Più di 1.6K canali eliminati e 125K video bannati da Youtube

1.600


Canali

Il dato è riferito al periodo recente e riguarda solamente account e video tematicamente impegnati. Sono innumerevoli: nominarne uno ne esclude 1599. Artisti che hanno investito tempo, energie, soldi, ricerche, studio, lavoro, fatica, dedizione e sacrificio per ritrovarsi fuori dalla piattaforma da un giorno all’altro. Gradualmente, taluni content creator vengono attaccati da questa forma totalitaria di eliminazione del pensiero sovversivo.

125.000


Video

Il dato è riferito al periodo recente e riguarda solamente account e video tematicamente impegnati. Di fatto, la popolazione di un comune capoluogo. Il fenomeno della rimozione di massa prende piede grazie ad una scelta politica specifica che elimina tutto ciò che dissente dal pensiero comune e che possa portare la mente dell’individuo da un’altra direzione rispetto alla volontà del potere forte. Basta una sola informazione nel titolo, all’interno del video o nella descrizione per finire nel “grande occhio vigile” della censura.

Nell’ultimo anno solare ho trovato notizie di account rimossi e video bannati almeno una volta al giorno, ogni giorno, fino all’alba del 2021. Attraverso alcune delle piattaforme digitali più usate al mondo, ho visto sparire nel nulla account e rispettivi video anche dopo aver raggiunto un’immensa fanbase senza che vi fosse una spiegazione plausibile.

L’inizio di questa “rimozione digitale” ha portato ad un’escalation mondiale in tempi rapidi: da un solo account eliminato siamo passati a migliaia di account; da un solo video a migliaia di video; da una sola piattaforma ad una serie piattaforme tra le più usate al mondo che eliminano chiunque senza soluzione di continuità. È di fatto stata istituzionalizzata la nuova era della censura e della dittatura del pensiero unico che oggi imperversa nel reale così come nel virtuale, offline e online. Chi esce fuori dal pensiero unico imposto viene marginalizzato.

Questo fenomeno di effetto e causa ha imbarcato il mondo in una nuova problematica su scala internazionale: se non posso esprimere realmente quello in cui credo, che ne è della mia libertà individuale? A cosa servono le carte costituzionali e gli enti governativi se non vengono rispettati i principi primari e se, in virtù di ideologie personali create ad hoc dai poteri forti, si possono fare a meno dei principi costituzionali più basilari? Cosa succede, insomma, se un corporazione privata si innalza al di sopra dello stato e se lo stato, dinanzi quanto succede, rimane a guardare, in uno stato di subordinazione dinanzi la corporazione?

Alla luce di quanto sta succedendo, stanno nascendo leggi e petizioni su scala internazionale contro tutto ciò. Vedi, tra le tante, la petizione di CitizenGO. Fino a quando si sapevano di due o tre account rimossi, o di una decina di video eliminati, il problema di suo esisteva, ma non appariva così imponente. Si pensava che fosse ristretto a taluni individui e che di per sé non costituisse una minaccia. Oggi invece costituisce un autentico problema con molteplici risvolti collaterali universalmente nefasti per l’individuo e per il collettivo. Youtube, Twitter e Facebook stanno rimuovendo chiunque e senza soluzione di continuità.

Decidere chi può esprimersi e chi no è contro la libertà naturale dell’uomo. Ma non si ha una reale consapevolezza del problema, della sua entità e della sua vastità geo-politica, fino a quando non si conoscono dati concreti che ci possano illustrare la realtà dei fatti nella loro obiettività naturale. Questa censura imperante ha il sapore del fascismo misto a dittatura comunista, il tutto rivenduto come “difesa democratica”.

Nell’ultimo periodo storico, sono 1.6K (1.600) i canali rimossi e 125K (125.000) i video eliminati da youtube. Questa nuova tipologia di fascismo totalitario, la cui fonte è la sinistra radicale e che viene rivenduta come “difesa della libertà di parola”, è la minaccia del terzo millennio. Sta nascendo una nuova reazione mondiale contro tutto questo; una nuova ondata di oppositori che combattono questa squallida dittatura con proteste, movimenti, petizioni, informazione critica e quant’altro. Questo dato è riferito al periodo recente, riguarda solamente video e account di natura critica (socio-culturale), ad esclusione del numero di video e di account rimossi in quanto spam, e non è di per sé completo.

Tutto ciò – o quasi – che è stato rimosso da Youtube si può trovare su altcensored.org. Questo sito mostra ciò che altrove non viene permesso. Sono 125.519 i video censurati e/o bannati su Youtube che sono stati caricati nel sito e oltre 1.600 gli account rimossi che hanno invece trovato spazio in questa nuova piattaforma di condivisione video. Tutto quello che il colosso, con violenza rossa, sta eliminando, trova spazio in questo nuovo servizio di video sharing.

Dove andare se su Youtube, Facebook e Twitter rimuovono, censurano, eliminano, radendoti al suolo?

Alternative possibili

Le alternative ci sono. Vedi Rumble, GAB, Bitchute, Parler e molti altri. La pluralità dell’offerta offre la possibilità di deviare dall’opzione dominante.

Se sei stanco della censura e di venire rimosso, pensa alla possibilità di passare all’alternativa

Non è possibile che qualcuno ci dica cosa si possa e non si possa dire o che ci rimuova perchè “la pensiamo diversamente”. Chi inizia a usare la cultura dell’eliminazione a piacimento, in accordo con il proprio desiderio personale, contro chiunque dissenta dal pensiero unico formalizzato secondo il proprio credo, cade nel delirio di onnipotenza divenendo pericoloso per la società mondiale. Pericoloso per la libertà di ognuno. Pericoloso per la libera espressione, principio costituzionale basilare. Ai miei occhi diventa l’anticristo. E come tale dev’essere combattuto.

Matteo 5, 44
44
 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori.

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