Intervista esclusiva al Dott. Fabio Fuiano, per “Universitari per la vita”: voce ai giovani pro-life!

Gli Universitari per la Vita sono un’organizzazione pro-vita e anti-abortista. Ed io, essendo pro-vita e anti-abortista, non potevo non accorgermi di loro. Anch’essi si aggiungono dunque al nutrito carnet di artisti e di movimenti che hanno suscitato il mio interesse: è un mio piacere presentarli a voi quest’oggi.

Con la recente vittoria della Polonia contro l’aborto, il quadriennio Trump come presidente pro-life e l’ascesa del movimento mondiale pro-vita, è realisticamente possibile affermare che i fuochi si sono accesi: l’uomo si sta risvegliando, sta reagendo e sta tornando sul campo di battaglia. L’ideale pro-vita si sta irrobustendo: mai come in quest’epoca abbiamo assistito ad un tale risveglio del valore a favore della vita.

Stiamo vivendo uno dei periodi storici più intensi su questo fronte. Ed il 2020, con l’annullamento dell’aborto in caso di malformazione che ha avuto luogo in Polonia il 22 ottobre, è il compimento di un lungo cammino costituito da crescita, sviluppo ed espansione. C’è ancora molto da mettere in atto prima che si possa parlare di una “maggioranza pro life” tra le società e le istituzioni della Terra. Il futuro è tutto in salita.

È un mio piacere – nonchè onore – dare voce a chi combatte per la vita e contro l’aborto, con la mia intervista esclusiva al Dott. Fabio Fuiano, presidente de Universitari per la Vita, l’organizzazione pro vita di recente formazione.

A voi!

Intervista con il Dott. Fabio Fuiano,
presidente degli “Universitari per la vita” 
Di Fabio Arancio
© 2020

Buongiorno Dott. Fuiano, grazie per aver accettato la mia proposta in esclusiva su theorangeblogger.com. Desidero promuovere opere come la vostra e dare una voce agli “Universitari per la Vita”.

Grazie di cuore per il suo preziosissimo aiuto e per l’ospitalità nel suo blog!

Partiamo da una piccola presentazione: parliamo delle origini

1. Chi sono gli “Universitari per la Vita” e qual è il vostro obiettivo?

Gli Universitari per la Vita sono una realtà di giovani studenti universitari e post-universitari che si propongono, come obiettivo principale, quello di difendere la vita umana innocente dal concepimento fino alla morte naturale e di farlo proprio nei luoghi di formazione giovanile per eccellenza, le università. La nostra è una linea pro-life senza compromessi, motivo per cui auspichiamo la totale abrogazione delle leggi inique del nostro paese, specialmente la legge 194 del 1978 che depenalizzò l’aborto.

2. Quand’è che vi siete formati e da chi, o cosa, è partito tutto questo?

Questa bellissima realtà nasce nel 2016 da un’intuizione della fondatrice, Chiara Chiessi, che, durante una Marcia per la Vita a Washington cui presenziò, ebbe modo di assistere ad uno spettacolo unico: una folla sterminata di studenti e studentesse con un grande ardore per la difesa della vita innocente. L’anno scorso anch’io ho avuto la grazia di vedere con i miei stessi occhi questa oceanica folla di circa 700.000 persone, la cui maggioranza erano giovani! Il profondo desiderio di Chiara era di replicare qualcosa di simile anche nella Marcia per la Vita di Roma, l’evento pro-life più importante dell’anno nel nostro paese, nella quale fino a quattro anni fa non era presente una realtà costituita unicamente da giovani studenti, simile agli Students for Life americani.

3. Com’è stato formarsi, crescere e venire alla luce come organizzazione pro-life, dagli albori fino ad oggi, in un mondo dove il diritto alla vita viene calpestato e combattuto, se non addirittura odiato?

Potrei usare due parole: avvincente ed edificante. Avvincente, perché proprio quando la sfida si fa più ardua a causa del contesto in cui viviamo, tanto più forte è la testimonianza di chi vuole dire la verità sull’uomo, sulla sua intrinseca dignità e sull’indisponibilità della sua vita. Edificante, perché quando si combatte per una causa come questa è impossibile non accendere una fiamma nel cuore che alimenta e permea ogni attività, da quella più semplice a quella più complessa.

4. La fede ha mai avuto un ruolo nella vostra storia? Vi siete mai sentiti sostenuti da Dio, e dalla sua provvidenza, durante le attività del vostro progetto?

Per statuto la nostra realtà è aconfessionale, nel senso che accogliamo tra di noi anche persone che non hanno fede ma che, ciononostante, condividono l’intenzione di combattere per la vita. Lasci però che le racconti un aneddoto su come, concretamente, ha avuto inizio la nostra attività. Come le ho detto poc’anzi, Chiara Chiessi ebbe questa intuizione osservando la bellezza dei giovani pro-life americani. Ma l’intuizione, da sola, non basta a concretizzare un’opera: l’intelligenza è la più nobile delle facoltà umane, ma deve essere mossa dalla volontà perché poi si agisca. Ebbene, Chiara ha sempre avuto una grande forza di volontà e penso che ogni ragazzo universitario del nostro gruppo possa testimoniarlo. Un giorno organizzò un primo aperitivo- volantinaggio nella facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre e doveva essere coadiuvata da due amici. Arrivato il giorno dell’aperitivo si ritrovò da sola per sopraggiunti impegni degli altri due. A quel punto, umanamente, aveva due possibilità: o lasciar perdere tutto, perché obiettivamente affrontare un contesto ostile, da sola, incute sicuramente paura; oppure tentare, nonostante la solitudine e il pericolo, avendo come unico compagno il proprio Angelo Custode. Ebbene, spinta dalla fiducia nella Provvidenza e nell’ausilio della Santissima Vergine, ebbe il coraggio di fare la seconda scelta. Si mise da sola in uno degli spazi dell’ateneo, con banchetto e volantini, a fermare gli studenti che passavano. Dopo pochi minuti si presentarono delle amiche che non vedeva da tempo e le chiesero cosa ci facesse lì. Chiara rispose che aveva dato inizio ad una realtà studentesca per la difesa della vita innocente e, al sentire ciò, queste due ragazze si offrirono spontaneamente per aiutarla nel volantinaggio. Da lì eccoci oggi, una realtà di giovani divisi in diversi gruppi nati spontaneamente a Genova, Verona, Milano, Torino, Padova, Firenze, Pisa, Napoli, Bari e Perugia. Quali erano le probabilità matematiche che tutto questo si concretizzasse? Infinitesimali. Tuttavia con la Provvidenza tutto questo è stato non solo possibile, ma si è concretizzato nei modi più impensabili!

Veniamo ad oggi

5. Quali sono le risorse, le attività e gli strumenti concreti che cercate di mettere in pratica per difendere il diritto alla vita e per lottare contro l’aborto?

Essendo degli studenti le nostre risorse sono molto limitate, motivo per cui confidiamo nella Provvidenza e nella generosità degli amici che ci seguono. L’attività principale della nostra associazione, almeno fino a quando non ha avuto inizio il triste periodo che stiamo vivendo, era quella di fare degli aperitivi/volantinaggi all’interno delle diverse università italiane previo consenso degli organi competenti. A tali iniziative abbiamo sempre affiancato anche un’intensa attività virtuale sia tramite la pubblicazione giornaliera di post o video sulla nostra pagina Facebook di Roma (e in seguito anche sulle pagine delle realtà presenti in altre città) sia tramite la stesura di articoli di approfondimento su tematiche pro-life per il nostro sito, che invitiamo i lettori a visitare. In genere organizziamo anche altre attività come cineforum e conferenze (nonostante il Covid-19 non ci fermiamo e ci siamo trasferiti online), ma l’attività più importante dell’anno è senza dubbio la Marcia per la Vita a Roma, perché è di fondamentale importanza invadere il suolo pubblico e manifestare a gran voce contro l’iniquità di leggi come la 194/78, la 40/04 o la 219/17.

6. Sono a conoscenza dei vostri aperitivi universitari e delle vostre iniziative culturali. In che modo cercate di relazionarvi, di entrare in contatto, a tu per tu con il prossimo, quando si tratta di presentare voi e il mondo pro-vita ad un ragazzo di passaggio?

Certamente non è facile approcciarsi a ragazzi che vengono bombardati dalla mattina alla sera di messaggi contro la vita, contenuti ormai ovunque, dai libri, ai social media, passando per le serie TV, i film e i telegiornali. La tendenza è quella di un appiattimento generale sulla mediocrità, per cui i giovani non si appassionano più a nulla, essendo spinti a dedicarsi a una miriade di attività che riempiono tutto l’arco della giornata ma che alla fine apportano poco o nulla alla loro crescita. Riscontriamo una difficoltà a parlare proprio perché manca la grammatica comune, il fondamento stesso del dialogo: la logica. Oggi si tende a valutare gli atti umani sulla base di non-criteri prettamente emotivi che non hanno niente a che vedere con dei valori oggettivi, immutabili e basilari sui quali poter costruire. Con il relativismo attuale siamo giunti a credere di poter edificare sulle sabbie mobili quasi inconsapevoli che, alla prima folata di vento, l’edificio vien giù come un castello di carte. Il nostro obiettivo, dunque, è duplice e si sviluppa su due binari paralleli: da una parte testimoniare che dei princìpi cardine della morale esistono e che non mutano nel tempo o a seconda delle circostanze, dall’altra recuperare una grammatica comune che ci consenta di discutere con l’altro e dargli gli elementi per la comprensione dei suddetti principi, primo fra tutti, quello dell’inviolabilità della vita umana innocente.

7. È difficile trovare dei giovani sufficientemente interessati al valore pro-vita, motivati e pronti per metterci la faccia in quello che fate?

Non nego che riscontriamo quotidianamente questa difficoltà, ma non ci fermiamo. Continuiamo sulla nostra strada perché anche se non sempre si vedono i frutti della propria attività (e quando ciò succede è certamente bellissimo, ma non è il fine della battaglia) anche se riuscissimo a far cambiare idea ad una sola persona, questo varrebbe tutti gli sforzi fatti. Nonostante non sia facile trovare delle persone disposte a combattere e soprattutto a perseverare in questa battaglia senza cedere mai a compromessi, abbiamo comunque incontrato ragazzi davvero in gamba e abbiamo continuato a crescere in questi anni.

8. Avete mai vissuto momenti, episodi e situazioni di persecuzione, di rifiuto o di forte contrasto da parte del prossimo?

Sì, è successo diverse volte. Mi limito a ricordare l’evento di contrasto più grave, che si è verificato il 9 ottobre del 2018 durante un aperitivo che avevamo organizzato nella facoltà di Lettere e Filosofia alla Sapienza. Non voglio soffermarmi tanto sui particolari dell’aggressione, che sono stati comunque riportati in un apposito articolo sul nostro sito, quanto piuttosto sulla risonanza che la questione ha avuto. L’evento fu riportato su diversi giornali (tra cui Avvenire, La Nuova Bussola Quotidiana, Tempi, UCCR online) e dunque non passò inosservato né agli studenti della Sapienza, né tantomeno al Rettore, il quale, in sede di Senato Accademico, prese pubblicamente le nostre difese e in seguito ci ricevette personalmente. Ma la voce della nostra aggressione giunse anche ad un docente della medesima università che ci convocò appositamente per parlarci in quanto era rimasto decisamente colpito dalla nostra attività di sensibilizzazione: infatti, ci disse, non vedeva un volantinaggio contro l’aborto all’incirca dagli anni ’80. Dalla collaborazione con questo professore è nata poi una splendida iniziativa, quella di scrivere un libro, curato totalmente da noi, che è stato pubblicato proprio recentemente da Aracne editrice e può essere acquistato anche su Amazon. Il titolo “Una difesa della vita senza compromessi” esprime a pieno la nostra identità come gruppo ed è uno strumento che noi abbiamo intenzione di utilizzare proprio per minare l’ideologia pro-morte a partire dalle fondamenta: basta sapere dove colpire ed essa vien giù come un castello di carte. Ed ecco come, ancora una volta, da una situazione oggettivamente grave, la Provvidenza ha saputo trarre frutti insperati.

9. Avete particolari figure storiche, testi o fonti primarie di riferimento sulle quali vi basate?

Assolutamente. La formazione è sempre il principio di ogni battaglia, a maggior ragione quella per la vita, come ho avuto modo di spiegare in un precedente articolo. Il nostro punto di riferimento principale è Mario Palmaro, un professore di filosofia del diritto che purtroppo è venuto a mancare qualche anno fa, ma che ha lasciato un vero e proprio patrimonio da cui attingere per formarci nella battaglia pro-life. Il testo principale a cui ci ispiriamo è Aborto & 194 – fenomenologia di una legge ingiusta, nel quale Palmaro ha spiegato in maniera chiara tanto la genesi quanto il reale contenuto della legge 194. Nel medesimo volume ha anche passato in rassegna, con un modus operandi tipicamente tomista, tutte le tipiche (pseudo)argomentazioni pro-choice mostrandone l’inconsistenza razionale. Mario Palmaro ha sempre insistito sulla necessità di una difesa della vita senza compromessi, senza cedimenti al cosiddetto “male minore” che ha purtroppo intaccato la battaglia pro-life impedendole di raggiungere obiettivi importanti. La nostra formazione passa anche attraverso dei corsi di bioetica specifici: il principale è quello coordinato dalla professoressa Giorgia Brambilla, che è stata a sua volta una studentessa di Palmaro. Un altro aspetto basilare della formazione è quello di inquadrare i problemi che si affrontano nella giusta cornice e conoscerne le radici profonde: in particolare aborto, eutanasia, contraccezione, fecondazione artificiale e altre violazioni della legge naturale fanno capo ad un processo unitario, in atto da secoli, chiamato Rivoluzione, volto a sovvertire l’ordine naturale e divino. Motivo per cui, la nostra battaglia non è semplicemente un opporsi a singoli aspetti di tale processo, ma una vera e propria contrapposizione integrale ad esso: la Contro-Rivoluzione. Per approfondire tale aspetto, che richiederebbe molto più spazio, suggerisco ai lettori, se non lo hanno già fatto, di procurarsi il saggio Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, del professor Plinio Corrêa de Oliveira.

Uno sguardo al futuro

10. Siete “Universitari per la Vita”, anche se, in futuro, quelli che sono universitari oggi non lo saranno più un domani. Vi preoccupa il rinnovo generazionale? Come procede la crescita della vostra realtà?

Certamente la nostra speranza è che, dopo di noi, altri giovani prendano il testimone e continuino a combattere con ardore questa sacrosanta battaglia contro-rivoluzionaria. Fino ad ora la nostra realtà è sempre cresciuta e continua a crescere, soprattutto in regioni del nord Italia. Questo accade perché i giovani sono inevitabilmente attratti da una realtà in cui si testimonia la verità integralmente, senza nascondere nulla. È finito il tempo di quelle organizzazioni che pertinacemente continuano a negare, ad esempio, che la legge 194 sia intrinsecamente iniqua e indegna di rimanere nel nostro ordinamento giuridico.

11. Collaborate, o avete mai pensato di collaborare, con altre realtà, movimenti e associazioni pro- vita?

Noi siamo disposti a collaborare con chiunque agisca nell’alveo della linea di principio descritta sinora. L’apoteosi dell’unione di diverse organizzazioni pro-life su territorio italiano, si ha proprio in corrispondenza della Marcia per la Vita, dove tutti insieme manifestiamo pubblicamente per il medesimo obiettivo!

12. Geremia 1, 5 «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Cosa ne pensa?

Un passo bellissimo, che offre notevoli spunti di riflessione ma anche speranza. Ci ricorda che nessuno “ci doveva” la vita, ma che ci è stata data per un atto d’amore incondizionato. Dio ci ha comunicato l’essere nel momento del concepimento e, non solo, ma ci conserva nell’essere ogni istante della nostra esistenza. Questo è certamente un motivo per cui ringraziarLo, ogni singolo giorno perché senza l’essere non vi sarebbe alcuna possibilità di agire (agere sequitur esse) né tantomeno di agire per ottenere il massimo bene possibile.

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