Quattro consigli per scrivere un articolo su Medugorje


Se esisti, hai chi ti ama, chi ti odia e chi ti è indifferente. E’ la natura dell’esistenza di una forma di vita senziente come la nostra. Non puoi sfuggire a questo processo. E Medugorje…poteva mancare? Poteva avere soltanto dei fervidi credenti sostenitori? Ovvio che no. Anche Medugorje ha, quindi, e logicamente, i suoi sostenitori, i suoi credenti e i suoi haters assatanati. Medugorje è tra gli argomenti che più di ogni altro sta sulla bocca delle persone e non c’è servizio che non ne parli almeno una volta.

Tutti vogliono scrivere su Medugorje, e chiunque è libero di farlo; questi, in modo del tutto spassionato, sono quattro consigli per la scrittura di un pezzo su questo luogo meraviglioso.

1) E’ tutto falso perché ci sono i negozi

La storia umana, spirituale, scientifica e chimica ridotta al nulla per una banale interferenza cognitiva. Tremila anni di storia ridotti a “se so fatti na fumata. Un interferenza sottile quanto la linea che separa intelligenza e ignoranza. Come dire che la grande guerra (la seconda) non è mai esistita perché qualcuno ha trovato una foto del ’42 dove due persone sorridono beatamente. Le motivazioni sulla presunta falsità del fenomeno storico si contraddicono da sole, umiliando la capacità intellettiva dell’essere umano. Ancora peggio è quando il caso viene bollato come falso non solo per motivazione di credo e cognizione personale, ma viene addirittura soggetto ad una sorta di analisi con prove, escogitando modelli di pensiero razionale che non si discostano dai luoghi comuni televisivi, privi di argomentazione e obiettività logica e scientifica.

La ragione più ridicola che viene tirata in ballo come prova che Medugorje è un fenomeno costruito a tavolino è la presenza di negozi come fonte di guadagno. Ci sono gli esercizi di commercio, variante dell’uomo, e quindi è tutto falso. La storia e le azioni collaterali dell’uomo non vengono separate. E qui si apre il divario tra chi va oltre e cerca di capire e chi invece guarda un immagine via internet, vede i negozi e lì si ferma. Da casa propria, dietro ad un pc. Formulando poi il giudizio definitivo. “E’ tutto un business: falso”. Questi sono poi coloro che si definiscono razionalisti.

Dai… se non ci sei mai stato, non aggiungerti nell’albo di coloro i quali spalano letame a gratis tanto per ridurre. Perchè tanto ci sono i negozi. Prima dei negozi c’è la storia: informati, vivila, respirala.

2) Questo è l’anno buono per i segreti?

Un altra tipologia di articoli fin troppo abusata, sopra la quale un po’ tutti i servizi giornalistici ci mangiano sopra e che ormai non sopporto più, è l’articolo costruito attorno al terrorismo psicologico dei segreti, sulla loro identità segreta (con ipotesi da mille e una notte) e sul quando, ovvero il periodo in cui dovrebbero accadere, un oggetto di discussione divenuto ormai un ossessione popolare. Tre fattori che ridicolizzano in un attimo chiunque scriva articoli di questo tipo.

Che questi segreti siano veri io non ho dubbi; che però ogni testata online o meno debba campare e attirare l’audience pubblicando articoli con cadenza perioda su quando si realizzeranno, diffondendo nella corteccia cerebrale dell’utente l’idea che siano ormai vicini, enfatizzando in modo profetico e catastrofico le date e implicando inutili e dannose decodifiche di presunte profezie millenarie a sostegno della tesi che accadranno in questo o quest’altro anno, allora non ci siamo.

La sottile linea tra giornalismo e giornalismo spazzatura è, per l’appunto, molto fine e fin troppo sottile. Quando si fanno articoli del genere, si finisce quasi sempre nel secondo gruppo, alimentando il fattore curiosità unicamente per fare social traffic (aumento dei visitatori) e incrementare i guadagni. Solo Dio conosce il futuro e sa quando questi segreti si realizzeranno. Nessuno’ puo’ saperlo o ipotizzarlo, nemmeno studiando segni, date, profezie, Bibbia, rivelazioni, avvenimenti passati, papi, santi o altro.

Noi dovremmo seguire le indicazioni date dalla Madonna nei primi anni delle apparizioni, quando ci disse di non parlare dei segreti, evitando di costruirci inutili castelli per aria su quando si avvereranno, ma di vivere il proprio personale cammino cristiano. Ogni pezzo, cartaceo o digitale che sia, che se ne esce ipotizzando la data o pensando di sapere l’anno in cui si realizzeranno, annega unicamente nell’inflazionato settore del giornalismo comune (a basso livello di serietà), che ripete quello che fanno tutti gli altri, senza né arte né parte. E’ il giornalismo trash, ed il trash è sempre evergreen,

3) L’abuso del mistico

Si, io credo al sole che girò nel 1917 durante le apparizioni di Fatama e credo anche ad eventuali fenomeni straordinari, di tipo sovrannaturale; non dubito quando una persona viene da me e mi dice “ho visto il sole ingrandirsi durante l’apparizione”. Ma…c’è un ma. Ma, anche in questo caso, pubblicare e diffondere sempre e comunque articoli incentrati su queste cose non è del tutto salutare. Un presunto servizio di informazione online non dovrebbe fare di queste notizie una fucina antologica indecifrabile per aumentare i visitatori mensili, fagocitando tutto e senza un minimo di contesto e selezione.

Se poi questi avvenimenti straordinari ci sono, ben vengano, ma rimangono nell’intimo della persona di chi li ha vissuti e vanno, nel caso di esposizione pubblica, raccontati ed utilizzati con cura; non devono diventare una meta turistica di curiosi per alimentare la fede. Se una testata online vuole pubblicare una testimonianza di questo tipo, ben venga. Ma con criterio e intelligenza. Questi eventi vanno dapprima letti e poi selezionati, altrimenti si finisce come la storia del bambino che “sono morto, ho visto il Paradiso” e si finisce per pubblicare a muzzo.

Insomma, non sono contrario ad un pezzo che parla di Marta che ha visto una cosa particolare in cielo: basta saper utilizzare queste informazioni con cura e con contesto, senza fare il copia e incolla selvaggio per incrementare le views. 

4) Vip si reca nel salotto della veggente

Ci risiamo: la celebrità di rete 89 si reca a Medugorje e automaticamente questo fatto diventa una notizia diffusa ovunque, panettiere incluso. Tuttavia, questo giochino di “vai a Medugorje e ne parlo nel mio sito” non sempre è salutare per il genere umano. Perché parlare di una “celebrità” che si reca a Medugorje significa spesso fare il gioco di colui che si reca presso il luogo delle apparizioni apposta per farsi vedere, perchè va di moda andarci e perché si ottiene tanta pubblicità gratuita su sé stessi. Spesso, questi cosiddetti “vip” che si recano nel luogo bosniaco, nel loro mestiere professionale pubblico (televisivo, cinematografico, etc) non offrono alcuna testimonianza ed alcun esempio cristiano, sfruttando il gesto di essere stati lì unicamente per ottenere della vana gloria, ricavandone un quintale di pubblicità a gratis.

Nel dar da mangiare a queste notizie si ottengono molteplici effetti e quasi nessuno di questi è positivo. Tra questi ve ne sono vari: c’è chi ha fatto notare, ad esempio, che il pellegrino casuale difficilmente riesce ad avvicinarsi ad un veggente, mentre il tizio dei tizi famoso spesso riesce a sedersi comodamente sul divano privato di una veggente qualsiasi, come se fosse un parente. Questo fa’ della cattiva pubblicità a Medugorje e permette a delle informazioni inutili di entrare nella mente del pellegrino, sconsolandosi all’idea che un veggente ospiti la ballerina della televisione come se nulla fosse e che invece non ci siano possibilità di avvicinarsi per chiunque altro o quasi. Ma il punto primario è un altro.

Se le persone famose usassero la propria celebrità per far arrivare Gesù alla gente, ben venga. Se le loro testimonianze fossero utili, ben venga altrettanto. Se si lasciassero usare come strumenti per la gloria di Cristo, sarebbe differente. Ma, spesso, le visite dei cosiddetti “vip” non offrono alcuna testimonianza interessante, causando della vana gloria solo su sé stessi. Solo pubblicità a ritroso e marketing sulla persona, concretizzata in servizi giornalistici fini a sé stessi, che riflettono non tanto la gloria di Cristo ma la gloria della celebrità. Cio’ non toglie che non ci siano persone eventualmente celebri capaci di rendere testimonianze non per sé stesse ma per il cielo, chiaro.

Si insomma, vuoi scrivere un pezzo sulla celebrità che si è recata a Medugorje? Bene, fa pure. Ma… vuoi scriverlo perché pensi di poter ricavare delle informazioni utili ai fini di un ipotetica testimonianza cristiana o lo fai solo per avere un grosso titolo con il nome del Vip dentro il tuo blog, come fanno certi portali? Appunto.

 

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