Sanremo 2021: I comunicati di chi si è sdegnato dinanzi a tale scempio

Sanremo 2021 ha suscitato disgusto per come sia stata depravata l’intelligenza umana, il decoro dell’arte e la dignità della persona umana. Festival che di per sé rasenta il limite massimo della bassezza culturale dello spettacolo italiano. La quintessenza del degrado a cui è giunta la RAI dopo la svendita graduale di se stessa al potere europeo.

Quando l’iniquità si sparge, il pastore del gregge ha il dovere di farsi sentire per preservare l’unità del popolo, per consolare il piccolo scandalizzato, per lenire le offese suscitate nei cuori, per essere il medio tra Dio ed il popolo, mediando la luce del Signore. Le voci devono ergersi laddove sovrasta la tenebra. Per questo pubblico il contributo del Vescovo Suetta, dell’Associazione Internazionale Esorcisti e del prof. Boscia. Chi tace dinanzi il male è complice del male stesso.


Comunicato del Vescovo Suetta

A seguito di tante segnalazioni di giusto sdegno e di proteste riguardo alle ricorrenti occasioni di mancanza di rispetto, di derisione e di manifestazioni blasfeme nei confronti della fede cristiana, della Chiesa cattolica e dei credenti, esibite in forme volgari e offensive nel corso della 71 edizione del Festival della Canzone Italiana a Sanremo, sento il dovere di condividere pubblicamente una parola di riprovazione e di dispiacere per quanto accaduto.

Il mio intervento, a questo punto doveroso, è per confortare la fede “dei piccoli”, per dare voce a tutte le persone credenti e non credenti offese da simili insulsaggini e volgarità, per sostenere il coraggio di chi con dignità non si accoda alla deriva dilagante, per esortare al dovere di giusta riparazione per le offese rivolte a Nostro Signore, alla Beata Vergine Maria e ai santi, ripetutamente perpetrate mediante un servizio pubblico e nel sacro tempo di Quaresima.

Un motto originariamente pagano, poi recepito nella tradizione cristiana, ricorda opportunamente che “quos Deus perdere vult, dementat prius”.

Quanto al premio “Città di Sanremo”, attribuito ad un personaggio, che porta nel nome un duplice prezioso riferimento alla devozione mariana della sua terra d’origine, trovo che non rappresenti gran parte di cittadinanza legata alla fede e dico semplicemente “non in mio nome”. 

Sanremo, 7 marzo 2021.

+Antonio Suetta

Comunicato dell’A.I.E
Associazione Internazionale Esorcisti

Ci uniamo a quanto ufficialmente comunicato dal Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-San Remo Mons. Antonio Suetta su ciò che è avvenuto nel corso della 71ͣ edizione del Festival della Canzone Italiana.

Sito della Diocesi di Ventimiglia-San Remo:

https://www.diocesiventimiglia.it/comunicato-del-vescovo-antonio-suetta/

Mentre l’umanità sta attraversando un periodo caratterizzato dal dolore e dalla sofferenza a causa della pandemia, sul palco dell’Ariston si è raggiunto un livello di dissacrazione, di blasfemia e di vilipendio della fede cattolica davvero inaccettabile.

Esibizioni che hanno leso la sensibilità e il credo di milioni di italiani e dei fedeli di tutto il mondo.

Una vera e propria escalation, dalla trasgressione estrema all’estremismo del “godimento”, il tutto veicolato da immagini, simboli e testi dove al sacro, e addirittura ad un “finto sentimento religioso”, si mischia il demoniaco. Basta leggere il testo del monologo andato in onda in una di queste serate: “Sono il rock and roll, trasgressione che entra nelle case di mezza America. Esplicito invito a lasciarsi andare. Una vecchia chiesa indignata per il credo dell’irriverenza. Nuovo tempio notturno del giovane e del proibito, tempo di giogo, demonio, divinità, juke box tappezzato di chiodi, ognuno in rituale con gli altri in un solo corpo danzante. Carne che chiede carne, uragano nei desideri sessuali. Scossa nel perbenismo familiare, promessa di piacere. Il sacro vincolo del godimento. Godere è un obbligo. Dio benedica chi gode”.

Il tutto con travestimenti dissacranti, scimmiottando contenuti, tra i più sacri della fede Cattolica; dalla corona di spine di Cristo, al suo Sacro Cuore, alla stessa Vergine Maria, poi diffuse e pubblicate sulle copertine delle più svariate riviste divulgative di mezzo mondo.

Una modalità che non fa mistero del suo obbiettivo di offendere, ferire e oltraggiare volutamente il sentimento religioso di chi vive la sua fede senza ricorrere a strategie di odio e di offesa nel difenderla.

Cosa nasconde tutto ciò?

Sicuramente niente che possa essere definito “culturale” e ancor meno “educativo” per le giovani generazioni, e non solo, sempre più vittime di messaggi mediatici inneggianti a pseudo-valori di libertà e diritti.

Una modalità meschina, cinica, e crudele di strumentalizzare la fede cristiana con i suoi contenuti universali per fare spettacolo, ottenere successo, e sbancare in denaro.

Il tutto su un palcoscenico nazional popolare, attraverso un canale televisivo pubblico, mantenuto con le tasse dei cittadini e tra questi non pochi credenti.

Come cristiani non possiamo restare semplicemente “senza parole” ma abbiamo il dovere di far sentire pubblicamente la nostra disapprovazione, e il nostro sdegno.

Non è libertà di opinione, quella che ferisce la coscienza altrui con meditata consapevolezza ed efferata determinazione.

Roma, 7 marzo 2021

Associazione Internazionale Esorcisti

“Indignazione e condanna per l’incivile offesa alla nostra religione segno inequivocabile del terribile degrado nel quale volge il mondo dello spettacolo. Gli insensati e i violenti dovrebbero vergognarsi! Si può fare spettacolo senza offendere le sensibilità o deridere la dimensione religiosa che è forma specifica della vita umana. Non rassegnamoci né facciamoci demoralizzare, ma con coraggio esprimiamo la nostra civile ferma denuncia anche a nome dei tanti che mai saranno complici di un così ignobile modo ideologico di vivere e di sentire.

La religione non riguarda  aspetti qualsiasi dell’esistenza umana: essa ha a che fare con gli interrogativi fondamentali che l’uomo si pone e riguarda il senso e il fine della vita. Il messaggio cristiano rivela Dio all’uomo e l’uomo a se stesso. Nel vortice dei social facciamo viaggiare la parola di Dio che illumina la nostra vita, orienta le nostre giornate e illumina i nostri cuori. Impariamo a seminare nei social!”

Filippo Boscia

Presidente del Medici Cattolici Italiani

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