Per gli omosessuali va bene se un uomo vuole diventare donna, gatto, cane o Terminator: non va bene se vuole tornare eterosessuale

Provate a dire: “Voglio diventare un T-101”.

“È la libertà dell’uomo: può fare ciò che vuole”. Vi accetteranno e magari otterrete anche consensi nell’ambiente tecno-scientifico, verrete usati come strumento promozionale per “i nuovi passi nell’evoluzione della tecnologia”, verrete elogiati per l’innovazione (?) e il coraggio (?) e diverrete i nuovi casi mediatici numeri 1… almeno per qualche giorno. Diverrete un trend con consensi internazionali e applausi teatrali di fantozziana memoria. E l’immancabile commento sotto il video di youtube:

“He’s free to do whatever he wants to do.. just shut up and let people live their life! PEACE!”

Provate invece a dire “Ero gay”.

Pronti alla guerra politica, ai media che alimenteranno l’odio, alle ‘mosse’ delle istituzioni pro-gay, ai fantastici responsi dei personaggi pubblici, agli articoli al fulmicotone? La verità è che si accetta che un uomo diventi e che sia gay ma si fatica ad accettare – correggo: non si accetta – che un uomo con inclinazione gay (ri)torni e voglia essere eterosessuale. Il paradosso della finta uguaglianza e della finta libertà paritaria.

Se è gay è la natura, se da gay diviene eterosessuale casca il mondo. O una parte di esso, in una parte di esso. Perché, se si viene a sapere, se si dice che “ero gay e oggi sono eterosessualeuna parte del mondo va in tilt.

“Ma come? Ma essere gay non era natura? Non ci nascevi? Come fai a ‘cambiare’ o ‘tornare’ se è la tua natura?”

Forse perchè non è la tua natura nativa? Forse perchè c’è stata una disinformazione programmata, che ha fatto credere che qualsiasi cosa sia l’uomo, lo sia per nascita e non per acquisizione? Siamo arrivati al punto in cui si dice “Pedofili si nasce…”, figuriamoci. Fra poco sarà natura pure se un uomo vorrà sposarsi con un bidet francese o se un soggetto adulto di 50 anni vorrà contrarre rapporti sessuali con un minore di 12 anni grazie alla normalizzazione della pedofilia. “È natura, ci nasci: anche quello è amore”. Ma vi ricordate cosa diceva Locke nel 1600 (4° superiore)?

Per forza che il mondo va in tilt: il mondo è stato diseducato su “Scienza e Omosessualità” (argomento di un’importanza assoluta) e grazie ad una potente campagna mediatica mirata, oggi l’umanità crede nell’esistenza di un elemento che non esiste in natura: il gene gay (paura eh?).

Come un tempo si credeva a Babbo Natale, a Nosferatu, a Thor e all’uomo falena, oggi si crede al mito del gene gay, sconfessato dalla natura, dalla scienza e dalla ricerca, in particolare da una serie di ricerche scientifiche – ergo, dalla scienza (non da “un gruppo di professori cattolici di parte”) – avvenute in questi anni e che han voluto dimostrare il contrario del ‘mito’ inventato dai media. È la legge della biologia, che si fonda su assoluti non relativizzabili.

Già, lo studio della natura (codice genetico e biologia) dimostra, a livello scientifico, che il gene gay non esiste e che non si nasce gay: si diventa. Alcune ricerche odierne compiute in ambito scientifico affermano questa verità così difficile da accettare al giorno d’oggi:

Il gene gay non esiste (1)
Il gene gay non esiste (2)
Il gene gay non esiste (3)
Il gene gay non esiste (4)
Il gene gay non esiste (5)
“Claudia non esiste, suo marito non esiste” (cit.)

Si può trovare materiale analogo in tutte le lingue del mondo. È possibile reperire le ricerche che ho integrato in lingua originale, cliccando nei link interni agli articoli. Ecco quindi che l’affermazione-verità “Ero gay” manda in tilt più di qualcuno.

Ma cosa succede, oggi (2020), se qualcuno dice “sono gay”? Nulla.

Cosa succede, oggi (2020), se qualcuno dice “non sono più gay: sono tornato eterosessuale”? Maronn’ Benedett’.

Cerchiamo ed analizziamo qualche piccola fonte storica su quello che è successo a persone che hanno espresso la loro condizione di “ex gay”.

Premessa: gli ex gay sono tantissimi. Anche solo una ricerca online può darvi un’idea statistica su questa realtà sommersa. Vengono, perlopiù, occultati e nascosti dai poteri mediatici forti. Ma esistono e sono tanti, tantissimi, in continua crescita. Ci sono e basta: inutile far finta di nulla. Inutile volerli oscurare. Basta farvi un giro nel Changed movement sorto in USA e non solo. E no, non esiste solo Luca di Tolve.

Ne vediamo qualcuno? Tipo…

“Luca di Tolve”
Uno dei più celebri è Luca di Tolve, italianissimo, ex gay, felicemente eterosessuale, felicemente sposato con una donna. “Background story” In breve: Luca di Tolve, gay convinto, è andato a Medugorje, è guarito dalle sue ferite ed è tornato eterosessuale. Poi lo ha detto al mondo. Ha scritto un libro: “Ero gay”. Apriti cielo.

Nel libro “Ero gay”, Luca afferma «L’Arcigay e le altre associazioni di categoria mi guardano come un rinnegato (…). Ho ricevuto minacce di morte» (2015 Edizioni Città Ideale, ©Luca Di Tolve, p. 120). Luca di Tolve partecipò al XXIII Meeting internazionale dei Giovani tenutosi dal 13 al 17 agosto 2014 a San Martino di Schio (VI) organizzato dal Movimento Mariano Regina della Pace.

Vittorino Bernardi, da Ilgazzettino del 19 agosto 2014, riporta una serie di fatti accaduti al Meeting 2014. Si legge: «Ha trovato contestazioni da parte di Arcigay Vicenza e il centro sociale Arcadia con il flash-mob “Schio contro l’omofobia. Boicottiamo Luca Di Tolve“. Un centinaio di persone armate di striscioni, cartelli e tamburi, controllate da una trentina di uomini delle forze dell’ordine, si sono poste a 200 metri dalla tensostruttura che ha ospitato l’incontro con l’intento di disturbare, senza riuscirci.» (ilgazzettino.it, 19.08.2014)

Dunque Luca di Tolve si presenta al Meeting dei Giovani per raccontare la sua storia. E quello che accade è:

  • Flash-mob di Schio contro “omofobia” (?)
  • Striscioni, cartelli e tamburi per una “protesta sociale” (?) [la fonte riporta ‘un centinaio’ di persone presenti: addirittura]
  • Contestazioni dell’Arcigay di Vicenza

Perché dire “ero gay” e raccontare di essere tornato eterosessuale è senza dubbio ‘omofobia’.

E se un uomo scrivesse il libro “Ero etero” e facesse la testimonianza “Da etero a gay: la mia storia” e poi il popolo etero parlasse di eterofobia, facesse una protesta sociale e mettesse in atto un flash-mob? Se. Ovviamente, in questo caso (“da etero a gay”) sarebbe tutto perfettamente normale. “Ma quello è l’amore, è la libertà…”. Il contrario, invece, è ‘omofobia’.

In un’intervista rilasciata a lafedequotidiana.it e pubblicata il 30 maggio 2016, Luca di Tolve afferma: “Il mio scopo è quello di evangelizzare e per questo  tante volte ricevo minacce , insulti e tentativi di aggressione” (lafedequotidiana.it, 30.05.2016, Bruno Volpe)

A ciò si aggiungono le reazioni del mondo gay imperante in Italia e nel mondo, articoli del <<giornalismo>> italiano, reazioni politiche delle istituzioni e quant’altro. Si cerchino, ad esempio, i comunicati contro Luca di Tolve del circolo “Pink” di Verona o quel che appare scritto in un qualsiasi sito pro-gay. Ce n’è a bizzeffe.

Accuse di “omofobia” volate a gratis e prive di qualsiasi fondamento naturale, logico e scientifico che hanno l’aria del bambino che dà del “cattivo” al compagno solo perchè non condivide la sua opinione.

“La penso diversamente”
“Sei cattivo!”
(3° elementare)

C’è da pregare, ma c’è anche da piangere.


Ci sarebbe dunque da chiedersi:

  1. Che problema hanno tutti quanti?
  2. Qual’è il problema se un uomo torna spontaneamente o vuole semplicemente divenire eterosessuale?

La volontà di “essere gay” è “volontà dell’uomo, indi sacra” e la volontà di “tornare eterosessuale” è da condannare? Un uomo che guarisce dalle sue ferite, esce dall’omosessualità e ritorna pienamente e totalmente eterosessuale, non ferisce nessuno, non crea fastidi per nessuno: la scelta è di se stesso e per se stesso. Non riguarda nessun altro se non lui da solo. L’unico problema sorge nel momento in cui qualcuno decide di crearlo.

NON È UN PROBLEMA TUO.

Ora ripeti: non è un problema mio (x10).

Per la cronaca, tra i vari ex omosessuali usciti allo scoperto nel mondo odierno si ricordano:

  • Joseph Sciambra
  • Kevin Whitt
  • Carmen Vaught
  • Joshua Perez-Rijos
  • Brooke Smith
  • Linda Seiler
  • Luca Groppoli
  • Kim Zember
  • Gabriel Pagan
  • Angel Colon
  • Caleb Boggan
  • Robin Goodspeed
  • Derek Paul
  • Jonathan Hacker
  • Lynette Dowell
  • Joshua Buchanan
  • Edward Byrd
  • Debbie Rarick
  • Shaneill Stolden-Davis
  • Abril Wright
  • Marcos Maia

Giusto per citarne alcuni e per dire che Luca di Tolve non è di certo un’eccezione.

Ovviamente, sono tutti omofobi.


Dunque, la situazione del panorama attuale al 2020 è questa:

  • Se un uomo diventa gay: tutt’appost
  • Se un uomo è bisex: tutt’appost
  • Se un uomo esce dall’omosessualità e torna eterosessuale: no, no, no, no (etc…)

Posso dunque fare tre osservazioni.

  1. Si badi che la prima condizione è supportata dal pensiero unico e dai media di massa.
  2. Si badi che la seconda condizione, che accorpa sia la naturale eterosessuale che l’inclinazione omosessuale, è tollerata: se c’è l’omosessualità, va bene.
  3. Si badi che la terza condizione, da gay a etero, non è generalmente tollerata.

Dunque c’è qualcosa che non va.

È una questione puramente ideologica: gli omosessuali non tollerano più qualsiasi cosa che possa anche solo lontanamente toccare la loro omosessualità. Non vogliono più sentirsi dire un qualcosa che contrasti anche solo lontanamente le ideologie da loro stessi stabilite. Dunque guai a dire “Ero gay” perchè si dimostra, a livello storico-scientifico, che l’omosessualità non è irreversibile e immutabile. Le convinzioni pro-gay dicono l’opposto e quindi una testimonianza analoga non può essere tollerata. Oramai, l’omosessualità è un mito divino e intoccabile.

Chi non accetta più di sentirsi dire la verità o un opinione che sia differente dalla propria, chi non accetta punti di vista, opinioni, vissuti e verità differenti dal pensiero unico, cade nell’intolleranza, elevando se stesso ad intollerante, uno che vuole il monopolio dell’informazione e l’obbligo della “verità unica”.

Persone analoghe vorrebbero che il mondo fosse uni-laterale: una sola opinione, una sola idea, un solo gusto, una sola possibilità. Qualsiasi cosa sovverta il pensiero massivo, viene automaticamente attaccata e perseguitata. Questi intolleranti possono essere socialmente pericolosi.

La comunicazione in Italia è sotto il controllo del pensiero unico e le persone che si distaccano da esso subiscono una forma di persecuzione, di reazione ingiustificata. Come chi, oggi, dice semplicemente di essere tornato felicemente eterosessuale.

“Omofobo!”

Perchè dire di non voler più andare dietro un uomo ma una donna, è senza dubbio omofobia.

Che dire: w (si, uso la w come alle medie) l’amore tra uomo e donna, un amore sempre più danneggiato, degradato, attaccato, osteggiato ma che è e rimane l’unico vero amore, l’unico amore che procrea (solo un uomo e una donna possono procreare), l’unico amore che porta la vita nel mondo, l’amore per mezzo del quale il mondo è sempre andato avanti, fin dal principio.

2 pensieri su “Per gli omosessuali va bene se un uomo vuole diventare donna, gatto, cane o Terminator: non va bene se vuole tornare eterosessuale

  1. Il tuo post inizia con un’affermazione errata di fonto: “non va bene se vuole tornare eterosessuale”.
    Il fatto è che si nasce omosessuali o eterosessuali o bisessuali… quindi un omosessuale non può ‘tornare’ ad essere ciò che non è mai stato.

    Personalmente non me la prendo assolutamente con un gay che VUOLE DIVENTARE etero: me la prendo sempre con gli imbecilli che stanno dietro questa presunta volontà: padri, madri, presunti amici, preti, la chiesa stessa nel suo complesso che accetta un omosessuale a patto che viva di seghe… azz no nemmeno di quelle può vivere.

    L’unico consiglio che mi sentirei di dare ad un gay che vuole sperimentare, DI SUA SCELTA, una terapia di conversinone è: …. azz ecco non posso dare un consiglio a chi non esiste: persone che affrontano terapie conservative sono SEMPRE obbligati a farlo, e questo non sottointende che siano costretti con la forza.

    Sebbene la chiesa abbia un lungo trascorso di imposizioni violente (nativi americani, l’inquisizione e chi più né ha piu né metta) sa essere molto più violenta psicologicamente, e da questo nasce la mia convizione che NON ESISTE UN OMOSESSUALE che vorrebbe affrontare per propria scelta una terpia di conversione.

    Poi guarda caso come si chiamano questi processi, fiscamente violenti, che servono a cambiare la propria identità sessuale? CONVERSIONE: la stessa parola usata per imporre ai Maya, agli indios, agli africani, agli asiatici la LORO idea di religione… che poi dove cazzo sta scritto che i cristiani hanno ragione a scapito delle religioni di altre aree del mondo? No, perche nessuno mi ha ancoa mostrato dio, o la madonaa… quindi restano figure IMMAGINARIE contrariamente al Budda o a Maometto che erano persone REALI che hanno lasciato tracce storiche ben evidenti e rilevabili.

    Perche poi sta terapia di conversione non viene IMPOSTA a tutti i preti omosessuali e pedofili? (notare la congiunzione E che indica due cose DISGIUNTE). Mai saputo di un prete che abbia subito una terapia di conversione pur potendola imporre come fanno con i bambini americani. Perché qui da noi nel ‘vecchio continente’ quelle finte terapie sono state vietae appena sono comparse… chissà come mai….????

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    1. Ciao ragazzo. Anzitutto sono scioccato dalla totale assenza di insulti, attacchi e commenti di qualità dei confronti del sottoscritto. Hai commentato il mio articolo senza toccare la mia persona: sono stupito che sia successo, visto l’andamento generico dei commenti e reazioni nella vita reale e sul web. Di questo, oltre ad essere stupito (uno stupore che si rinnova anche oggi, a distanza di tempo dal tuo commento), ti ringrazio. Passo alla risposta.

      1) “Il tuo post inizia con un’affermazione errata di fondo: “non va bene se vuole tornare eterosessuale”. Il fatto è che si nasce omosessuali o eterosessuali o bisessuali… quindi un omosessuale non può ‘tornare’ ad essere ciò che non è mai stato.” ––– Secondo quanto dici, la condizione di omosessualità sarebbe nativa: così dicendo si va obiettivamente in errore, in quanto, grazie ad una serie di ricerche scientifiche (le medesime che ho integrato in articolo e che puoi leggere tu stesso), è stato appurato che la condizione omosessuale non è nativa. Non si nasce gay. Ergo, se secondo te è errato l’utilizzo del vocabolo “tornare”, come se una persona gay ci fosse nata in questa condizione (senza mai essere stato eterosessuale), è altrettanto errata la considerazione che l’omosessualità sarebbe nativa e che, di seguito, una persona gay così ci è nata.

      Essendo perfino stato appurato, per l’appunto e grazie ad una serie di ricerche scientifiche, che nel codice genetico non esiste nessun gene gay, è scientificamente corretto dire che non ci si nasce. L’eterosessualità è invece insita nel codice genetico. Dunque, se una persona gay diviene eterosessuale, per me RITORNA ad esserlo, in quanto l’eterosessualità, l’essere naturalmente attratti dal sesso opposto, è l’unica natura sorgente insita nel codice genetico. Questa si, è nel DNA umano. Reputo la fruizione del vocabolo “tornare” scientificamente corretta.

      2) “Personalmente non me la prendo assolutamente con un gay che VUOLE DIVENTARE etero: me la prendo sempre con gli imbecilli che stanno dietro questa presunta volontà: padri, madri, presunti amici, preti, la chiesa stessa nel suo complesso che accetta un omosessuale a patto che viva di seghe… azz no nemmeno di quelle può vivere.” ––– Se una persona gay vuole divenire eterosessuale non implica che la sua volontà sia dettata da una volontà altrui. Perchè mai prendersela con coloro che supporterebbero la suddetta volontà, se è la volontà stessa dell’omosessuale? Luca vuole divenire etero. Il papà di Luca appoggia la suddetta volontà. Quale sarebbe il problema se è Luca il primo a volerlo essere, deliberatamente, spontaneamente e senza forzature? La volontà “da etero a gay” va appoggiata sempre e comunque per obbligo e amor della libertà umana e l’opposto va combattuto? E perchè coloro che supporterebbero la suddetta volontà, se è volontà stessa della persona, sarebbero degli imbecilli?

      3) “L’unico consiglio che mi sentirei di dare ad un gay che vuole sperimentare, DI SUA SCELTA, una terapia di conversinone è: …. azz ecco non posso dare un consiglio a chi non esiste:” ––– Affermare che una tale ‘tipologia’ di persone non esista è obiettivamente sbagliato, uno sbaglio storico e statistico. Esistono, basta guardare il Changed Movement in USA, Luca di Tolve e mille, mille altri. Dopo aver appurato la realtà storica non ci resta che agire di conseguenza. Se, invece, anche dopo aver ottenuto una serie di dati storici comprovati, si continua a negare, il problema è nostro. Non è per assenza di dati e prove che non crediamo: siamo noi che ci rifiutiamo di credere per una libera inclinazione della nostra volontà.

      Persone omosessuali che, di loro scelta, VOGLIONO tornare/essere eterosessuali esistono. Con o senza terapia (che non dev’esserci per forza e a tutti i costi: non l’ho nemmeno nominata). Trovi una lista di persone VOLONTARIAMENTE ex-omosessuali (basta leggere ognuna delle loro storie) nel mio stesso articolo, sempre se lo hai letto per intero. Un gay che torna/diviene etero non deve necessariamente passate attraverso una ‘terapia di conversione’. Ci sono testimonianze reali di persone che sono divenute etero senza passare da tali terapie. La terapia non è il portale di passaggio esclusivo per il cambiamento desiderato.

      4) “persone che affrontano terapie conservative” –– Cos’è una “terapia conservativa”? Forse intendevi terapie riparative (T9?). La terapia conservativa è di natura dentale.

      5) “persone che affrontano terapie conservative sono SEMPRE obbligati a farlo, e questo non sottointende che siano costretti con la forza.” –– Chiedo (seriamente): sei stato con loro? Hai conosciuto e frequentato Luca di Tolve (per dirne uno) per appurare con certezza scientifica e matematica che è stato ‘obbligato’? Hai esempi e casi specifici, comprovati e storicamente attendibili, di persone che siano stati SEMPRE OBBLIGATE?

      Il vocabolo ‘obbligato’, associato a ‘sempre’, ha un peso semantico specifico che pesa qualora venga utilizzato e che deve necessariamente essere comprovato da dati e fatti compiuti, dettati dalla realtà e da coloro che hanno vissuto storie simili. Hai tutti i dati storici e comprovati del caso per poter dire “sempre obbligati”? O è frutto della tua personale interpretazione storica e sociale? Perchè la realtà è una cosa: l’interpretazione della realtà è un’altra.

      Un po’ come dire: i francesi bevono tutti champagne; gli italiani sono tutti mafiosi; i rumeni sono tutti zingari; gli americani sono tutti obesi.. insomma, slogan della propaganda senza fondamenta che lasciano il tempo che trovano. Che ci siano state persone forzate è vero: che sono TUTTI ‘SEMPRE OBBLIGATI’ è un altro discorso.

      6) “Sebbene la chiesa abbia un lungo trascorso di imposizioni violente (nativi americani, l’inquisizione e chi più né ha piu né metta) sa essere molto più violenta psicologicamente, e da questo nasce la mia convizione che NON ESISTE UN OMOSESSUALE che vorrebbe affrontare per propria scelta una terpia di conversione.” ––– Come se gli indiani, i maya, gli aztechi, gli incas fossero stati fisicamente sterminati dai sacerdoti della Chiesa Cattolica. Non dai soldati dei coloni europei (spagnoli, portoghesi, britannici): no, i preti ammazzavano con asce e spade. Chiaro. Per parlare dell’inquisizione e della storia americana bisognerebbe aver compiuto uno studio immenso, specifico, certosino, capace di avere la corretta informazione ed una giusta conoscenza dei FATTI: sapere quando, quanto e dove la Chiesa ha influito e fino a che punto. Addossarle OGNI colpa è frutto di una totale non-conoscenza della storia e di una profonda assenza di informazioni. Cadere nel solito luogo comune “sterminio incas = tutta colpa della Chiesa” come se la Chiesa fosse fonte di ogni fatto storico, offende la storia.

      7) “NON ESISTE UN OMOSESSUALE che vorrebbe affrontare per propria scelta una terpia di conversione.” –– Per scrivere nero su bianco una tale affermazione dovresti aver conosciuto un numero così alto di omosessuali (almeno il 90%) da poter affermare che non esista omosessuale che vorrebbe affrontare di propria scelta una terapia di conversione.

      Prima conosco i 100 clienti del bar “Angolo blu”, poi affermo che nessuno di loro ama il vino. Come faccio ad affermare che nessuno di loro ama il vino se non ho conosciuto nessuno di quei 100 individui? Come faccio a dire cosa possiedi e non possiedi in camera se in camera tua non ci sono mai stato? Lo affermo “a intuito”? Hai tu conosciuto gran parte degli omosessuali della terra per poter affermare che NON ESISTA omosessuale che voglia affrontare etc etc etc… ci siamo capiti?

      Oltretutto, prima della tua affermazione, usi il termine “convinzione”. Bada che la convinzione, spesso e volentieri, è il frutto del nostro io: sei su un terreno di sabbie mobili, fragili come il grissino del bar. Se è una convinzione, dev’essere supportata da basi storiche, statistiche e scientifiche. Io ho la convinzione che la terra sia tonda perchè ci sono basi matematiche per dimostrarlo. Dunque posso elevare questa verità a CONVINZIONE. Tu puoi fare lo stesso?

      Tu stesso dici che questa convinzione scaturisce dalla considerazione che la Chiesa “sa essere molto più violenta psicologicamente”. Ovvero? Non c’è un nesso tra la Chiesa che “sa essere molto più violenta psicologicamente” e la non-esistenza di omosessuali che etc etc etc. Non c’è relazione tra i due fattori. Non ho ben chiaro cosa tu intenda. Reputo questo pensiero confuso e non argomentato.

      8) “Poi guarda caso come si chiamano questi processi, fiscamente violenti, che servono a cambiare la propria identità sessuale?” ––– In questa sentenza specifica affermi che la terapia (che chiami in causa con il vocabolo “processo” attraverso la frase “questi processi”) è un processo ‘fisicamente violento’. Devo dunque presupporre che tu l’abbia vista? Sei un testimone oculare delle terapie riparative? Hai studiato un grandissimo numero di casi reali per poterlo affermare o hai letto su internet che “le terapie sono sempre violente…”? Attenzione: essere FORZATO o OBBLIGATO a tali terapie non implica necessariamente “violenza fisica” (come tu stesso hai ammesso in precedenza).

      Associare il concetto di ‘terapia’ ad una condizione di violenza presuppone averla VISTA, STUDIATA, VISSUTA. Così facendo ne sai e dunque puoi parlare: senza paura, con l’esperienza dalla tua parte, puoi affermare che la terapia sia un “processo fisicamente violento”. Dimmi una serie di casi storici di terapia “fisicamente violenta” con nomi delle persone che l’hanno a questo punto subita con violenza fisica (se è violenta è impositiva, indi non è voluta, è subita). Non “I bambini in America”, perchè così siamo tutti bravi. Fatti, dati, luoghi, fonti attendibili. Eventuali terapie forzate non implica necessariamente violenza fisica. Affermare che le terapie siano fisicamente violente come se lo fossero TUTTE si casca nel generalismo più pedissequo.

      9) “che poi dove cazzo sta scritto che i cristiani hanno ragione a scapito delle religioni di altre aree del mondo? No, perche nessuno mi ha ancoa mostrato dio, o la madonaa… quindi restano figure IMMAGINARIE” ––– occhio, perchè così rischi di fregarti da solo. Affermi che siccome nessuno ti ha mostrato Dio o la Madonna, i suddetti ‘restano figure immaginarie’. Dunque, se a me nessuno ha mai mostrato una prigione o la regione del Kashmir, posso affermare che i suddetti luoghi non esistano e che siano immaginari. Ma la prigione non cessa di esistere perchè NESSUNO me l’ha mostrata. Così come non cessa di esistere un conto in banca da 10 miliardi soltanto perchè nessuno mi ha mai mostrato un conto bancario simile. Il fatto che nessuno ‘ti abbia mostrato Dio’ non implica che non esista. Sarebbe come affermare che lo sbarco dei coloni in America nel 1492 non esista perchè nessuno me l’ha mostrato (?). “Ma del Kashmir ci sono prove e testimonianze, di Dio no..” e dove sta scritto che di Dio non ci siano prove (anche scientifiche e matematiche) e testimonianze?

      Ti invito a fare attenzione a quello che scrivi: “NESSUNO mi ha ancora mostrato Dio”. NESSUNO deve mostrarti Dio: TU devi cercarlo, TU devi trovarlo, TU devi vederlo. A nessuno tocca mostrati Dio e NESSUNO ha il DOVERE di mostrartelo: TU devi cercarlo. Non qualcuno di esterno. Solo tu puoi fare questo, non qualcun altro al posto tuo. Secondo il tuo ragionamento NESSUNO dovrebbe credere in Dio perchè OGNUNO direbbe: “Nessuno me l’ha mostrato…”. Tu, l’altro ed Egli direbbero esattamente la stessa cosa e con la stessa motivazione.

      Allora rimango in attesa che qualcuno mi dia il lavoro e, se NESSUNO me lo trova, darò la colpa a questo qualcuno, affermando che il lavoro NON esiste perchè NESSUNO ME LO TROVA: no, sono IO che devo cercarmelo, il lavoro. Il fatto che tu non abbia visto né Dio né Maria non implica che siano immaginari: sei tu a non averli visti. E se qualcuno avesse visto Dio, quest’ultimo esisterebbe e cesserebbe “di non esistere”? Dunque se tu non lo hai visto, Dio non esiste; se 1.000 l’hanno visto, esiste? L’esistenza di Dio funziona a relatività? Io non ho mai visto la galassia andromeda: è immaginaria? Non hai mai visto né Maometto né Budda mentre al tempo stesso affermi che esistono comunque, anche se, immagino, “nessuno te li ha mostrati”: noto soltanto io una contraddizione in tutto questo?

      10) “xcontrariamente al Budda o a Maometto che erano persone REALI che hanno lasciato tracce storiche ben evidenti e rilevabili” ––– Gesù ha lasciato tracce storiche “ben evidenti e rilevabili” di ogni tipo su tutta la Terra. Sacra Sindone (prova scientifica), Vangeli, apostoli, testimoni, reliquia della Croce, tomba di Gerusalemme, monte Golgota, 2.000 anni di storia, 2.000 anni di testimonianze. Ti dico subito che se come prova storica dell’esistenza di Maometto metti in mezzo il Corano per poi negare il Vangelo come prova storica di Gesù entri in contraddizione: perchè l’una sarebbe vera e l’altra no? Ah giusto, il cristianesimo è sempre ‘cacca pupù’, le altre religioni sono invece salvezza del mondo intero.

      11) “Perché qui da noi nel ‘vecchio continente’ quelle finte terapie sono state vietae appena sono comparse… chissà come mai….????” ––– no, non sono state vietate ‘appena comparse’. Secondo questa affermazione, dovrebbero essere state vietate intorno al 1886, l’anno in cui Freud parlava di “invertire l’orientamento sessuale”. Tracce di terapie riparative esistono fin dal Medioevo, dunque il divieto dovrebbe esistere da circa 800 anni. Già nel 1939 si attuavano queste terapie di riparazione. Basta studiare e informarsi per saperlo. I divieti a norma di legge sono, nella maggioranza dei casi, piuttosto recenti. La legge che vieta le terapie riparative sui MINORI è arrivata in Germania soltanto il 7 maggio 2020. In Italia non è proibita. Dunque affermare che “sono state vietate appena sono arrivate” è sbagliato, anche perché i divieti sono arrivati un centinaio di anni dopo l’approdo delle suddette terapie. E i divieti valgono per i minori. Se un adulto vuole farla consensualmente può farlo e sono fatti suoi.

      Io qui chiudo.

      Ma, giunto a questo punto, mi chiedo: perchè ti sei soffermato così tanto sulla ‘terapia riparativa’ se:
      a) non ho mai nominato la terapia nell’articolo
      b) non ho detto che gli omosessuali tornati etero citati nell’articolo abbiano usato una tale terapia
      c) non esiste traccia di ‘terapia riparativa’ nel mio articolo

      ?

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