I giovani che hanno profanato Sant’Agata di Caltanissetta sono dei poveracci da offrire alla Madonna e per i quali pregare

Due giorni fa apprendevo della profanazione avvenuta ai danni della Chiesa di Sant’Agata di Caltanissetta. È poco distante dai luoghi in cui sono cresciuto. Sono poi venuto a sapere che gli autori del reato sono stati presi. Come poi ho appreso, sono stati due giovani del luogo, di quelli che se li vedi in strada, li scambieresti per studenti del polo universitario (lo dico perchè ho visto le foto pubblicate).

Aiutati perfino da due complici coetanei: una ragazza di 20 anni ed un ragazzo di 24. Il fior fiore della gioventù finisce per profanare una Chiesa: effetti collaterali del mondo d’oggi. Giovani che profanano una Chiesa sono delle anime sperdute per cui pregare: poverini, preghiamo per loro. Preghiamo per l’apertura dei loro cuori affinchè Dio, per Intercessione di Maria, li converta e li renda santi.

Prima di continuare,
una preghiera per i giovani,
affinchè Dio,
per intercessione di Maria,
apra loro i cuori.

Preghiera per i giovani
 “Ecco la tua Madre!” (Gv 19, 27)
È Gesù, o Vergine Maria,
che dalla croce
ci ha voluto affidare a Te,
non per attenuare
ma per ribadire
il suo ruolo esclusivo di Salvatore del mondo.

Se nel discepolo Giovanni,
ti sono stati affidati tutti i figli della Chiesa,
tanto più mi piace vedere affidati a Te, 
o Maria,
i giovani del mondo.
A Te, dolce Madre,
la cui protezione ho sempre sperimentato,
questa sera nuovamente li affido.
Sotto il tuo manto,
nella tua protezione,
essi cercano rifugio.
Tu, Madre della divina grazia,
falli risplendere della bellezza di Cristo!

Sono i giovani di questo secolo,
che all’alba del nuovo millennio,
vivono ancora i tormenti derivanti dal peccato,
dall’odio, dalla violenza,
dal terrorismo e dalla guerra.
Ma sono anche i giovani ai quali la Chiesa,
guarda con fiducia nella consapevolezza
che con l’aiuto della grazia di Dio
riusciranno a credere e a vivere
da testimoni del Vangelo
nell’oggi della storia.

O Maria,
aiutali a rispondere alla loro vocazione.
Guidali alla conoscenza dell’amore vero
e benedici i loro affetti.
Sostienili nel momento della sofferenza.
Rendili annunciatori intrepidi
del saluto di Cristo
nel giorno di Pasqua: Pace a voi!
Con loro, anche io mi affido
ancora una volta a Te
e con affetto confidente ti ripeto:
Totus tuus ego sum!
Sono tutto tuo!

E anche ognuno di loro
con me ti grida:
Totus tuus!
Totus tuus!
Amen.

Ai Giovani della Diocesi di Roma e del Lazio, 
in preparazione alla 
XVIII GMG, 
10 aprile 2003

All’interno dell’involucro i poliziotti hanno trovato una spilla in oro, una teca di ostie consacrate, un contenitore di olio santo e numerose monete di vario taglio, per un importo complessivo di 161 euro

Il Fatto Nisseno

Una teca di ostie consacrate, un contenitore di olio santo, una spilla in oro, monete di vario taglio, un bottino di 161 euro. Non sappiamo per quale motivo l’abbiano fatto: se per dispetto alla Chiesa Cattolica, se in virtù di un presunto e ipotetico risentimento anticlericale istigato dal passaggio del tempo e dal secolarismo o se per nessuna delle due ragioni. Ciò che è successo è che hanno profanato una Chiesa, il tutto per bottino di 161 euro che si finisce per bruciare in men che non si dica.


Dunque, quando capitano queste cose, il cuore dell’uomo, cristiano o meno, è diviso in due: la parte umana, scissa dallo Spirito Santo ed ego-orientata, guidata ovverosia dall’io umano, urla “odio”, “vendetta”, “rabbia”, “punizione” e vorrebbe vedere i due malfattori appesi al chiodo e gettati alla folla, in riparazione del peccato commesso. Secondo questa parte, squisitamente e puramente umana, la giustizia dovrebbe essere un atto di violenza fisica da infliggere ai due autori, così da render giustizia, proporzionale al danno commesso, e da insegnare la lezione.

Allontanando la prospettiva della nostra visuale dall’io umano e volgendola verso Dio, troviamo un Padre che è Misericordia ancor prima che Giustizia, che scruta il cuore e vede oltre la materia, potendo vedere il sentimento dentro il cuore, e che è predisposto fin da subito a concedere la Grazia della Misericordia al peccatore, qualora questo sia sinceramente pentito del peccato commesso, potendo così venire accolto tra le braccia di Colui che Ama. Qualora il peccatore non volesse pentirsi e passare dalla Misericordia, dovrà passare dalla Giustizia Divina: lì sarà «pianto e stridore di denti» (Matteo 13, 42).

Un atto di profanazione verso una Chiesa è un atto di ignoranza e l’ignoranza deriva dal vuoto interiore, da un assenza scientifica di principi e valori morali saldi. C’è qualcosa che non va alla radice del genere umano. È la conseguenza del secolarismo e della paganizzazione della società che viviamo in particolar modo dall’inizio del secolo scorso. È la conseguenza di ciò che si definisce “Crollo della famiglia”. Famiglia che è oggetto di distruzione da un secolo a questa parte, e dal cui crollo ne è conseguito il crollo dell’educazione genitoriale, che porta il bambino, solo e privo di punti di riferimento, a divenire un giovane sperduto e sbandato.

Un bambino privo delle difese paterne e materne, nella maggioranza dei casi e in genere, è un futuro adolescente perduto, buttato in pasto al mondo ad uso e consumo di ciò che passa tra le strade e i media. Grazie a un processo secolare, i giovani di oggi sono perduti nelle tenebre: ciò che è peccato, appare a loro come una variante della natura, come qualcosa di bello, utile, necessario, eccitante. Così facendo molti si immergono nelle tenebre con grosse difficoltà ad uscirne, finendo per perdersi tra le vie dell’iniquo.

Per questi giovani – come quelli di Sant’Agata – va chiaramente ribadito – onde di evitare il pericolo del buonismo – che si necessita che la giustizia civile faccia il suo dovere, che non lasci impuniti gesti simili; perchè Dio è sì Misericordia ma è anche Giustizia e perchè è vero che Dio vuole il peccatore pentito e salvo, ma desidera – richiede – che paghi anche e oltretutto il debito accumulato con la Giustizia. Al tempo stesso, parallelamente alla necessità della giustizia sociale, è necessario che i giovani si convertano e passino dalla Misericordia di Dio. La giustizia – quella civile – fa il suo corso, con la benedizione di Dio, mentre Dio, dalla sua, è pronto ad accogliere il peccatore con Misericordia e non a vederlo “buttato tra la folla”.

Dinanzi a casi analoghi, ci volano nell’emisfero della mente tutte quelle richieste che la Madonna fa da sempre verso i giovani, attraverso le mariofonie (apparizioni mariane). Di pregare per loro, di offrire sofferenze e digiuni per la conversione dei peccatori, di recitare il Rosario. La Madonna è preoccupata per i giovani perchè vede la fine che tutta la generazione giovanile sta facendo dinanzi a Dio, tra droga, lussuria, assenza di valori morali, inversione del senso del bello e del giusto, peccati e vuoto esistenziale. La Madonna disse “I giovani sono la mia più grande speranza”.

In alcuni dei messaggi di Medugorje, la Madonna parlava dei giovani.

Messaggio del 28 maggio 1983
Desidero che qui si formi un gruppo di preghiera composto da persone disposte a seguire Gesù senza riserve. Possono farvi parte tutti coloro che lo vogliono, ma io lo raccomando soprattutto ai giovani perché sono più liberi da impegni familiari e di lavoro. […]

Messaggio del 5 settembre 1988
[…] Voglio mettervi in guardia perché in questo tempo Satana vi tenta e vi cerca. A Satana è sufficiente un vostro piccolo vuoto interiore per poter operare dentro di voi. […] Che la vostra arma sia la preghiera! Con la preghiera del cuore vincerete Satana! Come mamma vi invito a pregare per i giovani di tutto il mondo.

Messaggio del 15 agosto 1988
Figli cari! Oggi ha inizio un nuovo anno: l’anno dei giovani. Voi sapete che la situazione dei giovani di oggi è assai critica. Perciò vi raccomando di pregare per i giovani e di dialogare con loro perché i giovani oggi non vanno più in chiesa e lasciano le chiese vuote. […]

Messaggio del 22 agosto 1988
Figli cari! Anche stasera vostra madre vi invita a pregare per i giovani di tutto il mondo. Pregate, figli miei! La preghiera è necessaria ai giovani di oggi. Vivete e portate i miei messaggi agli altri, in modo particolare cercate i giovani. Voglio inoltre raccomandare a tutti i miei sacerdoti di formare e organizzare dei gruppi di preghiera soprattutto tra i giovani, per raccoglierli, dare loro consigli e guidarli sulla strada del bene.

Quando vediamo un giovane sbandato, aldilà delle mere conseguenze civili necessarie o meno, bisognerebbe fin da subito predisporsi con la pedagogia di Dio: pregare per quel giovane; chiedere a Dio, per intercessione di Maria, che gli apra il cuore; metterlo sotto la propria ala, come faceva don Bosco. Indipendentemente da chi sia e da cosa faccia, dovremmo prendere seriamente la richiesta della Madonna di pregare il Rosario per i peccatori e per i giovani. La più grande sfida di oggi è far capire ad un adolescente, così come ad un 24enne, che Cristo esiste, e che dopo la morte ci attende un destino eterno, che sia il Paradiso o l’Inferno.

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