Intervista esclusiva a James Douglas Vail, regista del film “XL: The Temptation of Christ” (2020)

Eccomi! Come promesso, eccovi la versione italiana, da me stesso tradotta, dell’intervista che ho realizzato con James Douglas Vail, produttore esecutivo e regista del film XL: The Temptation of Christ. L’intervista è avvenuta via email nel mese di aprile. Eccovi la traduzione ufficiale della mia stessa intervista.

Leggi l’intervista originale in inglese qui
Leggi lo speciale sul film qui

Intervista con James Douglas Vail
Di Fabio Arancio

Aprile 2020

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1. Salve sign. Vail, grazie per aver accettato la mia intervista. Quand’è che tutto ha avuto inizio? Beh, vivo in Ventura, California, a 40 minuti a sud di Santa Barbara. E oggi ho 36 anni. All’età di 30 anni stavo passando una crisi personale. Ero un padre singolo, lavoravo tante ore per una corporazione americana e non avevo alcuna relazione con Dio. Per me, tutto questo era una crisi di fede, di valore personale e di auto realizzazione. Sentivo che ero stato fatto per qualcosa di più ma non sapevo cosa. Stavo guidando la mia vita a modo mio e non stava andando da nessuna parte. 

2. Quando ha avuto l’idea di realizzare il film? Ho iniziato a sviluppare questa visione di Cristo nel deserto. Forse ero in un periodo da deserto nella mia vita. Differentemente da Cristo, che è senza peccato, io ero pieno di peccati, dubbi personali, paura e rimpianti. Mi sentivo chiuso tra le mura ed ero depresso. Avevo perso lo  zelo e la speranza. Penso che il viaggio nel deserto sia qualcosa a cui tutti ci rapportiamo in una qualche maniera. Quel momento nella vita in cui ci aggrappiamo alla realtà e alla spiritualità. È una decisione che possiamo fare soltanto da SOLI. Penso che le Tentazioni di Cristo possano dirci qualcosa in termini di cammino personale con la fede. È personale.

3. Cosa le ha fatto decidere di fare questo film? A quel tempo, tutto ciò che avevo nel mondo era mia figlia che amo tantissimo. Come padre single, spendere del tempo con mia figlia mi rendeva così felice. Ma quando lei è tornata da sua madre, io ero triste e solo. Ciò è avvenuto prima che incontrassi la mia bellissima e amata moglie Stephanie Milan. Iniziai a realizzare… non è responsabilità dei nostri bambini di darci amore e di farci sentire felici. Avevo bisogno di qualcosa di più reale, constante, rigenerante. Facevo il pendolare per lavorare un’ora andata e ritorno 5 giorni alla settimana. Ciò equivale a 10 ore ogni settimana in macchina. Avevo bisogno di rendere proficue quelle 10 ore. Così l’ho fatto. Ho iniziato ad ascoltare libri audio ed eventualmente iniziai a sentire la Bibbia. Ho ascoltato la PAROLA di DIO e ha risvegliato il mio Spirito. Da lì, ho ascoltato sermoni senza fine, pastori, preti e dibatti di una certa forza sul soggetto della fede, anche in accademia. Divenni ossessionato. Poco dopo, ho incontrato mia moglie che mi ha portato in Chiesa. Aggiunsi podcast motivazionali al mix ed ecco che mi ritrovai PIENAMENTE RISVEGLIATO e acceso. Potevo vedere il mondo differentemente per la prima volta. È come andare dal bianco e nero al colore. Tutto divenne vivido, Dio divenne reale e immediato nella mia vita. L’ho cercaTo ovunque e d’improvviso potevo vedere la Sua Mano in tutto. Ho fatto pace con il mio passato e mi sono sentito profondamente in pace interiormente. Dopodichè, soggiunse una sincera gratitudine che si è tradotta in questo film, “Una Lettera d’Amore per Cristo”. Ho preso la decisione di non voltarmi indietro. Ho riordinato la mia vita e cambiato le priorità. Ero pronto per un cambio nella mia vita perchè avevo una visione per Dio. Riguardava il fare una routine che mettesse Dio al centro, ordinando la mia vita attorno ad Esso. Questa struttura è stata parte del gioco che mi ha cambiato la vita. 

4. Ha avuto qualche colpo dallo Spirito Santo? Credo che la mia esperienza con Dio sia arrivata ascoltando la sua PAROLA. Sono un apprendista uditivo. Imparo guardando e ascoltando. Così ho tirato via i miei pensieri di insicurezza e li ho rimpiazzati con la Parola di Dio. Con ciò che Cristo mi dice. Credo che questo sia il modo in cui lo Spirito Santo ha lavorato con me. Ho preso il soggetto di Dio seriamente, quasi accademicamente. Avevo dubbi, ho cercato risposte. Il punto è che mi sono acceso attivamente nel cercare e nel capire la mia fede. Ciò è molto importante. Insegui Dio e scoprirai che Dio ti ha sempre inseguito. 

5. Ha avuto difficoltà nell’assicurarsi i fondi e il green-light? Si, in ogni modo. Non sono un filmmaker di mestiere. Non avevo una comunità di persone già stabilita che potesse aiutarmi nel rendere questo film possibile. Ho provato ad usare il crowdfund usando kickstarter.com ma ho fallito miseramente. Senza alcun background nel filmmaking, nessuno avrebbe investito in me o nella mia visione. Non avevo credenziali. Così mi sono imposto di fare questo film con i miei stessi soldi, a modo mio e con Dio. Penso a questo film come la mia personale “LETTERA D’AMORE” a CRISTO. 

6. Com’è stato scegliere l’attore giusto per questo ruolo? È una sfida! Abbiamo tutti una visione di Cristo negli occhi della nostra mente. Ho scelto Shayan Ardalan che è un voice actor formato e di talento. Il Voice acting era importante perchè ogni parola che Cristo pronuncia nel film è presa direttamente dalle Scritture. Volevo che la sua voce rappresentasse la Parola al meglio. Penso che Shayan ha una grande voce, per cui è stato scelto. Inoltre è medio orientale. Ciò è raro. Molti film che rappresentano Cristo non prendono nel cast un attore medio orientale. Volevo qualcuno che venisse dal medio oriente così Shayan è stato un colpo meraviglioso. 

7. Ha mai pensato a Jim Caviezel? Adoro Jim Caviezel. Ricordo quando La Passione di Gibson uscì nei cinema nel 2004. È stato il primo film che andai a vedere da solo. Ho singhiozzato. Ebbi un tale responso emotivo su quel film. Ho anche imparato che i film possono avere un effetto duraturo sulle persone. Se fatto bene, può smuovere le genti in direzione verso Dio. Mi sentii ispirato da questo film e per questo volevo essere vicino all’epicentro. Mi spostai da Philadelphia, PA ad Hollywood, CA, a 20 anni, subito dopo aver visto quel film. 

8. Qual’è l’obiettivo più alto che sta cercando di raggiungere con questo film? Conoscere Dio e farLo conoscere. 

9. Filmare e raccontare Gesù su schermo dev’essere un processo delicato. Il soggetto non è un personaggio storico a caso: è il Figlio di Dio in persona! Qual’è stata la sfida più grande nel realizzare questo progetto? Nelle Scritture, le Tentazioni di Cristo sono scritte in meno di 400 parole. Stiamo facendo un lungometraggio di 98 minuti. Credo che la sfida più grande è stata quella di mantenere una certa reverenza con il Testo Sacro cercando di spingere la narrativa in avanti. Quando si trattava di dirigere gli attori, chiudevo gli occhi per la maggior parte del tempo e ascoltavo la performance. Se sentivo la verità, ci muovevamo verso il prossimo shot. In caso contrario, ci avremmo lavorato sopra. Il setting era molto intimo. Gli attori molto talentuosi, e hanno davvero seguito e creduto ai miei istinti, e ciò lo apprezzo. 

10. Come ha lavorato nel rappresentare il Suo carattere, in termini attoriali? Era del tipo “Sto dirigendo Gesù… dev’essere come è stato”? Shayan ed io abbiamo avuto molte discussioni, riflessive e lunghe, riguardo Cristo. Shayan ha preso la responsabilità di interpretare Cristo molto seriamente. Quando si è trattato di dirigere, era molto organico. Ho pregato tanto. Ho cercato ispirazione nel deserto. Avevo bisogno di sentire qualcosa lì fuori con Shayan e l’ho fatto. 

11. È soddisfatto dal risultato finale? Mi sento personalmente salvato da Dio. Lui sa che questo era al servizio Suo. Era una promessa personale che ho fatto. Così ora il film è finito e ci sente soddisfatti di promette qualcosa a Dio e di mantenere quella promessa. In aggiunta, non ho mai fatto un film prima d’ora. Non ho mai promosso o distribuito un film prima d’ora. Non ho alcun background in motion pictures ed ecco che io e te stiamo discutendo del mio film, perfino in Italia. Penso che il mondo lo stia scoprendo. È molto bella come cosa. 

12. Ha fatto tutto quello che aveva in mente? Dato che era un film indipendente ed io ero sia il produttore esecutivo che il direttore del film, molto di quello che il film è diventato è largamente influenzato da me stesso e dal team creativo che ho costruito attorno a me. Mia moglie e Reed Lackey, lo scrittore del film, hanno lavorato vicino a me nello sviluppo della visione. 

13. C’è stata una qualche interferenza dallo studio? Questo non è un film da studio. E francamente, è meglio che non lo sia stato. Quando si tratta di film come questi, penso che la visione e le intenzioni possano perdersi. Ma in questo caso, si trattava di un gruppo piccolo. Seguaci fedeli di Cristo determinati a fare un film che portasse le persone vicine a Dio. Penso che ce l’abbiamo fatta. Le recensioni che riceviamo ci dicono questo. 

14. È sicuro che il suo film sia totalmente fedele alle Scritture? Come detto, le Tentazioni di Cristo sono descritte in meno di 400 parole nella Bibbia. E ci siamo dati l’obiettivo di realizzare un lungometraggio di 98 minuti. Quando si arriva ad ogni scena con Cristo, ogni parola che Cristo dice nel film viene dalle Scritture. Ma ci siamo presi alcune libertà creative quando si tratta di altri personaggi nel nostro film. 

15. Durante la produzione del film, pensava ad una particolare denominazione cristiana come target di pubblico? Pensa che il suo film le soddisferà tutte? Il nostro film ha avuto un responso molto forte in molte Chiese durante i test screenings. Abbiamo avuto standing ovations nelle Chiese Cattoliche, nelle Chiese Protestanti e perfino i mormoni hanno applaudito il film. Penso che abbiamo realizzato una rappresentazione forte di Cristo con la quale molti possano concordare. 

16. Cosa direbbe ad un ragazzo cristiano che è incerto se guardare il film o meno? Direi che è importante capire la differenza tra la Parola di Dio e l’arte. Con ciò non dico che non ci siamo approcciati al soggetto con reverenza, ma alla fine è un film, è arte. Il fatto che abbiamo fatto un film da 98 minuti basato su 400 parole descritte nelle Scritture ha portato il film a certe libertà creative. Comunque, molti spettatori che hanno visto il film hanno avuto una reazione positiva a riguardo. Possono capire quello che abbiamo impostato per realizzarlo. Non solo abbiamo rappresentato le Tentazioni ma abbiamo spiegato chi sia Cristo e che cosa è venuto a fare e perchè è necessario per tutti noi conoscerLo. In questo modo, il film serve come strumento che può funzionare parallelamente alla Chiesa, facilitando una discussione ideologica e di preghiera. 

17. Quanto è difficile realizzare un film religioso al giorno d’oggi? Ci sono molte major che ignorano completamente questa categoria specifica di film. Non vogliono avere niente a che fare con Gesù. Penso che sia importante che i seguaci di Cristo supportino questi film. Sono estremamente difficili da realizzare e le risorse finanziarie non ci sono. I tipi di film che fanno soldi al box office richiedono tematiche che sono l’opposto dei valori e degli insegnamenti di Cristo. Questa è semplicemente la via del mondo. La natura umana. Siamo crivellati con il peccato e gravitiamo sulle cose di questa natura. Comunque, fare film riguardo Cristo è possibile. Ce l’abbiamo fatta. E mi aspetto di farne altri. Quindi spero che avrai tempo per guardare questo film e se avrai una bella esperienza a riguardo, faccelo sapere contattandoci attraverso il nostro sito http://www.faithworkspictures.org. Desidereremmo sentire storie come questa. Ci incoraggia mentre lavoriamo ancor più duramente per portare altre storie come questa nei cinema. 

Grazie a James Douglas Vail per questa intervista in esclusiva su theorangeblogger.com! Non ci resta che guardare il film disponibile per l’acquisto e il noleggio in digitale 🙂

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