L’inferno esiste, è popolato ed è eterno e non cessa di esserlo perchè qualcuno non ci crede

L’Inferno è una verità di fede, è una delle verità rivelate da Cristo ed è parte del creato spirituale, non visibile ad occhio umano. Oggi, l’Inferno, è una delle verità proprie dell’esistenza più dimenticate, rifiutate e ignorate di ogni tempo: come la calzatura del medioevo, la polvere da sparo del 1700 e gli strumenti di battaglia dell’Impero Romano, l’Inferno va via via dimettendosi dalle conoscenze naturali dell’uomo. Nessuno ci crede più, o quasi, pochi ne parlano, e perfino nella Chiesa si fa avanti la teologia modernista ed eretica secondo cui l’Inferno sarebbe solamente una ‘metafora pedagogica’, nulla di cui preoccuparsi, insomma.

SURPRISE! L’inferno esiste, è eterno ed è popolato; ci finiscono coloro che perdurano per loro scelta nel peccato mortale confermandosi contro Dio al momento del trapasso.

01


Esiste

È stato rivelato da Cristo nel triennio della Rivelazione; è nominato almeno 22 volte nelle Scritture; è presente nel Magistero e nel Catechismo Cattolico; ne hanno parlato santi, beati, mistici. Lo hanno visto i tre pastorelli di Fatima, santa Faustina Kowalska, don Bosco, santa Veronica Giuliani ed altri ancora.

02


È eterno

Tolta la materia, con la separazione dell’anima dal corpo al momento del trapasso (morte), ci si ritrova all’Eternità, un non-luogo di puro spirito, ove non esiste più la progressione del tempo. L’eternità è senza un passato, un presente ed un futuro: è un ‘adesso’ sempre fermo in se stesso. Per sempre.

03


È popolato

Per la legge del libero arbitrio, l’uomo ha libera scelta ed il dominio della sua stessa volontà: può decidersi per Dio così come per il peccato. Egli è autore e responsabile delle sue scelte. Si va all’Inferno con le proprie scelte, da soli, in piena autonomia e libertà decisionale. Quanto rivelato da Cristo ci da modo di capire che nella storia dell’uomo vi è anche chi sceglie contro Dio, in orgoglio a se stesso, dannandosi per sempre. Coloro che hanno visto l’Inferno, lo hanno visto popolato.

04


Ci finisce chi muore in peccato mortale

Coloro che perdurano tutta la vita in una condizione di peccato (avversione a Dio), morendo in peccato mortale al momento della morte, si presentano all’Eternità privati di Dio: in questa scelta vengono confermati in eterno. Nel modo in cui arrivi dall’altra parte, ci rimani. Conta come ci arrivi: come ti presenti, ci rimani. L’anima che si presenta in peccato mortale (contro Dio), rimane in tale condizione in eterno: viene confermata come un tutt’uno con l’odio (il peccato è frutto del male, ed il male è odio) e, come conseguenza naturale di ciò, rifiuta la visione di Dio e si colloca da sé tra i peccatori non pentiti, buttandosi dove merita di andare: all’Inferno. Odio vuole odio, amore vuole amore. Il peccatore impenitente viene naturalmente attratto dall’Inferno, perchè solo lì può finire.

I. Ce ne parla la Sacra Scrittura. La Rivelazione di Cristo è Eterna, Infallibile e Divina. Cristo è categorico.
Nelle Scritture vi sono un numero di casi specifici dove si parla dell’Inferno, rivelando al fedele la conoscenza essenziale della dannazione e con sé tutte quelle caratteristiche dogmatiche di questo non-luogo: principio dell’eternità (è eterno), principio di irrevocabilità (è senza uscita), presenze di pene e tormenti eterni con la compagnia eterna di Satana, dei demoni e dei dannati.

L’Inferno esiste ed è Rivelato nelle Scritture. Non fu “preso da Dante” come taluni, ignoranti e pagani, vanno dicendo: fu esattamente l’opposto, in quanto Dante scrisse l’Inferno ispirandosi alla Bibbia e al Magistero Cattolico. Ecco alcuni dei versi dove è nominato:

  1. «Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. […] E se ne andranno: questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna» (Matteo 25, 41-46)
  2. «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto Colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna (l’Inferno)» (Matteo 10,28)
  3. «Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui» (Luca 16, 22-23)
  4. «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi» (Matteo 23,15)
  5. «chi [al fratello] gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna» (Matteo 5, 22)
  6. «Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti» (Matteo 13, 41-42)
  7. «Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. Rispose: “Legione”, perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso» (Luca 8, 30-31)
  8. «Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna» (1 Lettera di Giovanni 3,15)
  9. «Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza» (2 Lettera dei Tessalonicesi 1,9)
  10. «Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Matteo 23,33)

Nelle edizioni precedenti approvate dalla CEI, il vocabolo utilizzato era “Inferno”. Con l’ultima edizione CEI 2008, il vocabolo “Inferno” è stato generalmente sostituito da “Geenna”. Geenna significa fuoco: il fuoco è l’Inferno stesso. Con il nuovo termine, la Chiesa non si allontana dalla realtà dell’Inferno: anzi, lo esplicita in maniera ancora più chiara e inequivocabile. L’Inferno è stato visto da un gran numero di anime, santi, beati e mistici.

II. La Chiesa Cattolica Apostolica Romana ne parla in maniera categorica e dogmatica.
Il Magistero “Alto” della Chiesa è indissolubile, eterno e inequivocabile. Nel custodire e proteggere la verità sull’Inferno, la Chiesa ha da sempre espresso e confermato la realtà dopo la morte che spetta ai peccatori non pentiti, che muoiono impenitenti rifiutando la Misericordia di Dio. Ciò che è stabilito nella Scrittura è trasferito, affermato e custodito nel Magistero; e ciò che è insegnato nel Magistero è rivelato nelle Scritture.

Riassumiamo il Magistero Cattolico.

  • La Chiesa conferma l’esistenza dell’Inferno, così come rivelato nelle Scritture.
  • La Chiesa parla dell’Inferno nel Catechismo della Chiesa Cattolica (1991), articoli 1033 – 1037. Tra le varie affermazioni dogmatiche, l’articolo 1034 riporta: «Gesù parla ripetutamente della «geenna», del «fuoco inestinguibile», che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo» mentre l’articolo 1035 afferma «La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, il fuoco eterno. La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita, e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira».
  • La Chiesa ha trattato e confermato la materia dell’Inferno nei seguenti concili: Concilio di Valenza, IV° Concilio Lateranense, Concilio di Lione, Concilio di Firenze, Concilio di Trento, Concilio Vaticano II.
  • Nella costituzione dogmatica “Benedictus Deus” di papa Benedetto XII (29 gennaio 1336) viene affermato: “Definiamo inoltre che secondo l’ordinazione comune di Dio le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale attuale immediatamente dopo la loro morte discendono nell’Inferno dove sono tormentati con pene infernali”.
  • Il concilio di Firenze afferma: «Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, vanno all’inferno».
  • Nel Concilio Vaticano II (Costituzione «Lumen Gentium», cap. 7, n. 48 d) viene esortata la necessità di una costante vigilanza perché «non ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti. Noi tutti compariremo davanti al tribunale di Cristo, per rispondere ciascuno della sua vita mortale. E alla fine del mondo “risorgeranno, chi ha operato il bene a resurrezione di vita, e chi ha operato il male a resurrezione di condanna (l’Inferno, Nd Fabio)”».
  • Il Catechismo di S. Pio X (1908), alle domande 103 e 104, risponde: «E certo che esistono il Paradiso e l’inferno. Lo ha rivelato Dio, promettendo, spesse volte, ai buoni l’eterna vita e il suo stesso gaudio, e minacciando ai cattivi la perdizione e il fuoco eterno».

La Chiesa custodisce, protegge e ripete continuamente le verità dogmatiche sull’Inferno.

III. Com’è l’Inferno?
L’inferno comprende un gruppo limitato di caratteristiche essenziali: è eterno, vi sono pene e tormenti eterni che le anime patiscono in maniera sensibile ed in maniera differente da ognuno, ed è POPOLATO. Vediamo i contenuti sostanziali dell’Inferno.

  1. L’inferno è eterno
    • L’anima è eterna ed è altrettanto eterna la sorte che riceve (ricompensa obiettiva al termine della propria vita) dopo la morte. La condizione dopo la morte è eterna: è quanto l’anima si ritrova all’Eternità e da lì non si può più tornare indietro. Nell’atto della morte, l’anima si separa dal corpo e lascia per sempre il creato materiale e sensibile: trova l’Eternità, ove non esiste materia, non c’è la progressione del tempo e vi si trova solo spirito. Lì vi rimane in Eterno: non può più tornare indietro.
    • L’Eternità dell’anima e della condizione dopo morte è rivelata nella Bibbia: Gesù parla di eternità della dannazione e di eternità nella condizione dell’anima.
    • È chiaro che dopo essere morti non si può ritornare nel ventre di una mamma e rinascere una seconda volta. La separazione dell’anima dal corpo implica un passaggio irrevocabile e senza ritorno. Si vive una volta sola.
    • La Chiesa conferma l’eternità della dannazione nel IV Concilio Lateranense e nel Concilio di Lione.
    • Papa Vigilio (… – 555) affermò: «Se qualcuno dice o ritiene che il supplizio dei demoni e degli uomini empi è temporaneo e avrà fine, costui sia scomunicato» (Dz. 211).
  2. Pene eterne dell’inferno
    • All’Inferno si vivono pene e tormenti eterni che variano a seconda della tipologia e della qualità del peccato commesso: ognuno riceve tormenti e pene differenti dall’altro (Giustizia Divina). Ogni dannato ha una retribuzione di pene e tormenti differenti dall’altro.
    • Le pene primarie sono la pena del «danno», che consiste nella privazione di Dio, e la pena del «senso», ove l’anima viene torturata ricevendo pene sensibili, vissute in eterno come fossero materia.
    • Come in Paradiso ci sarà «ogni bene senza alcun male», così nell’Inferno ci sarà «ogni male senza alcun bene». Vi è solo male e nessun bene.
    • L’inferno è: puro male, puro odio, pura disperazione, pura esasperazione, puro tormento, pura tortura, puro rimorso. In eterno: sempre, sempre, sempre.
    • Il Catechismo di S. Pio X afferma: «L’inferno è il patimento della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene».
    • Ogni dannato riceve pene in relazione al peccato commesso: viene tormentata la parte dell’anima, sensibile e intellettiva, con la quale più si è peccato.
    • Le pene principali sono: privazione eterna di Dio, sommo Bene e fonte di ogni felicità; certezza eterna che quella sorte non cambierà mai; eterna tortura operata dai demoni, che torturano l’anima in eterno e incessantemente con supplizi sensibili eterni; rimorso di coscienza eterno; il rimorso di coscienza eterno che il dannato poteva salvarsi e che non ha fatto abbastanza per andare in Paradiso; privazione eterna di Dio, della contemplazione divina, della partecipazione alla Vita Divina, del Regno di Dio, della felicità e della gioia; rimorsi eterni e disperati per aver vissuto la vita inutilmente, nel peccato e nella vana gloria, e per aver rifiutato la grazia, perdendosi per sempre; l’eterna consapevolezza che non potrà mai più uscire da lì; eterna consapevolezza di aver perso il Paradiso per sempre; disperazione eterna e irrevocabile, infinita e illimitata.
    • Pene ulteriormente specificate: la compagnia eterna di Satana; la compagnia eterna dei demoni che odieranno se stessi e i dannati in eterno, torturandoli per sempre; la compagnia eterna dei dannati, ognuno avviluppato in una solitudine eterna.
    • Tutti odiano tutti. Le sofferenze sono eterne e senza interruzione.
  3. L’inferno non è vuoto, è popolato
    • Dio è Misericordia ma è anche e contemporaneamente Giustizia: dà a ognuno secondo il proprio merito. I giusti e i pentiti si salvano; gli impenitenti, coloro che vivono tutta la vita nel peccato e che non si vogliono pentire in virtù del loro orgoglio, non si salvano, ma finiscono da se stessi all’Inferno, perchè è lì che meritano di andare.
    • L’Inferno non può essere vuoto. Cristo rivela un Inferno popolato; santi, beati e mistici hanno visto l’Inferno popolato.
    • L’Inferno non può essere vuoto: quanti peccatori, crudeli, malvagi, empi hanno fatto del male e vissuto contro Dio, senza mai pentirsi del peccato ma morendo impenitenti in orgoglio al proprio io? E questi che fine hanno fatto? Dio li ha accolti in Paradiso? No, perchè la Dottrina parla chiaro: ai pentiti e ai giusti il Paradiso (Misericordia), ai peccatori non pentiti l’Inferno (Giustizia).
    • Oggi è in crescita la teoria eretica secondo cui “l’Inferno c’è, però non ci va nessuno perché Dio è infinitamente buono e misericordioso; è nostro Padre e quindi ci salverà tutti”. Sbagliato: questa è eresia pura. Ciò è anti dottrina, paradossale e contro la Scrittura. Non può esserlo vuoto per la legge del libero arbitrio; per la mera Rivelazione di Cristo; per la visione dell’Inferno dei santi; perchè l’uomo ha la libertà di scegliere il male e confermarsi in esso per l’eternità. E Cristo ci rivela che anche molte anime rifiutano la Misericordia di Dio e si dannano, scegliendo da soli l’Inferno.
    • Infatti ognuno va all’Inferno da solo, in piena libertà e consapevolezza, e Dio non vìola la libera scelta di ognuno. Non impone la Misericordia e non può perdonare colui che per primo non è pentito e non vuole pentirsi, rifiutando deliberatamente la Misericordia Divina.
    • All’Inferno ci va chi ci vuole andare.
    • Diceva Gesù ad un’anima mistica, suor Consolata Betrone: «L’impenitenza finale è per quell’anima che vuole andare all’Inferno di proposito e quindi ostinatamente rifiuta la mia immensa misericordia, perché io ho versato il mio Sangue per tutti! No, non è la moltitudine dei peccati che danna l’anima, perché io li perdono se essa si pente, ma è l’ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare».
    • L’Inferno non è vuoto per le mere rivelazioni della Madonna (Fatima, Medugorje, etc…). Durante le apparizioni di Fatima, domenica 19 agosto 1917, la Madonna disse ai tre fanciulli (Lucia, Giacinta e Francesco): «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e preghi per loro». La Madonna rivela un Inferno popolato perfino a Medugorje.
    • Santa Faustina Kowalska, santa Veronica Giuliani, Don Giovanni Bosco, i veggenti di Medugorje, i tre pastorelli di Fatima e molti altri hanno visto l’Inferno popolato.

Non bisogna soltanto dire che Dio è buono e Misericordioso, come se ogni cosa fosse ammessa e concessa e come se ognuno potesse fare quello che vuole “perchè tanto Dio ama”; ricordatevi che Dio giustifica il peccatore sinceramente pentito e convertito ma NON giustifica il peccato né tantomeno il peccatore ostinato non pentito che crede di poter fare quello che vuole perchè tanto “Dio è buono”. Soprattutto di questi tempi, il fedele cade nell’idea di poter fare quello che vuole in virtù di questo amore, che passa da buono a buonista.

Dio è buono ma non è buonista. Dio è Misericordia ma è anche Giustizia. Bisogna ricordare che Dio è Giustizia e che ognuno ottiene quello che merita: la Passione di Cristo giustifica i peccatori SOLO se pentiti; i non pentiti non possono venire perdonati, e non per un limite della Misericordia di Dio, ma perchè sono loro a non volerlo; da se stessi decretano la loro eterna rovina (libero arbitrio). All’Inferno ci sono anime che nella vita hanno fatto quello che hanno voluto convinti che tanto sarebbero stati salvati perchè Dio è buono.

Concludo l’argomento dell’Inferno con una perla del Magistero. Ecco cosa Papa Pio IX raccomandava a un Missionario francese: «Predicate molto le grandi verità della salvezza, predicate specialmente l’Inferno. Dite chiaramente tutta la verità sull’Inferno, non c’è nulla di più efficace per far riflettere i poveri peccatori e convertirli»

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