La tua Ferita

Dal peccato originale di Adamo ed Eva in poi, ognuno di noi nasce in un mondo post-caduta, dove il peccato originale è trasmesso di generazione in generazione e dove la creatura è naturalmente inclinata verso il peccato. La conoscenza del peccato e l’incontro con il mistero della sofferenza – che subentra a causa del peccato – causano ferite non tanto nella carne, ma nell’anima, laddove solo Dio può accedere.

Se il corpo è la materia prima del medico, l’anima è la materia prima di Dio. Come la medicina cura il corpo, la grazia di Dio cura l’anima. Le ferite che ognuno di noi subisce, vive, ottiene, possono rimanere lì, incrostate tra le vene eteree dell’anima, causando fitte di tenebra che possono ripercuotersi nel tempo. Ognuno di noi cresce con una serie di ferite che può guarire o tenere per sé per tutta la vita. Soltanto Dio, in collaborazione con l’uomo, può guarirle.

Il 4 giugno, presso il teatro Santo Spirito di Ferrara, ho assistito all’anteprima esclusiva del brano «La tua ferita», il nuovo singolo estratto dal disco “Sentire l’Amore” della cantautrice Mirael, di cui potete leggere l’intervista esclusiva pubblicata il 18 dicembre 2020. Quel giorno presi il massimo ottenibile ad un esame di teologia e non ci fu modo migliore di festeggiare che andare ad una serata alla quale volevo sinceramente partecipare.

Volevo esserci: volevo vivere quanto veniva offerto. Non si trattava solamente di una partecipazione passiva: vado, osservo, torno. Si trattava di esserci per donarsi e ricevere. È sia un’occasione per ottenere che per dare. In entrambi i casi si riceve. E così andai, portando me stesso, e con me ed in me, e le mie ferite.

Arrivato presso il teatro mi ritrovai da solo in un deserto urbano. Le strade di Ferrara nel 2021 sono riflesso di un mondo secolare e paganizzato. A noi essere fuoco e portarvi luce. Poco prima che la proiezione iniziasse, un gruppo consistente di persone iniziarono ad arrivare. Vidi un sacerdote con una tunica azzurra, appartenente all’Immacolata di San Massimiliano Kolbe. Poi un altro con la storica tunica sacerdotale di colore nero – la stessa di Rolando Rivi e di qualsiasi altro seminarista. Infine vidi arrivare Mirael: un piccolo sole satellite. Sorridente e smagliante.

La proiezione del singolo permise di divulgare, di comunicare, di mostrare, di far accadere qualcosa. Mi successe qualcosa – e non fui il solo. Dapprima sentii un affetto sensibile nell’anima, una percezione consistente di aristotelica memoria, mentre in seguito fu come se avessi ricevuto un messaggio, spiritualmente percettibile nell’intelletto, che si è evoluto in riflessione. Come se Dio stesse parlando, non solamente a me, ma a chiunque fosse presente quella sera.

Questo è il videoclip che venne proiettato quella sera.

LA TUA FERITA
Musica e Testo di Mirael

Ti ho amato d’amore eterno
per questo ho pietà di te.

Farò rimarginare la tua ferita
e ti guarirò dalle tue piaghe
e se nessuno si cura di te
il mio braccio ti innalzerà.
Sono qui con te,
Parola del Signore.

Aspetta non tarderò,
di gioia ti rivestirai.

Farò rimarginare la tua ferita
e ti guarirò dalle tue piaghe
e se nessuno si cura di te
il mio braccio ti innalzerà.
Sono qui con te,
Parola del Signore.

Farò rimarginare la tua ferita…

Qualcosa accadde. Sentii sensibilmente cosa Dio (mi) stesse dicendo. Certo, il linguaggio è chiaro, la comunicazione è univoca: Dio può guarire dalla propria ferita. La ferita della solitudine; dell’abbandono del padre e della madre; della violenza; di non essere stati amati, voluti, seguiti, accompagnati lungo il cammino di vita. La ferita nel corpo è curabile dal medico; la ferita dell’anima è curabile solamente da Dio. Non si trova soluzione all’esterno di Dio: ne pratiche pagane, occulte o esoteriche potranno cicatrizzare la ferita, causando invece solamente l’effetto opposto e producendo il danno della persona, a perdizione dell’anima.

Solo in Dio, il Dio Trinitario, può guarire quel trauma subito in quel giorno particolare in qualunque anno sia accaduto. Solo Dio può guarire nell’anima ciò che è successo nel «tempo». Allora tocca solamente a noi cooperare, perchè senza il deliberato consenso dell’uomo, la cooperazione libera e consensuale, Dio non può operare; e non per un difetto di onnipotenza, ma per il rispetto che Egli ha del libero arbitrio della sua stessa creatura. Dio non impone: offre invece liberamente.

Questo è il fine dell’arte cristiana, cristocentrica, Dio-orientata e non Io-orientata: di divulgare il Bello che sgorga dal Vero (Cristo), affinchè Dio possa comunicare e donarSi anche attraverso di essa. Con l’arte e attraverso di essa, e non solo, la diffusione del Vangelo eterno di Dio si rinnova di generazione in generazione. Il fine del linguaggio espressivo, infatti, assurge al suo apice quando comunica Dio, non se stesso. E solo così l’arte diviene qualcosa di reale, autentico e ‘‘alto’’, capace di introdursi nell’anima e di toccare il cuore. Il resto è vano e pagano, temporaneo e passeggero. Chi lavora per Dio lavora per l’eterno; chi lavora per se stesso e per il mondo lavora – inutilmente – per il tempo presente.

Mirael ha centrato l’obiettivo: attraverso «La tua Ferita», ha lasciato che Dio parlasse alla nostra anima, laddove risiede la nostra ferita, ricordandoci la lieta notizia, divinamente rivelata, che la ferita può guarire, ed Egli può rimarginarla; che non si è destinati a rimanere schiavi del proprio passato per sempre, che si può guarire e risorgere, con la grazia di Dio. Soltanto con Lui, essa può guarire.

Chiunque chieda con fede la grazia di guarire, pregando e perseverando nel proprio cammino, otterrà la guarigione dalle proprie ferite. È una promessa, questa, che Dio ci ha fatto.

«La Chiesa, dunque, ha bisogno dell’arte» Lettera di Giovanni Paolo II agli artisti, 4 aprile 1999 

Geremia 30,
12 Così dice il Signore: «La tua ferita è incurabile.
la tua piaga è molto grave. 
13 Per la tua piaga non ci sono rimedi,
non si forma nessuna cicatrice. 
14 Tutti i tuoi amanti ti hanno dimenticato,
non ti cercano più;
poichè ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo severo,
per le tue grandi iniquità,
per i molti tuoi peccati. 
15 Perchè gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
A causa della tua grande iniquità, dei molti tuoi peccati,
io ti ho fatto questi mali. 
16 Però quanti ti divorano saranno divorati,
i tuoi oppressori andranno tutti in schiavitù;
i tuoi saccheggiatori saranno abbandonati al saccheggio
e saranno oggetto di preda quanti ti avranno depredato. 
17 
Farò infatti cicatrizzare la tua ferita
e ti guarirò dalle tue piaghe.
Parola del Signore.
Poichè ti chiamano la ripudiata, o Sion,
quella di cui nessuno si cura»

Vi invito a seguire Mirael e a supportare il suo progetto, “Sentire l’Amore”.

Mirael: Sentire l’Amore

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