[Petizione] Fermiamo la censura online delle grandi corporazioni

I mostri del digitale si stanno elevando al di sopra dei diritti fondamentali dell’uomo: libertà di pensiero, di parola e di espressione. La rimozione di Donald Trump da Twitter ed il suo conseguente ban da una serie di piattaforme digitali è uno dei fatti più gravi che sia successo nella storia di Internet.

Che un social network abbia più potere di un presidente di stato può divenire preoccupante per il futuro dell’informazione e della libertà di pensiero. Il monte di censura che sta investendo il mondo delle piattaforme digitali è allarmante. Non si è realmente liberi di esprimere ciò che si pensa, pena la rimozione.

Per questo vi invito ad unirvi alla petizione creata da CitizenGO. La petizione è stata lanciata il 10.01.2021 e ha raccolto 39.979 firme al momento in cui scrivo questo pezzo. Il numero di partecipanti aumenta in modo vertiginoso. Qui bisogna fare qualcosa o non ne usciremo vivi.


“I SOCIAL NETWORK
FUCILANO LA LIBERTÀ DI PAROLA”

I social network condannano a morte la libertà di parola. Twitter, Facebook, Instagram, Youtube, Google e Apple uniscono le loro forze per CENSURARE i dubbi sulle ultime elezioni americane.

  • Twitter ha eliminato l’account di Donald Trump. Se possono censurare rappresentati di una delle prime potenze mondiali, cosa potrebbero fare contro di noi?
  • Anche Facebook ha deciso di sospendere il presidente americano a tempo indeterminato.
  • Apple ha deciso di rimuovere Parler (una sorta di twitter) dal suo negozio perché non ha uno strumento di moderazione considerato adeguato
  • Google propone anche di bloccare applicazioni alternative ai giganti tecnologici
  • WhatsApp annuncia nuove condizioni di utilizzo avvertendo che è possibile cancellare il proprio account se il contenuto è ritenuto inappropriato

Chi controlla i controllori?

La censura di questi ultimi giorni dell’ex presidente degli USA, sostenuto e votato democraticamente da più di 70 milioni di americani, rappresenta un chiaro sintomo di quanto la situazione della libertà di parola sui social sia fuori controllo.

La censura di Trump, indipendentemente dal contenuto, rappresenta un fatto molto grave ed un attacco alla democrazia.

Una scelta che crea un precedente estremo e pericoloso che sarà sfruttato dai nemici della libertà di parola in tutto il mondo!

E’ inaudito che imprenditori privati possano controllare e decidere loro chi possa parlare alla gente e chi no.

Le piattaforme stanno assumendo sempre di più un ruolo editoriale importante nell’esercizio di un potere sempre più soggettivo che sta ridefinendo radicalmente il loro ruolo sociale e politico.

Società private, che hanno interessi privati, si arrogano il diritto di prendere decisioni politiche importanti in situazioni delicate.

Si tratta di anteporre gli interessi delle grandi imprese al dibattito pubblico in cui tutti noi possiamo e dobbiamo dare il nostro punto di vista.

Anche il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha preso posizione contro la censura dei giganti tecnologici: “Non mi piace che qualcuno sia privato del diritto di trasmettere un messaggio”.

Inoltre, la censura viene effettuata senza alcun procedimento: nessuna audizione dell’interessato per potersi difendere, nessun esame delle prove, nessun giudice predeterminato dalla legge con garanzie di indipendenza, niente!

Questa è la forza dei giganti tecnologici senza controllo o supervisione. L’oligarchia dell’informazione!

Ci hanno venduto l’idea che i social network rappresentavano uno spazio libero, uno spazio che ha permesso le primavere arabe. Ma la realtà è che sono diventati giganti incontrollati che si arrogano il diritto di tapparci la bocca se le nostre idee non si conformano alle loro.

Incredibilmente, le associazioni della stampa non hanno mosso un ciglio di fronte a questo grave attacco alla libertà di espressione. Forse pensano che non li riguarda. Ma se sono riusciti a mettere a tacere un ex presidente che continua a rappresentare milioni di persone, cosa saranno in grado di fare poi?

Non capire che questo è un attacco alla libertà di espressione significa rimanere nella libertà di stampa del XX secolo.

Per questo scriviamo ai responsabili dei giganti tecnologici per respingere la loro violazione della libertà di espressione e per avvertirli che questo è il modo peggiore per difendere la democrazia.

FIRMA QUI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...