L’aborto è un omicidio: una dimostrazione logica e scientifica

Asserire che l’aborto sia un omicidio di primo grado prevede che si dimostri che lo sia. Non si può affermare senza dimostrare, altrimenti si cadrebbe in un sillogismo solipsista, soggettivo e personale, privo di fondamento apodittico. Dimostrare che l’aborto sia un omicidio prevede un percorso logico e scientifico: è possibile dimostrare che sia un omicidio mediante il lume naturale della ragione, dopo un’adeguata verifica scientifica.

È bene chiarificare prima cosa si intenda con il vocabolo «omicidio». Bisogna di seguito operare una chiarificazione sul significato etimologico della parola, evitando qualsiasi equivoco interpretativo. In epoca di relativismo, qualsiasi vocabolo può assumere un’accezione differente dalla realtà oggettiva delle cose, venendo deformato dall’io. «Cos’è un omicidio?». Dal vocabolario Treccani si apprende che omicìdio è: «Il delitto di chi sopprime una o più vite umane».

Perfino wikipedia italiana, una delle fonti più inaffidabili che esistano, asserisce che: «L’omicidio (anche assassinio o delitto) è la soppressione di una vita umana a opera di un altro essere umano.». Se l’omicidio è la soppressione di una vita umana, l’aborto diventa di fatto un omicidio nel momento in cui, in seno al grembo materno, è presente una vita umana. Il quesito successivo è dunque quello di chiarificare quando ha inizio la vita umana e se all’interno del grembo si possa appurare che vi sia, per l’appunto, una vita. Per rispondere al quesito poc’anzi esposto bisogna rivolgersi alla natura e consultare una serie di ricerche scientifiche effettuate mediante il principio di evidenza naturale.

Al quesito se la vita inizi all’atto del concepimento, la scienza ha già risposto. La verifica scientifica dimostra che la vita inizia nel momento del concepimento: nell’incontro tra sperma e ovulo (conosciuto anche come cellula uovo o ovocita), avviene la nascita immediata di una nuova vita, costituita di un proprio codice genetico. Per comprenderlo è sufficiente l’osservazione empirica della natura, seguita dalla deduzione consequenziale della logica umana. L’osservazione ed il ragionamento logico portano a riconoscere ciò che esiste in natura, indipendentemente dall’uomo.

Il manuale di biologia Textbook of Clinical Embryology di Vishram Singh, afferma che: «quando l’ovocita viene fecondato dallo sperma la vita di un nuovo individuo ha inizio» 1. Nel volume di biologia Before We Are Born: Essentials of Embryology and Birth Defects di Keith Moore, T. V. N. Persaud e Mark Torchia, si asserisce: «Lo zigote e l’embrione precoce sono organismi umani viventi» 2. Nel libro Patten’s Foundations of Embryology di Bruce M. Carlson, si dice che: «Il tempo della fecondazione rappresenta il punto di partenza nella storia della vita, o ontogenesi, dell’individuo» 3.

  1. Textbook of Clinical Embryology, Vishram Singh, Elsevier Editore, 2012, pag. 35.
  2. Before We Are Born: Essentials of Embryology and Birth Defects, Keith Moore, T. V. N. Persaud e Mark Torchia, WB Saunders Company, first edition 1993, pag. 500.
  3. Patten’s Foundations of Embryology, Bruce M. Carlson, McGraw-Hill Editore, 1996.

In Human Reproductive Biology di Richard E. Jones e Kristin H. Lopez, si afferma: «Il processo di fecondazione, o concepimento, avviene con la fusione del gamete maschile e del gamete femminile che da origine ad un nuovo individuo. […] Il ciclo della vita umana può essere suddiviso in cinque fasi: 1) esistenza embrionale o fetale 2) infanzia o fanciullezza 3) pubertà e adolescenza 4) prima e media età adulta 5) tarda età adulta o vecchiaia» 4.

  1. Human Reproductive Biology di Richard E. Jones e Kristin H. Lopez, Academic Press Editore, 2014, pag. 103.

Nell’articolo “I Asked Thousands of Biologists When Life Begins. The Answer Wasn’t Popular” 5 di Steve Jacobs, l’autore riporta di aver inviato dei sondaggi via email ai docenti dei dipartimento di biologia di oltre 1.000 istituzioni accademiche in tutto il mondo. Le risposte ottenute sono impopolari per il mondo odierno: 5.337 biologi, pari al 96% del campione intervistato, afferma che la vita nasca all’inizio della fecondazione. Il 63% del campione intervistato si dichiara non religioso, l’89% liberale e l’85% pro-aborto.

  1. I Asked Thousands of Biologists When Life Begins. The Answer Wasn’t Popular, Steve Jacobs, 16 ottobre 2019, clicca qui.

Il ginecologo abortista dott. Willie Parker, ha dichiarato: «It is wrong to kill an innocent human being, I agree» e «Abortion kills a human being, I agree» 6. Che significa: «Concordo che sia sbagliato uccidere una vita umana innocente. L’aborto uccide una vita umana: concordo».

  1. Abortionist Willie Parker Admits “Abortion Kills a Human Being, I Agree”, Life News, 22 febbraio 2019.

Per sapere dunque se la vita inizia nel momento del concepimento, la natura ha già comunicato la sua risposta all’uomo, il quale, mediante l’osservazione scientifica, ha convenuto quanto la natura ha disposto. Per sapere se sia moralmente lecito uccidere un essere umano, bisogna rivolgersi alla filosofia, la quale significa le singole informazioni scientifiche: se la scienza dimostra che la vita inizia nel momento del concepimento, la morale insita nella coscienza umana indica che sia sbagliato sopprimerla. La natura, creazione di Dio, mostra e comunica se stessa all’uomo; l’uomo può solo dedurre dalla natura stessa.

La gravità assoluta dell’aborto è fermamente ribadita dalla Dottrina della Chiesa Cattolica. Giovanni Paolo II, nell’Evangelium Vitae (1995), ricordava: «Fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile. Il Concilio Vaticano II lo definisce, insieme all’infanticidio, «delitto abominevole». Ma oggi, nella coscienza di molti, la percezione della sua gravità è andata progressivamente oscurandosi.»

Proseguendo: «L’accettazione dell’aborto nella mentalità, nel costume e nella stessa legge è segno eloquente di una pericolosissima crisi del senso morale, che diventa sempre più incapace di distinguere tra il bene e il male, persino quando è in gioco il diritto fondamentale alla vita. Di fronte a una così grave situazione, occorre più che mai il coraggio di guardare in faccia alla verità e di chiamare le cose con il loro nome, senza cedere a compromessi di comodo o alla tentazione di autoinganno. A tale proposito risuona categorico il rimprovero del Profeta: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre» (Is 5, 20).»

E ancora: «Proprio nel caso dell’aborto si registra la diffusione di una terminologia ambigua, come quella di «interruzione della gravidanza», che tende a nasconderne la vera natura e ad attenuarne la gravità nell’opinione pubblica. Forse questo fenomeno linguistico è esso stesso sintomo di un disagio delle coscienze. Ma nessuna parola vale a cambiare la realtà delle cose: l’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita.».

Isaia 5, 20 Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre»

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