Intervista a Valeria Luisa Manna, dal blog diociama.org

Valeria Luisa Manna è un’anima semplice, sinceramente innamorata di Dio. Una ragazza di fede, in cammino, chiamata da Dio a vivere in questo periodo storico specifico, ad esserci in quest’epoca di grande tribolazione etica e morale, dove la fede è divenuta uno scarto residuale dei tempi antichi, una risorsa anacronistica marginalizzata ai confini del mondo. Nel tempo in cui la fede viene meno, Dio illumina le coscienze, richiama i peccatori e li invita liberamente alla conversione. L’invito è libero, e l’anima, essendo anch’essa libera per principio, ha il potere di accettare così come di rifiutare. A chi ha conosciuto Dio attraverso il Suo Figlio Unigenito Gesù Cristo, ha dalla sua la chiamata universale del Vangelo: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura, Marco 16, 15.

Esserci nell’epoca dell’ateismo dominante è un privilegio. Tocca a noi portare la fede e pregare per l’apertura dei cuori. Tocca a noi bruciare laddove c’è aridità spirituale, essere luce laddove c’è tenebra, testimoniare Cristo con il nostro atteggiamento laddove proliferano caratteri insicuri, inquieti, pieni di tenebra. Ognuno di noi è qui, in questo terzio millennio, non a caso; lo è, perchè chiamato ad esserlo.

Divulgare la fede non è un optional del chi si sente di farlo; è un dovere morale, una necessità esistenziale. Altrove, in taluni volumi di teologia morale, si parla – parafrasando la necessità del dovere – di obbligo del fare bene. Il dovere della coscienza che richiede l’attuazione del bene in opposizione al male. Ogni cattolico sulla terra è un potenziale evangelizzatore. Un’arma di Cristo. Un’anima di preghiera che può pregare per l’apertura dei cuori.

Così, anche Valeria è chiamata a questo, a questo delicato compito di conservare Cristo nel cuore, in un mondo dove la materia, la carne e lo spirito pagano fanno di tutto per distruggertelo, e di donarlo al prossimo, in un mondo dove si rifiuta di sentirlo nominare, osteggiandone la diffusione.

Questa intervista nasce dall’idea di voler dare un piccolo spazio ad un’anima che vive il suo quotidiano, volendo offrire il punto di vista di una ragazza di fede nel terzo millennio. Vi auguro una buona lettura!

Intervista a Valeria Luisa Manna
dal blog diociama.org
Di © Fabio Arancio

  1. Ciao Valeria, piacere di conoscerti. Parlami di te: chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao! Piacere mio. Io sono un’insegnante privata, scrittrice e blogger. Mi sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali a Padova, poi mi sono trasferita a Roma per proseguire gli studi con due Master e quattro anni fa sono tornata al mio paese natale, San Severo in provincia di Foggia, dove ho intenzione di lavorare nella pubblica amministrazione. 

  1. Nel tuo blog si legge: “Mi piacerebbe condividere con voi pensieri e riflessioni sulla Bibbia innanzitutto e poi sulla vita cristiana in genere.” Quand’è che la tua storia di fede ha avuto inizio?

La mia storia di fede ha avuto inizio nell’infanzia, grazie ad un’educazione cattolica impartitami dalle suore, le Figlie di Maria ausiliatrice, le salesiane di Don Bosco. Ho frequentato le scuole materne ed elementari da loro e sono subito stata affascinata dalla religione, dalle storie dei santi, ho vissuto i momenti di preghiera comunitaria con molta intensità, nonostante la giovane età di allora. Poi sono stata a catechismo, accompagnata da mio nonno, uomo di profonda fede. Ho compiuto tutto il percorso, prima confessione, prima comunione, cresima. Alle superiori ho frequentato la parrocchia di San Nicola, nel mio paese, andando al catechismo per i giovani e cantando nel coro della chiesa, inoltre sono stata scout nell’Agesci, il ramo cattolico degli scout italiani. All’Università a Padova sono entrata in una comunità neocatecumenale, che ho dovuto lasciare quando mi sono trasferita a Roma, dove sono diventata cooperatrice dell’Opus Dei. 

  1. Siamo nel settembre del 2021. La pandemia, o presunta tale, ha oramai quasi due anni. Come hai vissuto quest’ultimo periodo tra covid, lockdown, isolamento, sospensione delle Messe, mascherine e amenità varie? Hai vissuto tribolazioni, difficoltà interiori, o puoi dire di essertela cavata senza patemi?

Il Covid mi ha fatto soffrire per il pensiero di tutti quegli ammalati, sofferenti, di tutti quei cari strappati alle loro famiglie, di tutte le persone che sono venute a mancare. Inoltre ho una madre seriamente ammalata da anni ed ero molto preoccupata che si ammalasse di Covid e mi lasciasse. Per quanto riguarda la spiritualità mi ha molto aiutato seguire quotidianamente la Messa di Papa Francesco alle 07.00. Penso sia stato un gran conforto sapere che il Papa ci era vicino ogni giorno. Mi ha anche colpita profondamente la Messa del 27 marzo 2020 con la Benedizione Urbi et Orbi in una piazza San Pietro deserta. Vi era il Papa da solo, ma in connessione con milioni di persone, pregando assieme ai cuori delle persone da casa per la fine della pandemia. Questa immagine grandiosa mi ha commosso. 

  1. Come hai alimentato la fede durante i vari lockdown e le varie restrizioni che ci sono state, in particolar modo durante l’assenza dei Sacramenti? Riuscivi a pregare, a tener viva la vita spirituale, o ci sono stati momenti in cui ti sei sentita mancare la forza e la fede?

Internet mi è stato di grande aiuto, leggevo blog di fede su WordPress, ascoltavo le Messe in diretta Facebook, recitavo rosari in diretta su YouTube. Vi sono molte pagine cristiane YouTube che seguo, che mi supportano nella mia spiritualità: catechesi, preghiere comunitarie, in particolar modo recito spesso il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. Anche in TV vi sono vari canali dedicati alla spiritualità cristiana come TelePace, si ha accesso in TV a più di una Messa in diretta al giorno. Forse la mia fede è stata più forte che mai in quei momenti. E’ nella prova che spesso ci si avvicina a Dio. 

  1. Osservando il tuo blog, suppongo con tranquillità che tu sia devota della Madonna. E, ahimè, non tutti i cattolici lo sono. Raccontaci del tuo rapporto con Maria, nostra Madre e Madre di Dio.

Per la Madonna ho una grande devozione, alimentata dalla grandiosa festa patronale a lei dedicata nel mio paese, San Severo, la festa della Madonna del Soccorso. E’ l’evento più importante nel mio paese, ed è preceduto da un’intensa settimana di Messe e rosari che spesso frequento. Il giorno della festa vi è una Messa in cattedrale in cui la gente è stipata in ogni angolo, anche fuori nel porticato della chiesa. Poi vi sono processioni per due giorni, con persone affacciate ai balconi che lanciano petali di rose e foglietti con preghiere. Questa devozione per la Madonna tocca il cuore. A parte la festa del Soccorso, sento la Madonna molto vicina, è nostra Madre, e mi ama e mi consola come una mamma nei momenti più bui. Spesso in notti insonni ho trovato conforto nel Rosario e nel pensare all’aiuto e alla protezione della Madonna. La prima preghiera che impariamo è quasi per tutti l’Ave Maria. 

  1. Raccontami del tuo progetto, il blog diociama.org. Quand’è che hai pensato di aprirne uno? Hai avuto una qualche ispirazione particolare che ti ha portata a crearlo?

Ho pensato di aprirlo nel 2015 quando scoprii il fiorire di blog e pagine YouTube dedicate alla fede, in particolare mi colpirono due ragazze bionde americane: GirlDefined. Mi piacque la loro pagina YouTube ed il loro blog e decisi che prima o poi ne avrei aperto uno tutto mio. Mi esercitai prima scrivendo a mano quaderni e quaderni e bozze di libri, li ho ancora tutti conservati e prima o poi ne farò qualcosa di quel materiale. Negli ultimi due anni ho accarezzato anche l’idea di iscrivermi alla Facoltà di Teologia, forse lo farò.

  1. Hai autori, blog, siti o testate che segui in particolare e che magari utilizzi come fonte di ispirazione?

Si, amo molto il blog di Costanza Miriano ed ho letto tre suoi libri, seguo anche le ragazze di GirlDefined, come ho accennato prima, e il giovane Don Alberto Ravagnani. Seguo le dirette YouTube dal Santuario di San Michele arcangelo a Monte Sant’Angelo. Consiglio il sito di Aleteia, molto ben fatto e completo. Consiglio anche Vatican News, notizie sul Papa e sul Vaticano.

  1. Qual è il tuo rapporto con la parola di Dio? Quale versione della Bibbia usi per la lettura e la meditazione?

Il mio rapporto con la Parola è molto stretto, come cooperatrice dell’Opus Dei leggo e medito il Vangelo ogni giorno un quarto d’ora. Inoltre la sera amo leggere il Messale con la Parola del giorno. Uso la Bibbia edizioni Paoline centenario, presa a Piazza San Pietro durante il Giubileo della Misericordia, mi ricordo che quella domenica ne regalavano copie dopo l’Angelus del Papa. Questa edizione mi ricorda Roma, dove ho vissuto, e mi ricorda il Giubileo. 

  1. Nell’ultimo secolo abbiamo avuto una catena di santi come non si era mai visto prima. Da santa Gemma Galgani a Chiara Luce Badano, passando per padre Pio, Natuzza Evolo ed il recente Carlo Acutis, Dio ci ha donato molti fiori e molte perle. Quali sono i santi dell’ultimo secolo che ti hanno colpito di più?

Sicuramente Padre Pio, che è il nostro Santo sul Gargano. Vado spessissimo a San Giovanni rotondo a pregarlo. Si tratta di un Santo dotato del grande dono delle stigmate. Segno, sia per lui, che per i credenti, di grazia sovrannaturale. Inoltre sono  numerosissimi i miracoli e le guarigioni a lui attribuiti, mentre era ancora in vita. Poi mi colpisce molto il Beato Carlo Acutis, beatificato recentemente, mi ha avvicinato soprattutto la sua naturalezza e la sua semplicità, è il Beato della vita normale, della spiritualità quotidiana, senza grandi gesti ma con una fede forte e mansueta. Il Beato che ogni giovane potrebbe essere e, per questo, così vicino ai giovani. 

  1. Il mondo sociale della Chiesa si è tristemente impoverito. Per esperienza personale, nella maggioranza delle realtà di preghiera, ecclesiali e non, i giovani sono pochi, gli anziani la maggioranza. A noi giovani tocca rinnovare la fede di un’intera generazione e con essa il popolo di Dio. In quanto persona giovane, come lo vivi questo aspetto? Sogni qualcosa di più grande della realtà attuale?

Questo tema mi tocca da vicino: in quanto giovane non trovo attività per i giovani nella Chiesa. Superata la Cresima per noi ragazzi non vi sono attività coinvolgenti nelle parrocchie. Io le ho trovate perché le ho cercate con particolare determinazione: prima la comunità neocatecumenale, poi le attività da cooperatrice nell’Opus Dei, e poi, nella mia realtà di paese, il volontariato nell’oratorio della parrocchia, occupandomi dei bambini nelle loro attività di gioco. Però molti giovani, non determinati come me a rimanere nella realtà parrocchiale, si perdono, perché nessuno li attira e li richiama. Dovremmo dedicarci con più impegno alle attività di apostolato con i giovani ed offrirgli delle realtà dove possano trovare uno spazio per continuare a vivere la cristianità anche da adulti. I singoli parroci di tutte le parrocchie dovrebbero inventarsi delle attività con i giovani: magari catechismo per adulti o attività di volontariato. Ad esempio a Roma, nella Chiesa di Sant’Eugenio, il parroco coinvolgeva i ragazzi in attività di compagnia agli anziani delle case di riposo, in attività di raccolta cibo ed organizzazione pacchi alimentari per le famiglie povere, ed erano bei momenti, sia per le attività benefiche che svolgevamo, sia per la socialità che sperimentavamo. In ogni parrocchia dovrebbero esserci parroci che avvicinano e coinvolgono i giovani.

  1. Hai presente il meraviglioso mondo della patrologia? Se si, hai padri della Chiesa che preferisci in particolar modo?

Sant’Agostino, di cui ho letto “La croce”. La sua mistica della sofferenza umana che ci avvicina alla sofferenza di Cristo, mi ha ispirato molto nei momenti di difficoltà della vita, in particolare questa frase mi piace: “Anche tu vieni a Cristo allo stesso modo: dove credi, là vieni. Infatti a Colui che dovunque è presente si viene con l’amore, non passando il mare. Ma poiché anche in un cammino di tal genere ce n’è in abbondanza di ondate e di tempeste di ogni tentazione, credi nel Crocefisso perché la tua fede possa elevarsi fino alla Croce. Non verrai sommerso ma sarà la Croce a portarti.” Se ci appoggiamo a Dio, anche le tempeste della vita non ci abbatteranno. 

  1. In questo periodo sto leggendo “Storia di un’anima” di santa Teresa del Bambin Gesù. Ci sono opere dei santi, scritti mistici o testi generali di fede e dottrina a cui sei particolarmente legata?

Amo molto “L’imitazione di Cristo”, si tratta di un libro di mistica religiosa scritto nel Medioevo, attribuito forse all’abate benedettino Giovanni Gersenio o forse al canonico olandese Tommaso da Kempis. Quest’opera è uno dei testi cristiani più letti e meditati di sempre, ed ha anche uno stile semplice, avvicinabile da tutti. Ne consiglio la lettura, magari lenta, meditandone un pezzettino alla volta.

  1. Dimmi il tuo santo, la tua santa, il tuo libro e il tuo film preferito.

San Francesco, Santa Brigida di Svezia, libro “Amoris latetitia” (di Papa Francesco), film “Uomini di Dio”.

  1. Una domanda finale a sorpresa. Mettiamo che un ragazzo cattolico single venisse da te e ti chiedesse consigli per trovare una ragazza di preghiera con cui condividere la fede. Che consigli daresti a questo ragazzo?

Gli consiglierei di cercare nelle parrocchie, di frequentare più attività possibili e quando ha trovato una ragazza che gli piaccia, ovviamente di andare assiduamente alle attività parrocchiali in cui lei è coinvolta, e poi pian piano magari chiederle il numero di telefono o il contatto Facebook ed iniziare a scriverle. Poi gli consiglio di prendere coraggio ed invitarla ad uscire! Magari prima incontri informali, come studiare assieme in aula studio o in biblioteca. Gli direi di non avere fretta, di non accelerare i tempi: la lentezza e l’assiduità nel corteggiamento fanno molto! 

Un’Ave Maria per te e per la tua famiglia!

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