Sopravvissuti all’atomica di Hiroshima pregando il Rosario

Cosa accadrebbe se una testata nucleare colpisse la superficie della terra? Nell’apposito articolo, sopracitato, ho realizzato un chiarimento teologico sull’atto del trapasso e sull’inutilità di preoccuparsi di un eventuale impatto nucleare, qualora l’uomo fosse in grazia di Dio. Occorre ora disporre di una questione differente: ci si può salvare da una bomba atomica? È possibile che l’uomo sopravviva, pur essendo nel raggio d’azione dell’esplosione atomica? La risposta è si. Se Dio è onnipotente è possibile, e se per Dio è possibile, può certamente accadere. Di fatto, è già accaduto. Vi sono stati superstiti ai bombardamenti atomici di Hiroshima (6 agosto 1945) di cui si ha testimonianza.

L’atomica di Hiroshima. Lo sgancio effettivo della bomba Mk. 1 “Little Boy” avvenne sul centro della città di Hiroshima, alle ore 8:14:45 o 8:15:17 1 ora locale (JST), il 6 agosto 1945, alla quota di 9.467 metri. Il “proiettile” di uranio arricchito era del peso di 38,53kg 2 e il bersaglio, parimenti di uranio arricchito, pesava 25,6kg. Nell’atto della detonazione, fu generata un’esplosione di fuoco che fece salire la temperatura a 7.232° F, pari a 4.000° Celsius, facendo di Hiroshima un prototipo di Inferno terrestre, inabitabile per l’uomo. Qualsiasi elemento di materia organica e non venne immediatamente dissolto nell’arco di un solo chilometro. Una stima compiuta da Atomic Archive List calcola 66.000 persone uccise nell’atto dell’esplosione e un totale complessivo di 135.000 morti 3; l’U.S.-Japanese Radiation Effects Research Foundation calcola un numero globale di decessi compreso tra 90.000 e 166.000 4. L’esplosione della testata atomica Little Boy causò un’onda d’urto da 4.00km2, una radiazione da 5.64km2, un’esplosione di fuoco da 0.17km2 e un calore sprigionato capace di coprire una superficie da 8.92km2.

  1. da ctbto.org.
  2. Angelo Todaro, Arma totale, Italia editrice, 1997. pp. 105-106.
  3. da atomicarchieve.com, copyright 1998 – 2022.
  4. da U.S.-Japanese Radiation Effects Research Foundation.
Disegno di John Coster-Mullen. Traduzione di Emanuele Mastrangelo – Little Boy Internal Components.png, licenza GFDL, fonte.

Quel che rimase di Hiroshima fu immortalato da una singola fotografia in bianco e nero, di proprietà di U.S. Navy Public Affairs Resources, divenuta di pubblico dominio.

Sopravvissuti all’atomica di Hiroshima. Eppure, nell’atto della distruzione atomica, dove ogni elemento di materia organica venne dissolto, ogni edificio scomparve dalla cartina geografica e ogni essere vivente cessò di vivere, un piccolo presbiterio presente nel raggio di 1.5km, con all’interno quattro gesuiti, sopravvisse alla detonazione atomica. Sopravvissero il superiore provinciale della Compagnia di Gesù don Hugo Lassalle ed altri tre confratelli, don Hubert Schiffer, don Wilhelm Kleinsorge e don Hubert Cieslik. Nessuno che abbia cercato di comprendere come siano potuti sopravvivere all’atomica di Hiroshima trovò una spiegazione scientificamente plausibile, che potesse venire ottenuta mediante la ragione, in linea con i prìncipi scientifici del creato. Né lo studio né l’osservazione portarono risultati.

Ciò che avvenne, e che dalle loro bocche uscirono parole di testimonianza, che riportarono: «Avevamo sempre recitato il Rosario tutti i giorni, per cui abbiamo concluso che la preghiera del Rosario fu più forte della bomba atomica». ‘‘I quattro gesuiti furono sottoposti a esami medici e informati che, per effetto della radiazione, avrebbero sofferto gravi malattie e avuto una morte prematura. Nulla di tutto ciò accadde.’’ (da Araldi del Vangelo, Settembre/2015, n. 149, p. 35). Ognuno di essi visse negli anni a venire; don Hebert ebbe da vivere altri 33 anni, potendo partecipare al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976, dove raccontò la sua testimonianza.

Don Hubert Schiffer scrisse Il Rosario di Hiroshima, opera introvabile, originariamente distribuita in lingua inglese nel 1953 e rimasta inedita in Italia nel corso degli anni; è reperibile in versione digitale nel sito della Sacred Heart University, per la prima volta nella storia tradotta in italiano nel 2019 da Federica Favaretto. Don Hubert dichiarò: «Crediamo di essere sopravvissuti perché vivevamo il messaggio di Fatima» e «recitavamo quotidianamente il Rosario in quella casa».

Il sacerdote avrebbe poi testimoniato: «Attorno a me c’era soltanto una luce abbagliante. Tutto a un tratto, tutto si riempì istantaneamente da una esplosione terribile. Sono stato scaraventato nell’aria. Poi si è fatto tutto buio, silenzio, niente. Mi sono trovato su una trave di legno spaccata, con la faccia verso il basso. Il sangue scorreva sulla guancia. Non ho visto niente, non ho sentito niente. Ho creduto di essere morto. Poi ho sentito la mia propria voce. Questo è stato il più terribile di tutti quegli eventi. Mi ha fatto capire che ero ancora vivo e ho cominciato a rendermi conto che c’era stata una terribile catastrofe! Per un giorno intero i miei tre confratelli ed io siamo stati in questo inferno di fuoco, di fumo e radiazioni, finché siamo stati trovati ed aiutati da soccorritori. Tutti eravamo feriti, ma con la grazia di Dio siamo sopravvissuti».

E ancora: «Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l’aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l’aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d’autunno.». Quando riaprì gli occhi, vide che ogni edificio era stato rasato al suolo e che non vi erano strutture rimaste intatte ad eccezione della casa parrocchiale. Nel raggio di 1.5km ogni cosa venne distrutta, dissolta, scomparendo dalla storia dell’uomo, mentre lui ed i tre confratelli sopravvissero. I superstiti divennero oggetto di ciò che viene oggi definito Il Miracolo di Hiroshima.

Un superstite solitario. Un ulteriore superstite dell’atomica di Hiroshima fu Hikoka Vanamuri, professore di Filosofia, presente quel giorno in biblioteca. Egli stesso ebbe modo di raccontare: «Non tornerò in Giappone. Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell’atmosfera viziata di Buddha è rimasta un’inacidita testimonianza storica di paganesimo vociferante e mi sono convertito alla religione cattolica. La decisione l’ho presa dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima. Ero a Hiroshima per una ricerca storica. Lo scoppio della bomba mi trovò in biblioteca. Consultavo un libro portoghese e mi venne sott’occhio l’immagine della Madonna di Fatima. Mi sembra che questa si muovesse, dicesse qualcosa. All’improvviso una luce abbagliante, vivissima mi ferì le pupille. Rimasi impietrito. Era accaduto il cataclisma. Il cielo si era oscurato, una nuvola di polvere bruna aveva coperto la città. La biblioteca bruciava. Gli uomini bruciavano. I bambini bruciavano. L’aria stessa bruciava. Io non avevo portato la minima scalfittura. Il segno del miracolo era evidente. Non riuscivo tuttavia a spiegare quello che era successo. Ma il miracolo ha una spiegazione? Non riuscivo nemmeno a pensare. Solo l’immagine della Madonna di Fatima mi splendeva su tutti i fuochi, sugli incendi, sulla barbarie degli uomini. Senza dubbio ero stato salvato perché portassi la testimonianza della Vergine su tutta la terra. Il dott. Keia Mujnuri, un amico dal quale mi recai quindici giorni dopo stabilì attraverso i raggi X che il mio corpo non aveva sofferto scottature. La barriera del mistero si frantumava. Cominciavo a credere nella bellezza dell’amore. Imparai il catechismo ma sul cuore tenevo l’immagine di Lei, il canto soave di Fatima. Desideravo il Signore per confessarmi, ma lo desideravo per mezzo di Sua Madre».


Per Dio nulla è impossibile; la materia è sottomessa a Dio, non viceversa. Essendo Dio ente trascendente onnipotente, l’esse ipsum subsistens incausato, infinito ed eterno, anche i frutti che da Lui derivano possono essere di natura trascendente, ed in quanto tali non dipendenti dalla materia. La sintesi congiunta tra la grazia di Dio e la fede dell’uomo può essere oggetto di azioni sovrannaturali, autentici miracoli e manifestazioni dell’azione divina sulla terra. Dio può operare contro qualsiasi avversità del creato. L’unico limite è quello che pone l’uomo e che l’uomo stesso crea, da sé, dentro se stesso. Nella parola è presente il monito sulla fede più grande che esista.

Luca 17, 5 Gli apostoli dissero al Signore: 6 «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

Futuro beato Fulton J. Sheen, in uno dei suoi discorsi, disse:

“Fatima non è un avvertimento, ma simbolo di speranza! Mentre l’uomo solleva e spezza l’atomo per annichilire il mondo, Maria scuote il sole come fosse un ciondolo legato al suo polso, per convincere il mondo che Dio ha conferito a lei il potere più totale sul controllo della natura, non per spargere morte, ma luce, vita e speranza. Il mondo non ha bisogno di una Terza Guerra Mondiale e si potrà evitare solo se la Madonna si oppone all’Atomo”.

È nostro dovere ritornare a Gesù attraverso Maria, pregando affinchè l’esplosione dell’atomo, ad oggi il più potente che sia mai esistito, non faccia il suo rientro nella storia dell’uomo.

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