Quell’urlo che grida vendetta al cospetto di Dio e che Iddio non può ignorare

L’utero in affitto è abominio


Usufruire del seme di un uomo, introdurlo nella vagina mediante l’inseminazione artificiale, “affittare” la gravidanza mediante la pratica dell’utero in affitto, far partorire la donna, prelevare il bambino, dividendolo dai suoi legami biologici e negandogli il padre e la madre, per poi rivenderlo sul mercato alimentando il business delle adozioni omogenitoriali, è abominio.

Possiamo sentire le urla di questo mondo. L’uomo può sentire le urla dei calciatori quando segnano, le urla di coloro che gridano inutilmente per una presunta crisi climatica costruita dai media, le urla delle tifoserie quando segna la rispettiva squadra del cuore e le urla di coloro che gridano nella propria abitazione. L’orecchio umano può captare qualunque tipologia di urla emessa dalla voce, basta che sia esteriorizzata a voce e dunque udibile.

C’è, tuttavia, una tipologia atipica di urla che non possono essere udite. L’uomo può sentire le urla emanate nel mondo dalle labbra del fratello, ma non può percepire le urla che avvengono nell’abisso del cuore umano: le urla nascoste dell’anima. Non possiamo sentire le urla di chi è disoccupato e vive nella disperazione di non riuscire a trovare lavoro, di chi, privato del padre e della madre, si ritrova a vivere in casa con una coppia che ne ha acquisito “la proprietà” mediante l’utero in affitto.

Lo spirito dell’anticristo vuole sovvertire l’ordine naturale. Ne vuole la sua completa inversione, che implica disfacimento, che conduce all’autodistruzione. Vuole che 2 + 2 possa fare 5, che l’erba possa essere viola e non verde, che il maschio combatta contro se stesso per divenire femmina e la femmina combatta contro se stessa per divenire maschio. Vuole che l’uomo rifiuti l’ovvio, lo combatti e lo sovverta, sostituendo l’ordine naturale con il contro ordine artificiale. Vuole un nuovo ordine, contro natura, a sostituzione dell’ordine naturale. L’uomo è stanco di vedere che l’erba è verde e vorrebbe poterla vedere tinta di arcobaleno.

L’ordine naturale si fonda sulla famiglia. Dapprima Dio ha predisposto il creato per ospitare la famiglia, poi ha creato la famiglia. Prima si costruisce la casa, poi si invitano le persone ad abitarci, prendendo vita in essa. Nella sua sapienza innata e incausata, Dio ha dapprima creato i presupposti per esistere, i principi primi del creato. Poi ha creato la famiglia, che si è ritrovata nel paradiso terrestre pronto e predisposto a tavolino per essa. Prima il creato e in esso il corretto funzionamento delle cose, affinchè l’uomo possa vivere, respirare e nutrirsi, poi l’uomo e la sua famiglia, il primo tempio naturale nel quale Dio ha riflesso se stesso. La famiglia è riflesso della sostanza divina: chi ne scruta la magnificenza, intercetta il pensiero divino.

L’anticristo vuole la distruzione della famiglia. La famiglia è il pilastro della civiltà: eliminato il pilastro, crolla la civiltà in se stessa. Tolta la base, crolla la struttura sulla cui base poggia nella sua interezza. La continuazione del mondo, e in esso della civiltà umana, ce la si gioca attorno alla famiglia. Tolta la famiglia dalle singole società umane, rimane la non-natura architettata dall’intelletto diabolico, perverso: una realtà metafisica nella quale il feto potrà venire tolto al padre e alla madre, scisso dalla sua identità biologica, rivenduto sul mercato dei neonati procreati con l’utero in affitto e venire acquistato da una coppia omosessuale che non è, e non può essere, la famiglia del bambino.

Credere di poter eliminare famiglia – o sostituirla con modelli di famiglia che famiglia non sono – è contro natura. Qualsiasi forma di odio, contrasto e avversione alla famiglia naturale viene dal demonio – egli conosce la legge naturale meglio di qualsiasi intelletto umano. Togliere mamma e papà e sostituirli con genitore 1 e genitore 2, significa sottrarre all’ordine naturale le sue stesse caratteristiche native, sostituendole con il non-ordine, una contro natura generata dall’infinita ignoranza umana.

Eliminare la famiglia, negare che il bambino venga da un uomo e una donna, negare che abbia il diritto naturale al padre e alla madre, negare l’esistenza della genitorialità maschile e femminile, negare che la famiglia sia tra uomo e donna, è il manifesto utopico dell’anticristo, che mira alla sovversione – e dunque alla distruzione – del disegno divino così come è stato creato. Quel che si crea è una nuova realtà innaturale, che si sostituisce alla realtà naturale: e il progetto dell’uomo che si sostituisce al progetto divino. E in questo progetto l’uomo ne gode, convinto di aver fatto meglio di Dio.

Suor Lucia avvisò dei tempi attuali

Suor Lucia di Fatima fu una dei tre pastorelli che vide la Madonna nelle apparizioni che avvennero dal 13 di maggio al 13 di ottobre del 1917. Ella ebbe il dono di una vita mistica e fu avvertita dalla Santissima Vergine Maria sul futuro del mondo. Lasciò una lettera che scrisse a padre Fuentes il 22 maggio del 1958.

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Il cardinale Comastri ha apertamente manifestato la sacrosanta preoccupazione della deriva anticristica nella quale il mondo versa. Il suo discorso è l’urlo dell’anima che grida vendetta al cospetto di Dio. Un urlo che Dio non può ignorare – perché Dio non può ignorare l’urlo dei suoi figli. Se così fosse, non sarebbe Dio. Che Dio accolga questo urlo e agisca di conseguenza, dando serenità, forza e pace interiore a tutti coloro che, vivendo in questo mondo, son sempre più allarmati dalla situazione nella quale versa. Pregando il Rosario ogni giorno, l’anima otterrà la pace di cui ha bisogno.

Discorso del cardinale Angelo Comastri
28.09.2021

Prima di entrare nel significato del Comandamento, desidero fare un’importante premessa. La parola «comandamento» a molti risulta odiosa perché la ritengono una limitazione, un’imposizione, una restrizione della libertà. Ma non è così. Il «comandamento» non è un limite alla libertà, ma è un orizzonte: è l’indicazione di un percorso giusto e sicuro, affinché la libertà non vada fuori strada facendoci del male. Fatta questa premessa, passo a commentare il quarto Comandamento attraverso esempi concreti nei quali emerge chiaramente la bellezza insostituibile della famiglia…

Com’è possibile soltanto pensare di ridurre il meraviglioso prodigio del concepimento, frutto di amore, a un gioco di laboratorio asettico e anonimo e impersonale? Com’è possibile affittare un utero e com’è possibile comprare il «materiale della vita» come se fosse un prodotto di mercato? Quanti «Sergio» dovranno, tra pochi anni, raccontare la stessa tragica storia! Il mio cuore non riesce a seguire la mente, che lucidamente mi mette davanti la scena di un’umanità che osa sostituire il progetto del Creatore e osa cancellare il nome stesso del papà e della mamma. Mio Dio, io non riesco a immaginare un figlio che non possa dire: «Mamma!». E, ugualmente, non riesco a immaginare un figlio al quale sia negata la gioia di poter dire: «Papà». No, mio Dio! Questo è troppo! È troppo contro la vita, è troppo contro l’umanità, è troppo contro la verità!

Torniamo al racconto di Sergio che ora si sfoga nella preghiera e legge nel foglio che tiene nelle mani: Signore, Signore, a volte dubito anche di te, del Cielo: di tutto! Mi dà fastidio sperare perché mi sembra un atto vile e indegno dell’ingiustizia che sto soffrendo. Ho il timore che tanti figli, in un prossimo futuro, dovranno ritrovarsi in questa lacerante preghiera. E dovranno immedesimarsi nell’esperienza di Sergio che tira fuori dal cuore ferito questo urlo di dolore: Talvolta urlo e invoco ciò che la vita mi ha tolto violentemente. E vorrei, come un pazzo, correre per le strade, almeno per vedere le mamme. Vorrei incantarmi guardandole mentre baciano i loro figli. E poi vorrei guardare i figli per intuire cosa provano in quei beati momenti che per me non potranno mai esistere. 

Quando Sergio mi consegna questo urlo di dolore, che era legittima nostalgia di una mamma mancata, non poteva neppure lontanamente immaginare quello che oggi sta accadendo. Chissà quanti figli, tra qualche anno, andranno raminghi per le strade alla ricerca di una maternità negata e di una paternità mai conosciuta! Chissà quanti figli si fermeranno davanti a un papà vero e a una mamma vera e nel cuore diranno: Perché a me… no? Perché non ho un papà, perché non ho una mamma?

Sentiamo la preghiera finale di Sergio, figlio senza paternità e senza maternità: Ho bisogno di una mamma, di una carezza, di una dolce voce che mi chiami «figlio»! O Signore, ascolta il mio pianto. Tu hai avuto la fortuna di avere anche una mamma, una mamma fatta su misura per te. A me ne bastava una qualsiasi, una modesta, povera, semplice. Ma per me no, neanche così. Mamma! Mamma del Signore, mi vuoi bene almeno tu? Anche se sono un pezzente?

Mamma di Gesù, se dici di sì, baciami questa sera, quando mi addormenterò e portami in Cielo con te. Fallo tranquillamente! Non danneggerai nessuno. Perché io sono solo. Non lascio nessuno e nessuno piangerà. Perché io non esisto.

Non riesco a commentare queste parole. Vanno meditate, vanno lette in ginocchio, vanno fatte circolare nelle case, vanno fatte risuonare dai pulpiti, affinché altri figli non abbiano a soffrire lo stesso lacerante dolore di chi è costretto a dire: Io non esisto perché non ho un papà, perché non ho una mamma. A questo punto capite perché il Signore ci ha dato questo Comandamento: «Onora il padre e la madre».

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