Dogma dell’Infallibilità Papale. Chiariamo una delle dottrine più confuse d’oggi

Il dogma dell’infallibilità papale è una delle dottrine più abusate di tutti i tempi. Le persone tendono a credere che qualsiasi cosa il papa dica e faccia sia soggetto a infallibilità. Se il papa dicesse ad un giornalista “I sacerdoti possono sposarsi”, il popolo tenderebbe a credere che la Chiesa Cattolica ha cambiato Dottrina e disciolto il celibato sacerdotale, attualizzando il desiderio eretico dell’eresiarca Michele I Cerulario, autore dello scisma greco del 1054. Se invece dicesse “Titanic è una pietra miliare del cinema”, molti dei fedeli tenderebbero a credere che il film sia una pietra miliare “secondo Dio”, in quanto “L’ha detto il papa in un’intervista”. Una singola parola del papa ed ecco che la Dottrina, nella mente dei fedeli, d’improvviso è cambiata.

Beh, questa dottrina – oggi più che mai – è stata storicamente fraintesa e confusa, a causa della disinformazione, della fake news, del predominio dei media di massa che disinformano, dell’interpretazione personale e della decrescita di interesse nei riguardi delle fonti teologiche magisteriali. I fedeli conoscono di questa Dottrina non ciò che la Chiesa Cattolica dichiarò a riguardo in maniera specificata e univoca, ma quello che loro credono che dica, in accordo con il sentito dire. Ecco che il papa è divenuto “ipso facto” voce perpetua di Dio, qualsiasi cosa dica. Il dogma dell’infallibilità, checche ne dicano i disinformati, ha una disciplina, un quando e un come.

Il papa è infallibile? Si. Il papa è sempre infallibile, su base quotidiana, qualsiasi cosa dica? No. Ciò detto, spiegherò la Dottrina dell’Infallibilità Papale mediante un processo logico di de-costruzione, in accordo con la Scrittura, la Traditio ed il Magistero. Ancor prima di iniziare è doverosa una premessa. Una premessa sul magistero della Chiesa Cattolica ed una premessa sul concetto di dogma.

Premesse sul magistero della Chiesa e sul concetto di dogma

I. Premessa sul magistero della Chiesa Cattolica

Il magistero della Chiesa si divide in tre livelli distinti e specifici: ordinario, medio e alto. Il magistero ordinario non è soggetto ad infallibilità e le informazioni in esso depositate possono venir cambiate a seconda della decisione ecclesiastica. Il magistero medio è il livello intermedio: lì è dove vengono custodite informazioni di importanza particolare, pur non essendo esse strettamente di diritto divino. Il magistero alto è soggetto ad infallibilità ed è laddove che la Sacra Dottrina di Cristo viene custodita e protetta. Ciò che la Rivelazione di Cristo ha consegnato agli apostoli e ciò che gli apostoli hanno stabilito dalla Rivelazione, giace nel magistero alto. Qualsiasi informazione contenuta nel magistero ordinario, non è di istituzione divina. Qualsiasi informazione contenuta nel magistero alto, è di istituzione divina. Non tutto ciò che è parte del magistero è dunque di diritto divino.

II. Premessa sul concetto di dogma

Ora, vediamo un introduzione essenziale sul concetto di dogma. Ogni dogma, per essere tale, deve avere una fonte teologica – altresì conosciuta fondamento teologico, secondo il gergo ecclesiastico – che dev’essere reperibile, implicitamente presente, nelle Scritture. No fondamento teologico, no dogma. Se è un dogma, ancor prima che lo divenga è una verità contenuta nelle Scritture, indi ha un fondamento teologico implicito e obiettivo. Dunque, prima di divenire dogma, il contenuto stesso del dogma – la sua essenza – dev’essere un fondamento teologico. Il fondamento è il presupposto pre-dogmatico e può venire predisposto per essere dichiarato dogma. Il percorso di successione per l’evoluzione a dogma è il seguente: dev’essere stato rivelato da Cristo, trovarsi in un qualche punto delle Scritture, soggetto ad un processo teologico-esegetico e confermato dall’alta autorità ecclesiastica della Chiesa Universale. Solamente il papa, dopo un adeguato cammino ecclesiastico, ha l’autorità di proclamare il dogma.

Quand’è che il papa è infallibile, in sostanza?

Il papa è infallibile solo quando parla da ex-cathedra. Il dogma dell’Infallibilità Papale venne proclamato dal Concilio Vaticano I nella costituzione dogmatica Pastor Aeternus pubblicata il 18 luglio 1870, ed afferma che, in virtù della promessa che Cristo fece a Pietro (reperibile in Matteo 16,18), il papa, quando esercita la sua massima autorità di pastore e dottore della fede, ed in forza di esso definisce una nuova dottrina, è preservato da ogni possibilità di errore in materia di fede e dottrina. Ciò accade solamente quando il papa parla da ex-cathedra, in veste di suprema autorità, pastore e insegnate della Chiesa Universale. La proclamazione ex-cathedra, emanata per il dogma dell’infallibilità petrina, va dichiarata al collegio cardinalizio. Qualsiasi proclamazione ex-cathedra, così come specificato dal Concilio Vaticano I, ha il carattere di infallibilità. Ecco quando il dogma dell’Infallibilità Papale prende vita.

Questo dogma non sussiste quando il papa si esprime in quanto persona privata. Qualsiasi frase, pensiero, opinione, dichiarazione e commento espresso dal papa nel magistero ordinario, non è soggetto al carattere dogmatico di infallibilità, non rientra nel Magistero Alto della Chiesa Cattolica, non è espresso in qualità di Dottore della Fede e non rientra nell’insegnamento universale del Corpo Mistico di Cristo. Nel quotidiano, altresì conosciuto come magistero ordinario, il papa parla in veste di teologo privato. Non è infallibile. In quanto tale può commettere errori.

Disastrosamente, “Il papa ha detto che…” spesso diviene “La Chiesa dice…”. Le dichiarazioni del papa in veste di teologo privato sono spesso erroneamente confuse come proclamazioni dogmatiche, come se il papa esprimesse un dogma per ogni parola esposta. O come se ogni parola fosse dogma ipso-facto. Gli insegnamenti ordinari, propri del quotidiano e del magistero ordinario, possono essere veri così come no, in linea con il Magistero della Chiesa così come no: dipende da ciò che dice. Nel magistero ordinario, il papa è e rimane il papa, ed ovviamente, ma può sempre e comunque esprimere inesattezze come qualsiasi altro umano.

Costituzione dogmatica Pastor Aeternus

Dato a Roma, nella pubblica sessione celebrata solennemente nella Basilica Vaticana, nell’anno 1870 dell’Incarnazione del Signore, il 18 luglio, venticinquesimo anno del Nostro Pontificato.


“Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...