Pedofilia e abusi nel clero cattolico: quanti sono gli abusi sessuali conosciuti dal 1950 ad oggi?

C’è bisogno di fare chiarezza riguardo uno dei temi più delicati che ci siano: la pedofilia nel clero cattolico. La pedofilia è un crimine contro Dio, abominevole, che basta da solo a portare l’anima alla dannazione eterna qualora questa non si sia pentita dei suoi peccati. La pedofilia nel clero cattolico è un problema di portata secolare, è uno dei pilastri per eccellenza del mondo anticlericale, rientra nella “Crisi della Chiesa” auspicata dalle profezie ed è uno dei motivi per cui un gran numero di anime abbandona e ha abbandonato la Chiesa.

L’uomo necessita di ricevere un’informazione corretta e veritiera sul fenomeno storico della pedofilia nel clero. Ha bisogno di fondamenta, non di supposizioni generalizzate. Cinquant’anni di casi mediatici non hanno fatto altro che generare confusione, generalismo, pressappochismo informativo e verità distorte, nonostante il fine teorico sia quello di “informare”. Abbiamo bisogno di dati certi e attendibili sul numero di casi conosciuti per costruire un resoconto veritiero, capendone le proporzioni. Quel che si è creato è una certa CONFUSIONE.

Ma di quale confusione si parla?

  • CONFUSIONI GENERATE DAI MEDIA
    1. Confondere e rivendere il religioso indagato come il religioso condannato
    2. Confondere e rivendere il religioso accusato come il religioso condannato
    3. Confondere l’indagato (per presunto coinvolgimento, diretto o indiretto) con l’accusato (si ritiene che l’abbia compiuto, l’abuso) e il condannato (certezza della colpa commessa)
    4. Aver confuso e ridotto tutti i casi di abusi a pedofilia, scartando la mole di età differenti e la diversità demografica coinvolta, come se tutti gli abusi fossero avvenuti ai danni di bambini
    5. Non aver fatto voce sul numero di indagati poi scoperti innocenti e sul fenomeno delle false accuse
    6. Aver ingigantito i dati: numero di abusi, numero di pedofili, numero di vittime, elevando il tutto a “milioni”
    7. Aver venduto gli indagati e gli accusati per abusatori certi

Questa tematica, per conoscenza e percezione, è di seguito tra le più distorte che ci siano, oltre ad essere divenuta mero strumento di guadagno per i media, senza interesse alcuno per la problematica e la vittima di abuso. La Chiesa ha è detiene la responsabilità di quanto accaduto: altrettanto errata, però, è la formalizzazione di luoghi comuni e generalismi infondati associati alla Chiesa stessa.

C’è chi crede che i preti siano “tutti pedofili” o che “la maggioranza” del clero sia colpevole di pedofilia. C’è chi crede che ogni caso di abuso denunciato sia automaticamente pedofilia (bambini), escludendo a priori la vastità anagrafica delle vittime, così come c’è chi crede che ogni indagato (per presunto coinvolgimento) sia automaticamente un colpevole certo. I media non hanno diffuso informazione ma piuttosto costruito stereotipi e generalismi universali. Non hanno educato all’informazione ma diseducato alla realtà dei fatti: una realtà specifica dove non sono ammessi pressapochismi. La tematica dell’abuso è poi una risorsa certa per far si che il consumatore casuale della televisione, durante la navigazione, si soffermi su un canale piuttosto che su un altro. Avere un caso di pedofilia e abuso in genere è una risorsa catalizzatrice tra le principali e più sicure.

Oggi, quando si parla di “Pedofilia & Clero”, sopravvengono una serie di luoghi comuni profondamente radicati nella mente dell’individuo e nella cognizione popolare della massa da mortificare l’intelligenza umana. Vediamoli:

  • LUOGHI COMUNI
    1. I preti sono tutti pedofili
    2. Tutti i casi di pedofilia nel mondo avvengono quasi sempre nella Chiesa Cattolica
    3. Più del 50% del clero è pedofilo
    4. Se c’è un prete c’è un pedofilo
    5. Un prete ha 50 volte la possibilità di commettere pedofilia rispetto a chiunque altro (?)

“Pedofilia & clero” è un tema delicato ed in quanto tale va trattato con intelligenza e con la dovuta cura. La prima premessa è che bisogna separare l’abuso sessuale dalla pedofilia: tutti gli atti di pedofilia sono abusi sessuali ma non tutti gli abusi sessuali sono pedofilia. Alcuni, taluni o ‘molti’ degli abusi sono avvenuti ai danni di maggiorenni, vittime anch’essi.

Bisogna poi premettere che il numero di abusi accusati e denunciati non corrisponde necessariamente al numero di abusi realmente avvenuti: quelli accusati e denunciati sono quelli che si conoscono; ma vi sono e vi possono essere quelli che non sono ancora usciti allo scoperto e che non sono mai stati denunciati. Così il numero complessivo, pur lontano da un’eventuale ‘maggioranza’, potrebbe comunque essere maggiore. In ogni caso, è un’opinione personale, io credo che la maggior parte di quelli avvenuti negli ultimi 70 anni, sia venuto allo scoperto.

La realtà obiettiva, differente da quella interpretata, è diversa. Una cosa è la realtà; un’altra è l’interpretazione della suddetta realtà, materiale e sensibile. Quest’oggi, per questo argomento specifico, mi atterrò solamente a dati 100% comprovati.

  • DOMANDE
    1. Quanti sono gli abusi sessuali conosciuti e accusati?
    2. Quanti sacerdoti e religiosi si sono macchiati di questo gravissimo peccato?
    3. Quanti sono i membri del clero che sono stati ridotti allo stato laicale?

Vediamo i dati che il Vaticano ha rivelato al 52° Comitato Onu contro la tortura 1. Secondo questo report, dal 2004 al 2013, 884 presbiteri sono stati ridotti allo stato laicale. Misure disciplinari ecclesiastiche sono state prese nei confronti di 2.572 sacerdoti. In totale abbiamo 3.456 sacerdoti coinvolti in nove anni per ragioni affini alla pedofilia e agli abusi sessuali in genere.

1. Da avvenire.it, 05.05.2014.

Il numero di presbiteri presenti nel mondo, era di 407.262 1 sacerdoti al 2006, saliti a 414.313 al 2012 2 e a 415.348 3 nel 2013. Di seguito, il numero di sacerdoti ridotti allo stato ecclesiale, in rapporto al numero complessivo di presbiteri presenti nel mondo nella finestra temporale coinvolta, è pari o minore allo 0,7%. Questo non deve portare ad una minimizzazione della problematica ne si deve pensare che si stia minimizzando la gravità del fenomeno, come se pochi non contassero o come se pochi ne riducessero l’importanza.

1. Da clerus.org, 2008, statistiche aggiornate al 2006.
2. Da Frequently Requested Church Statistics, su cara.georgetown.edu, Washington, DC, Center for Applied Research in the Apostolate.
3. Da avvenire.it, 16 aprile 2015.

No, con questo rapporto si vuole solo far capire, e sottolineare con dati comprovati alla mano, che non sono “tutti pedofili” e che un conto è il dato specifico (obiettivo), un conto è credere che lo siano tutti (interpretativo). La gravità persiste e non viene di certo annullata perchè la % è inferiore al 4%. Tuttavia va comunque detto che siamo distanti da quella famosa massima “sono tutti pedofili”. Così si riconosce l’entità del problema riconosciuto e si diminuisce la percezione del problema da parte del popolo.

Vediamo cosa dice il promotore di giustizia del Vaticano, Charles J. Scicluna 1: «in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa 3000 casi di sacerdoti diocesani e religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta anni. Possiamo dire che grosso modo nel 60% di questi casi si tratta più che altro di atti di efebofilia, cioè dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro 30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi – per carità! – ma bisogna riconoscere che il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere». 

1. Intervista di Gianni Cardinale a mons. Charles Scicluna sulla rigorosità della Chiesa nei casi di pedofilia, vatican.va.

Il Philip Jenkins, docente di Storia e religione all’Università della Pennsylvania, ha affermato: «Lo scandalo dei preti pedofili è stato ingigantito dai pregiudizi anticattolici. Il termine preti pedofili è discriminatorio. Gli abusi sessuali nella Chiesa cattolica non sono più frequenti che nelle altre chiese o tra gli insegnanti delle scuole. Inoltre, di rado si tratta di pedofilia, perché le vittime hanno raggiunto o superato la pubertà. Gli abusi sono orrendi, sono crimini da punire e stroncare, non da strumentalizzare».

Per ciò che concerne la generalizzazione applicata al clero cattolico, ha affermato Claudio Magris 1: «barbarico e stupido come sospettare in generale di stupro tutti i romeni. In tal modo, inoltre, si arreca ingiustizia a tutti quei religiosi – preti e suore – che, nelle più diverse e disperate zone del mondo e nelle più diverse e disperate situazioni di sofferenza e di miseria ma anche nelle parrocchie delle nostre città, dedicano più di ogni altro la loro vita a difendere i dannati della terra».

1. Claudio Magris, da “Il furore ingiusto contro la Chiesa”, pubblicato su Il Corriere della Sera, 06.05.2010. Fonte.

Dal 1950 al 2002, i sacerdoti accusati di relazione sessuale con i minorenni in USA sono stati 4.392 1, su oltre 109.000 presbiteri nominati, vissuti e defunti nel corso del ‘mezzo secolo’ americano, pari al 4% circa del totale. I sacerdoti accusati di pedofilia ‘pura’, ovverosia con bambini in fase di pubertà, sono 958 in 52 anni 2. I sacerdoti che sono stati accusati di relazione sessuale con minori aventi superato la pubertà sono pari al pari al 78,2% dei casi, ed anche questa è una forma di pedofilia.

1 + 2. Da documentazione.info, Massimo Introvigne, 2007.

Qui sotto ci viene in aiuto un grafico statistico ove viene specificato l’anno di nascita e l’anno di ordinazione dei prelati coinvolti in casi di abusi. Si noti il calo globale, segno che sono diminuiti gli abusi accusati e che il trend sia migliorato, negli ultimi vent’anni. Si noti come la maggior parte dei presbiteri coinvolti siano del secolo scorso: anche questa è una constatazione e non una minimizzazione.

Qui sotto abbiamo invece il grafico statistico del numero di accuse di abusi sessuali pervenute nella Chiesa Cattolica USA dal 1954 al 2017. Il report non specifica se si tratti solo di sacerdoti o di religiosi in generale; dunque si presume che siano tutti gli abusi riconosciuti nel loro complesso, indipendentemente se attuati da un sacerdote o da un religioso non sacerdotale. I casi sono dunque 8.206 dal 1954 al 2017.

Cerchiamo di capire il numero complessivo di abusi riconosciuti che sarebbero stati compiuti da sacerdoti e religiosi, il numero complessivo di accuse di abusi nella Chiesa USA e i ridotti allo stato laicale in un determinato lasso di tempo riconosciuto.

Accuse di abusi sessuali nella Chiesa Cattolica USA dal 1954 al 2017 (Report del Grand Jury)

8.206

Sacerdoti ridotti allo stato laicale dal 2004 al 2013 + Misure disciplinari intraprese

884 | 2.572

Sacerdoti accusati di abusi sessuali sui minori in USA dal 1950 al 2002

4.392

Qualora qualcuno accusasse eventuali incompletezze statistiche o storiche, o che questo o quest’altro dato risulterebbe incompleto, me ne prendo la responsabilità: non sono riuscito a trovare dati più completi e aggiornati di quelli trovati. Evitate l’atteggiamento da “coloro che ne sanno di più”: questi sono i documenti reperibili naturalmente.

Ciò detto, si può dunque affermare che:

  • CONSTATAZIONI
    1. Vi sono stati un gran numero di abusi sessuali, atti di pedofilia e atti sessuali con minori in genere, avvenuti in seno alla Chiesa Cattolica e commessi da sacerdoti e religiosi
    2. Nonostante il numero complessivo di abusi, il numero di casi non riguarda “la maggior parte del clero esistente” come si vorrebbe far credere
    3. Molti religiosi si sono macchiati di questo peccato; “molti” non implica “tutti”
    4. Il numero di sacerdoti accusati e di abusi rinvenuti in USA dal 1954 al 2017 è del 4% rispetto al clero statunitense
    5. Non tutti i sacerdoti sono chiaramente pedofili
    6. Non tutti i religiosi sono chiaramente pedofili
    7. La situazione è migliorata negli ultimi 20 anni
    8. Grandissima parte degli abusi attuati, segnalati e denunciati risale al secolo scorso

Invito liberamente a pregare: (a) per le vittime di pedofilia, affinchè non si perdano e non vadano contro Dio per i peccati commessi dai suoi pastori; (b) per i sacerdoti che si sono macchiati di questo peccato, affinchè si pentano e si ravvedano; (c) per l’apertura del cuore dei peccatori, per i fedeli e per i pastori.

La pedofilia è un peccato gravissimo, un crimine in abominio a Dio. In quanto tale va combattuto: con la preghiera, continua e incessante; con l’attenta analisi e il discernimento rigoroso, specifico e totale nei confronti di chi deve arrivare all’Ordine Sacro (i seminaristi); con l’attenzione totale nei confronti della creatura, affinchè si capisca se abbia o meno problemi PRIMA di venire consacrato durante il cammino in convento e/o in seminario; con le azioni della Santa Sede e delle Diocesi di competenza, la tolleranza zero e l’intervento immediato dell’autorità, ecclesiastica e civile; con il divieto di mantenere il segreto e/o di rimanere “in omertà” qualora si sappia di un abuso.

I casi ci sono e di per se hanno macchiato la Chiesa dinanzi al mondo intero. Gli uomini di Chiesa hanno commesso le loro colpe e devono prendersi le loro responsabilità. Al tempo stesso non si deve nemmeno generalizzare facendo di tutta l’erba un fascio, mettendo in mezzo migliaia di anime che non hanno colpe e utilizzando questo argomento come strumento di vendetta distruttiva. La nostra lotta non è “contro la Chiesa”, ma contro uno dei mali del mondo: la pedofilia.

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