La persecuzione dei cristiani riguarda 360 milioni di persone

Fin dall’atto in cui Dio ha assunto la carne ed è entrato nel «tempo», nella psiche dell’uomo si è radicata una forma di opposizione a Lui e ai suoi seguaci. Quando Dio si fece carne, passò dal ventre di Maria ed entrò nella storia dell’uomo varcando i confini spazio-temporali dall’eterno al tempo, l’uomo si scoprì terrorizzato dall’idea di vedere il culto al sole soppiantato dal culto a Dio, di dover accettare un Dio-uomo crocefisso e di perdere il potere economico dei templi ebraici, sostituiti dalle parrocchie.

Il maligno si scoprì invero terrorizzato di perdere anime e di vederle accedere nel Regno dei Cieli; non esiste, nella storia dell’uomo, momento più temuto dal demonio che non sia la nascita di Cristo. Il demonio seppe di suo che in quel preciso punto dello spazio-tempo, avveniva la sconfitta di se stesso nel mondo, dopo che era entrato a seguito del peccato originale. Né l’uomo né il demonio videro di buon occhio la venuta del Figlio Unigenito e con Lui i suoi seguaci. Che oggi contano 360 milioni di persone perseguitate nel mondo. Nel passaggio spazio-temporale tra «ieri» e «oggi», la persecuzione del cristiano è rimasta una variante immutabile della cultura umana.

Conoscere il dato «quantitativo» della persecuzione dei cristiani può aiutare ad avere una percezione più informata del dato «qualitativo» del fenomeno. Sapere che vi sono 360 milioni di persone perseguitate nel mondo può aiutare a comprendere la gravità del fenomeno da una prospettiva morale, sociale e culturale. Non significa conoscere soltanto un valore aritmetico fine a se stesso; diversamente, se ne comprende maggiormente la gravità. Fornire un dato matematico significa indicare una persona, rendendosi consapevoli della portata globale del fenomeno. La persecuzione dei cristiani non è una realtà esclusiva di un singolo stato: essa riguarda decine di milioni di persone in decine di centinaia di territori differenti.

Bisogna specificare che il vocabolo «persecuzione» può essere oggetto di interpretazioni fuorvianti, che possono far cadere nell’errore di identificare la persecuzione unicamente con atti di violenza corporea particolarmente brutali. Come se non vi fossero forme di persecuzione psichica e morale o come se non si potesse parlare di persecuzione se non vi fosse coinvolto un corpo che brucia 1. Bisogna dunque ricordare che l’origine etimologica del termine indica «Qualsiasi ostilità subita come conseguenza dell’identificazione dell’individuo o di un intero gruppo con Cristo. Questa può includere atteggiamenti, parole e azioni ostili nei confronti dei cristiani.» 2.

  1. Vedi il martirio di san Policarpo di Smirne, 13 febbraio 155 d.c..
  2. Definizione tratta da Porte Aperte.

Il report World Watch List 2022 3 stilato da Porte Aperte rileva una crescita consistente nel numero complessivo di cristiani perseguitati, uccisi, arrestati senza processo e rapiti in rapporto al World Watch List 2021.

tipologiaRapporto 2022Variazione in rapporto al 2021
Cristiani perseguitati nel mondo360 milioni +5.8%
Cristiani uccisi 5.898 +23.8%
Chiese attaccate o chiuse5.110 +13.8%
Cristiani arrestati senza processo, incarcerati 6.175 +44.3%
Cristiani rapiti 3.829 +123.9%
  1. World Watch List 2022 – Report, Porte Aperte, 19 gennaio 2022.

Il rapporto WWL 2022 afferma: «Quest’anno si registra il più alto livello di persecuzione da quando la WWL è stata pubblicata per la prima volta, 29 anni fa. Negli ultimi anni l’aumento è stato costante. Sin dalla sua nascita, questo report fornisce la classifica dei primi 50, ma solo nella WWL 2021 e in questa 2022 troviamo nella mappa esclusivamente nazioni con un livello molto alto ed estremo di persecuzione e discriminazione, scomparendo dalla WWL il livello alto, altro segno visibile di questo ulteriore peggioramento. Salgono ad oltre 360 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede: globalmente 1 cristiano ogni 7 è toccato da questo fenomeno, che divisi in macro-aree geografiche diventano: 1 cristiano ogni 5 in Africa; 2 cristiani ogni 5 in Asia e 1 ogni 15 in America Latina.».

Il documento prosegue: «È difficile raccogliere dati certi sul numero di donne cristiane vittime di stupro e abusi a causa della loro fede: in molti paesi le denunce sono rare, per ragioni culturali e sociali. Un dato minimo di partenza, secondo le nostre stime incrociate con testimonianze raccolte, è oltre 3.100, a cui si sommano oltre 1.500 matrimoni forzati. Sono, però, cifre da considerare come la punta di un iceberg ben più imponente, uno sguardo furtivo su un sommerso allarmante. La vulnerabilità domestica colpisce specificamente le donne e i bambini appartenenti alle minoranze. Porte Aperte/Open Doors negli ultimi anni sta potenziando la ricerca sul campo della violenza di genere, scoperchiando un universo di abusi sconvolgente […]. Tale violenza colpisce anche i più piccoli: uno studio specifico che indicherà come i bambini siano colpiti tanto dalla violenza (abusi, matrimoni forzati, tratta, riduzione schiavitù) quanto dalla discriminazione diretta e indiretta (dei genitori con arresti, vedovanza, negazione custodia dei figli e accesso a sanità, istruzione, ecc.), sarà disponibile da settembre 2022 […].».

Il report affronta lo scenario socio-culturale dell’Afghanistan, la cui situazione si è aggravata a seguito della presa di potere dei talebani: «Il nostro report dipinge un quadro scioccante della vita della piccola e nascosta comunità cristiana in Afghanistan, lasciando intendere che: gli uomini cristiani vanno quasi certamente incontro alla morte, se la loro fede viene scoperta; donne e ragazze possono evitare la morte, ma per essere date in moglie come “bottino di guerra” a giovani combattenti talebani. Altre vengono violentate e poi sottoposte alla tratta; il nuovo governo talebano ha ottenuto l’accesso a documenti che hanno contribuito all’identificazione di cristiani afgani, spesso arrestati al fine di scovare reti di cristiani e poi uccisi. Combattenti talebani li cercano attivamente, anche casa per casa; gran parte della popolazione cristiana è scappata nelle regioni rurali o nei campi profughi delle nazioni vicine, tutte presenti nella WWL perché ostili ai cristiani.»


Il dovere morale urla tra i meandri della coscienza umana che bisogna pregare e operare. L’anima può decidere se cibarsi delle culture pagane e mondane del mondo o se far suo le necessità, i doveri e i bisogni in Cristo. L’io ha la facoltà di volgere se stesso verso ciò che luccica o, diversamente, verso ciò che sanguina. La persecuzione genera sofferenza, produce martiri e consegna al mondo il sangue delle vittime innocenti.

Bisogna abbracciare la pratica del Rosario e pregare quotidianamente per le vittime di persecuzione, ricordando i fratelli nella fede che soffrono di persecuzione in ogni dove. E poi operare concretamente, mediante l’informazione, la sensibilizzazione, l’iniziativa pubblica ed il parlarne, affinchè ognuno possa operarsi per un piccolo contributo. Anche solo con una singola Ave o Maria. Alla fine dei tempi, c’è un solo modo di vivere le persecuzioni che ognuno di noi affronta nel cammino di vita: con e in Cristo. Come è sempre stato.

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