84.322 reazioni avverse e 498 decessi dopo il vaccino anticovid

I dati che seguono non li sentirete attraverso i media di massa, impegnati come sono per promuovere il prodotto farmaceutico dell’anno. Non avrete conoscenza del lato B della medaglietta perchè non fa comodo ai potenti dell’informazione girare la medaglia facendovi vedere cosa si celi dal lato opposto. Non fa comodo dirigere la prospettiva della cinepresa laddove c’è la rogna: l’importante è che venga inquadrato il volto patinato del politico, mentre vi rassicura che lavora per voi.

Diversificare e manipolare l’informazione è semplice: far si che l’informazione – quella vera – venga divulgata e raggiunga le menti dei singoli, non è di amena possibilità. C’è il giornalismo – Francesco Amedeo, Matteo Brandi – e c’è la propaganda pro-sistema. Io non sono di certo sottomesso, dunque divulgo. Non mi interessa di qualunque reazione avversa ai dati si possa ottenere. Mi interessa invece farvi sapere della qualità e della quantità di reazioni avverse al vaccino anticovid si siano ottenute.

Bisogna saper sottoporre i dati ad un processo esegetico attento e analitico, scisso dai pregiudizi pregressi di natura complottista. C’è differenza tra un decesso “da vaccino” ed un decesso “dopo il vaccino”. Non avendo certezza assoluta che il decesso post-dose sia avvenuto a causa della dose stessa, ho rispettato le diciture linguistiche dei documenti, esprimendo “dopo il vaccino anticovid” piuttosto che “a causa del vaccino anticovid”.

Tuttavia, reputo necessario che si sappia che questi decessi sono comunque avvenuti, e non a caso, ma dopo l’assunzione del vaccino: che lo vogliate o no, c’è una relazione, diretta o indiretta. Ognuno, da sé, potrebbe produrre una considerazione personale: io, personalmente, non ho dubbi. Se molti dei decessi sono avvenuti due ore dopo l’assunzione della dose e perfino dopo la seconda dose, che ci sia una relazione non è di certo impossibile.

Altrove si dice che dei 498 decessi avvenuti, solamente in quattro (4) casi vi sarebbe il nesso oggettivo con il vaccino anticovid. Ma se questa considerazione viene dal mainstream di massa, programmaticamente remunerato per favorire la campagna vaccinale, la sua credibilità informativa lascia il tempo che trova. Si crea disinformazione rivenduta come informazione.

Iniziamo.

Report dell’AIFA

Sesto report, 27.12.2020 • 26.06.2021

Settimo report, 27.12.2020 • 26.07.2021


  • Source:
    • Sesto report dell’Agenzia Italiana del Farmaco, 27.12.2020 – 26.06.2021, clicca qui.
    • Settimo report dell’Agenzia Italiana del Farmaco, 27.12.2020 – 26.07.2021, clicca qui.

Iniziamo con il sesto report dell’Agenzia Italiana del Farmaco: 423 morti

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il sesto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 giugno 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso. 

Segnalazioni di reazioni avverse

Il sesto report dell’AIFA conferma 76.206 segnalazioni di reazioni avverse su un totale di 49.512.799 dosi somministrate (tasso di segnalazione pari a 154 persone ogni 100.000 dosi), di cui l’87,9% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

Le segnalazioni gravi corrispondono all’11,9% del totale, con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dalla natura causale della vaccinazione.

Le segnalazioni per vaccino sono così ripartite: vaccino Comirnaty Pfizer (69% delle segnalazioni e 70,6% delle dosi somministrate), vaccino Vaxzevria Astrazeneca (24,7% delle segnalazioni e 17,3% delle dosi somministrate), vaccino Spikevax Moderna (5,2% delle segnalazioni e 9,6% delle dosi somministrare) e vaccino Covid Janssen Johnson & Jonhson (1,1% delle segnalazioni e 2,5% delle dosi somministrate).

Decessi

Si legge nel rapporto: ‹Indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità, 423 segnalazioni riportano l’esito di decesso con un tasso di segnalazione di 0,85/100.000 dosi somministrate, in leggera flessione rispetto ai Rapporti precedenti. Il 51,5% dei casi riguarda donne, il 48% uomini mentre lo 0,5% non riporta questo dato. L’età media è di 77 anni (range 18-104 anni). Il tempo intercorrente tra somministrazione e decesso varia da due ore fino ad un massimo di 78 giorni. In 244 casi il decesso è registrato dopo la prima dose e in 127 dopo la seconda.›

Proseguiamo con il settimo report dell’Agenzia Italiana del Farmaco: 498 decessi

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il settimo Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 luglio 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso. 

Segnalazioni di reazioni avverse

Nel periodo considerato sono pervenute 84.322 segnalazioni di reazioni avverse su un totale di 65.926.591 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 128 ogni 100.000 dosi), di cui l’87,1% riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

Le segnalazioni gravi corrispondono al 12,8% del totale, con un tasso di 16 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Come riportato nei precedenti reports, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento casuale, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e nei casi restanti oltre le 48 ore successive. 

Per ciò che concerne la ripartizione delle segnalazioni sulla base dei sessi (53% delle dosi somministrate nel sesso femminile e del 47% nel sesso maschile), il 72% delle segnalazioni riguarda le donne (175/100.000 dosi somministrate) e il 27% gli uomini (73/100.000 dosi somministrate), indipendentemente dal vaccino e dalla dose somministrati. Il sesso femminile risulta maggiormente colpito e più debole.

Decessi

«Indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità, 498 segnalazioni riportano l’esito di decesso con un tasso di segnalazione di 0,75/100.000 dosi somministrate. Il 49,8% dei casi riguarda donne, il 49,8% uomini mentre lo 0,4% non riporta questo dato. L’età media è 76 anni. Il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso varia da due ore fino a un massimo di 133 giorni. In 343 casi il decesso è registrato dopo la prima dose e in 145 dopo la seconda (non specificato in 10 schede di segnalazione)».


Ponendoci dinanzi la realtà naturale in cui viviamo, la psiche dell’individuo deve avere ogni singola informazione possibile per poter conoscere lo scenario reale – così come è e non come quello che lui crede che sia – per poter scegliere in piena libertà. Dev’essere consapevole sia del pro che del contro, del bene e del male, per poter affermare, con deliberato consenso e piena avvertenza, “sì, mi faccio il vaccino”. Il “Si” dev’essere frutto di un processo conoscitivo reale, non di un’induzione mediatica avvenuta mediante uno slogan.

Viziare l’informazione, occultando dati, significa rendere parziale la conoscenza della persona, manipolando l’agire dell’individuo. Facile scegliere di farsi il vaccino quando non si sa dei risvolti negativi e si viene bombardati nell’inconscio solamene dallo slogan e dalla propaganda positivista. Altrettanto facile è ignorare le 84.322 reazioni avverse registrate e i 498 decessi avvenuti, convinti che il vaccino non abbia dalla sua conseguenze collaterali opposte allo scopo.

La soluzione del mainstream mediatico è di minimizzare questi dati, operando linguaggi e tecniche comunicative alquanto bastarde: le morti vengono virgolettate con “sono solo l’1%”, nel tentativo di farle passare come una variabile rara di cui non preoccuparsi, minimizzando il decesso della persona come fosse una risorsa scartabile di cui non preoccuparsi; oltre alla minimizzazione quantitativa (sono solo 400 su decine di migliaia…), si assiste in aggiunta alla minimizzazione qualitativa, della serie “quelli che muoiono hanno in media 75 anni, per cui, che vuoi che sia”. Il concetto è che sono solo anziani, per cui era giunta la loro ora.

La morte di un essere umano non dev’essere mai minimizzata: così come non si minimizzano mai i morti da incidente stradale, mettendoli in rapporto con il numero di persone che guidano senza causare incidenti, o di una torre che crolla in se stessa, in rapporto alle torri che non crollano, non si dovrebbe nemmeno minimizzare il decesso di un’individuo a causa di un vaccino, solamente per il rapporto che si fa con il numero di vaccinati non defunti. Il dato in sé va considerato naturalmente, ma va comunque preso in considerazione.

Questo processo di minimizzazione tende a favorire la campagna pro-vaccino a tutti i costi, escludendo o riducendo la considerazione del dato “avverso” ad un elemento insignificante. I media hanno il potere di manipolare la creazione di concetti nella mente dell’individuo e di indurlo a fare ciò che una lobby di potenti vuole che faccia. Se il potere ha deciso per il vaccino, vaccino dev’essere. La campagna mediatica esclude il dato X che contraddice la propaganda e vende solo ciò che può sostenere per la vendita.

La pubblicazione degli effetti collaterali negativi può aiutare a consapevolizzare l’utente di turno, conscio del numero complessivo di reazioni negative e di decessi ottenuti. Il numero di morti non dev’essere considerato insignificante, sia per la considerazione di per sé che si deve avere della vita umana, ricordando che han perso la vita delle persone di cui nessuno ha parlato, sia perchè non si può sapere chi potrebbe ancora venire colpito. Potremmo parlarne nel 2022 e leggere a ritroso che i decessi dopo la dose sono rimasti a 498 così come sono saliti a 1.000: chi lo sa?

Dinanzi il dato naturale, ognuno è libero di scegliere, consapevole di quali risvolti possano esserci una volta effettuata la dose.

4 pensieri su “84.322 reazioni avverse e 498 decessi dopo il vaccino anticovid

  1. Io mi vaccinerò
    Il problema è che sono “obbligato” a farlo dato che sono un universitario e prendo il treno per viaggiare, di conseguenza mi serve il Pass
    Mi dà fastidio che il vaccino non sia obbligatorio perchè così le case farmaceutiche e lo Stato non si prenderanno la responsabilità degli eventuali danni ma è tutto a tuo carico visto che firmi il consenso informato, ma poi usano dei sotterfugi come il Green Pass per rendertene comunque obbligatorio
    E pensare che fino ad un anno fa, se dicevi che prima o poi avrebbero fatto il passaporto vaccinale ti etichettavano come pazzo

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    1. Esattamente, concordo. Purtroppo questa è la via intrapresa: una via che deprava la libertà individuale e peggiora ulteriormente la situazione socio-politica in cui viviamo. Queste sono le strategie che hanno adoperato per indurti a fare il vaccino a tutti i costi: lo hanno reso indirettamente obbligatorio. Di base sei libero di non farlo ma in tal caso vieni escluso da una pletora di servizi e ambiti del mondo. Della serie: non è obbligatorio ma è obbligatorio.

      Lo stato è essente da qualsiasi conseguenza controproducente, per questo non lo ha reso obbligatorio direttamente, apposta per non addossarsi la responsabilità, ma ha usufruito del vincolo “green pass” per indurlo a farlo comunque. C’è della profonda malizia “bastarda” come non si vedeva dai tempi delle dittature passate. Per l’università, se la frequenza della tua uni non è obbligatoria, come accade con UniBig, potresti andare non regolarmente, usufruendo di tamponi periodici. In caso contrario, ti invito a firmare le petizioni in atto per bloccare questa porcata.

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  2. La frequenza non è obbligatoria, ma seguire le lezioni in DAD è stancante e ti ammazza l’attenzione
    Oltretutto, il biglietto del treno di andata e ritorno costa 9 euro. Aggiunti ai 20 e passa del tampone arriviamo sopra i 30 euro totali.
    E come se non bastasse, c’è tutta una serie di cose che non posso fare senza Pass, come il mangiare nei luoghi chiusi o andare al cinema
    Dire che tutto ciò è una “bastardata” è dire poco
    E non sono nemmeno sicuro che andrà tutto bene dopo il vaccino
    Pregate per me e per la mia famiglia

    Piace a 1 persona

    1. Condivido le tue preoccupazioni e la tua amarezza. Affidiamoci alla Madonna e a Gesù, certi che presto verrà una situazione migliore di questa e che, per quanto possa peggiorare, verrà certamente una nuova alba. Dio non abbandona mai, anche quando sembra che dorma (come nell’episodio della barca nel Vangelo di Matteo), e interviene al momento che reputa opportuno, spazzando via il male e permettendo al bene di ripopolare il mondo. Ciò può avvenire anche da un giorno all’altro.

      Anch’io sto vivendo difficoltà analoghe alle tue, che riguardano sia l’ambiente scolastico/universitario, sia l’ambiente lavorativo. Per me è anche peggio, perchè il lavoro che dovrei iniziare potrebbe costringermi a fare il green pass.

      Preghiamo e affidiamoci che solo in questo modo usciremo da questo periodo di puro male.

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