Lightyear: ideologie massoniche nel film d’animazione Disney

Il mondo del cinema è tra i settori più sottoposti al potere massonico che esista sulla terra; non è qui, ora, che si affronterà il rapporto cinema e massoneria – il «qui» e l’«ora» avverranno in un ‘‘altrove’’. Dobbiamo mantenere alta l’autonomia critica, di analisi e di discernimento morale, sui contenuti che il settore dell’entertainment propone quotidianamente. C’è un continuo bisogno di avere un apostolato in atto, diretto ed univoco nei contenuti, e non indiretto ed equivoco, che denudi le fondamenta del mostro, confutandone le menzogne; un apostolato che difenda e separi il bene dal male.

L’oggetto in analisi è Lightyear, un film realizzato da Disney – Pixar e distribuito nel 2022. Trattasi di uno spin-off della serie Toy Story. Il sentore dell’ideologia massonica, presente nell’opera, si poteva annusare ancor prima che il film esistesse, già dai trailer distribuiti, grazie ad un background storico e culturale che la persona può avere di suo. Sappiamo che Walt Disney Co. è un’associazione massonica, che vi sono inserzioni subliminali massoniche, pornografiche e sataniche nei film di animazione e che vi è un rapporto di analogia – una relazione – tra le opere Disney e l’occulto.

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Nel 2022, Lightyear diviene ciò che altrove, nella linea spazio-temporale della storia del cinema, non poteva essere; se in passato si poteva solamente ricorrere all’uso del subliminale, per sensibilizzare la persona gradualmente ad una certa cosa, oggi è possibile esplicitare direttamente. Il subliminale è morto: oggi è tutto esplicito, manifesto, al chiaro di luce. Accettato e accolto dopo un estenuante processo di normalizzazione, il mistero dell’iniquità è oggi svelato in tutta la sua crudezza preternaturale. Lightyear è il frutto maturo dell’apostasia morale: l’uomo che ha abbandonato Dio volgendo se stesso verso il suo io, un io che da sé si è sottoposto al demonio.

Il film non ha più inserzioni subliminali accuratamente strutturate, come accadeva nei predecessori del secolo scorso, che dovevano poi essere colte e processate ad una mente attenta; ora la pellicola è di fatto esplicitamente ideologica, innaturale e propagandistica. Essa si mostra per ciò che è, come è, senza ricorsi all’allusione. Ciò che un tempo era subliminale oggi è visivo e manifesto. Così è questo lungometraggio d’animazione in digitale, anno domini 2022.

Lightyear (2022) – Una recensione

  • Nome: Lightyear
  • Regia: Angus MacLane
  • Sceneggiatura: Jason Headley, Angus MacLane
  • Compagnia di produzione: Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios
  • Distribuito: Walt Disney Studios Motion Pictures
  • Data di uscita: 17 giugno 2022
  • Box office: $225.9ml

Mi sono bastati 43 minuti di materiale per scorgere l’introduzione ufficiale della loggia massonica tra i fotogrammi della pellicola. Obiettivi, idee, contenuti e slogan massonici sono ora parte integrante della struttura narrativa action-oriented. E sono espliciti fin dal primo fotogramma. Allusioni implicite all’inseminazione artificiale e alla maternità surrogata, omosessualità ostentata ad ogni costo, coppia omogenitoriale con figlio. Lightyear è il prodotto d’animazione che funge da punto-somma dell’ideologia modernista e da preludio all’agenda 2030. Il film è una vetrina promozionale a favore della «lobby Lgbtq» ed è concepito per portare l’ideologia arcobaleno ai più piccoli.

Nel minuto di debutto che costituisce il film d’animazione, fa la sua comparsa un personaggio che allude all’omosessualità, così a caso, dal nulla. Forzato e costruito a tavolino, il personaggio manifesta uno stereotipo omosessuale patetico: forzatamente effemminato, infatuato da Lightyear e introdotto “a tutti i costi” per far vedere di avere il token gay, così da produrre l’effetto di compiacenza per la massa. L’introduzione del personaggio è fuori luogo, essendo esso privo di qualsiasi presupposto narrativo, ed appare forzatamente introdotto per soddisfare l’agenda Lgbtq e pavimentare personaggi analoghi di lì a poco.

In una sequenza successiva subentra Alisha Hawthorne, personaggio femminile anch’esso omosessuale. Nell’arco di una manciata di minuti, l’agenda Lgbt ha di fatto costituito, e presentato, l’intero nucleo di personaggi iniziali, facendo piazza pulita: omosessuali e lesbiche, forzatamente introdotti e imposti, a sostituzione della natura eterosessuale. Addio al personaggio etero, al maschio e alla sua bellissima compagna: ora abbiamo un omosessuale che brilla di luce dinanzi a Lightyear, e che sparisce nell’arco di un paio di minuti, ed una lesbica di colore con la sua compagnia omosessuale.

Il sub-mondo omosessuale che si impone a sostituzione del mondo naturale del creato, costituito dalla coppia maschio – femmina. Il maschio non è più legato alla femmina e la femmina va con la femmina. L’assenza della coppia naturale, sostituita dalla coppia omosessuale, segna la deriva morale del mondo odierno. Il fatto che sia «a tutti i costi» di colore rende ancor più forzata la caratterizzazione scelta, facendo capire, ad una mente adulta e formata, che dietro vi siano scelte forzate di conformismo culturale che non si discostano dal politicamente corretto. Perchè se il personaggio era bianco ed eterosessuale era chiaramente offensivo per un popolo di imbecilli.

Genesi 1, 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

Se la coppia è omosessuale, non si potrà che avere una visione di famiglia altrettanto omosessuale, assolutamente normalizzata e socialmente accettata. Nelle sequenze successive, Alisha si scopre sposata e con una figlia: la sequenza specifica in cui Alisha si bacia con orgoglio con la compagnia, e mostra con altrettanto orgoglio la bambina, è la manifestazione dell’agenda massonica al suo massimo storico. Si ha dunque la «famiglia gay», scimmia della famiglia naturale, nonchè l’allusione implicita a due abomini contro natura: la maternità surrogata e l’inseminazione artificiale.

Il bacio omosessuale è di per sé uno scandalo, essendo non il frutto dell’amore, ma di una forzatura, fino depravata; il fotogramma in cui si vede la «coppia gay» ed una bambina, con allusione implicita alla fecondazione artificiale, mostra e normalizza un crimine contro l’umanità.

L’immaginario intero del film è perno dell’agenda massonica, interamente fomentato e sottomesso alla lobby Lgbtq. Lightyear promuove la normalizzazione dei rapporti omosessuali, allusioni implicite alla fecondazione artificiale e propaganda alla coppia omogenitoriale con figlio. Un “tutto” che si rivela innaturale.

Un bambino che vede questo film, sprovvisto di strumenti e di orientamento critico, vedrà e crederà che sia normale essere una coppia omosessuale e che sia normale che una coppia omosessuale abbia un figlio: non c’è niente di più errato di questo. Il bambino appartiene ad un padre e una madre e la famiglia è solamente tra un uomo e una donna. La normalizzazione di ciò che è innaturale va sempre e comunque stigmatizzata, contro qualsiasi retorica e banale accusa di presunta «omofobia».

Il materiale restante non si salva: una storyline semplicistica che non si discosta dall’ovvietà, una serie di prìncipi di causa – effetto propri del tipicismo d’azione, sequenze prevedibili e una totale mancanza di contenuti consistenti in termini narrativi e d’azione. Mediocre al suo massimo storico, privo di qualsiasi spunto tematico e concettuale degno dell’intelligenza, propagandistico e ideologico. Lightyear è il box office bomb dell’anno, artistico e commerciale.


In quanto creature intelligenti, abbiamo il dovere di difendere i più piccoli dalla corruzione morale e dagli assalti all’innocenza. Abbiamo il dovere morale di riconoscere la separazione del bene e dal male, di chiamare bene ciò che è bene, e di chiamare male ciò che è male. La selezione dei contenuti da far vedere, per noi stessi, per il prossimo o per un figlio, dev’essere sottoposta ad un’attenta analisi morale. Il film d’animazione Disney – Pixar è uno strumento promozionale dell’ideologia gender ed in quanto tale va accuratamente scartato e disertato. Ci si consoli che al cinema non se l’è visto quasi nessuno.

Neemia 4, 14 Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo. Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!”

2 pensieri su “Lightyear: ideologie massoniche nel film d’animazione Disney

  1. Nel 1973 vertice primi ministri A. MORO ed i ministri esteri M. RUMOR a COPENAGHEN x servizio Tg Rai andai con l’operatore ed io come fonico, in una pausa andammo al cinema x un film wester… Tra un tempo e l’altro misero un cortometraggio di rapporti sessuali tra persone ed animali tra l’indifferenza generale. Non a caso l’apparizione MARIANA in AKITA 1973 ANNUNCIAVA LA DEPRAVAZIONE UMANA IN ATTO.

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    1. Infatti c’è stata una sensibilizzazione graduale al degrado e alla depravazione morale, in atto da più di un secolo, e che ad oggi ha raggiunto l’apice assoluto. Oggi si raccolgono i frutti di un’umanità malata e depravata.

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