CHI SONO? Vers. 2.0

Di periodo in periodo aggiorno la mia bio, aggiungendo nuovi elementi.
Abbiate pazienza, ci sto lavorando ad una presentazione degna e definitiva.
Nel frattempo, vi racconto brevemente cosa mi è successo.

Mi chiamo Fabio Arancio, l’originale, l’unico vero “Fabio Arancio” in Italia e nel mondo, con buona pace di altri “Fabio Arancio” presenti in Sicilia (ve ne sono alcuni a Catania, Palermo e nella provincia di Enna…). Sono un ragazzo di origine siciliana. Sono nato in un ospedale di Modena da una famiglia siciliana: padre di Catania, madre di Piazza Armerina. Per il lavoro di babbo, la mia famiglia si trovava lì. Sono cresciuto nel comune di Villafranca Tirrena, in provincia di Messina.

Non sono cresciuto in una famiglia cattolica, tutt’altro. Mio padre non era cattolico, non lo è mai stato, e mia madre lo era più per tradizione abitudinaria che per convinzione personale. Fondamentalmente, erano tutti e due distanti dalla fede: mio padre filo-ateista e dall’altra parte rispetto alla Chiesa; mia madre andava a Messa per tradizione familiare e popolare (“di paese”) ma non era realmente credente né praticante. Non ho avuto nessun esempio pratico di fede, di testimonianza cristiana e di preghiera: in casa non si parlava mai di Dio né di Cristo e in genere non si pregava mai, nemmeno il segno della croce si faceva.

Nonostante questo, io avevo scritto nel cuore e fin dalla nascita una cosa precisa: che c’era un Dio e che Dio esisteva. Non me lo ha mai insegnato nessuno: lo sapevo di mio da sempre, sapevo che c’era, lo sentivo dentro, lo avevo scritto nella coscienza in natura. Ciò detto, da bambino non mi piaceva andare alla Messa, la reputavo noiosa e non la capivo ed il parrocco del paese, padre Pelleriti, non aiutava di certo a farmela amare: non è una critica, semplicemente non capivo nulla di quelle che diceva durante l’omelia.

L’unico esempio di preghiera che vedevo da bambino era quello di mia nonna di Piazza Armerina. Vedevo tra le sue mani, già quando avevo 6 anni, una collana non identificabile che non riuscivo a capire cosa fosse. Vedevo mia nonna usare quella collana sopratutto di sera, ma gliela vedevo tra le mani anche durante le ore diurne. Io le chiedevo “nonna cos’è sta collana? Perchè la muovi di granello in granello? Che significa, che fai?” lei mi rispondeva che si chiamava “il Rosario” e che da grande avrei capito. Mi parlava di una certa “Madonna” che però, ai tempi delle elementari, non avevo capito bene cosa o chi fosse.

Tra le scuole elementari e le scuole medie, per una serie di fattori combinati e per un mix letale di solitudine, problemi familiari, marginalizzazione sociale, incapacità di difendermi e bullismo, sono finito sempre di più in una fortissima malinconia continua iniziata ai tempi delle elementari e divenuta particolarmente persistente intorno alla 5°. In 2° media ebbi i primi vagiti di depressione. Questa malinconia divenne sempre più continua finché, a 15 anni, si tramutò in depressione vera e propria. Non vidi più uscite ne modi di farcela: vidi solo buio. La sofferenza era totale, costante, quotidiana: non posso raccontarvi, né è possibile comprendere cosa abbia realmente passato. Ritrovandomi solo, senza amici e nella solitudine più totale, caddi in depressione a 15 anni, in seconda superiore. In quell’anno particolare iniziò una spirale discendente. Quell’estate fu la peggiore della mia vita e bastò per cambiare tutto: da un anno sofferente ma regolare ad un anno deprimente e senza speranza.

A 17 anni, stanco di soffrire e di ricevere ferite su ferite, delusioni su delusioni, decisi che volevo smetterla di fare “il bravo” e decisi che volevo conoscere tutto ciò che veniva venduto come ‘proibito’. Feci un atto volontario particolare: decisi che Dio, per me, non sarebbe più esistito. Parallelamente, esattamente a quell’età, un giorno, in camera mia, invocai Satana. Cominciai a vederlo non più come “simbolo del male” come il mondo diceva ma come angelo di luce, non cattivo e capace di aiutare l’uomo. Vedevo in lui “un essere di energia” che avrebbe potuto aiutarmi ad uscire dalla depressione, nella speranza che avrei potuto cambiare la mia vita. Lo invocai e sentì come se qualcosa fosse effettivamente accaduto. D’improvviso, nel cuore, da quell’anno in poi, iniziai a vivere una rabbia ed un odio infiniti, incontrollabili, particolarmente rivolte verso i miei e verso me stesso. Quando mi arrabbiavo, sembravo un ossesso.

Scelsi brutte vie che mi vennero presentate come libertà nascoste all’uomo, come varianti della natura e come ‘modi’ per uscire dai miei problemi, convinto che sarei diventato più forte e potente, che sarei uscito dalla depressione e che avrei avuto la rivalsa per i mali accaduti fin da bambino. Cominciai ad appassionarmi di magia nera, occultismo, New Age, alienologia, dottrine esoteriche ed ancestrali, culture pagane, esoterismo orientale, reiki e divenni un seguace sfegatato del mago occulto Aleister Crowley. Per me, queste cose erano vita. Erano normali. Erano una variante della natura proibita dai potenti per evitare di perdere il controllo dell’umanità. Per me, erano una fuga dalla vita mediocre, un ‘elevazione’ ed un percorso rivoluzionario. Vedevo il tutto come “cammino spirituale”.

Iniziai così a praticare magia nera, incantesimi ed ero un seguace dell’occultismo e della New Age. Di quest’ultimo in particolare, ne ero un patito sfegatato. Ero dentro queste cose ogni giorno, ne ero dentro fino al collo, per me erano tutto. Ero convinto che esistessero gli alieni, che Dio non esisteva, che la religione era un’invenzione, che c’erano tante energie divine, che noi eravamo ‘energia’, che c’erano tante dimensioni e razze aliene venute nella terra in passato, che la magia fosse necessaria per elevarsi a Dio e che l’uomo potesse acquisire ‘poteri divini’ occultati dalla Chiesa per il controllo del mondo. Ero convinto che l’uomo fosse Dio di se stesso. Il mio motto era “Fa ciò che vuoi, così potrai essere” (“Do what thou wilt, so mote it be”). Odiavo la religione e la Chiesa Cattolica in particolare. Odiavo Dio. Tutto ciò che era ‘religione’ doveva scomparire dalla faccia della terra.

Tuttavia, tutte queste cose non mi fecero stare meglio: stetti solo molto peggio, con peggioramento dei periodi depressivi, problemi psicologici e spirituali, sbalzi d’umore, rabbie incontrollabili, ire continue e insonnia senza fine. Soffrivo e stavo male di continuo. Più vivevo così, più stavo male e ne soffrivo, più stavo male, più praticavo nella speranza di stare meglio, più praticavo più stavo male, e più stavo male, più non sapevo come uscirne. Iniziai a vedere il suicidio come unica via e soluzione alla mia vita. Ero finito in un vortice paradosso: ero in una spirale di depressione senza fine. Di chiedere aiuto ad un Dio non se ne parlava: per orgoglio al mio io, era fuori discussione. Per me non esisteva più. C’erano “gli dei antichi”.

Il rapporto con i miei si deteriorò fino a rasentare lo zero assoluto. Non avevo nemmeno una vita sociale. Ero semplicemente un ragazzo solo. Ufficialmente caduto in depressione, finii per costruirmi un mondo tutto mio, per vivere nella New Age sperando che gli alieni tornassero e cambiassero il mondo, vivendo intanto nella depressione che mi distrusse la vita, facendomela a pezzi e riducendomi in polvere. Ero privo di vita e di forze per reagire. Quegli strumenti che speravo mi avrebbero potuto aiutare, in realtà peggiorano soltanto la situazione. Sono finito per soffrire di depressione per 7 lunghi anni, iniziata con un forte periodo malinconico (alle scuole medie), poi divenuto depressivo (dalla seconda superiore).

Nel 2012, ero nel pieno del mio ultimo periodo depressivo iniziato nel gennaio del 2011. Era una depressione forte, onnipotente, divenuta cronica, patologica, che si trascinava da ormai 7 anni. Un anno e mezzo senza mai più uscire di casa, senza più vivere, con l’unico desiderio di suicidarmi, di farla finita per sempre. Non sapevo più come fare. Nel novembre del 2011 ho raggiunto l’esasperazione, psichica e spirituale. Poi, un giorno, accadde qualcosa. Intorno alla fine del 2011, iniziai ad avere un ispirazione interiore: forse Dio esisteva. Forse dovevo tornare a lui. Forse dovevo chiedergli aiuto. In fondo, dal più profondo del mio cuore, non si era mai realmente cancellato.

Nel maggio del 2012, durante il periodo pasquale, a 22 anni e mezzo, decisi di recitare un Ave Maria. Fu un ispirazione fortissima. Mi sentii chiamato a recitarla. Mi chiusi in camera e mi stesi sopra il letto. Congiunsi le mani ed iniziai a recitare un Ave Maria nel mio cuore.

Ave Maria
Piena di Grazia
Il Signore è con te
Tu sei la benedetta tra le donne
E benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù
Santa Maria, Madre di Dio
Prega per noi peccatori
Adesso e nell’ora della nostra morte
Amen

Ho sentito l’amore di Dio, per intercessione di Maria, entrarmi nel corpo, oltre la materia, e bruciarmi dentro. Ho sentito un amore che bruciava come fosse materiale, capace di penetrarmi ogni poro della pelle, fino a toccarmi le profondità dell’anima. Ad ogni parola, l’amore aumentava. Conclusa l’Ave Maria, ho riconosciuto Cristo come Signore, mi sono convertito al cattolicesimo e sono uscito dalla depressione.

Da quel giorno, la mia vita è cambiata.


TEAM ©theorangeblogger

Fabio Arancio, scrittore e blogger cattolico, appassionato di fotografia, videomaking, viaggi, letteratura e cinema. Convertito al cattolicesimo romano nell’aprile del 2012.

Gesù e Maria. Anch’essi parte del team, mi ispirano quali idee usare e come attuare una “scrittura santa”, costruttiva e argomentata, senza lo spargimento dell’odio.

Il Gatto. È cattolico anche lui, solo che non lo sa. Ama infastidirmi mentre scrivo, mettendosi dinanzi il monitor del pc nel momento saliente. Gli piace rincorrere tutto ciò che si muove e curiosare.