‘‘Intervista col maligno’’ di padre Domenico Mondrone: il ricordo dei dieci incontri con il demonio

‘‘Intervista col maligno’’ è un documento scritto dal sacerdote esorcista padre Domenico Mondrone basato su un vissuto personale realmente avvenuto e divulgato con verifica ed approvazione ecclesiastica. Fa parte delle rivelazioni private.

Cosa sono le “Rivelazioni private”? Le «rivelazioni private» avvengono quando Dio si rivela privatamente ad una o più anime, mediante l’apparizione sovrannaturale o la vita mistica, permettendo poi che questa rivelazione privata venga divulgata divenendo di pubblico dominio. La «rivelazione privata» non è necessaria per la salvezza dell’anima, in quanto la Rivelazione di Cristo è terminata nell’anno della Morte e Resurrezione del Signore (33 d.c.) e le modalità salvifiche (come ci si salva e si va in Paradiso) sono già state rivelate, stabilite e compiute. La “Dottrina Salvifica” è pienamente e definitivamente rivelata nella Bibbia, custodita dal Magistero della Chiesa Cattolica e racchiusa nel Catechismo della Chiesa. Per cui, si può affermare che le suddette “Rivelazioni private” non sono necessarie per la salvezza né tantomeno per l’inizio, la prosecuzione e la conclusione del proprio cammino cristiano, pur riconoscendone il valore ausiliare che arricchisce la propria vita con la grazia di Dio. Il loro fine e la loro utilità implicita è quella di riportare il fedele alla Rivelazione, di ricordare quanto rivelato, di aiutare il cristiano e l’insieme di fedeli in un particolare periodo storico a ritornare a Dio e ai contenuti della fede. Esse sono secondarie e opzionali e non primarie e necessarie. Il fedele è libero o meno di usufruirne: qualora siano vere, è tutto grasso che cola, gratuitamente concesso dal Cielo. Affinchè sia ritenuta credibile e attendibile è necessario che venga verificata e distinta dalle false rivelazioni private. Ad una vera ve ne sono innumerevoli di false!

L’elaborato del sacerdote è di fatto una testimonianza esperienziale che racconta il dialogo che il padre gesuita esorcista ebbe con il demonio. Non so dirvi se si tratti di Lucifero – colui che per primo si ribellò nei Cieli – o di un demonio qualunque sottostante Lucifero. Sta di fatto che gli angeli che si ribellarono in Paradiso furono un terzo del totale (Apocalisse 12,4); ciò significa che molti sono i demoni che vivono nel loro Inferno. Allo stesso tempo, ciò significa che sono di più quelli che rimasero con Dio. E ciò è fonte di felicità per tutti coloro che desiderano che il bene sia sempre di più del male, in qualunque maniera.

Questo scritto è una delle testimonianze più belle che abbia mai letto. E se ciò che è si rivela essere buono, piace a Gesù ed è in linea con il Magistero della Chiesa Cattolica, allora è bene che venga condiviso per il bene altrui. Questo documento è tra le fonti private di maggior rilievo sulla realtà del maligno, a cui oggi quasi più nessuno crede. È necessario che il demonio, sia l’essere che l’agire, venga conosciuto, che si conosca perlomeno teoricamente, affinché il popolo di fedeli capisca come batterlo e come non cadere nelle trappole ch’egli è riuscito a costruire e ramificare nella civiltà occidentale e nella società mondiale in generale.

La prima parte del documento si compone della presentazione scritta da don Enzo Boninsegna, la seconda è invece il racconto di quanto successo, scritto a quattro mani da padre Domenico Mondrone dell’ordine dei gesuiti. Quella che è avvenuta è una storia vera.


«INTERVISTA COL MALIGNO»
Il ricordo di padre Domenico Mondrone

Autore:
padre Domenico Mondrone, sacerdote esorcista

Anno:
Realizzato nel 1975


Presentazione

Luca 21, 33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno

Parole vere anche oggi come lo furono ieri e lo saranno sempre. Eppure… eppure bisogna aggiungere amaramente che se la verità non cessa mai di essere vera, può cessare però di essere ricordata. Le mode del pensiero non riescono a cancellare la verità delle parole di Gesù, ma la possono nascondere alla mente degli uomini. E oggi sono molte le verità dimenticate dai cristiani e volutamente taciute anche da molti pastori, che sperano così di tenersi aperta. una possibilità di dialogo con questo mondo senza Dio. E a forza di tacerle agli altri, certe verità finiamo coi dimenticarle anche noi.

Una di queste verità è l’esistenza degli angeli ribelli nemici di Dio, dell’uomo e della creazione in genere. Esseri corrotti e corruttori. Irrimediabilmente corrotti e ostinatamente corruttori. È nei piani del demonio nascondere agli uomini la sua esistenza. Scrisse il poeta francese Baudelaire: “La più grande astuzia del demonio sta nel farci credere che egli non esiste”. Se riesce in questo, vengono a cadere le difese dell’uomo contro le sue astuzie e la sua opera devastatrice.

È triste doverlo ammettere, ma è doveroso riconoscerlo: in larga parte il piano del demonio è riuscito ed è riuscito fin troppo bene! Troppi non credono più nella sua presenza. Fuori, ma anche dentro la Chiesa. E questo spiega tante cose. Spiega tra l’altro la denuncia gravissima di Paolo VI: “Il fumo di Satana è entrato nella Chiesa”. Questo libretto, che ricostruisce in un dialogo immaginario la più amara e tragica delle realtà, vuole essere una risposta all’appello rivolto dal Papa Paolo VI, che parla del demonio e della sua opera come di lun capitolo importante della dottrina cattolica da ristudiare:

L’autore di queste pagine traccia solo un veloce profilo dei demonio, ma la Chiesa, attingendo alla sua fede, oltre a confermarci quanto troviamo in questo libro, è in grado di darci, del demonio, un ritratto più rifinito e allucinante. Sì, il diavolo esiste, esiste e non dorme: lavora a tempo pieno per la nostra rovina temporale ed eterna. Dunque… è necessario conoscerlo per difendersi. Aggrapparsi alla fede, nutrirsi di speranza, vivere la carità amando Dio e il nostro prossimo, restare fedeli alla Chiesa in tutto e coltivare una filiale devozione alla Madonna sono i migliori rimedi per difenderci da ogni azione demoniaca. Ci conforta il pensiero che Dio è ancora e sarà sempre più forte di ogni suo nemico: il diavolo compreso.

Don Enzo Boninsegna
Verona, 29 settembre 1992

Santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli


Il prologo alla vicenda 

L’idea di questo scritto mi venne improvvisa un pomeriggio di agosto dello scorso anno di grazia e di disgrazie 1974. Fu così da oltre due mesi, forse anche più, quasi tutti i giorni, alle ore 15 precise, il Secondo Canale della RAI mandava in onda una rubrica intitolata “Interviste impossibili”. Si trattava di incontri tenuti tra letterati, giornalisti e studiosi di varia cultura con uomini dei passato: personaggi del pensiero, dell’arte, della politica entrati, bene o male, nella storia, con un nome più o meno famoso. II programma non mancava di originalità e, sebbene venisse a cadere nell’ora della siesta, lo seguivo sempre con viva curiosità. Erano incontri, dicevo, di uomini di oggi con altri di ieri per interrogarli (quasi fossero, per non so quale trucco medianico, momentaneamente redivivi) e farli parlare e dare spiegazioni di certi loro atti e confessarne le intenzioni segrete, ora costretti dall’incalzare delle domande, ora messi nella necessità di giustificarsi contro le bugie di qualche storico.

I personaggi intervistati apparivano di solito fedelmente centrati nell’ambiente del loro tempo. Le risposte erano aderenti alla vita e al pensiero che li caratterizzarono. E quando gli intervistatori erano veramente bravi, in poco più di un quarto d’ora ci davano ritratti storico-psicologici di una felice e vivacissima rifinitura. Uno dopo l’altro vennero interpellati, senza alcun ordine cronologico, Attila, Marat, Casanova, Marco Polo, Pitagora, Copernico, Bruto, Diderot, Marco Aurelio, Pilato, Cleopatra e così via. Tra l’una e l’altra di queste interviste si affacciò alla mia mente un’osservazione molto stramba: “Manca un’intervista a Satana!”.

Sarebbe interessante. E oggi più che mai, visto che ha convinto molti che lui non esiste! Qualche tempo dopo, ricordando le reazioni al discorso del Papa sul demonio. “Ma si, un’intervista con Satana, o meglio coi Maligno, ci andrebbe bene! Una persona dotata di fantasia riuscirebbe a richiamare l’attenzione su quel soggetto e forse anche a far riflettere qualcuno”. L’idea ogni tanto si riaffacciava e cominciava ad apparirmi come una cosa fattibile. Si potrebbe dire questo… impostare così un episodio… introdurre questo o quest’altro aspetto… A poco a poco questa idea divenne per me come un tarlo. Un’intervista col Maligno. Non pensavo affatto di farla io. Vediamo allora a chi potrei affidarla. Cominciai a pensare a dei nomi e ne passai in rassegna parecchi. Ci pensavo su, ma poi per un motivo o per l’altro li scartavo. Mettersi a dialogare col diavolo, sia pure sul piano della fantasia, non è facile. Nessuno accetterebbe un’idea così stramba e, oltretutto, fuori dal tempo: roba da Medioevo! Un po’ alla volta mi accorsi che quando pensavo di accantonare l’idea cadevo in un nervosismo strano. Se invece lasciavo aperta la possibilità di fare quell’intervista mi sentivo sereno.

Finalmente, una sera di settembre il nodo si sciolse. Mi recai in una chiesa dove è venerata una immagine della Madonna molto cara al popolo romano e la trovai insolitamente affollata. Avvenne l’incredibile.

Appena varcata la soglia, mi si avvicinò una donnetta di mezza età, sconosciuta, con due occhi luminosissimi e dolci, e tutto a un tratto mi disse: “Quando si decide a scrivere quelle cose?”. E mi guardava come per interrogarmi con gli occhi.

“Scrivere quali cose?”

“Via, lo sa meglio di me!”

“Ma chi è lei?”

“Basta, basta, se la veda con quella lì – e indicò il quadro della Vergine – vada a sentir Lei che cosa le dice.”

Un folto gruppo di turisti invase in quel momento l’ingresso. La donnetta fu travolta nella confusione e la persi di vita. Che cosa strana, pensai. Un’allucinazione o un avviso del cielo? Mi sentii come smarrito e ridicolo, soprattutto ridicolo. Ma poco dopo, ai piedi della Vergine, il dubbio che avevo dentro si sciolse come niente. Sentii come una spinta dolcissima e ferma a riflettere sull’argomento e a vedere di fare qualcosa. Fissando la cara immagine, non le chiesi nulla in merito, perché già sentivo dentro di me la promessa della sua assistenza matema.

“E va bene!” dissi uscendo “Cercherò di imbarcarmi in questo affare. Scriverò io questa intervista stranissima. Ne verrà fuori qualcosa che mi coprirà di ridicolo, ma almeno mi sarò levato un fastidio.”

I° Incontro
Una visita inaspettata 

Quella sera stessa, dopo una cena piuttosto frettolosa e svogliata, mi ritirai in camera a sbrigare un po’ di corrispondenza. Di lì a una mezz’ora presi a recitare l’ultima parte della “Liturgia delle Ore”. Mi segnai devotamente e cominciai: “Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore noi cerchiamo riposo dall’umana fatica, al termine del giorno…”

Notai, questa volta, che più andavo avanti, più cresceva in me il desiderio di indugiare in quella preghiera abituale. Sensi e gusti nuovi affioravano da quelle parole antiche e semplici. Alla fine, baciai il breviario e lo misi da parte. E adesso che cosa faccio? Qualche volta appuntavo delle note rapidissime sul diario; tentai di farlo, ma presto me ne passò la voglia. Voltandomi, lo sguardo si incontrò con una immagine della Madonna dinanzi alla quale quella sera ero andato a pregare. Ebbi voglia di trattenermi con Lei e preso di tasca il rosario mi segnai. Le “Ave Maria” mi venivano su dolcissime, come una più intima presa di contatto con Lei. Non era terminata una decina che mi trovai seduto e con la penna in mano.

Cosa strana! Per fare che? Un blocco di carta era lì sul tavolo. Cominciare a scrivere qualcosa di quella diavoleria? Non ci pensavo affatto. Non avevo nulla di preparato per la testa e la fantasia non pareva favorirmi. Accostato, così, per fare qualcosa, il blocco di carta, scrissi in alto: “Intervista con Satana”. No! Corressi. Meglio dire “col Maligno”. Questo secondo appellativo è meno logoro. E restai con la penna in aria.

In quello stesso istante avvertii lungo la schiena un improvviso brivido di freddo, che subito mi avvolse tutta la persona. A fianco della scrivania, a sinistra, la finestra era completamente aperta. Quando istintivamente mi alzai per chiuderla, avvertii che da fuori veniva invece un’aria calda; era infatti una sera di settembre.

Mentre mi toccavo le guance e la fronte, chiedendomi se non fosse per caso un sintomo di febbre, una lama addirittura gelida mi attraversò la persona e ne ebbi uno strano scossone di paura. Mi sedetti, rimasi immobile per un pò, poi tentai di buttarmi sul letto, così come stavo. Non riuscii a muovermi. Mi sentivo inchiodato alla scrivania, non per una forza che mi facesse violenza dal di fuori, ma da un senso di inerzia totale: una specie di legamento che veniva dal di dentro.

Invocai mentalmente la Vergine che mi guardava dalla parete a qualche metro di distanza e ne ebbi un’improvvisa carezza di pace. Mentre ringraziavo la Madre celeste… la sedia, la scrivania, quasi tutta la camera ebbero un sussulto misterioso.

Maligno: “Hai chiesto d’intervistarmi, eccomi!”

Era una voce cupa, aspra, metallica; una voce che non seppi precisare da quale punto venisse, ma che mi scatenò addosso un lungo brivido di paura. Restai per un pò senza fiato, poi presi coraggio.

Padre Mondrone: “Ma tu chi sei?”

Maligno: “Non fare lo stupido; sono io!”

Non avevo mai pensato di dover passare con la mia intervista dal piano della fantasia a quello di un…a tu per tu col Maligno. Su un angolo della scrivania c’era il rosario; istintivamente lo afferrai come arma di difesa.

Maligno: “Butta via quella robaccia, se vuoi parlare con me!”

Padre Mondrone: “Robaccia…?”

Maligno: “Escrementi di capra legati insieme!”

Padre Mondrone: “Se per te è robaccia io la bacio e a tuo dispetto me l’avvolgo qui attorno al polso, per sicurezza. Vedo che deve farti paura, vigliacco!”

Maligno: “Quella per me è una ghigliottina!”

Padre Mondrone: “Tanto meglio e grazie di avermelo detto!”

Cercavo di spiegarmi come percepissi quella voce così vicina che non proveniva da un punto preciso della camera, né mi saliva dal di dentro. L’avvertivo, però, in modo chiaro, sempre in tono minaccioso e sprezzante e carico di una rabbia belluina.

Padre Mondrone: “Intanto, come sei venuto? Chi ti manda?”

Maligno: “Sono stato costretto!”

Padre Mondrone: “Costretto da chi?”. Seguì un silenzio agghiacciante. “Su, costretto da chi?”

Maligno: “Da quella là!”. Urlò questa risposta con un disprezzo e un odio indescrivibili.

Padre Mondrone: “Chi è quella là?”, gli chiesi pur avendo capito.

Maligno: “Non farò mai quel nome!”

Padre Mondrone: “Ti scotta tanto?”

Maligno: “La odio infinitamente!”. “Perché è la creatura più alta e più santa”. Masticando le parole con rabbia disse: “Lui l’ha voluta così a mio dispetto, perché fosse la mia più schiacciante umiliazione!”. Restai sbalordito.

Padre Mondrone: “Come mai? Sei il padre della menzogna e dici una verità così grande? Non ti accorgi che questa è una lode immensa?”

La mia domanda restò senza risposta. Per quella volta fu tutto.

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