Santa Rita, vera donna, modello esemplare per ogni moglie, madre e suora

Santa Rita! Oggi è Santa Rita. Ho parlato di questa santa nel fu articolo che scrissi nel 2016. Ancor oggi io e santa Rita siamo in buoni rapporti: talvolta ci sentiamo, a volte la prego, quando la invoco la sento nel cuore… è una santa che non mi abbandona. C’è. Ed oggi è la sua festa, la memoria liturgica della santa. Festa che cade in un mese particolare e abbondante di ricchezze: maggio è infatti il mese della Madonna; è il mese dell’inizio delle apparizioni di Fatima; è anche il mese in cui fu beatificata e canonizzata santa Gemma Galgani. La mia Gemmuzza

Santa Rita
La sua storia in righe

(brevemente)

Santa Rita è un esempio di vera cristiana, vera fedele in Cristo, vera moglie, vera mamma e vera suora. “È”, non “era”, perchè è viva, in Paradiso, si può pregare e può intercedere per noi. Santa Rita ebbe dalla sua un cammino terrestre straordinario: visse sia la vocazione familiare che la vocazione religiosa. Fu e provò tutto, in accordo con la Volontà Divina: fu moglie, sposa e madre e poi sposa e consacrata di Cristo. Fino alla morte, avvenuta a 76 anni. Ecco brevemente la sua storia. Che oggi è nel mito della Chiesa Cattolica.

I. Mater et uxorem

Da sposa patì sofferenze in unione mistica con Cristo.
Soffrì le violenze del marito, di atteggiamento rude, squilibrato e
rissoso, capace di suscitare le antipatie dei locali,
e di violare parte dei comportamenti cristiani.
Dalla sua, ebbe tuttavia la tolleranza all’inclinazione religiosa della moglie.
La preghiera e il culto religioso in casa erano tollerati.
Di carattere turbato e incline alla violenza,
causò sofferenze massicce alla sua cara sposa.
Santa Rita reagì e si comportò secondo la Via della Croce,
prendendo per modello il Vangelo,
imitando l’Uomo del Dolore, Cristo, alla luce delle Scritture,
e attuando la Via ‘stretta’ di cui parla Gesù: soffrire e offrire.

Soffrì e offrì la sofferenza in unione con Cristo per la conversione del marito.
Patì e offrì, pregando nel silenzio affinché Dio aprisse il cuore di lui.
Ebbe da patire ogni giorno, negli anni da sposa, le violenze fisiche e morali.
Veniva picchiata, soffriva gli squilibri e i guai che il marito combinava,
e le sofferenze che ciò causavano ai bambini.
E lei cosa faceva?
Offriva le sofferenze a Cristo.
Pregava.
Digiunava.
Sperava.
Questa è la forza che solo Cristo può dare.
Questa è la vera forza dell’uomo.
Se avesse lasciato tutto, se si fosse divorziata,
se fosse fuggita dalla sofferenza,
se avesse seguito la via dell’io, avrebbe fallito,
rovinando il compimento del cammino cristiano, in imitazione a Cristo.
Ed invece rimase, accettando e portando la Croce, come fece Cristo.

Fu così che prese la sua Croce e seguì Cristo, fino al Calvario.
Insieme, fecero forza.
Pregò e offrì al tal punto in cui Dio aprì il cuore del marito.
Ed il marito ebbe una conversione radicale.
Cambiò del tutto e divenne un marito modello.
Dapprima burbero e violento, poi dolce e quieto.
Santa Rita offrì le sofferenze per la conversione del marito.
Vi rendete conto? Esistono donne analoghe al giorno d’oggi?
Il marito così si addolcì, si convertì, iniziò a pregare,
cambiò rotta e smise di commettere guai nell’area in cui viveva,
(siamo a Cascia).
Poi il marito fu ucciso e i figli decisero che si sarebbero vendicati.
Santa Rita offrì a Dio la vita dei figli prima che questi potessero commettere peccato.
Fu così che i figli si ammalarono e morirono,
salendo al Cielo, in Paradiso.
Gesù se li prese prima del peccato mortale: l’omicidio.
E santa Rita terminò la vita da sposa.

II. Sanctimonialis vitae

Da suora la sua vita fu un patire in unione continua con Cristo.
Fu una prosecuzione naturale del cammino da sposa.
Cristianesimo radicale: la nozione che l’uomo vive solo per Cristo.
Terminata la vita matrimoniale,
dopo 18 anni di matrimonio,
santa Rita si avviò così verso la via della consacrazione,
compiendo la suprema vocazione religiosa che aveva sentito a 13 anni.
Quella vocazione iniziale che aveva maturato durante l’adolescenza,
in gioventù, e che era determinata a compiere.
Non fosse stato per l’opposizione dei genitori,
santa Rita si sarebbe consacrata già diciottenne.
Fu così che la santa provò a farsi suora.
Venne rifiutata tre volte, fino a che tre santi,
Giovanni Battista, Agostino e Nicola da Tolentino (i suoi patroni),
non la fecero volare dallo scoglio fino a dentro il convento agostiniano,
a Cascia, dove vi rimase per 40 anni.
Fu un episodio miracoloso e sovrannaturale.
Ad oggi, è storia della Chiesa Cattolica e della tradizione popolare.

Entrata in convento si consacrò e visse in unione mistica con Cristo.
Fino alla fine.
Patì sofferenze e umiliazioni,
Osservò i digiuni del mercoledì e del venerdì,
offrì tutto ciò che passò, che visse, che ottenne,
visse in rigorosa disciplina religiosa,
secondo lo Statuto dell’Ordine delle monache agostiniane,
pregando e adorando ogni giorno della sua vita.
Ricevette la spina nella fronte nel 1432,
vivendo parte dei dolori della Passione,
in unione mistica con Cristo.
Ricevette così una partecipazione mistica ai dolori di Cristo.
In unione alla Passione di Cristo visse,
offrendo la sofferenza per la conversione dei peccatori.

E fu così che arrivò al trionfo, alla conquista finale del Paradiso.
La morte avvenne dove aver seguito la via della Croce,
offrendo le sofferenze in unione con Gesù
e offrendole per la salvezza delle anime.
Santa Rita morì nel 1457.
Ed alla morte,
le suore testimoniarono di aver sentito suonare le campane.
E fu così che santa Rita raggiunse il trionfo: la Vita Eterna.

The End

Si può dunque dire che:

I. Soffrì
II. Per mezzo di lei si ebbe la salvezza del marito e dei figli
III. Accettò la croce come Cristo
IV. Offrì la croce come Cristo, fino alla morte
V. Pregò tutta la vita
VI. Patì i dolori della Passione
VII. La sofferenza gli venne resa dolce dall’unione con Cristo
VIII. Si guadagnò la Vita Eterna

Questa è la via del Vangelo e dei santi.

E sei giunto fino a qua, fai pure le preghiere che seguono!

Preghiera a santa Rita

O’ Dio onnipotente ed eterno, che in Santa Rita
da Cascia ci hai dato un luminoso esempio
di unione a te nella preghiera
e di servizio e amore ai fratelli,
fa che superando per sua intercessione
il nostro egoismo e la pigrizia,
possiamo imitarla per sperimentare nella prova
il tuo amore misericordioso
e la sua fraterna protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio,
che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello
Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Padre, Ave, Gloria

Preghiera per una grazia

O’ Dio, bontà infinita e ricco di misericordia con quanti ti invocano,
a te mi presento nella gioia di poter essere qui quest’oggi.
Con piena riconoscenza ti esprimo i più vivi ringraziamenti
Ti prego di accogliere la mia preghiera.
Ti invoco con insistenza nella mia difficoltà,
interponendo l’intercessione di S. Rita ancella di pace e di perdono:
per i suoi meriti ascoltami ed esaudiscimi.
Sii benedetto per sempre: Donami pace e sicurezza.

Cara santa Rita, stai a me vicina nel momento del dolore,
ti riconfermo la mia devozione e confido nella tua protezione.
Prega per la piena conversione del mio cuore
perché io possa piacergli sempre con una vita più fervorosa.
Tu sei gradita a Dio e ottieni quanto chiedi per i tuoi devoti:
per questo ripongo in te grande speranza.
Accompagnami, o’ Santa Rita, con la tua benedizione
perché io possa sempre lodare, benedire e ringraziare con te il Signore
per tutto il bene che mi doni. Amen.

Gloria

Preghiera di affidamento

Io, o’ dilettissima S. Rita, sento da tutti invocare il tuo bel nome.
Tutti fanno ricorso a te. Voglio essere anch’io nel numero dei tuoi devoti. Da questo giorno io ti eleggo per mia speciale Protettrice e Avvocata.
A te manifesterò i miei bisogni spirituali e temporali,
e tu, come affettuosa madre, ti presterai sollecita alle mie preghiere.
La grazia di Dio mi renda simile a te nell’ amore verso Gesù Crocifisso. impetrami d’imitare tutte le tue virtù: nel disprezzo del mondo,
dei suoi beni e piaceri fallaci, nell’amore a Dio e al prossimo.
Ottienimi l’obbedienza, la castità, 1’umiltà, lo spirito di pazienza e rassegnazione alla divina volontà. Ti siano anche a cuore i miei bisogni temporali. Fa’ che Dio mi dia quanto è necessario al conseguimento del mio ultimo fine; e, se è di piacere all’Altissimo, impetrami tutti quei beni che possono essermi utili e necessari.

Padre, Ave, Gloria

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