Il Nuovo Ordine Mondiale non vuole che amiamo la Tradizione

1 Maccabei 2, 21 ci guardi il Signore dall’abbandonare la legge e le tradizioni;

Una maniera per distogliere l’intelletto dell’uomo dal vero, dal giusto e dal sacro, è quella di presentargli una serie di vizi, di consumi e di interazioni mondane, invertendo il senso del buono e dell’utile, banalizzando dapprima la percezione che si ha del mondo, poi della vita e dei fini ad essa associati. Cambiata la percezione della propria esistenza in rapporto al «tempo», annullato il fine eterno e diviso l’uomo da qualsiasi presupposto morale e etico, la vita diviene un sistema chiuso, programmaticamente costruito per rendere ogni nostro atto consumistico, vano e mondano. Né utile né benigno, ma unicamente finalizzato al processo di acquisto, consumazione e godimento.

Per qualcuno, questo processo, pinnacolo della società dei consumi voluta dal potere massonico, dev’essere l’alfa e l’omega della vita. Non si vuole più che l’uomo conosca Dio e si prepari alla vita eterna, né che abbia in sé il bene assoluto per poterlo dare al prossimo, né che viva agendo secondo la legge morale, mediando la necessità di compiere il bene; si vuole soltanto che l’uomo sia una risorsa sterile, uno strumento di acquisto e produzione, programmaticamente educato al servizio dei media e del sistema capitalista. Una risorsa scissa dal significato dell’essere che gli è stato attribuito: conoscere Dio e amare(Lo), sia Lui che il prossimo.

Uno degli attributi universali della persona, secondo la filosofia metafisica, è l’alterità, ovverosia l’unicità dell’essere. Ognuno di noi è unico, distinto, diverso dall’altro. Di contro, uno dei pinnacoli dell’ideologia globalista, è l’annichilimento di questa identità unica, distinta e specifica che solo all’uomo appartiene: l’uomo, secondo il neo-globalismo mondiale, dev’essere il riflesso di una formula unica e universale, valida per chiunque. Gli uomini non devono più essere diversi, unici e distinti, ma uguali tra di loro; la persona dev’essere una copia automatica di un io protocollare, standardizzato per chicchessia – riflesso del sé, un “sé” standard che si riflette in ognuno. E ognuno deve dunque essere uguale all’altro, come una produzione in serie, propria dell’industria moderna. La diversità è proibita.

È così che nel 2021, qualcuno vuole annullare la diversità naturale, imporre un falso concetto di uguaglianza, rivenduta come la nuova “diversità moderna”, e rendere l’uomo de- personalizzato, privo di identità, di tradizione, di cultura, di patria. L’uomo di oggi, per il potere forte, non deve avere niente di ciò che la natura gli comunica e che gli dia di diritto. Non deve avere una famiglia per non avere un’origine, un punto di riferimento indipendente e pre-esistente nel creato, in modo tale da essere pronto a venire inglobato nel nuovo ordine sociale, dove ognuno, essendo privo di origine, non avrà altri punti di riferimento al di fuori dello stato, che sceglierà per l’individuo l’origine, lo scopo e la destinazione del “prodotto”: cosa dovrà fare, per quale motivo esiste, dove dovrà andare.

Un altro punto cardine dell’ideologia “Novus Ordo”, è l’annichilimento della patria: se “ognuno” deve rispondere ad un protocollo, e se il sistema mondialista vorrà dunque un’identità unica da assegnare ad ogni individuo, ne conviene che la diversità storica e culturale degli stati sia un pericolo; non sia mai che il cittadino, memore della propria cultura e della propria identità unica e irripetibilerifiuti di introdursi nel nuovo mondo globale. Sarà dunque necessario eliminare ogni diversità storica e culturale di ogni stato, omologando i singoli paesi ad una cultura unica prestabilita, “globale”, imperante e totalitaria. L’identità del paese dovrà venire sostituita dall’identità unica mondiale, che ogni paese dovrà far sua, se vorrà partecipare al nuovo mondo.

E se il paese manifesta segni di richiamo alla cultura tradizionale, per il nuovo mondo è un pericolo. Così, a mero titolo di esempio, se l’Italia ha in sé il miglior prodotto della tradizione storica e culturale del mondo, per qualcuno “in alto”, questo “prodotto’’, potrebbe essere un ostacolo al processo di globalizzazione forzata, una globalizzazione che per rapire e inglobare le persone nel neo-sistema mondiale, dovrà necessariamente ostacolare la memoria del passato, essendoci in essa la tradizione e l’amore per i trascendentali dell’essere: l’unico, il vero e il bello.

«Non volgerti indietro, che tutto è amaro e cattivo, ma guarda solo avanti, che ti prepariamo un futuro come non hai mai immaginato.» parla così il nuovo mondo. Un mondo che ha paura di vedere delle persone preferire di essere uniche, piuttosto che uniformarsi; un mondo che ha il terrore di vedere delle persone preferire la tradizione culturale di istituzione divina, piuttosto che la cultura globale progressista e intollerantedove non esisteranno più autonomie e diversità di pensiero. Un mondo che ha il terrore di vedere le persone ragionare da sole. Un mondo globale che vuole annichilire l’unicità dell’autocoscienza: vedere, riflettere, comprendere, criticare. La ragione pura viene sostituita dal pensiero unico pre-stabilito e imposto ad ognuno che lo accetti.

In che modo, dunque, si può sviare la persona, un’anima che Dio ha pagato a caro prezzo, dalla patriadalla sua stessa originedalla sua cultura di riferimento? I media possono giocare un ruolo primario, necessario per sviare l’intelletto da ciò che è buono, per presentargli il brutto e rivenderlo come il bello; necessario, inoltre, per invertire il senso della tradizione e della patria, dell’identità e dell’appartenenza. Ad esempio, presentandogli culture fabbricate che deformino la percezione che si ha della cultura tradizionale, sensibilizzandolo ad un processo di banalizzazione della cultura stessa. Sviandolo dal bello per presentargli, e dunque indurlo, al brutto. Mitizzando l’iniquo a scapito della luce.

All’atto pratico, centralizzando l’attenzione sul mondano, il banale e l’ignorante; sul ragazzo che ha vinto il premio di miglior allenatore al mondo di Pokemon, marginalizzando l’evento della Statua del Milite Ignoto del 2 novembre; sui Maneskin, prodotto spazzatura e massonico, così per ricordarti che l’identità e la cultura che il tuo paese offre può al massimo identificarsi con una band che promuove la fluidità di genere e l’eliminazione delle differenze sessuali naturali, preparate per il nuovo ordine; sull’asterisco da applicare al linguaggio, più importante degli oltre 2 milioni di disoccupati in Italia, così da istigare, in aggiunta, l’odio per la lingua nazionale, patrimonio inestimabile dell’uomo, così da prepararci alla lingua unica mondiale.

‘‘Degno figlio di una stirpe prode
e di una millenaria civiltà,
resistette inflessibile
nelle trincee più contese,
prodigò il suo coraggio
nelle più cruente battaglie
e cadde combattendo
senz’altro premio sperare
che la vittoria
e la grandezza della patria.’’

Qualsiasi cosa, insomma, manifesti il mondano (Maneskin), il banale (Pokemon) e l’ignorante (l’asterisco applicato al linguaggio). Tutto, fuorché la tradizione storica e l’amore per la patria. Ogni cosa è buona, pur di portare il cittadino a non volgersi verso quel passato che il Nuovo Ordine odia con tutto se stesso. Così, se nel proprio paese vi è storia, tradizione e cultura, qualcuno avrà pur pensato che da esse possa manifestarsi un richiamo al passato; un passato scomodo, poichè è ancorandoci al passato, e alle meraviglie custodite per millenni, che l’uomo può svegliarsi dal torpore della coscienza – la manipolazione psichica che rifiuta il reale accettando l’irreale – iniziando così la lotta al globalismo totalitario.

Se il Nuovo Ordine ci vuole uguali, passivi e assonnati, dovrà necessariamente dividere l’uomo dall’identità originale, per renderlo un prodotto globale, incapace di rifiutare ciò che il sistema propone. Il passato va dunque stigmatizzato e l’uomo dev’essere indotto ad odiarlo, per accettare il presente, un presente che ci viene venduto senz’altro più bello, più libero, più uguale e più fraterno. I media di massa, programmaticamente venduti al potere e ad esso sottomessi, dovranno operare un processo di minimizzazione del bene e di massimizzazione del male, vendendo e mitizzando ciò che è brutto e istigando odio verso ciò che è bello. È l’inversione del bene e del male.

Il «potere forte» dovrà dunque operarsi per distogliere l’attenzione da qualsiasi cosa operi nel nome della legge naturale, anche fosse l’anniversario del Milite Ignoto o una qualunque ricorrenza storica e culturale di valore, pericolosissimo richiamo alla patria, all’identità tradizionale e al passato ineguagliabile; tre pericolosi avversari del nuovo sistema di culture e ideologie totalitarie, dove l’autocoscienza è proibita e dove ciò che pensi dev’essere ciò che qualcun altro ha stabilito per te. Non sia mai, insomma, che l’italiano guardi indietro, riscopra le sue origini storiche e culturali, e d’improvviso si fermi, dicendo “no” a quel futuro, iper tecnologico e senz’anima, che vuole soltanto vederci morire.

1 Corinzi 11, 2 Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse.

L’unico che può proteggerci dall’odio è Dio,
attraverso Cristo Gesù,
e l’unico che può rimanere in noi,
facendo sì che nell’anima

aumenti lo spazio per l’Amore
e diminuisca lo spazio per l’odio,

è sempre Dio.
Preghiamo il Rosario e frequentiamo
la Santa Messa ogni giorno per difenderci

dal nemico che vuole indurci all’odio.

2 pensieri su “Il Nuovo Ordine Mondiale non vuole che amiamo la Tradizione

  1. Relativamente ai Maneskin, personalmente li considero adoratori di Satana.
    Questa cosa l ho sospettata guardando il video della loro vittoria all Eurovision nel 2021: appena proclamato il nome del vincitore, il batterista dei Maneskin ha fatto un gesto plateale.
    Cioè ha allargato le braccia a mo’ di “sacerdote” ed è rimasto fermo così per diversi secondi, fissando un punto in alto.

    Ci scommetterei che stava ringraziando solennemente per quella seconda vittoria dopo quella a Sanremo.

    Secondo segnale: al recentissimo Coachella festival di non so che musica, il cantante dei Maneskin ha assunto.una posizione particolare davanti a tutto il pubblico: ha allargato le braccia e contemporaneamente piegato un ginocchio sull altro facendo -a mio parere- il verso a Gesù Cristo in croce le cui passione, morte e resurrezione si erano commemorare nei giorni de immediatamente precedenti a tale concerto.

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    1. Grazie per il tuo commento. 🙂 Posso concordare. I Maneskin non sono nient’altro che un prodotto del sistema costruito a tavolino, un sistema massonico e anticristico. Attraverso questo gruppo, la massa viene sensibilizzata – indotta – ad una serie di obiettivi ideologici, costruzioni culturali, tra cui gender, fluidità sessuale e perversione. Nient’altro che un prodotto della loggia, l’ennesimo, come lo sono stati – e lo sono ancora oggi – tantissimi altri nel mondo.

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