Single Cattolici Italia – Intervista alla fondatrice di un progetto ambizioso

Il concetto di «Single Cattolico» è divenuto un fenomeno demografico ed una realtà storica e culturale senza precedenti nella storia. Un tempo si era single per una frazione della storia: oggi si può essere single a vita. Un tempo vi era solo qualche single e per un periodo di tempo limitato; oggi vi sono innumerevoli single e per una porzione del tempo ben più ampia. E quando sei tu il primo ad essere single, la tematica della singolitudine tocca propriamente la tua anima. Questa è l’era della confusione, dell’inganno universale, della tecnologia e dell’ateismo. Ma è anche l’era del single: che sia cattolico o meno, la figura propria dell’uomo solo – una persona non impegnata sentimentalmente – è divenuta imperante. Mai come oggi vi sono così tanti uomini che vivono quotidianamente lo stato della singolitudine.

Esiste, in Italia, un progetto interamente dedito al sub-mondo della singolitudine; un apostolato cattolico che riunisce i single d’Italia e ne fa oggetto di cura e attenzione. Sono riuscito nell’intento di contattare il fondatore del progetto e di parlarci. Dono questa intervista, in esclusiva nel mio blog, quale preziosa risorsa di dialogo per conoscere e approfondire un apostolato interamente dedito ai single, fenomeno imponente e massiccio, che non ha, ancor oggi, un attenzione particolare da parte della Chiesa.

Intervista a Single Cattolici Italia
Di Fabio Arancio
theorangeblogger.com
Puoi visitare il sito ufficiale cliccando qui.

 1. Partiamo da una domanda basilare. Chi c’è dietro Single Cattolici?  

Ciao Fabio! Innanzitutto ti ringrazio a nome di tutti, per l’opportunità e lo spazio che vuoi dedicare alla categoria dei single cattolici! C’è davvero bisogno di dare voce alla loro esistenza, sempre più bisognosa di amicizia e considerazione.

Ma veniamo alla domanda 🙂

Dietro questo progetto ci sono proprio… i single cattolici di tutta Italia. 

Siamo partiti da alcuni gruppi Facebook, dove ci siamo conosciuti con persone di ogni regione: nel tempo, comunicando continuamente con gente di tutte le età ed esperienze, sono nate tantissime idee per la realizzazione di qualcosa di concreto.

Da lì ci siamo evoluti ed è nato un semplice sito web che, a dire il vero, funge da portale: ospita tantissimi spunti, link, attività per i single cattolici.

L’intero progetto è centrato su argomenti tipo la RELAZIONE e la buona COMUNICAZIONE, e ci tengo a precisare che il sito web ospita anche buone risorse per gli altri stati vocazionali (fidanzamento, matrimonio, etc), essendo tutti “interconnessi” in qualche modo. Alla base di ogni individuo c’è il desiderio di amare e lo si fa proprio attraverso la relazione e la comunicazione con chiunque.

C’è un profondo bisogno/desiderio di donarsi e migliorarsi, e vogliamo iniziare a fornire strumenti concreti per farlo in maniera equilibrata e fruttuosa, perchè la vita di ciascuno possa trovare la piena realizzazione e la pace.

Ecco, c’è proprio tutto questo dietro i single cattolici 🙂

2. Se scrutiamo la realtà attuale, sociale e demografica, vediamo che i single sono in crescita, che nella Chiesa non vi sono pastorali di fatto per i single e che, a parte qualche piccola iniziativa, non c’è niente di fatto per chi vive la singolitudine. Quando ti è nata l’dea di realizzare “Single cattolici“? Suppongo che l’esperienza vissuta ti abbia un po’ spinta a fare qualcosa in questo senso, vero?  

Si, le realtà ad oggi sono ancora troppo poche, considerata la mole di richieste. Ancora, purtroppo, più uniche che rare sono le figure ecclesiali si occupano dei single cattolici: serve molta diffusione della nostra esistenza. 

Siamo ancora in una “terra di mezzo”, ove pochi riflettono su tale numero crescente dei single, ed ahimè, poco si pensa a sanare questa grande “piaga sanguinante non curata”, che implora aiuto da ogni dove. 

Il credo nell’Amore è in diminuzione, la speranza viene meno: bisogna dare urgente voce a questo grido, questo desiderio di un’alba nuova.

Da parte mia, sto provvedendo a riguardo: sono in preparazione tante iniziative e locandine da diffondere. Il mio “lavoro”, ahimè, è a rilento poichè servirebbero collaborazioni (c’è tanto da fare!) ed ho lanciato l’iniziativa “Tuttix1single, 1singlextutti”, ma… è pur vero che anche il Signore può provvedere al Suo progetto quando e come vuole 😉 

L’idea del sito web è nata nella semplicità: io amo raggruppare fonti, dopo un lungo studio e vaglio. Amo suggerire cose belle agli amici, ma anche a chi mi capita di conoscere, perchè l’Amore è gratis, ed è bello (direi impagabile) poi veder fiorire un barlume di speranza e felicità nelle persone, davvero non ha prezzo.

Raccogliendo-raccogliendo, ad un certo punto mi rendo conto che le liste si fanno lunghe, allora mi è venuta l’idea di convogliare il “raccolto” in un solo sito web, per facilitare la condivisione.

Dal sito è nato poi tutto il resto del progetto e le iniziative, a cascata, ma molte sono ancora “under construction” 🙂

Ad ogni modo, come accennavo, vedere e conoscere questa tanta gente (proprio come fu scritto in Mc 6, 34 “vide molta folla e si commosse per loro, perchÈ erano come pecore senza pastore”), mi fa percepire l’inquietudine di fondo che alberga nei loro cuori: l’incertezza di oggi, la società che rallenta ogni cosa e sembra non voler far realizzare la vita, la Chiesa che non offre punti di condivisione in tal senso… ci si ritrova quasi come smarriti e bisognosi di acqua e pane, cioè del necessario. 

Per esperienza personale e raccolta da altri, vedo che bisogna spostarsi molto fisicamente per trovare punti di aggregazione in tal senso: non tutti (anzi, pochi) hanno questa possibilità, allora è necessario più che mai agire a livello locale. 

Se ognuno ci potesse dare una mano a diffondere le iniziative, ognuno nel suo piccolo, potremmo fare grandi cose per tutti. 

3. L’iniziativa Cuori Puri parla a coloro che vogliono intraprendere un cammino di castità. La tua parla a coloro che sono ancora single. Credo che sia importante presentare la singolitudine secondo la pedagogia di Dio: non una condanna, ma uno stato dell’essere, non necessariamente eterno. Una condizione nella quale si può approfondire la conoscenza di Dio, se stessi e il proprio cammino. Cosa ne pensi?  

Hai espresso il concetto proprio bene! Lo stato di single può, logicamente, sia essere momentaneo che una specie di “vocazione”. Mi sovviene il passo Mt 19, 12 “Vi sono infatti eunuchi che sono nati cosÏ dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”. La Parola che noi solitamente leggiamo non è mai fine a se stessa, ma è talmente ricca di significati che non finiremo mai di scoprirla e riscoprirla, è immensa almeno quanto Chi l’ha pronunciata e posta in essere (“Ecco, io faccio nuove tutte le cose” Ap 21,5).

Vuol dire che esiste ogni tipo di stato: c’è chi ha avuto certi doni, chi ne ha avuti altri. Siamo ricchi di doni e virtù a prescindere, l’importante però è SCOPRIRLI e farli fruttare! 

Tutto questo è una bella avventura, serve solo una buona volontà per cominciare e coerenza nel vivere l’attesa dell’incontro con lo Sposo! Che sia Gesù vivo e vero, oppure uno sposo/a terreno/a per condividere assieme questo bel percorso, benvenga in ogni caso, è sempre benedizione 🙂

Altra cosa necessaria e trovare una guida realmente buona ed equilibrata per non farci ingannare nel cammino e “dirigere i nostri passi sulla via della pace” (Lc 1, 79). Ne spiego squisitamente il perchè nella pagina dedicata sul sito del progetto (vedi anche nota Filotea cap. IV) https://singlecattoliciitalia.blogspot.com/p/persone-e-coppie-di-riferimento-per.html

4. Talvolta, spesso direi, può capitare che la vocazione che Dio ci dona non sia quella che ci aspettavamo o che credevamo che Dio ci avrebbe dato. Spesso i cattolici desiderano il fidanzamento ‘‘a tutti i costi’’, quando poi Dio ha un altro progetto di realizzazione. Ci sono, nel tuo gruppo di single, discussioni e lotte interiori sulla vocazione?

Certamente. Molti si dibattono su questo interrogativo.

Alcuni sono fissi sull’idea di dover stare con qualcuno, ed è anche ovvio poichè sono desideri profondi, quasi ancestrali e pur leciti: quando Dio ci ha creato già eravamo con Lui, per cui MAI siamo stati soli, allora se ci sentiamo soli è perchè abbiamo sete sia di Dio che di una compagnia simile, che sempre da Lui ci è stata data (“Non è bene che l’uomo sia solo”, Gen 2, 18).

Altri entrano in dubbio e cercano allora di fare chiarezza su eventuali altri tipi di vocazione… 

Altri ancora si abbandonano all’idea di dover restare single in eterno (come se poi la vita finisse qui… ehehe).

Bisogna capire innanzitutto che, qualsiasi cosa succeda, non rimarremo soli. Oltre il sentirsi soli, paradossalmente ci sono anche persone che, da sposate, si sentono peggio di prima e vorrebbero tornare indietro. Nessuno di questi due casi porta felicità alla persona umana, ma è il vivere nella pienezza della volontà di Dio che ci realizza e ci fa felici pienamente. 

In ogni caso credo che Dio abbia un progetto per ciascuno, qualsiasi strada prendiamo o ci capiti senza la nostra volontà. Ricordate (per chi ha partecipato alle “Dieci Parole o 10 Comandamenti”, P. Fabio Rosini) che Dio è come un navigatore? Se sbagli strada, prova sempre a riportarti a casa! Allora mi viene da pensare che sia la stessa cosa con la vita: il matrimonio, essendo con un’altra persona, è subordinato anche al volere dell’altro e questo è imprevedibile. Se per esempio nessuno ci sceglie (o non scegliamo noi), sicuramente il Signore saprà cosa fare di e con noi, e come renderci felici. Dio non vuole la morte delle Sue creature, ma che esse vivano felici!

Per quanto riguarda la vocazione, per la maggiore direi che le vere chiamate di Dio si sentono chiaramente. Non che si abbia subito una “chiarezza razionale”, ma senza alcun dubbio ci sono dei segnali precisi, che può facilmente percepire il cuore e non per forza l’esterno: una pace profonda nelle scelte (che magari razionalmente non vorremmo), delle vie alcune volte spianate, ed altre invece contrastate ma poi miracolosamente spianate. Si, per quel che ho potuto conoscere, i segnali sono chiari. Confermo che tutti quelli che hanno seri dubbi, e li protraggono anche molto a lungo, hanno bisogno con urgenza di un direttore spirituale “santo”: serve in tutti i casi, ma chi si mantiene in uno stato di stallo forse non ha chiarezza nella vita, e deve essere aiutato quanto prima a ritrovare la strada. 

Personalmente do’ credito a quella famosa frase di De Filippo “le cose lunghe sono serpenti”, viene menzionata anche da padre Giovanni Marini! Si, secondo me le chiamate di Dio sono molto più chiare di quel che si possa pensare. Il nostro “io” può lottare quanto vuole, ma il Signore rapisce il cuore, ed è una forza assolutamente irresistibile! 

5. Quali sono, secondo te, gli elementi che più di tutti minacciano la santità e l’equilibrio psichico del cosiddetto “single cattolico”?  

Per fare un sunto alla tua domanda direi: le ferite non curate bene, il voler fare tutto da soli.

Finché sono giovani, i single riescono magari anche a riprendersi da storie finite male, poichè la vita (sia a livello biologico che psichico) è ancora in cambiamento e “riadattamento”, si è più versatili.

Ad un certo punto, circa dai 30/35 anni a salire, l’anima accumula un bel bagaglio di esperienze, ferite, il quale non è di peso indifferente. Specie eventi molto negativi incidono talmente da cambiare gli approcci ed il vissuto, e quindi c’è assoluto bisogno di tornare alla felicità ed alla pace. 

Qui, per strappare un sorriso, si inserirebbe la tanto temuta parola “zitella” od aggiungo “zitello” (si, perchè esiste anche la versione maschile!), che si rifà ad atteggiamenti conseguenti a vocazioni non pienamente realizzate.

Questo ritorno ad uno “stato felice” non è semplice, se vogliamo occuparcene noi da soli: le ferite e le pieghe che abbiamo assunto nel nostro carattere spesso ci fanno vedere realtà diverse, cioè andiamo a vivere più secondo “PERCEZIONE” che non secondo verità (e su questo potrei aprire un capitolo: il nostro sito si incentra proprio sulla BUONA COMUNICAZIONE!). 

Questo, per la maggiore, ci impedisce di curarci da soli, e perciò ribadisco: c’è bisogno di qualcuno che ci indirizzi, un accompagnatore spirituale o qualche persona equilibrata che ci segua nei pensieri e nelle scelte della vita. È di assoluta importanza. Da soli non si va da nessuna parte. 

Bisogna IMPARARE A CHIEDERE, e noi vogliamo anche fornire qualche umile risorsa, come già accennavo (accompagnamento spirituale https://singlecattoliciitalia.blogspot.com/p/persone-e-coppie-di-riferimento-per.html , psicoterapeuti https://singlecattoliciitalia.blogspot.com/p/psicoterapeuti-medici-co-consigliati.html ), e sperando di realizzare presto dei punti sul territorio.

6. Viviamo in un mondo secolarizzato. È sempre più difficile trovare qualcuno con cui condividere la fede e vivere un percorso di castità in linea con il Vangelo di Cristo. Eppure a Dio nulla è impossibile: pur con le difficoltà che ci sono, è ancora possibile fidanzarsi. C’è sempre qualcuno nella cui anima viene ispirata la fede dallo Spirito Santo. Secondo te è ancora possibile innamorarsi e vivere un amore puro, casto, santo, fino al matrimonio?

Sempre! L’amore di per sé è purezza, quindi un amore casto è sempre possibile, cioè è una virtù propria dell’amore, non solo di uno specifico periodo (es. fidanzamento).

La castità poi non va confusa con l’astinenza, come molti erroneamente pensano: da sempre dico a tutti che la castità è EQUILIBRIO, quell’equilibrio che ci è stato dato all’atto della creazione. Lo perdiamo col peccato, ma è possibile riprenderlo… felicemente direi! A chi prega e supplica seriamente, viene data Grazia, anche nella croce. È impossibile il contrario, poichè Dio conosce il cuore. 

Se sperimentiamo difficoltà (possibile) è perchè siamo comunque soggetti ad una natura di peccato, ma se si riesce a chiedere Grazia per BEN INCANALARE le nostre energie e forze, allora tutto si riequilibra e noi torniamo felici. Mi viene in mente San Paolo con quel suo “pungolo della carne”! “La Mia Grazia ti basta” (2Cor 12, 9)

Poi c’è un altro aspetto da considerare, “perchè non montassi in superbia” (2Cor 12, 7): siamo anche tentati sotto tutti i punti di vista e sperimentiamo difficoltà poichè altrimenti ci sentiremmo dei “santi arrivati”, allora la prova ci mantiene in umiltà, ed è un gran bene.

La castità è direttamente connessa con tante altre cose: non è affatto solo sessuale, anzi, ha a che fare con tutta la sfera della persona, dentro e fuori. È altresì collegata col digiuno: si potrebbe aprire un enorme capitolo su queste due parole, specie sul digiuno! Gli ortodossi ne fanno un argomento chiave, poichè non è solo una questione di alimentazione, ma dell’intera persona (cfr. “gastrimargia”, libro “Terapia delle malattie spirituali”, Jean Claude Larchet).

Dietro ad esse si cela un mondo stupendo ed altamente fruttuoso, purtroppo spesso a noi sconosciuto. Vale la pena scoprirlo! “simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”, Mt 13, 52.

7. È un mio desiderio che la Chiesa faccia qualcosa di specifico per i single. Che siano pastorali, percorsi, incontri o meeting. Sarebbe bello se ci fosse una piattaforma, qualcosa che desse voce a noi, “eterni single”. Cosa ti piacerebbe che la Chiesa Cattolica facesse per i single?  

La Chiesa innanzitutto deve ricevere da noi “il segnale” della nostra presenza e del nostro grido di dolore.

Ci sono alcuni percorsi di cui teniamo traccia nel nostro sito – https://singlecattoliciitalia.blogspot.com/p/incontri-e-catechesi – faccio qualche esempio per intenderci.

Ad Assisi è stato creato il percorso “Dove sei”, ma è alquanto breve e sintetico (3 giorni): da’ ottimi spunti e riflessioni, perchè bisogna sviscerare quel grande mondo della sofferenza dei single, che è immenso.

Sempre ad Assisi è stato iniziato un altro tipo di percorso “Le 12 ceste”, incentrato sui Sacramenti e i doni di Dio per ciascuno (sovrabbondanti, appunto “le 12 ceste avanzate” Lc 9, 17), è già qualcos’altro, ma è tenuto in rarissime città d’Italia, e ciò non favorisce la partecipazione.

A Padova c’è il gran giorno annuale dedicato ai single, il dì di Sant’Antonio Casamenteiro, ed il “Gruppo Sale” a Camposampiero, ma andando oltre, di specifico espressamente e solo per single, non c’è altro. 

Ci sono altre iniziative “sante” (lo dico a ragion veduta: c’è il fuoco di Dio ed anche dei santi veri!) e che portiamo in alto come bandiera poichè da lì, con grande onore, proveniamo, e sono il “Corso fidanzàti o fidànzati” di Assisi ed “Ingannevole come l’amore”, ma vorremmo che ci fosse qualcosa di più, vorremmo fare di più.

Dobbiamo cercare di attivarci quanto più sia possibile su tutto il territorio, arrivare laddove sia quasi, forse, anche impossibile: qualche cosa riusciremo a fare 🙂

Vorrei anche spronare le varie comunità e cleri locali a cercare consacrati che si vogliano espressamente occupare della nostra categoria, cioè formare in tal senso. Ho raccolto immenso materiale su cui lavorare… manca solo chi se ne occupi e curi.

8. I single si stanno dando da fare più del clero. Quasi tutto ciò che viene prodotto per i single cattolici, se si tralascia qualcosa come il S.O.G. dei frati, viene da noi laici. È preoccupante? Credi che il clero possa fare qualcosa in più per chi è in cerca di una santa famiglia cattolica?  

C’è bisogno più che mai di riprendere un qualcosa che assomigli alle comunità dei primi cristiani. Si stava più assieme, si condivideva la vita quotidiana in atti concreti.

I social oggi si, sono di aiuto in casi estremi e particolari, ma non bisogna farne un idolo continuo: è un mezzo, ricordiamoci, non un fine.

Il fine è la RELAZIONE, il vivere assieme, l’uscire SENZA CELLULARE IN MANO guardando tutti negli occhi, il fare le cose assieme, l’aiutarsi, il perdonarsi, l’amarsi.

Le parrocchie devono ritornare ad essere popolate, e non sono da bambini che devono “per forza comunicarsi” o di anziani che devono passare in grazia l’ultimo tempo. Bisogna tornare alla vita, tornare a FREQUENTARSI.

Oggi non si fanno più famiglie, la società, al di fuori della COMUNITÀ, cioè della chiesa anche, si è disgregata e dispersa, smarrita, e non crea più frutti. Frutti come figli. C’è un calo demografico spaventoso, e i matrimoni si riducono a pochi ed in età avanzata.

Ma perchè? Perchè non ritornare alla genuinità, ed alla vita semplice?

Cari amici, Padri e Madri consacrate, fratelli nella fede, perchè non ascoltate questo grido, quasi come quello di Rama e Betlemme, e ci date opportunità e spazio per ricreare la vita?

L’incontro e la buona conoscenza sono la base di ogni famiglia virtuosa e santi frutti… 

Dove andare a cercare persone simili, con stesse intenzioni? 

Dove?

Date spazio per favore, date spazio a tali persone desiderose di pace e realizzazione di vita… verrò io a chiedervelo in ogni dove ma per favore, siate pronti ad ascoltare ed accogliere i poveri mendicanti del 30° secolo, che chiedono misericordia.

C’è un gran foro, un vuoto temporale nella pastorale di oggi, la fede non attecchisce più come prima: bisogna capire cosa sta succedendo, ma ancor di più bisogna tornare all’AUTENTICITÀ, per meglio agire anche alle radici e riprendere la persona singola per poi proiettarla in nuove e fresche SANTE famiglie. 

9. Tra i progetti che parlano di fidanzamento, l’essere single e l’amore di coppia, c’è “Ingannevole come l’amore”. Ma, scovando ulteriormente, si scopre che sono diversi i progetti e le opere realizzate dai laici per i single. Hai qualche progetto, idea o iniziativa interessante da consigliare a chi ci legge?  

Certamente! Dal “Fidanzàti o fidànzati” di quel sant’uomo di padre Giovanni Marini (fondatore del SOG di Assisi) nasce, a mio avviso, “Ingannevole come l’amore” del dott. Mimmo Armiento (suo “figlio spirituale” nonchè mirabilissimo frutto, dico io), ed essi sono la nostra colonna portante: c’è un seguito a questo “santo filone”, tra cui “5P2P”, “Amati per amare”, ma ci sono anche tanti altri amici sullo stesso piano cioè cresciuti con direttori spirituali degni di nota, che portano avanti iniziative per aiutare chi è in difficoltà con sé stesso e con qualche relazione… ad esempio ci sono Antonio e Luisa di “Matrimonio Cristiano”, Pietro e Filomena con “Sposi e Spose di Cristo”, e per chi è già genitore potrei citare anche la grande Sibilla Fanti con “Più forte di me”… sono tutte persone stupende, ricchissime di doni e di spunti anche simpatici e divertenti, direi che sono frutti specialissimi tutti per noi. Dobbiamo assolutamente raccoglierli!

10. Sarebbe bello se il tuo progetto si evolvesse in un qualcosa su scala nazionale, offrendo servizi e risorse alle persone. Cosa ti piacerebbe donare in eredità alla Chiesa Cattolica, per il futuro?  

Riguardo questo ho molte idee e propositi, come accennavo. Vorrei far istituire dei punti almeno regionali fisici, sia per incontri e condivisioni, che per accompagnamento spirituale e magari anche psicologico. 

Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma gli dico: abbiamo grandissimi psicologi cattolici. La psiche l’ha creata il Signore, non l’uomo! Se l’uomo l’usa in maniera errata come idolatria e manipolazione, il problema non è di Dio, ma dell’uomo stesso. 

Vi esorto a cercare persone EQUILIBRATE che seguano la via esatta di Dio e così vedrete coi vostri occhi come cambia il mondo! 

L’equilibrio esiste in ogni forma e sfera della persona umana, perciò è importante TUTTO, non solo una parte (“il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo”, 1Corinzi 12,12-27).

C’è chi vuol essere più carnale, chi più spirituale, chi vuol evitare gli psicologi (appunto… ehehe), chi vuol maritarsi senza fare nessun cammino e chi fa solo cammini e non si marita, chi la vuol cotta e chi cruda.

Ragazzi, s’ha da fare tutto! 

Non si può prendere solo una fetta di vita: DIO CI HA DATO TUTTA LA TORTA!

Allora ecco che servono punti di incontro locali, sia per favorire gli incontri e le amicizie con persone simili, sia per una evoluzione equilibrata della propria persona a livello personale ma anche spirituale e di fede.

Il progetto è umile, non ho fretta né pretese: ciò che il Signore vuole e gradisce si farà per Suo volere. Noi intanto, se riusciamo, cerchiamo di diffondere, così da poter lasciare qualcosa almeno ai posteri. 

La chiesa/clero oggi s’ha da svegliare ed è bene che inizi ad ascoltare anche queste voci sofferenti e solitarie.

11. Una persona single non è un’anima abbandonata. Può sentirsi solo, ed effettivamente può anche esserlo, ma non deve sentirsi come se stesse vivendo una condanna. Dove credi che debba rivolgere il suo cuore, il single di turno, nell’attesa di compiere la sua vocazione?  

Sicuramente non bisogna né rimurginare il proprio vissuto, né abbandonarsi a pensieri negativi (la vita è bella!). Oltre una sana e costante preghiera (santa Messa e rosario in primis), serve molto uscire, vedersi con amici o farne di nuovi, dedicarsi ad attività ed hobbies che ci piacciono (il mondo non finisce mai di sorprenderci!), etc..

Per la preghiera quotidiana, padre Giovanni Marini ci diede forti indicazioni: bisogna supplicare ogni momento il Signore, come fecero anche diverse donne della Bibbia, oppure vedasi i libri di Tobia, gli ormai famosi “incontri al pozzo” disseminati nella Bibbia intera (il pozzo nella Bibbia è il luogo dell’incontro per eccellenza, ha miliardi di significati), e così via.

MAI buttarsi a capofitto in relazioni prese a caso o frettolose: se il Signore ha stabilito che ci debba essere prima conoscenza, prima della fiducia intendo, non è possibile fare come oggi fanno tanti: sui social chiedono amicizie a più non posso, come si butta un amo da pesca nel mare e si attende il primo venuto. 

MAI. 

Il discernimento ci contraddistingue come cattolici, e perciò non possiamo venire meno a questa grande virtù, né alla nostra vocazione.

Ricordiamoci che noi mangiamo la Santa Eucarestia, dobbiamo dare conto all’Amore di ogni piccola cosa (“O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?”, 1Cor 6, 19).

Ricordiamoci che il matrimonio si fa a tre, e se non è a tre perchè non riusciamo a trovare nessuno, c’è sempre il Signore Gesù per noi, che ci resta fedele: a Lui, l’Amore, dobbiamo dare tutto. 

Anche nel matrimonio questo rapporto è richiesto, cioè non ci si sposa a due, ma si è sempre e comunque con Dio (cfr. libro “Tre per sposarsi”, vescovo Fulton J. Sheen).

12. Siamo alla fine. Che dici, fondiamo o eleviamo il tuo progetto a un movimento nazionale di aiuto e di sostengo per i single? (ironia..)

Assolutamente si! È quello che ho in mente 🙂

Attendo soprattutto richieste da voi, sacerdoti e consacrati, per portare avanti questa bella avventura e cercare di far felice Gesù in queste persone sofferenti!

Alla Sacra Famiglia affidiamo tutto il progetto e le intenzioni, soprattutto le vostre anime: che vi consolino e portino per mano verso la Felicità piena 🙂

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