Né allo stato né ai media frega realmente di Willy. Per il sistema è soltanto un’altra informazione ad alto profitto vendibile sul mercato

C’è qualcosa che non va alla radice del giornalismo italiano. Reputo il giornalismo italiano spazzatura, un sistema programmato e corrotto alla radice e nella sostanza, divenuto oramai tutto ciò che non dovrebbe mai essere. Lo dicevo ieri, lo ripeto oggi, ed ogni giorno che passa, il sistema mi conferma quello in cui credo, grazie alla ripetizione ciclica delle problematiche innumerevoli divenute parte integrante di qualsiasi prodotto giornalistico.

Nel 2018, ad esempio, toccammo il fondo con i servizi clickbait su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, in un impasto di “giornalismo” spazzatura all’ennesima potenza, di un’ignoranza e di un’incompetenza mortificante. Ecco gran parte degli addetti ai lavori buttati come belve feroci al tavolo, pronti mangiarci per avere la visualizzazione, fine unico di ogni servizio giornalistico del giorno d’oggi, senza informazioni reali, senza basi e fondamenta attendibili e senza il minimo rispetto di chi non c’è più (inutile girarci attorno, Emanuela e Mirella non ci sono più e basta).

Guardare canali di prima televisione significa imbastardire il proprio cervello, uno spazio contenitore virtuale, con informazioni spazzatura, dati ignobili che degradano l’intelligenza umana. Ad un aumento di usufruzione della televisione, dei media e dei giornali, corrisponde una diminuzione dell’intelligenza umana, una cretinizzazione – passatemi il neologismo – dell’italiano.

Ogni cosa che accade nel mondo è una potentissima risorsa per la vendita nonchè uno strumento concreto di guadagno: i morti sono strumenti per aumentare lo share, gli omicidi, gli stupri e i massacri sono necessari per far si che l’italiano medio, il consumatore lobotomizzato da salotto, si fermi in QUEL canale piuttosto che altrove. Le informazioni devono contenere sangue, morti, distruzione, omicidi e vocaboli quali “omicidio” “massacrato” “distruzione” “picchiato a morte” “stuprata” Et Similia: senza questi termini, la vendita dell’informazione si riduce.

A chi, realmente e sinceramente, è dispiaciuto per Willy?
Quale “addetto ai lavori” ha provato un
sentimento per quanto accaduto, prima di scrivere su di lui?

Quanti, invece, hanno visto in questo omicidio l’ennesima news/risorsa/fonte per generare visualizzazioni, aumentare il traffico digitale, guadagnare (monetizzazione online, ne avete sentito parlare?) e far proprio il trend di ricerca mediatico n. 1 su google?

Chi ha pensato “Willy, la persona, l’adolescente” e non “Willy, il trend del giorno”?

Ecco chi sono realmente questi “addetti ai lavori”. Si valuta il giornalista dal prodotto giornalistico e si può avere idea di quale sistema sia quello italiano dal prodotto e dal servizio offerto nel quotidiano. Ecco i “giornalisti”, le testate, le riviste patinate, i siti, i portali, i blog e i canali youtube pronti ad avere la prima su Willy, a mangiarsi la faccia a chi scrive di più su di lui, a utilizzarlo per sfruttare il momento caldo del trend prima che sparisca e finisca in non so quale posizione. Per i SEO master, “scrivere subito” e colpire il ferro caldo al momento giusto è una delle regolino d’oro del mestiere.

I morti sono un trend ed una fonte di visualizzazione sicura e Willy è soltanto la nuova risorsa da monetizzare. I morti di discendenza straniera (= immigrati o figli di) sono una risorsa per la politica di sinistra; l’opposto sono uno strumento potenziale per la politica di destra. Si fa politica e si cerca di conquistare gli obiettivi del governo anche attraverso le situazioni sociali che accadono nel mondo (= sofferenza della gente).

Il team di Fanpage, più buono di Gesù, ha fatto 14 (QUATTORDICI), RIPETO QUATTORDICI VIDEO in tre giorni (72 ore).

QUATTORDICI VIDEO IN TRE GIORNI

Non dire nulla (sembra il titolo di una commedia romantica con Tom Hanks e Julia Roberts. Immaginatevi il trailer: Non dire nulla, dal 22 ottobre al cinema)
Non hanno ucciso Willy
La morte di Willy
Il Sogno di Willy
Giustizia per Willy
Non abbiamo toccato Willy
L’omicidio di Willy
Come è morto Will (notare il remake all’ultimo posto)

Sembrano i film del cinema americano con sequel annessi: Se scappi ti cancello, a proposito di te, Batman 1, Batman il Ritorno, Batman il Risveglio, Halloween 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 etc…

Manca solo:

Willy la Vendetta
Willy il Ritorno
Willy la Rinascita
Willy: The Remake

Siete consapevoli che questo è il “giornalismo” di sinistra? Avete idea di come ci mangino sulle notizie di morte, di scomparsa, di dolore, di violenza? Di come Willy sia solo un trend da sfruttare per generare visualizzazioni producendo più video possibili?

In realtà di casi analoghi ne succedono a milioni nel mondo. Solo che Willy ha tutte le caratteristiche per un prodotto vincente:

Ha la pelle scura
Gli assassini sono bianchi
Erano quattro contro uno

Per i «giornalisti» del sistema sinistroide e libertino è un prodotto vincente: ha tutte le caratteristiche in regola. Il nemico da inventare? Qualcuno su cui addossare la colpa? La destra, ovvio. Aggiungeteci Salvini, “istigatore d’odio”, giusto? Poi un po’ di “fascio cattolici” e siamo apposto. Magari un infarinata di “i bianchi” e poi di nuovo il ritornello dell’estate: black lives matter. E l’articolone del giornalista (che si vanta di avere laurea + master…) è pronto per compiacere la massa.

Giusto per dirvelo, secondo i dati del Ministero dell’Interno, la Lombardia è la regione dove si sono registrati il maggior numero di delitti (atti illeciti, dolosi o colposi) commessi con 8.541 reati totali attuati nel periodo 1° marzo – 22 marzo 2020. 8K casi in una sola regione: a chi importa? Si è sentito qualcosa? Nel 2019 si sono commessi 368 omicidi: chi di questi abbiamo conosciuto? Nel 2018 sono stati compiuti 345 omicidi: 345 anime morte. Chi di questi è salito agli altari della cronaca? Uno, forse due, forse tre. Quelli più ‘succosi’ per fare views sono senz’altro stati considerati. Gli altri, no.

Il protocollo “politicamente corretto” vorrebbe il solito testo farsa dove si dice che Willy era un eroe, è in Cielo ed era un campione. In realtà nessuno di noi sa chi fosse, solo familiari ed amici potrebbero parlare “per davvero”. Willy era un ragazzo come noi. Come scrittore e blogger potrei buttarmi nel mezzo al carro e alla massa e fare il verso della pecora che emula il suono del gregge per non uscirne fuori. No, non lo faccio.

Io, umanamente, provo un sentimento di dispiacere. Ma è un sentimento limitato in natura: non posso dispiacermi più di quello che riesco. Non lo conosco! Mi dispiace Willy. Io spero che Gesù ti abbia in Cielo. Non posso canonizzare le anime: nessuno di noi conosce il destino dell’anima, tranne Dio. La Chiesa conosce anch’essa il destino di una particolare anima quando completa il ‘processo canonico’. Lì, al termine, si ha certezza su una particolare anima.

Spero almeno che l’A.S. Roma, che nel 2027 farà il centenario, abbia fatto il commiato non per obbedienza al politicamente corretto, così da evitare ‘la gogna’ e far vedere che è buona, ma di cuore. E pur vero che, tra meno di due mesi, di Willy non si sentirà più parlare.

Ciao Willy, una preghierina per te.

L’eterno riposo dona a loro, o Signore, 
  e splenda ad essi la luce perpetua.
 Riposino in pace.
  Amen.

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