Preghiere e offerte per una persona che sta morendo in questo momento

Facciamo una serie di preghiere ed offerte per un’anima che, in questo istante, in una qualsiasi parte del mondo, sta per morire, è prossima a lasciare il corpo e ad incontrarsi all’Eternità con Dio. Ricordiamo che chi muore in uno stato di grazia con Dio, si salva e ottiene la vita eterna con Cristo. Chi invece muore in peccato mortale, in uno stato continuato e perdurato contro Dio, si colloca da se tra i peccatori non pentiti e va all’Inferno. Giunti all’eternità, si sceglie ciò che si è compiuto sulla terra e si prosegue ciò che si è scelto fino al punto di morte: l’atto del trapasso è una naturale prosecuzione di quello che abbiamo fatto nella vita. Ognuno ottiene la destinazione che merita. Non tutti si salvano. Ci sono le anime che si salvano e le anime che si dannano.

Azione da fare n. א
Coroncina della Divina Misericordia

La Madonna, a Medugorje, disse “Pochi vanno dritti in Paradiso, la maggior parte va in Purgatorio, anche un gran numero di anime si danna e va all’Inferno”. Per un morente si deve pregare. La preghiera per eccellenza da fare per un moribondo è la Coroncina della Divina Misericordia.

Fu a suor Faustina Kowalska che la preghiera venne rivelata. Era il 13 settembre del 1935, quando la suora vide un angelo sul punto di eseguire un tremendo castigo sull’umanità. Fu a quel punto che la suora si sentì ispirata ad offrire «il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità» del suo dilettissimo Figlio «in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo». Conclusa la recita della preghiera, l’angelo si ritrovò impotente ed il castigo non ebbe mai luogo. Il 14 settembre, Gesù chiese a santa Faustina di recitare questa coroncina. Il Signore le rivelò quanto segue.

Scrivi che, quando questa Coroncina sarà recitata accanto a un morentemi collocherò io stesso fra quell’anima e il Padre mio, non come giusto giudice, ma come salvatore. La mia Misericordia infinita abbraccerà quell’anima in considerazione delle sofferenza della mia Passione.

Gesù a Santa Faustina Kowalska

La Coroncina della Divina Misericordia è così costituita.

  • Padre Nostro, Ave Maria, Credo

  • Poi, usando una comune corona del Rosario, sul grano del Padre Nostro bisogna dire:

    Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero

  • Sui grani dell’Ave Maria, bisogna dire:

    Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero (x10)

  • Ripetere nuovamente la preghiera “Eterno Padre…” sul grano del Padre Nostro più “Per la sua dolorosa Passione…” sui grani dell’Ave Maria fino a che non si raggiunge la quinta ed ultima decina. Una volta terminata, bisogna dire per 3 volte:

    Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero

  • Una volta conclusa, si può dire la seguente preghiera: 

    O Dio Clementissimo, Padre delle Divine Misericordie e Dio d’ogni consolazione, Tu non vuoi che alcuno perisca dei credenti che sperano in Te, volgi il tuo sguardo su di noi e moltiplica le tue Misericordie secondo la moltitudine delle tue commiserazioni, affinchè, anche nelle più grandi calamità di questa vita, mai ci abbandoniamo alla disperazione ma, sempre fiduciosi, ci sottomettiamo alla tua Volontà, che è la stessa tua Misericordia. Per Gesù Cristo nostro Signore.
    Amen

    Misericordia Divina confido in Te

Azione da fare n. ב
Digiuno a pane ed acqua

Per un moribondo si può offrire un sacrificio e nello specifico un digiuno a pane ed acqua. Sacrificio è un atto della volontà umana: far vedere che l’uomo ha buona volontà ed è capace di offrire un sacrificio personale per un bene maggiore. Sacrificio è anche ciò che a noi piace – e che non ci fa necessariamente bene – e che possiamo rinunciare per Dio, traendone un bene sia soggettivo, per noi stessi (l’eliminazione di un vizio che ci produce un vantaggio) sia obiettivo (l’ottenimento di una grazia per le anime). Va detto che il bene soggettivo è anche obiettivo (se ci avvantaggia e ci crea benessere può creare benessere e vantaggio anche per l’altrui persona) e il bene obiettivo è anche soggettivo (la grazia la otteniamo noi per primi).

Il sacrificio non è soltanto l’astinenza da cibo e la fruizione di solo pane e acqua. Può essere anche astinenza dalle sigaretta, rinuncia ai videogiochi, rinuncia alla televisione, rinuncia alle parolacce, astinenza dalla masturbazione e dalla pornografia e così via. Ognuno può scegliere da se il sacrificio da offrire. Il pane ed acqua è il sacrificio più gradito a Cristo. Ogni rinuncia è sacrificio ed ogni sacrificio, fatto in buona fede e con amore, è gradito a Dio. Per coloro che muoiono possiamo dunque offrire un sacrifico da offrire a Cristo, dando il nostro piccolo contributo alla salvezza dell’anima, in unione alle piaghe di Gesù, imitando il nostro salvatore nell’offerta della sofferenza.

Il digiuno a pane e acqua allontana i demoni dell’impurità, aiuta nella lotta al vizio della lussuria e offre a Dio un atto di volontà tra i più duri, tale da garantire una grazia proporzionale.

Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Matteo 6:17-18

Certa specie di demoni si scaccia solo con la preghiera e col digiuno

Matteo 17,21

Per il digiuno a pane ed acqua basta comprare il pane dal fornaio. Tuttavia, per chi è stato a Medugorje, sa quanto il pane fatto lì sia di una bontà peculiare. Per fare il pane del digiuno come quello fatto a Medugorje, si può dunque adoperare la ricetta pubblicata da suor Emmanuel. In caso contrario, si può usufruire di una qualunque ricetta di produzione del pane fatto in casa.

Vediamo la composizione della ricetta.

  • 3/4 di litro d’acqua tiepida (370C circa)
  • un cucchiaio di caffè di lievito liofilizzato
  • un cucchiaio di zucchero
  • 2 cucchiai da ministra di olio
  • 1 cucchiaio da minestra di sale
  • una ciotola di fiocchi d’avena o di altri cereali

Per leggere la ricetta integrale, clicca qua.

Azione da fare n. ג
“Pregate, pregate, pregate”

Qualsiasi preghiera fatta con amore è accetta. Di preghiere per moribondi ve ne sono varie. In aggiunte a quelle ecclesiastiche, si possono fare preghiere spontanee dettate dal cuore.

O Dio, fa che quest'anima che sta morendo,
      possa ottenere la grazia del pentimento finale,
 e della sincera contrizione del peccato, 
 affinché possa scusarsi e accettarTi come suo salvatore, 
   e ottenere così la vita eterna. 

Questo è un esempio.

Vediamo una preghiera canonica di particolar bellezza.

Ti raccomando, fratello carissimo,
a Dio onnipotente:
ti affido a lui come a sua creatura,
perché tu possa tornare al tuo creatore,
che ti ha formato dalla polvere della terra.
Quando lascerai questa vita,
ti venga incontro la Vergine Maria
con gli angeli e i santi.

Venga a liberarti Cristo Signore,
che per te ha dato la sua vita;
venga a liberarti Cristo Signore,
che per te è morto sulla croce;
ti accolga in paradiso Cristo Signore,
Figlio del Dio vivo.

Egli, divino Pastore,
ti riconosca tra le pecorelle del suo gregge,
ti assolva tutti i tuoi peccati
e ti riceva tra gli eletti nel suo regno.

Mite e festoso ti appaia il volto di Cristo
e possa tu contemplarlo
per tutti i secoli in eterno.

Amen.

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