“Piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza”: Denunciato l’onorevole Zan da parte dell’associazione Pro Vita & Famiglia

Alessandro Zan, personaggio politico autore del Ddl omonimo, è stato denunciato dall’associazione Pro Vita & Famiglia.

«ABBIAMO SPORTO DENUNCIA CONTRO L’ONOREVOLE ZAN»

“Abbiamo sporto una denuncia-querela contro l’Onorevole Alessandro Zan per aver pronunciato le seguenti frasi il 19.07.2020 a Verona: “Piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza” riferite alle nostre pacifiche manifestazioni. Riguardo il nostro dissenso verso il Pdl omotransfobia ha ancora dichiarato: “Vogliono dire che limita la libertà di pensiero semplicemente per continuare ad odiare, a discriminare, ad essere omofobi nei confronti di persone che oggi hanno meno diritti degli altri e dunque è ancora più vigliacco nascondersi dietro ad un principio di libertà di espressione”. Offendere l’onore e il decoro delle persone è inaccettabile e calunniare tante famiglie e persone ci preoccupa” hanno spiegato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus in merito alla decisione di procedere per via legali contro il parlamentare. 

Leggi il comunicato del 03/08/2020👇🏼
www.provitaefamiglia.it/blog/cs-zan

“Tra l’altro, se di mistificazioni si vuole parlare, che Zan si informi sugli abusi che le donne subiscono da transgender maschi nei Paesi dove simili leggi sono passate: nei bagni, negli spogliatoi, nelle carceri e nelle competizioni sportive. E non solo, neanche la clausola a tutela della libertà di espressione può tranquillizzare, basta informarsi: nel Regno Unito esiste, ed è molto più chiara di quella proposta in Italia, ma non ha evitato i problemi che denunciamo. Infatti non ha impedito l’arresto di numerosi “presunti colpevoli di omotransfobia”” hanno concluso Brandi e Coghe.

“Intanto, caro Zan, sappi che quelle che chiami le ‘Piazze dell’odio’ contro il tuo Pdl sono arrivate a 110 in tutta Italia, superando la quota di 100 che ci eravamo prefissati. Il tutto nel silenzio dei mass media che ignorano le decine di migliaia di persone indignate che si stanno mobilitando contro questa pericolosa deriva liberticida e incostituzionale. Ma le famiglie italiane non la vogliono, sono contrarie e non molleranno fino a quando la ragione e il buonsenso torneranno in Parlamento” ha concluso la nota di PV&F.

VEDIAMO ASSIEME
LE FRASI ESPRESSE
DALL’ONOREVOLE ZAN

“Piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza”

“Vogliono dire che limita la libertà di pensiero semplicemente per continuare ad odiare, a discriminare, ad essere omofobi nei confronti di persone che oggi hanno meno diritti degli altri e dunque è ancora più vigliacco nascondersi dietro ad un principio di libertà di espressione”

Alessandro Zan, 19.07.2020

SOTTOPONIAMOLE
AD UN PROCESSO
DI DESTRUTTURAZIONE
LOGICO-ANALITICA

(I) “Piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza”

  • “dell’odio”: per esserci odio bisogna manifestare odio. Se ti odio lo manifesto, con parole, atti, atteggiamenti. In mancanza di parole, atti e atteggiamenti riconducibili all’odio, non si può parlare di odio. Se il contenuto proprio dell’odio è assente, l’odio è precluso. Il contenuto-oggetto della manifestazione è ed è stato rimanere in piedi, con un bavaglio alla bocca ed un cartello in mano, in silenzio e senza protestare. Pacifismo passivo totale. Se dinanzi un tale contenuto, pubblico e manifesto, si usa il vocabolo “odio”, vuol dire che non si ha idea di cosa l’odio realmente sia. Mettersi in piazza, con un bavaglio ed un cartello, nel silenzio totale e nella più totale assenza di reazioni comportamentali, è odio? O forse è protesta pacifica?
  • “dell’esclusione”: gli omosessuali non erano e non sono esclusi dalla manifestazione in piazza in quanto gli autori della manifestazione non hanno esplicitato l’esclusione dell’omosessuale nel caso in cui quest’ultimo avesse voluto partecipare. L’utilizzo del termine ‘esclusione’ è un’interpretazione personale. Vi sono, oltretutto, persone che sono CON i manifestanti e CONTRO il Ddl Zan che sono pure gay!
  • “della violenza”: violenza? Conosciamo le parole che diciamo? Prendiamo l’etimologia e la semantica del vocabolo “violenza”. Vediamo cosa dice il vocabolario.
    • Violenza, sostantivo femminile.
    • 1. Forza impetuosa e incontrollata.
    • 2. Azione volontaria, esercitata da un soggetto su un altro, in modo da determinarlo ad agire contro la sua volontà. (per ulteriori chiarimenti, vi ho postato la foto)

(II) “Vogliono dire che limita la libertà di pensiero semplicemente per continuare ad odiare, a discriminare, ad essere omofobi”

  • “[…] per continuare ad odiare […]”: No, vogliono dire che limita la libertà di pensiero perchè vogliono continuare ad esprimere la libertà di pensiero.
  • “a discriminare”: dissentire, non essere d’accordo, è discriminare? Se sono d’accordo con la legge sono in linea e se non sono d’accordo con la legge discrimino coloro che sono d’accordo? Quindi coloro che sono d’accordo con la legge discriminano coloro che non sono d’accordo? E se, essere in disaccordo, significa discriminare, significa che devo per forza aderire a quello che dice una legge, un’ideologia, un’idea, un pensiero? In questo caso, sarebbe dittatura totalitaria e assenza di libertà di pensiero.
  • “ad essere omofobi”: giudizi e aggettivi qualificativi analoghi, applicati ai partecipanti, sono passabili di querela.

(III) “nei confronti di persone che oggi hanno meno diritti degli altri”

  • “nei confronti di persone”: pillola vittimista.
  • “hanno meno diritti degli altri”: Mancano conoscenze storico-giuridiche. Mancano le basi del panorama odierno, storico, politico, socio-culturale e giuridico. Chi è oggi omosessuale e appartiene alla comunità LGBTQ non ha meno diritti degli altri. Oggi, gli omosessuali godono degli stessi diritti di chiunque altro. Affermare il contrario significa aver perso 10 anni di Europa. Se poi in Algeria l’omosessualità è ancora un reato, è un altro discorso. In Europa, la condizione giuridica è paritaria.

Concluso questo piccolo processo educativo e culturale, etimologico e semantico, mi viene da chiedermi: davvero le manifestazioni “RESTIAMO LIBERI” sono state “dell’odio, dell’esclusione e della violenza”? Davvero è possibile associare manifestazioni analoghe ai concetti di “odio” e “violenza”?

Vi lascio con due foto della manifestazione.

A sinistra: quattro persone imbavagliate con un manifesto in mano con sopra scritta una frase 100% pacifica.

A destra: una decina di persone imbavagliate con un manifesto con sopra scritta una frase 100% pacifica. La maggioranza sono uomini e donne di 50 anni.

“Violenza”?
“Odio”?

A voi farvi un’idea vostra.

2 pensieri su ““Piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza”: Denunciato l’onorevole Zan da parte dell’associazione Pro Vita & Famiglia

  1. Se ogni volta che, magari con una certa leggerezza, qualcuno taccia una Sentinella, un cattolico o – in generale – un non-allineato di omofobia, lo si denunciasse per diffamazione; forse si riuscirebbe non dico ad invertire ma a frenare il progetto di costoro di ridurre le persone comuni al silenzio minacciando azioni legali, concetto inserito nel ddl e per altro illecito, poiché pone un gruppo sociale specifico non alla pari di tutti gli altri, ma al di sopra.

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