In attesa del nuovo film ‘‘Fatima’’ (2020), riscopriamo il classico del 1952: ‘‘The Miracle of Our Lady of Fatima’’

Il 24 aprile era prevista la distribuzione del film Fatima, il nuovo lungometraggio diretto da Marco Pontecorvo e basato sulle apparizioni della Madonna avvenute nel 1917. Tuttavia, a causa del Covid-19, il film è stato posticipato al 28 agosto 2020. Bisognerà dunque attendere prima di poter visionare la pellicola, constatando l’eventuale qualità o non qualità della stessa.

Confidando con riserva, in maniera attendista e non pedissequa, sulla qualità del progetto e sperando che arrivi anche in Italia, mi è venuta l’idea di riscoprire il classico cinematico del 1952. Perchè in un periodo di coronavirus non si può parlare solo di coronavirus: è bene parlare anche di altro. Cose belle, sane, capaci di alimentare la pace nel cuore ed il senso del bello che è insito in noi fin dalla nascita e che poi, crescendo, spesso si perde.

Non che parlare di questo film produca necessariamente effetti analoghi; tuttavia, è pur sempre una cosa positiva. E se questo adattamento vi susciterà anche solo un desiderio sufficiente di farvi addentrare nelle meravigliose apparizioni mariane, ben venga. Di questa pellicola non si sa granché (quasi nulla, effettivamente…) e non mi sarà dunque possibile conoscerne le sfaccettature in ogni più piccola sfumatura, come invece mi è stato possibile fare con La Passione di Cristo di Mel Gibson. Non che se fosse stato possibile mi sarei messo a trascrivere vita, morte e miracoli di questo lungometraggio: non ho la stessa passione per questo film come per The Passion.

Mi limito dunque ad un articolo introduttivo e ‘‘promozionale’’ per riscoprire quello che 68 anni fa cercò di raccontare un avvenimento realmente successo, un accadimento metafisico che ha caratterizzato la storia del mondo, senza velleità da biopic storico. Una fonte cinematica che condusse la mente dell’audience nei meandri della mariofonia avvenuta nel 1917.

«The Miracle of Our Lady of Fatima»
Se il cinema si interessa della Madonna

The Miracle of Our Lady of Fatima, uscito in Italia come “Nostra Signora di Fatima”, è un film distribuito nelle sale nel 1952. Diretto da John Brahm, caratterizzato da un runtime di 98 min e realizzato in accordo con la sceneggiatura di Grane Wilbur e James O’Hanlon, il film venne concepito per raccontare le apparizioni avvenute il 13 maggio 1917, fino al miracolo del sole del 13 ottobre.

Ovviamente, per quei tempi, era la massima trasposizione possibile, nei limiti delle disposizioni naturali, sia tecniche che creative, non potendo contare su concept, risorse, soluzioni, modalità e tecniche di costruzione ulteriormente avanzate. Chiunque lo veda a posteriori, e dunque a ritroso, conscio della situazione artistica e tecnica attuale, constaterà naturalmente i limiti anagrafici presenti in natura. Si ricordi che la costruzione tecnica delle apparizioni risultò essere tra le sequenze più credibili disponibili nei limiti delle risorse di produzione cinematografiche e fattibili per i tempi, senza poter varcare ulteriori sviluppi di tecnica registica e post-produzione, ai tempi ancora sottoposti ad un processo di evoluzione a rilento. Questo c’era, questo si poteva fare.

Fu il primo film prodotto per il big screen – il cinema – che mise su pellicola gli eventi del 1917 e che potesse venire realizzato “ad alto profilo”, nei limiti delle risorse disponibili e delle abilità naturali degli artisti. Nel 1953, ricevette una nomination per la migliore colonna sonora agli Academy Awards. Ancor oggi viene ricordato come film storico per coloro che nacquero e vissero a quei tempi.

Oggi, grazie ai passaggi televisivi, il ricordo storico viene conservato nella memoria popolare, rievocato ad ogni generazione, e di generazione in generazione, cosicché il film perduri e persista attraverso la progressione naturale del tempo. Molti devoti della Madonna lo conoscono. Si può dire che questo film abbia una fan-base tutta propria.

Si deve invece capire – per il bene della critica cinematografica cattolica – se questo film sia realmente attinente ai fatti accaduti, se sia fedele all’evento storico e se abbia realmente omaggiato l’apparizione mariana. Per far sì che ciò avvenga, è necessario visionare il contenuto nella sua interezza, con spirito critico e distaccato da qualsiasi sentimentalismo mariano. Come esposto, di questo film non si sa granché, ne consegue che la conoscenza di esso è “abbandonata” all’eventuale volontà di visionarlo e solo mediante una visione lo si può scoprire; non ci sono informazioni parallele e complementari, sufficientemente concrete, capaci di comunicarci qualcosa, ancor prima di sottoporlo a visione.

Non avendo disponibilità di una copia del film, l’eventuale giudizio sull’opera è rimandata a tempo indefinito; tuttavia, secondo il pensiero popolare tramandato ai posteri, questo film non ebbe ritorsioni contro la Dottrina della Chiesa e si rivelò un adattamento rispettoso. Rivederlo darebbe dunque un’idea compiuta: non appena possibile, ne fornirò una recensione.

Dal sito Warner Bros.

“UN FILM ISPIRATO. Uno spettacolo emozionante” NEW YORK DAILY NEWS
Ogni anno cristiani provenienti da ogni parte del mondo affollano Fatima, un piccolo paese in Portogallo. Lì si riuniscono per pregare Dio e per ricordare i bambini che per primi annunciarono il miracolo di Nostra Signora di Fatima
Un film molto amato che ricrea fedelmente gli avvenimenti che nel 1917 riportarono la speranza e un nuovo ardore religioso in un mondo devastato dalla guerra.

È la storia di tre giovani contadini e della loro visione: una donna circondata da un alone di luce che pronunciava parole di fede e una profezia. Dovettero affrontare scetticismo e tormenti prima di essere creduti e poi accettati dalle moltitudini di fedeli attratti dalla promessa di un miracolo.
Il regista John Brahm riesce a mescolare abilmente semplicità narrativa ed immagini spettacolari efficacemente supportate dalla colonna sonora di Max Steiner che ottenne una candidatura agli Oscar®. Come ha osservato il New York Journal-American, il film illumina lo schermo come un raggio di sole.

REGIA
John Brahm

PAESE DI PRODUZIONE
USA

DURATA
98′

L’esistenza di un film di matrice religiosa, avente per soggetto la dicotomia misteryon/sophia (Dio e conoscenza di Dio), ha un grado di utilità storico-culturale nella misura in cui è realizzato per la diffusione del Vangelo e l’implicita glorificazione di Cristo, mediante una centralizzazione programmata della fede come scopo e finalità primaria del progetto. Vi sono produttori che usano il soggetto della fede per scopo di lucro e vi sono produttori che usano il soggetto della fede per il bene della fede.

La visione personale di un lungometraggio di natura religiosa può essere utile nella misura in cui si sceglie di approfondire un particolare elemento di fede e nella misura in cui ci si apre il cuore all’eventuale comunicazione del Vangelo attraverso il film; ciò dipende dall’eventuale qualità del progetto e dalla partecipazione dello spettatore. Nella situazione opposta, la visione della pellicola può divenire un esercizio passivo e fine a se stesso ed il progetto una produzione sterile di carattere economico. A voi decidere se dargli un’occhiata o meno.

Storicamente, il film promuove le apparizioni di Fatima e funge da ponte tra la realtà materiale e la realtà su celluloide delle trasposizioni storiche. Chiunque riesca a reperirne una copia, buon per lui. Chiunque lo voglia, può intanto approfondire il fenomeno escatologico di Fatima.

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