Lectio divina appresa da un frate cappuccino

Nel 2014, due anni e mezzo dopo la mia conversione, ebbi modo di avere un colloquio privato con un teologo francescano, cappuccino maggiore di un convento religioso che ebbi modo di conoscere durante il viaggio di ritorno da Medugorje, il 3 novembre di quell’anno. Lo vidi la prima volta ai piedi del Podbrdo, che a fatica si incamminava lungo i pendii del luogo. Nulla sapevo di lui; non immaginavo, in quella frazione di tempo in cui lo vidi, che lo avrei conosciuto da lì a poco. Lo ritrovai, difatti, nel pullman di ritorno, con un gruppo di pellegrini che mi fece il favore di riportarmi in Italia (ero partito con un sacerdote che non sarebbe ritornato in tempi brevi). Di ritorno, tra una fermata in un Mc’s croato e un autogrill sloveno, mi invitò a conoscerlo. Accettai e così accadde che lo conobbi. Affinché una particolare proposta possa avvenire nella nostra vita, difatti, si presuppone che vi sia una scelta consensuale.

Volete sapere chi fosse? E dire che è una figura popolare in seno all’ambiente ecclesiastico. No, non lo dirò. Vi do un indizio: ha la barba, la tunica da frate ed è ampio. Ora che avete capito che non lo saprete, potete proseguire la lettura 😉

Durante uno dei nostri colloqui privati, in uno stanzino isolato dal mondo e scisso da qualsiasi suono ambientale, che nemmeno l’udito di un felino avrebbe potuto udirci, ebbi modo di chiedergli..

.. “In che modo posso capire quale sia la mia vocazione? In che modo posso capire cosa Dio vuole o vorrebbe dirmi?”

… ed egli, scrosciando la barba incolta con una mano più grande di un barile, ad occhi chiusi e con il volto virato verso l’alto come fosse in estasi, mi parlò della “Lectio divina”, che consiste nella lettura di un verso particolare della Scrittura e nel tentativo di trarne un messaggio per noi attraverso un processo metodologico sistematico, strutturato, graduale e sicuro. Cos’è che Dio ti sta dicendo attraverso la lettura di quel brano?

Questa metodologia scientifica che la Chiesa Cattolica chiama “Lectio divina” si divide in otto passi specifici. Quella di cui mi parlò il frate cappuccino si divide in tre passi ed è il nucleo essenziale della lectio. Vi è la possibilità di fare la versione integrale e vi è, parallelamente, la possibilità di attuare una versione semplificata, circoscritta alle tre fasi principali del processo: quest’ultima di fatto omette una porzione del cammino senza violare l’integrità essenziale dello scopo. Oggi estrapolerò “la summa”, l’essenza sostanziale e sintetica del percorso, ciò che mi diede questo sacerdote francescano quando me la nominò.

“LECTIO DIVINA”
Una metodologia alternativa per capire cosa Dio ci comunichi attraverso le Scritture

Prima di iniziare è bene specificare cosa non sia e quale sia lo scopo della lectio. Non è necessariamente una metodologia infallibile di lettura, comprensione ed estrazione del messaggio divino: dipende dalla vostra applicazione e dalla vostra collaborazione arbitraria con la grazia. Funziona nella misura in cui voi lo permetterete, attraverso una cooperazione consensuale con Dio. La lectio è bilaterale e presuppone la relazione tra due enti: anima (creatura) e Dio (creatore). Infine, per quanto uno possa saperne di Scrittura e Teologia Sacra, la lectio divina ha lo scopo di darvi “altro” dalla sapienza pre-esistente in voi, aggiungendo o diversificando quanto avete avuto modo di conoscere. Chiunque creda che la Bibbia nulla ha da dare in aggiunta a quanto appreso, potrebbe cadere, divenire, vittima del proprio io, stabilendo in errore quanto egli stesso crede.

I tre passi principali di cui mi parlò il sacerdote cappuccino sono i seguenti.

I tre passi

MEDITATIO

La meditatio scaturisce dalla lectio (leggere): dopo aver letto, d’istinto e d’assimilazione, si procedete al processo meditativo, isolato e dedicato. Mentre si legge si può già comprendere; altrettanto vero è che, quando la lettura termina, il principio meditativo avviene nella sua interezza, attivando il processo attivo del ragionamento: ed è qui che sgorga la meditatio in piena ascesi nel suo essere. Ciò che ci richiede questo passo è l’analisi del brano, l’estrapolazione dei messaggi significativi, propri dell’identità semantica del verso, l’estrazione dei suoi valori eterni, permanenti. Così si potrà capire: cos’è che Dio ci comunica attraverso questo brano?

ORATIO

L’oratio sgorga consequenzialmente al passo precedente in maniera naturale. Se dapprima avviene la meditazione, naturalmente sopraggiunge la lode, il ringraziamento, la preghiera, l’unione intima nello spirito. Con chi? Con Dio, con le Sue Tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo (tre persone, stessa sostanza). In questo passo si prega e si lascia operare lo Spirito Santo, capace di suscitare sensazioni spirituali nella propria anima. Egli vi parlerà: a voi l’ascolto. Che vi sia silenzio, isolamento e preghiera, affinchè l’anima e lo Spirito Santo compiano la relazione prevista da questa fase.

CONTEMPLATIO

Concluso il tempo dell’oratio, sopraggiunge il tempo della contemplatio: la fase in cui l’anima si relega a spettatore passivo, e ricevitore altrettanto passivo della grazia, dell’operato di Dio. È il processo in cui Dio opera e l’anima assiste, contempla e riceve. In questo passo è Dio che ci parla attraverso le Scritture, che ci dona un messaggio, estrapolato, particolare, a noi comunicato, attraverso quel particolare verso. Dio ci parla attraverso la Bibbia: è ora che il messaggio sostanziale, il valore eterno insito nel brano scritturistico, ci raggiunga e ci penetri nella mente. Così facendo l’anima si abbandona alla contemplazione passiva di ciò che ha ricevuto, nuovamente coesistendo con la lode e la grazia. Dio ci ha parlato e all’anima non resta che contemplare, gioendo!

Si conclude il nucleo essenziale della lectio divina. Riassumendo, questi sono i passi propri della lectio semplificata visti poc’anzi:

(inizio)
Lectio divina
(quelli visti quest’oggi)
Meditatio
Oratio
Contemplatio

Il percorso prevede la sua prosecuzione con i seguenti passi:

(la prosecuzione del cammino: ascesa massima e discesa)
Consolatio
Discretio
Deliberatio
Actio

I passi successivi portano ad una serie di sfumature e varianti particolareggiate, e richiedono infine che quanto appreso, quel messaggio che Dio ci ha dato, rimanga in noi e si traduca in pensieri, parole, opere e atteggiamenti. È consigliato vivere il percorso nella sua interezza, qualora uno voglia viverlo in ognuna delle sue fasi sperimentando da sé il “vissuto integrale” ed i frutti che esso comporta. Tuttavia, qualora lo vogliate, avete in aggiunta la possibilità di vivere questa versione semplificata di introduzione alla lectio divina. Ad ognuno i suoi frutti: ad un percorso integrale scaturisce un frutto la cui maturazione si distingue dal frutto del percorso semplificato. Entrambe le metodologie, integrale e semplificata, coesistono: a voi la scelta.

VUOI SAPERE in cosa consistono i passi successivi e rimanenti?
SCOPRI la versione integrale.
ATTENZIONE! Il cammino è impegnativo e longevo: ma ne vale la pena!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...