Ricordando don Piero Bettinzoli: le testimonianze di un piccolo gruppo di amici

Don Piero Bettinzoli è volato al Cielo il 26 marzo all’età di 95 anni. Appena successo, ho avuto l’idea di raccogliere le testimonianze di un mio gruppo di amici e conoscenti, me compreso, e di creare così un piccolo omaggio al caro sacerdote di Chiari. Ho voluto metter su un tributo per conservare un ricordo di lui, un ricordo che possa venire conosciuto, letto e condiviso e che perduri nel mondo. Lo abbiamo conosciuto e così lo ricordiamo.

Se mi fossi messo in testa di raccogliere tutte le testimonianze possibili ed esistenti, come una sorta di reportage giornalistico, al di fuori delle persone che conosco e che han deciso di collaborare a questo piccolo progetto, avreste visto questo articolo intorno al 2032. Ho raccolto solo quelle “nostre”, del mio gruppo di amici sparso tra le varie regioni italiane. Tra le varie, come detto, troverete anche la mia (che avevo già pubblicato in un articolo a parte), che ho qui posto per ultimo.

Dato che ci sono, vi invito a spedirmi le vostre esperienze avute con il sacerdote bresciano, qualora ne abbiate avuta una: nel caso, scrivetemi pure tramite il modulo “Contatti”, che le aggiungo volentieri o ne traggo una seconda puntata!

Tutte le testimonianze con
nomi, età e luoghi
sono pubblicate con permesso


  • Testimonianza di Simone F., 33 anni, Genova.

La prima cosa che mi colpisce dell’incontro avvenuto con don Piero Bettinzoli è stata la sua provvidenzialita. Mi recai infatti da lui con alcuni amici in quello che fu l’ultimo giorno per noi disponibile prima del blocco dei trasporti causato dal coronavirus, dato che noi venivamo da Genova. L’incontro fu semplice e cordiale e anche la confessione fu insieme normale e insieme speciale. Mi colpì la sua dolcezza ma anche la sua chiarezza e convinzione. Mi fece immensamente piacere ricevere un immagine copia di un dipinto da lui eseguito della Madonna, la Madonna della Speranza, che ora conserverò gelosamente come ricordo di lui e di quell’incontro. Mi dispiace immensamente non poterlo più incontrare su questa terra ma resta la speranza di poterlo incontrare di nuovo in cielo dove lui sicuramente ci aspetta e intercede per noi. Dispiace davvero aver perso un uomo di Dio con un dono così grande e così utile per il popolo cristiano ma ringraziamo Dio per avercelo donato e per averlo potuto conoscere.

  • Testimonianza di Laura B., 27 anni, Bergamo.

Oggi voglio rendere omaggio ad un piccolo grande uomo.
Raccontandovi questa storia.
Era il 27 dicembre, 
faceva freddo ma questo non aveva impedito di prendere, partire e andarlo a conoscere personalmente.
Partiamo.
Andiamo.
Emozionata shakerato con tantissime sensazioni dentro la pancia.
Arriviamo lì, a questa Chiesa che profumava di Paradiso.
Non sapevamo se fosse sceso per confessare. 
Era anziano, affaticato, provato anche dai suoi anni. 
Ma i soldati di Dio non demordono, sono stati chiamati a questo. 
A dare la vita per le Anime fino all’ultimo respiro, fino all’ultima goccia.
Scende dal suo stanzino.
“ORA VI SISTEMO TUTTI”.
Non mancava mai il suo umorismo. 
Attendiamo e l’attesa aumentava la voglia di conoscerlo. 
Ma soprattutto di raccontarmi ad un sacerdote che mi avrebbe ascoltato.
Per davvero.
È il mio turno,
entro.
Non faccio in tempo a catturare il suo sguardo che le lacrime non fanno in tempo a resistere.
Un abbraccio che mi ricorderò per tutta la vita.
Una confessione che ricorderò per tutta la vita.
La confessione che ha curato le ferite di una vita.
Grazie don Piero.
Scontato e banale dirtelo.
Ma forse un semplice grazie è tutto ciò che riesco a dirti.
Sei volato a casa. 
Veglia per me e per tutte le persone che hai incontrato nel tuo fantastico viaggio chiamato VITA.
L’Amore ti ha preso con sè,
e oggi 26 marzo 2020,
il tuo nome è stato scritto nel Regno dei Cieli.

  • Testimonianza di Chiara B., 31 anni, Bergamo.

Scrivo questa mia esperienza personale, in ricordo di Don Piero Bettinzoli, sacerdote di Gesù e Uomo di Dio.
La prima, ed ahimè, unica volta che andai a Chiari per incontrare Don Piero fu un giorno di dicembre del 2019, freddo e soleggiato; con me venne anche la mia famiglia, per vivere questa forte esperienza spirituale insieme.
La chiesa, nella quale visse Don Piero, la trovai piccola e poco in luce rispetto alle molte altre chiese disseminate per la città, ma essa conteneva un GRANDE e SANTO uomo di Dio .. ripensandoci, credo che rispecchiasse appieno la sua anima, forse umile e piccola vista da fuori, ma grande dentro.
Dovetti aspettare un pò prima di confessarmi da lui, ma fu un’attesa piacevole, perché la chiesa era piena di quadri e raffigurazioni di Santi che ti fanno dimenticare a lunga attesa. 
Quando venne il mio turno, ero agitata e curiosa allo stesso tempo .. il suo ufficio fu piccolo e stipato di oggetti e quadri meravigliosi raffiguranti Gesù e Maria (seppi poi che li aveva fatti lui).. Don Piero mi abbracciò forte, in modo dolce, dandomi IL bacio da parte di Don Silvio Galli dal Cielo, che mi fece molto commuovere .. fu un uomo con occhi pieni d’amore per chiunque incontrasse, un amore quasi folle, che ti imbarazza perché non siamo abituati a così tanta dolcezza e tenerezza. 
Capii subito che era un uomo speciale, un soldato di Gesù, con occhi diversi dai nostri .. occhi che ti scrutano dentro e fanno affiorare ciò che vorresti sotterrare dentro di te per la vergogna; posso confermare senza ombra di dubbio che Don Piero ha compiuto per me e per la mia famiglia ciò che Dio aveva stabilito, facendolo anche per chiunque andasse da lui, senza stancarsi mai nonostante la sua età e debolezza fisica.
Ora è in Cielo, con Gesù e la Madonna, coloro che lo hanno sempre accompagnato nel suo cammino.. due santi fra i Santi di Dio .. mi mancherà, come a molti altri che ha aiutato, ma sono sicura che il suo lavoro continuerà anche dal Paradiso.
A presto Don Piero, grazie.
Chiara

  • Testimonianza di G., Catania.

Ho conosciuto Don Piero il 15 gennaio di quest’anno. Essendo anch’io un ex salesiano mi ha fatto molto piacere scambiare due parole con lui e nel contempo potermi confessare. Uomo mite e di grande spessore, con preclari doti umane e morali che ha vestito gli abiti talari con dignità e pieno senso di devozione verso gli uomini, la chiesa e Nostro Signore affrontando la sua missione con serenità e piena devozione così come ogni sacerdote dovrebbe fare. Nell’occasione, molto gradita, ci siamo scambiati, quasi fraternamente, alcune battute spiritose come i salesiani sanno ben fare; è una loro caratteristica. Ho ritrovato un vecchio amico che ormai non c’è più e quindi se da un lato mi dispiace per la dipartita di quest’uomo fragile ma nello stesso tempo forte e tenace, dall’altro mi sento fortunato per averlo incontrato e conosciuto, riportandomi indietro nel tempo non di poco. Tempi in cui, ragazzo spensierato, frequentavo l’istituto Salesiano di Catania. Grazie Don Piero per avermi fatto rivivere, anche se per poco, quei meravigliosi tempi dove tutto era più semplice e sicuramente c’era meno cattiveria. Che Dio ti abbia in gloria!

  • Testimonianza di Deborah, 29 anni, Como.

Ricorderò eternamente le parole che Don Piero utilizzò per me: “questa confessione te la ricorderai per sempre”. Aveva ragione, sembra impossibile che una persona possa avere il dono della lettura del cuore, eppure lui l’aveva. 
Andai da lui in cerca di consigli giusti per il mio cammino di fede. Mi ero già confessata due settimane prima, ma quello che non immaginavo era che la mia anima non era mai stata lavata per davvero nonostante le tante confessioni effettuate negli anni. Lui mi guardò e mi disse:”partiamo da tutti quei peccati che non hai mai confessato e che abbiamo bisogno di chiedere perdono”. Non fu una carrellata di sensi di colpa, dove avendo lui la verità in mano poteva colpire, anzi il suo modo dolce di comprendere perché fossi caduta nel peccato, mi rendeva felice, compresa e realmente ferma nel non voler più sbagliare. Tante volte cadiamo nel peccato non perché vogliamo realmente il male ma perché siamo lontani dalla luce. Custodisco tante parole nel cuore che mi ha regalato. E sono certa che fosse una persona che Dio amava molto per aver deciso di affidagli quei doni che possedeva e che utilizzava per riportare le anime a Dio. Grazie mio Dio per aver permesso di conoscere questo tuo ministro buono e fedele

  • Testimonianza di Dino, 48 anni, Genova.

Mi chiamo Dino, ho avuto la Grazia di conoscere Don Piero poco più di un mese dal suo ritorno alla casa del Padre. Ho avuto modo di confessarmi da lui in un momento molto difficile; Don Piero mi ha trasmesso una infinita dolcezza e soprattutto lo sentivo davvero vicino come non mai. Nonostante le sue difficoltà fisiche capiva perfettamente il mio dolore e la mia voglia di abbandono al Signore, non scorderò mai la tenerezza delle sue parole e il suo sguardo colmo di misericordia e amore. Lodo il Signore per avermi donato la Grazia di avere incontrato Don Piero, pur avendolo visto una sola volta non lo dimenticherò mai. Grazie Gesù e Maria.

  • Testimonianza di Antonella, Bergamo.

Bergamo, 7 aprile 2020

Nei giorni scorsi ho pensato spesso a Don Piero e mi chiedevo come potesse stare vista la situazione che ben tutti conosciamo. Poi è arrivata la notizia del suo ritorno alla Casa del Padre. Al mio iniziale dispiacere egoistico per non avere più l’opportunità di incontrarlo, è subentrato il pensiero che comunque avevo avuto l’onore di conoscerlo e potuto beneficiare del suo dono di confessare i peccati più reconditi.  Posso affermare con convinzione che il mio incontro con Don Piero è stata una Dio-incidenza in risposta ad un periodo di sconforto e smarrimento.
Era da tempo infatti che stavo approfondendo e cercando riscontri sul Messaggio di Dio Padre ad una suora mia conterranea, Madre Eugenia Elisabetta Ravasio, la cui vita ed esperienza soprannaturale (tra l’altro confermata dagli organi ecclesiastici preposti) è tanto sorprendente quanto sconosciuta, nonostante il Messaggio sia stato tradotto in tantissime lingue. Ad un certo punto, ho smesso di fare ricerche e di parlare del Messaggio di Dio Padre, fino ad una sera in cui mi ritrovai per la prima volta a casa di una mia conoscente, per la recita del Santo Rosario. Appena entrata nella sua casa, con mio grande stupore, notai su una parete un quadro che ritraeva Dio Padre simile alla descrizione fatta da Madre Eugenia nel Messaggio e mi fu detto che era un dono di Don Piero! Mi spiegarono anche che Don Piero, ultranovantenne, era stato stretto collaboratore di Don Silvio Galli e che, durante la confessione, elencava i peccati della persona davanti a lui.  Incuriosita ed euforica per questo segno, mi recai alla Curazia San Bernardino il 26 dicembre scorso e la prima persona che incontrai fu proprio Don Piero mentre si recava al suo confessionale. Si fermò di fianco a me e mi chiese se era andato tutto bene il giorno di Natale. In effetti avevo trascorso una giornata piacevolissima, senza nessun intoppo. Dopo la Santa Messa entrai nel confessionale. Mi raccontò del compito che Don Silvio Galli gli aveva affidato per confessare bene le persone e per questo, probabilmente, era ancora in vita, nonostante l’età e gli acciacchi. Poi mi elencò i peccati che avevo commesso e non confessato o confessato male, chiedendomi ogni volta conferma, sempre affermativa. Alla fine gli chiesi del quadro e se conosceva il Messaggio di Dio Padre. Mi confermò che, in effetti, aveva distribuito numerosi libretti con il Messaggio ma che nessuno, finora, aveva mai dato particolare riscontro e che io ero la prima che andava da lui per saperne di più. Era visibilmente commosso. Poi ha insistito per parlare con mia figlia perché voleva darle una benedizione speciale. Beatrice è uscita molto scossa e allo stesso tempo rinfrancata dal confessionale perché Don Piero le aveva dato delle indicazioni su come proseguire il suo cammino di conversione, citando dei particolari che solo lei sapeva! Ci chiese di ritornare, come credo facesse con chi si confessava da lui.
Ritornammo da Don Piero il 6 gennaio. Lo trovai più provato. Forse perché, mi era stato detto, durante il periodo natalizio erano aumentate notevolmente le persone che andavano da lui a confessarsi. Anche in questa occasione, durante la confessione, mi diede dei suggerimenti mirati dopo aver indagato su alcuni aspetti della mia vita personale. Questa volta non ci ripeté la frase di ritornare a trovarlo. Allora, terminata la confessione gli chiesi io per prima se ci saremmo rivisti e lui mi rispose con fare mesto “non lo so”…

Caro Don Piero, sei stato un grande dono nella mia vita di cui ringrazio Dio. So che ascolti le mie preghiere, anche perché mi hai detto che mi vuoi bene e mi hai spiegato che questa frase significa volere il bene di una persona affinché rimanga sulla giusta strada. Farò tesoro dei tuoi preziosi consigli per rimanerci!

  • Testimonianza mia, Arancino.

“Era” il 28 dicembre 2019. 
Ultimi giorni prima del “grande” 2020. 
Mi arriva un’email tramite il mio blog. 
A metà c’è il messaggio “Giovedì 26 sono stata con la mia famiglia a Chiari (BS) presso la Curazia S. Bernardino per assistere alla Santa Messa e per confessarmi da Don Piero. Forse l’hai già conosciuto o ne hai sentito parlare”. 
Non l’ho mai sentito nominare.
Mi viene raccontato che don Piero conosce i peccati commessi, anche quelli che non abbiamo confessato. È un dono mistico che possiede e che può esercitare. Chiedo altre informazioni! 

Il 29 dicembre mi arriva l’email con tutte le informazioni.
Il numero, l’indirizzo, gli orari, dove andare, come fare..
Mi salvo tutto e mi prometto di andarci. 
Faccio ricerche su internet: non spunta quasi nulla.
Beh, un giorno ci andrò e lo conoscerò!

È il 15 gennaio quando decido di andarci. 
Mi alzo al mattino, ci penso e ci rifletto.
Ho deciso: vado! 
Chiedo al sign. X – una creatura umana che convive con me – di accompagnarmi. 
Partiamo e ci fiondiamo in autostrada. 
Guardare fuori del finestrino è uno dei miei sport preferiti. 

Dopo due ore di perizie stradali, giungiamo a Chiari, 
nel comune in provincia di Brescia.
Per grazia di Dio non dovevamo andare a Pizzo Calabro.  
Lì (a Chiari) è dove don Piero ha operato per gran parte della sua vita.
Arriviamo nel parcheggio: è come su google maps
Le strutture e lo scenario sono i medesimi che avevo già osservato in 3D. 
Un attimo di ricerca e di perlustrazione e trovo subito la via verso don Piero. 

C’è una piccola porticina con sopra scritti gli orari.

Entro e gironzolo per il corridoio.
Chiedo ad una donna delle pulizie: “è qui don Piero?”
“Si, in fondo in quella porta. Devi bussare e poi entri”
Vado in fondo, busso ed entro. 
Mi si pone dinanzi un sacerdote molto anziano, 
ad occhio sulla novantina, seduto su una sieda. 
Noto lo sguardo verso me diretto.

Mi sento intimidito da quello che potrebbe dirmi.
Mi sento emozionato. Timori del terzo tipo subentrano nel mio cuore.
Ho paura. 
“Hai paura?” mi chiede. 
Ci ha preso.
Mi siedo ed inizia la Confessione.
Mi dice ad uno ad uno i peccati che ho fatto: me li descrive con dettagli.
È questo il dono che aveva: la conoscenza dei peccati, la lettura dei cuori.
Era un sacerdote dolce, non ti metteva timore, né ti faceva sentire giudicato per quanto commesso (non mi ha mai esposto un giudizio sulla persona), né ti diceva cosa avresti o non avresti dovuto fare o il perchè di un particolare peccato commesso.
Ad ogni peccato attuava una serie di riflessioni teologiche che mi hanno aiutato a scoprirecosa succede nel cuore di Cristo e cosa Gesù prova quando facciamo certe cose. 
Non mi dimenticherò mai quando mi disse “Vedi, quando non vai a Messa, e Gesù vede un posto vuoto, dice ‘Il mio amico Fabio non ha capito..’”.
Mi parlò poi di don Silvio Galli, sacerdote mistico oggi defunto, e di Padre Pio. 
Durante la Confessione, vidi alla mia sinistra, poggiato su una mensola, quel Don Bosco – Il santo che educò con l’amore, edito da Shalom, che già possiedo. 
“Ti regalo un libro che è il più bello della tua ricca collezione!”.
Ed infine mi regalò uno dei suoi disegni, che possiedo tutt’oggi.

Questa fu la prima volta. 
Una delle più belle confessioni che abbia mai vissuto.

La seconda ed ultima è accaduta il 24 febbraio, 
nuovamente a Chiari. 
Stavolta con i miei amici. 
Andammo al mattino, facendo anche la Santa Messa, 
prima del grande black-out nazionale da COVID-19. 
Fu l’ultima volta che lo vidi. 

Dolcissimo durante la Confessione, 
nel confessionale di lato alle panche. 
“Dio ti ha perdonato tutto: Tutto nuovo!”

Poi, io e i miei amici, 
dopo la Celebrazione Eucaristica, 
lo raggiungemmo nel suo piccolo studio. 
Lì ricevemmo delle preghiere, 
delle stampe delle sue opere mariane 
e ad una nostra amica regalò un libro. 

Un’ultima Benedizione.
“Vi benedica Dio Onnipotente, nel nome del Padre, Figlio e dello Spirito Santo”
Un ultimo saluto.
Uscimmo dallo studio e andammo in Chiesa.
Lo vidi l’ultima volta mentre camminava con il bastone, 
mentre passava dalla porta che conduce al corridoio della canonica. 
Lo guardai. 
“Arrivederci!”

Un mese dopo, 
il 26 marzo, 
don Piero è salito al Cielo.
Aveva 95 anni. 
Era nato l’8 ottobre del 1924. 
Bhe, sono contento di averlo conosciuto in tempo. 
Prima che Dio lo chiamasse a sé, 
così da non sopportare oltre le tenebre che avvinghiano il mondo. 
Lo porterò sempre nel ♥

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