La nota della CDF sulla moralità dell’uso dei vaccini è anti-pastorale e controproducente

Sia chiaro che non tocco la persona ma l’azione e/o il pensiero compiuto dalla persona. Non il produttore dell’idea ma l’idea. L’opera e non il produttore dell’opera. In questo articolo parlo di un documento di carta emanato anche attraverso i sistemi di comunicazione digitale. Commento la nota e non i produttori della nota.

Lungi da me eventuali commenti di qualità, giudizi e condanne sugli autori della suddetta nota, i quali dovranno vedersela con Dio – unico Giudice – nel giorno del Giudizio Particolare. Sempre ammettendo che prima non se la vedano con la giustizia terrestre, che raramente esiste ma che talvolta batte ancora i colpi. Coloro che dinanzi all’uomo si mostrano come “pastori della Chiesa”, con alte cariche ecclesiastiche, e che poi patteggiano con il mondo, pavimentano da soli la via verso l’Inferno.


È stata pubblicata oggi la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid secondo cui, qualora i vaccini utilizzino linee di cellule provenienti da feti abortiti (bambini uccisi prima di nascere), sarebbe moralmente lecito l’utilizzo di tali vaccini per i cattolici.

Spiegazione: abortisco un bambino, uccidendolo. Prelevo dal suo corpicino privo di vita delle cellule. Uso le suddette, in una frazione non specifica dello spazio e del tempo, per la produzione da laboratorio di un vaccino che in futuro sarà integrato nel corpo di una persona. La persona avrà, al suo interno, i frutti di un aborto.

La CDF, con l’approvazione di papa Francesco avvenuta in udienza privata il 17.12, ha emanato la nota oggi 21.12.2020, diffusa attraverso il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. La potete leggere cliccando qui.

Nella nota viene sottolineato:

  1. Come afferma l’Istruzione Dignitas Personae, nei casi di utilizzazione di cellule procedenti da feti abortiti per creare linee cellulari da usare nella ricerca scientifica, “esistono responsabilità differenziate” […]
  2. In questo senso, quando non sono disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili […] è moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione.
  3. La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dell’aborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota. Fonte della nota

Fonte della nota. Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19, 21.12.2020. [B0681] Luis F. Card. Ladaria, S.I, Prefetto. + S.E. Mons. Giacomo Morandi, Arcivescovo Titolare di Cerveteri Segretario.

La notizia ha fatto il giro del mondo in meno di 60 minuti. Potete trovarla diffusa ovunque. Tra cui Vatican News.


È dunque moralmente lecito usare un vaccino che faccia uso di cellule provenienti da feti abortiti, dice la Congregazione della Dottrina della Fede. La pensano diversamente certi pastori, quei pochi ancora rimasti alleati con Dio e con la ragione (quella alla luce del Vangelo, non del mondo): la loro opinione etica non si è fatta attendere. Di risposta a quanto circolava ancor prima della nota emanata dalla CDF, quattro vescovi e un cardinale hanno scritto un documento, per contrapporsi alla superficiale, illecita, libertina, modernista, cooperatrice del male ed eretica presa di posizione concretizzata nell’ambiente biomedico e non solo.

Il cardinale è Janis Pujats, arcivescovo metropolita emerito di Riga (Lettonia). I vescovi sono Tomash Peta, arcivescovo dell’arcidiocesi di Maria Santissima ad Astana (Kazakistan), Jan Pawel Lenga, emerito di Karaganda (Kazakistan), Joseph E. Strickland, vescovo di Tyler (Usa) e Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima ad Astana (Kazakistan).

Il documento è stato pubblicato originariamente da Crisis, testata americana. Trovate la versione originale qui.

La versione in italiano è stata portata in Italia da Renovatio21, che ne ha curato l’ottima traduzione. La trovate cliccando qui.

Ecco a voi il testo integrale in italiano, ottenuto dalla versione in inglese pubblicata su “Crisis” e tradotto da “Renovatio21”. Buona lettura!

Riguardo l’illiceità morale dell’uso dei vaccini
fatti con le cellule derivate dai feti umani abortiti

√Nelle ultime settimane, agenzie di stampa e varie fonti di informazione hanno riferito che, in risposta all’emergenza COVID-19, alcuni Paesi hanno prodotto vaccini utilizzando linee cellulari di feti umani abortiti. 

In altri paesi, tali vaccini sono in fase di pianificazione. Un coro crescente di ecclesiastici (conferenze episcopali, singoli vescovi e sacerdoti) ha affermato che, nel caso in cui non fosse disponibile alcun vaccino alternativo che utilizzi componenti eticamente leciti, sarebbe moralmente consentito per i cattolici ricevere vaccini prodotti con linee cellulari di bambini abortiti. 

I sostenitori di questa posizione invocano due documenti della Santa Sede: il primo, della Pontificia Accademia per la Vita, si intitola «Riflessioni morali sui vaccini preparati da cellule derivate da feti umani abortiti» ed è stato pubblicato il 9 giugno del 2005; la seconda, un’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede, si intitola «Dignitas Personae, su alcune questioni bioetiche», ed è stata pubblicata l’8 settembre del 2008. Entrambi questi documenti consentono l’uso di tali vaccini in casi eccezionali e per un tempo limitato, sulla base di quella che nella teologia morale viene chiamata cooperazione al male materiale, remota e passiva.

I suddetti documenti affermano che i cattolici che utilizzano tali vaccini hanno «il dovere di rendere noto il loro disaccordo e di chiedere che il loro sistema sanitario renda disponibili altri tipi di vaccini».

Nel caso dei vaccini ottenuti da linee cellulari di feti umani abortiti, vediamo una chiara contraddizione tra la dottrina cattolica di rifiutare categoricamente, e senza ombra di dubbio, l’aborto in tutti i casi come un grave male morale che grida vendetta al cielo (vedi Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2268, n. 2270), e la pratica di considerare i vaccini derivati da linee cellulari fetali abortite moralmente accettabili in casi eccezionali di «urgente bisogno» – per motivi di remota, passiva, cooperazione al male materiale. Sostenere che tali vaccini possono essere moralmente leciti se non ci sono alternative è di per sé contraddittorio e non può essere accettabile per i cattolici.

Nel caso dei vaccini ottenuti da linee cellulari di feti umani abortiti, vediamo una chiara contraddizione tra la dottrina cattolica di rifiutare categoricamente, e senza ombra di dubbio, l’aborto in tutti i casi come un grave male morale che grida vendetta al cielo e la pratica di considerare i vaccini derivati da linee cellulari fetali abortite moralmente accettabili 

Sostenere che tali vaccini possono essere moralmente leciti se non ci sono alternative è di per sé contraddittorio e non può essere accettabile per i cattolici

Si devono ricordare le seguenti parole di Papa Giovanni Paolo II sulla dignità della vita umana non nata: «L’inviolabilità della persona, riflesso dell’assoluta inviolabilità di Dio, trova la sua prima e fondamentale espressione nell’inviolabilità della vita umana. Soprattutto, la protesta comune, che giustamente si fa a favore dei diritti umani – ad esempio, il diritto alla salute, alla casa, al lavoro, alla famiglia, alla cultura – è falsa e illusoria se il diritto alla vita, il più basilare diritto fondamentale e condizione per tutti gli altri diritti personali, non è difeso con la massima determinazione» (Christifideles Laici, 38). 

L’uso di vaccini prodotti da cellule di bambini non nati e assassinati contraddice una «massima determinazione» a difendere la vita non ancora nata.

Il principio teologico della cooperazione materiale è certamente valido e può essere applicato a tutta una serie di casi (ad esempio nel pagamento delle tasse, nell’uso di prodotti ricavati dal lavoro in schiavitù, e così via). Tuttavia, questo principio difficilmente può essere applicato al caso dei vaccini ottenuti da linee cellulari fetali, perché coloro che consapevolmente e volontariamente ricevono tali vaccini entrano in una sorta di concatenazione, seppur molto remota, con il processo dell’industria dell’aborto. 

Coloro che consapevolmente e volontariamente ricevono tali vaccini entrano in una sorta di concatenazione, seppur molto remota, con il processo dell’industria dell’aborto

Il crimine di aborto è così mostruoso che qualsiasi tipo di concatenazione con questo crimine, anche se molto remoto, è immorale e non può essere accettato in nessuna circostanza da un cattolico una volta che ne sia pienamente consapevole.

Il crimine di aborto è così mostruoso che qualsiasi tipo di concatenazione con questo crimine, anche se molto remoto, è immorale e non può essere accettato in nessuna circostanza da un cattolico una volta che ne sia pienamente consapevole

Chi usa questi vaccini deve rendersi conto che il suo corpo sta beneficiando dei «frutti» (sebbene passi attraverso una serie di processi chimici) di uno dei più grandi crimini dell’umanità. Qualsiasi legame con il processo di aborto, anche il più remoto e implicito, getterà un’ombra sul dovere della Chiesa di rendere ferma testimonianza della verità che l’aborto deve essere completamente rifiutato. I fini non possono mai giustificare i mezzi. 

Chi usa questi vaccini deve rendersi conto che il suo corpo sta beneficiando dei «frutti»  di uno dei più grandi crimini dell’umanità

Stiamo vivendo uno dei peggiori genocidi conosciuti dall’uomo. Milioni e milioni di bambini in tutto il mondo sono stati massacrati nel grembo della madre e giorno dopo giorno questo genocidio nascosto continua attraverso l’industria dell’aborto, la ricerca biomedica e la tecnologia fetale, e la spinta dei governi e degli organismi internazionali a promuovere tali vaccini come uno degli obiettivi primari. 

Adesso non è il momento per i cattolici di cedere; farlo sarebbe gravemente irresponsabile. 

L’accettazione di questi vaccini da parte dei cattolici, sulla base del fatto che implicano solo una «cooperazione remota, passiva e materiale» con il male, giocherebbe nelle mani dei nemici della Chiesa e la indebolirebbe come ultima roccaforte contro il male assoluto dell’aborto.

Cos’altro può essere un vaccino derivato da linee cellulari fetali se non una violazione dell’Ordine di Creazione dato da Dio?

Poiché si basa su una grave violazione di questo Ordine attraverso l’omicidio di un bambino non ancora nato. Se a questo bambino non fosse stato negato il diritto alla vita, se le sue cellule (che sono state ulteriormente coltivate più volte in laboratorio) non fossero state rese disponibili per la produzione di un vaccino, non potrebbero essere commercializzate.

Abbiamo quindi qui una doppia violazione del sacro Ordine di Dio: da un lato, attraverso l’aborto stesso, e dall’altro, attraverso l’atroce attività del traffico e della commercializzazione dei resti di bambini abortiti. Tuttavia, questo doppio disprezzo per l’Ordine divino della Creazione non può mai essere giustificato, nemmeno per il motivo di preservare la salute di una persona o di una società attraverso tali vaccini.

La nostra società ha creato una religione sostitutiva: la salute è diventata il bene supremo, un dio sostituto a cui si devono offrire sacrifici – in questo caso, attraverso un vaccino basato sulla morte di un’altra vita umana.

Nell’esaminare le questioni etiche che circondano i vaccini, dobbiamo chiederci: come e perché tutto questo è diventato possibile? Non c’era davvero alternativa? Perché la tecnologia basata sull’omicidio è emersa in medicina, il cui scopo è invece portare vita e salute?

La ricerca biomedica che sfrutta i nascituri innocenti e usa i loro corpi come «materia prima» ai fini dei vaccini sembra più simile al cannibalismo che alla medicina.

Dobbiamo anche considerare che, per alcuni nell’industria biomedica, le linee cellulari dei bambini non ancora nati sono un «prodotto», l’abortista e il produttore del vaccino sono il «fornitore» e i destinatari del vaccino sono i «consumatori».

La tecnologia basata sull’omicidio è radicata nella disperazione e finisce nella disperazione. Dobbiamo resistere al mito secondo il quale «non ci sono alternative». Al contrario, dobbiamo procedere con la speranza e la convinzione che le alternative esistono e che l’ingegno umano, con l’aiuto di Dio, le possa scoprire. Questo è l’unico modo per passare dall’oscurità alla luce e dalla morte alla vita.

Il Signore ha detto che alla fine dei tempi anche gli eletti saranno sedotti (cfr Mc 13:22). Oggi, l’intera Chiesa e tutti i fedeli cattolici devono cercare urgentemente di essere rafforzati nella dottrina e nella pratica della fede.

Nell’affrontare il male dell’aborto, i cattolici devono più che mai «astenersi da ogni apparenza di male» (1 Tessalonicesi 5:22).

La salute fisica non è un valore assoluto. L’obbedienza alla legge di Dio e la salvezza eterna delle anime devono avere il primato.

I vaccini derivati dalle cellule di bambini non nati crudelmente assassinati hanno un carattere chiaramente apocalittico e possono presagire il marchio della bestia (vedere Apocalisse 13:16).

I vaccini derivati dalle cellule di bambini non nati crudelmente assassinati hanno un carattere chiaramente apocalittico e possono presagire il marchio della bestia (vedere Apocalisse 13:16)

Alcuni ecclesiastici dei nostri giorni rassicurano i fedeli affermando che ricevere un vaccino COVID-19 derivato dalle linee cellulari di un bambino abortito è moralmente lecito se non è disponibile un’alternativa. Giustificano la loro affermazione sulla base della «cooperazione materiale e remota» con il Male. 

Tali affermazioni sono estremamente anti-pastorali e controproducenti, soprattutto se si considera il carattere sempre più apocalittico dell’industria dell’aborto e la natura disumana di alcune ricerche biomediche e tecnologie embrionali.

Ora più che mai, i cattolici non possono categoricamente incoraggiare e promuovere il peccato dell’aborto, nemmeno il minimo, accettando questi vaccini. Pertanto, come Successori degli Apostoli e Pastori responsabili della salvezza eterna delle anime, riteniamo impossibile tacere e mantenere un atteggiamento ambiguo riguardo al nostro dovere di resistere con «massima determinazione» (Papa Giovanni Paolo II) contro «l’indicibile crimine dell’aborto» (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 51). 

Questa dichiarazione è stata scritta su consiglio e consiglio di medici e scienziati di vari paesi. Un contributo sostanziale è arrivato anche dai laici: da nonne, nonni, padri e madri di famiglia, e dai giovani. Tutti i  soggetti consultati – indipendentemente dall’età, dalla nazionalità e dalla professione – hanno respinto all’unanimità e quasi istintivamente l’idea di un vaccino derivato dalle linee cellulari dei bambini abortiti. Inoltre, hanno ritenuto debole e inadeguata la giustificazione offerta per l’utilizzo di tali vaccini (ovvero «cooperazione materiale a distanza di tanto tempo»).

Ciò è confortante e, allo stesso tempo, molto rivelatore: la loro unanime risposta è un’ulteriore dimostrazione della forza della ragione e del sensus fidei.

Abbiamo più che mai bisogno dello spirito dei confessori e dei martiri che evitino il minimo sospetto di collaborazione con il male della loro epoca

Abbiamo più che mai bisogno dello spirito dei confessori e dei martiri che evitino il minimo sospetto di collaborazione con il male della loro epoca

La Parola di Dio dice: «Siate semplici come figli di Dio senza rimprovero in mezzo a una generazione depravata e perversa, nella quale dovete risplendere come luce nel mondo» (Fil. 2, 15). 

12 dicembre 2020, Memoria della Beata Vergine Maria di Guadalupe

Cardinale Janis Pujats, arcivescovo metropolita emerito di Riga

+ Tomash Peta, arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi di Santa Maria ad Astana

+ Jan Pawel Lenga, arcivescovo / vescovo emerito di Karaganda

+ Joseph E. Strickland, Vescovo di Tyler (USA)

+ Athanasius Schneider, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Santa Maria ad Astana


Un ultimo pensiero. L’utilizzo di vaccini prodotti con linee di cellule derivate da feti abortiti solleva questioni morali ed etiche gravi. Una semplicistica nota costituita da pochissime righe, la cui questione etica viene bollata in due righe come “si può fare, è lecito”, non può di certo soddisfare le domande, i dubbi e le problematiche che avvengono nella coscienza del fedele, risultando di seguito insufficiente come strumento d’aiuto al popolo. La diffusione, la vendita e la fruizione di questi vaccini avvalora l’uccisione dei bambini – la pratica dell’aborto – e l’utilizzo delle cellule dei feti abortiti per l’industria della farmaceutica. Significa che è ok usare cellule derivate da un omicidio di primo grado nei confronti di una creatura indifesa, avvalorando dapprima l’omicidio (aborto) ed infine gli usi consequenziali da esso derivati (estrazione ed elaborazione di cellule). Così facendo si da il supporto all’infame industria mondiale che si cela dietro tutto questo.

Chi utilizza questi vaccini consente la riuscita ed il successo commerciale di un prodotto costruito con le cellule dei bambini morti, avvalorando i processi e i princípi di effetti e causa usati per la loro costruzione. Rende lecito l’utilizzo della materia prima utilizzata per la costruzione del prodotto: linee di cellule dei bambini mai nati. Chiunque faccia uso di questi vaccini, supporta, seppur in maniera indiretta e passiva, consapevolmente o inconsapevolmente, i processi industriali, puramente satanici, che si celano dietro tutto questo, permettendo all’industria dell’aborto di vincere a livello ideologico e commerciale e di proseguire la propria strada come un qualunque percorso finanziario.

La nota della CDF, alla luce di quanto detto, è anti-pastorale, controproducente e vergognosa, risulta insufficiente come risposta ufficiale alle problematiche di bioetica inerenti la fruizione del vaccino ed è frutto di una Chiesa sempre più alleata con una generazione depravata e perversa. Dio ci salvi da questo imperante declino della Chiesa.

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