’approvazione di un’autorità ecclesiale. Un carismatico autentico, per esercitare il proprio carisma, deve ottenere e passare attraverso l’approvazione ed il permesso del Vescovo Diocesano, che può così concedergli, secondo le proprie disposizioni, di esercitare il carisma di cui è dotato; il permesso può essere di natura informale o canonica (ad esempio, mediante un atto amministrativo). Un carismatico autentico è seguito dal clero cattolico, secondo le disposizioni del vescovo e con l’accompagnamento sacerdotale, ed è in obbedienza totale alla Chiesa Cattolica, ad essa è obbediente e sottomesso e da essa è guidato. Il Vescovo ha il compito di vagliare e constatare la positività dell’operato e dei frutti. Nel caso in cui il carismatico abbia o sia in seno ad una realtà di fedeli (un’associazione, una congregazione religiosa etc…), questa deve comunque sottostare all’obbedienza della Chiesa e alle direttive diocesane. La suddetta può venire accolta ed in seguito riconosciuta previo decreto ecclesiastico; può essere che venga emesso direttamente dal Vescovo (approvazione diocesana) o direttamente dalla Santa Sede (approvazione di diritto pontificio). Il fatto che l’eventuale e ipotetica associazione non abbia ancora alcun riconoscimento ufficiale non implica che non sia vero: per un eventuale approvazione ecclesiale almeno a livello diocesano deve per forza di cosa passare una linea di tempo variabile.


Quando Dio immette “nel mondo” – e lungo il proprio cammino – persone con dei doni di natura straordinaria, lo fa per il bene collettivo, per il bene di molti, affinchè chiunque, liberamente, consensualmente e secondo la Volontà Divina, ne usufruisca e ne tragga vantaggio individualmente, per il proprio presente ed il proprio futuro. Non si tratta di un vantaggio temporaneo, futile e superfluo, ma di un vantaggio specifico, che può avere un importanza propria e a sé stante, finalizzata al bene dell’anima, sia esso temporaneo o eterno.

La fruizione di un carismatico, va ribadito, non è di certo obbligatoria né tantomeno necessaria alla salvezza dell’anima – come se la stessa dipendesse da loro. No, tutt’altro: il fedele non è tenuto ad usufruirne. Ad esso ne viene semplicemente concessa la possibilità; una possibilità secondaria ed opzionale e non primaria ed esclusiva. Dunque, è bene che si preghi lo Spirito Santo per sapere se è cosa buona e giusta che si conosca e si frequenti un carismatico. C’è chi potrebbe averne bisogno e chi no: non per forza bisogna usufruirne. Dato che ci sono, è comunque possibile che ci si chieda chi siano e cosa facciano, ed è dunque importante che vi sia la mediazione della Chiesa, perlomeno a livello diocesano.

I carismatici, dunque, sono ausiliari e non esclusivi, secondari e non primari. La salvezza non dipende da loro e da essi è svincolata. La Rivelazione è terminata e le modalità salvifiche sono anch’esse definite e compiute, così come rivelate da Cristo e conservate nel Magistero. La salvezza dipende unicamente dal rapporto personale con Cristo, attraverso il Cuore Immacolato di Maria, e dunque dalla grazia divina che necessita di cooperare con il libero arbitrio della persona, che dovrà, di suo, consensualmente, collaborare con Dio per rimanervi in amicizia, attraverso un cammino di preghiera quotidiana ed una vita sacramentale (Santa Messa, Adorazione, Confessione). Dalla preghiera e dai Sacramenti dipende la santificazione dell’anima, ed il suo stato di grazia, e dunque la qualità del rapporto di comunione con Dio. Chiunque commetta peccato mortale spezza il rapporto di amicizia con Dio e si posiziona in una condizione di opposizione a Dio stesso. Dovrà dunque pentirsi e confessarsi per riacquisire la Giustificazione.

Chiunque frequenti eventuali e presunti carismatici non ne diventi dipendente, si ricordi che di centrale nella nostra vita dev’esserci soltanto il Rosario, la Santa Messa, l’Adorazione e la Confessione, badi a tener al centro della propria anima sempre e solo Cristo e si ricordi che essi servono come supporto ausiliare per vantaggi di carattere spirituale, senza che debbano venire ‘centralizzati’ nella nostra vita come se fossero Dio o come se da essi dipendesse la nostra vita spirituale, e senza cadere nella trappola “se in quel gruppo non c’è un carismatico o se quel sacerdote non è un carismatico non ci vado”. Infine, concludo affermando che un dono straordinario, per di più gratuito e in quanto tale accessibile a tutti, permette di vivere meglio l’ordinario. E dunque, ad ognuno la sua scelta.

2 pensieri su “Cinque modi per riconoscere un VERO carismatico cattolico da un santone eretico mangia soldi

  1. La mia esperienza da Dario Gritti ? Devo solo dire GRAZIE!
    Da anni posseduta e dopo molti percorsi in vari posti non ho mai risolto…non riuscivo nemmeno
    a passare intorno al Santuario….venivo colpita da atroci dolori alla testa!!!
    gli ultimi 4 anni da lui sono stata liberata….
    Dario mi vuole Santa! Grazie alle sue preghiere e di tutti i consacrati
    E di tutti gli innamorati oggi vivo!! Gesù è vivo in me….
    Dario Salva le anime!!! Ed io sono una delle tante salvate.
    Per 4 anni ogni settimana mi faceva preghiere di liberazione senza mai chiedermi nulla!!!
    La sua è un’opera di Dio. Raccogliamo anche cibo per Ascoli.

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