Per gli omosessuali va bene se un uomo vuole diventare donna, gatto, cane o Terminator: non va bene se vuole tornare eterosessuale

Provate a dire: “Voglio diventare un T-101”.

“È la libertà dell’uomo: può fare ciò che vuole” (e già). Vi accetteranno e magari otterrete anche consensi nell’ambiente tecno-scientifico, verrete usati come strumento promozionale per “nuovi passi nell’evoluzione della tecnologia”, verrete elogiati per l’innovazione (?) e il coraggio (?) e diverrete i nuovi casi mediatici numeri 1… almeno per qualche giorno. Diverrete un trend con consensi internazionali e applausi teatrali di fantozziana memoria. E l’immancabile commento sotto il video di youtube:

“He’s free to do whatever he wants to do.. just shut up and let people live their life! PEACE!”

Provate invece a dire “Ero gay”.

Pronti alla guerra politica, ai media che alimenteranno l’odio, alle ‘mosse’ delle istituzioni pro-gay, ai fantastici responsi dei personaggi pubblici, agli articoli al fulmicotone? La verità è che si accetta che un uomo diventi e sia gay ma si fatica ad accettare – correggo: non si accetta – che un uomo con inclinazione gay (ri)torni eterosessuale.

Il paradosso della finta uguaglianza e della finta libertà paritaria.

Se è gay è la natura, se torna eterosessuale casca il mondo. O una parte di esso, in una parte di esso. Perché, se si viene a sapere, se si dice che “ero gay e oggi sono di nuovo eterosessuale” una parte del mondo va in tilt.

“Ma come? Ma essere gay non era natura? Non ci nascevi? Come fai a ‘cambiare’ o ‘tornare’ se è la tua natura?”

Forse perchè non è la tua natura nativa? Forse perchè c’è stata una disinformazione programmata, che ha fatto credere che qualsiasi cosa sia l’uomo, lo sia per nascita e non per acquisizione? Siamo arrivati al punto in cui si dice “Pedofili si nasce…”, figuriamoci. Fra poco sarà natura pure se un uomo vorrà sposarsi con un bidet francese o se un soggetto adulto di 50 anni vorrà contrarre rapporti sessuali con un minore di 12 anni grazie alla normalizzazione della pedofilia. “È natura, ci nasci: anche quello è amore”. Ma vi ricordate cosa diceva Locke nel 1600 (4° superiore)?

Per forza che il mondo va in tilt: il mondo è stato diseducato su “Scienza e Omosessualità” (argomento di un’importanza assoluta) e grazie ad una potente campagna mediatica mirata, oggi l’umanità crede nell’esistenza di un elemento che non esiste in natura: il gene gay (paura eh?).

Come un tempo si credeva a Babbo Natale, a Nosferatu, a Thor e all’uomo falena, oggi si crede al mito del gene gay, sconfessato dalla natura, dalla scienza e dalla ricerca, in particolare da una serie di ricerche scientifiche – ergo, dalla scienza (non da “un gruppo di professori cattolici di parte”) – avvenute in questi anni e che han voluto dimostrare il contrario del ‘mito’ inventato dai media. È la legge della biologia, che si fonda su assoluti non relativizzabili.

Già, lo studio della natura (codice genetico e biologia) dimostra, a livello scientifico, che il gene gay non esiste e che non si nasce gay: si diventa. Alcune ricerche odierne compiute in ambito scientifico affermano questa verità così difficile da accettare al giorno d’oggi:

Il gene gay non esiste (1)
Il gene gay non esiste (2)
Il gene gay non esiste (3)
Il gene gay non esiste (4)
Il gene gay non esiste (5)
“Claudia non esiste, suo marito non esiste” (cit.)

Si può trovare materiale analogo in tutte le lingue del mondo.

Ecco quindi che l’affermazione-verità “Ero gay” manda in tilt qualcuno.

Ma cosa succede, oggi (2020), se qualcuno dice “sono gay”? Nulla.

Cosa succede, oggi (2020), se qualcuno dice “non sono più gay: sono tornato eterosessuale”? Maronn’ Benedett’.

Cerchiamo ed analizziamo qualche piccola fonte storica su quello che è successo a persone che hanno espresso la loro condizione di “ex gay”.

Premessa: gli ex gay sono tantissimi. Anche solo una ricerca online può darvi un’idea statistica su questa realtà sommersa. Vengono, perlopiù, occultati e nascosti dai poteri mediatici forti. Ma esistono e sono tanti, tantissimi. Ci sono e basta: inutile far finta di nulla. Inutile volerli oscurare. Basta farvi un giro nel Changed movement sorto in USA e non solo.

Ne vediamo qualcuno? Tipo…

“Luca di Tolve”
Uno dei più celebri è Luca di Tolve, italianissimo, ex gay, felicemente eterosessuale, felicemente sposato con una donna. “Background story” In breve: Luca di Tolve, gay convinto, è andato a Medugorje, è guarito dalle sue ferite ed è tornato eterosessuale. Poi lo ha detto al mondo. Ha scritto un libro: “Ero gay”.

Apriti cielo.

Nel libro “Ero gay”, Luca afferma «L’Arcigay e le altre associazioni di categoria mi guardano come un rinnegato (…). Ho ricevuto minacce di morte» (2015 Edizioni Città Ideale, ©Luca Di Tolve, p. 120).

Luca di Tolve partecipò al XXIII Meeting internazionale dei Giovani tenutosi dal 13 al 17 agosto 2014 a San Martino di Schio (VI) organizzato dal Movimento Mariano Regina della Pace.

Vittorino Bernardi, da Ilgazzettino del 19 agosto 2014, riporta una serie di fatti accaduti al Meeting 2014. Si legge: «Ha trovato contestazioni da parte di Arcigay Vicenza e il centro sociale Arcadia con il flash-mob “Schio contro l’omofobia. Boicottiamo Luca Di Tolve“. Un centinaio di persone armate di striscioni, cartelli e tamburi, controllate da una trentina di uomini delle forze dell’ordine, si sono poste a 200 metri dalla tensostruttura che ha ospitato l’incontro con l’intento di disturbare, senza riuscirci.» (Ilgazzettino, 19.08.2014)

Dunque Luca di Tolve si presenta al Meeting dei Giovani per raccontare la sua storia. E quello che accade è:

  • Flash-mob di Schio contro “omofobia” (?)
  • Striscioni, cartelli e tamburi per una “protesta sociale” (?) [la fonte riporta ‘un centinaio’ di persone presenti: addirittura]
  • Contestazioni dell’Arcigay di Vicenza

Perché dire “ero gay” e raccontare di essere tornato eterosessuale è senza dubbio ‘omofobia’.

E se un uomo scrivesse il libro “Ero etero” e facesse la testimonianza “Da etero a gay: la mia storia” e poi il popolo etero parlasse di eterofobia, facesse una protesta sociale e mettesse in atto un flash-mob? Se. Ovviamente, in questo caso (“da etero a gay”) sarebbe tutto perfettamente normale. “Ma quello è l’amore, è la libertà…”. Il contrario, invece, è ‘omofobia’.

In un’intervista rilasciata a lafedequotidiana.it e pubblicata il 30 maggio 2016, Luca di Tolve afferma: “Il mio scopo è quello di evangelizzare e per questo  tante volte ricevo minacce , insulti e tentativi di aggressione” (lafedequotidiana, 30.05.2016, Bruno Volpe)

A ciò si aggiungono le reazioni del mondo gay imperante in Italia e nel mondo, articoli del <<giornalismo>> italiano, reazioni politiche delle istituzioni e quant’altro. Si cerchino, ad esempio, i comunicati contro Luca di Tolve del circolo “Pink” di Verona o quel che appare scritto in un qualsiasi sito pro-gay. Ce n’è a bizzeffe.

Accuse di “omofobia” volate a gratis e prive di qualsiasi fondamento naturale, logico e scientifico che hanno l’aria del bambino che dà del “cattivo” al compagno solo perchè non condivide la sua opinione.

“La penso diversamente” • “Sei cattivo!” (3° elementare).

C’è da pregare, ma c’è anche da piangere.


Ci sarebbe dunque da chiedersi:

  1. Che problema hanno tutti quanti?
  2. Qual’è il problema se un uomo torna spontaneamente o vuole semplicemente tornare eterosessuale?

La volontà di “essere gay” è “volontà dell’uomo, indi sacra” e la volontà di “tornare eterosessuale” è da condannare? Un uomo che guarisce dalle sue ferite, esce dall’omosessualità e ritorna pienamente e totalmente eterosessuale, non ferisce nessuno, non crea fastidi per nessuno: la scelta è di sé stesso e per sé stesso. Non riguarda nessun altro se non lui da solo. L’unico problema sorge nel momento in cui qualcuno decide di crearlo.

NON È UN PROBLEMA TUO.

Ora ripeti: non è un problema mio (x10).

Per la cronaca, tra i vari ex omosessuali usciti allo scoperto nel mondo odierno si ricordano:

  • Joseph Sciambra
  • Kevin Whitt
  • Carmen Vaught
  • Joshua Perez-Rijos
  • Brooke Smith
  • Linda Seiler
  • Luca Groppoli
  • Kim Zember
  • Gabriel Pagan
  • Angel Colon
  • Caleb Boggan
  • Robin Goodspeed
  • Derek Paul
  • Jonathan Hacker
  • Lynette Dowell
  • Joshua Buchanan
  • Edward Byrd
  • Debbie Rarick
  • Shaneill Stolden-Davis
  • Abril Wright
  • Marcos Maia

Giusto per citarne alcuni e per dire che Luca di Tolve non è di certo un’eccezione.

Ovviamente, sono tutti omofobi.

Dunque, la situazione del panorama attuale al 2020 è questa:

  • Se un uomo diventa gay: tutt’appost
  • Se un uomo è bisex: tutt’appost
  • Se un uomo esce dall’omosessualità e torna eterosessuale: no, no, no, no (etc…)

Posso dunque fare tre osservazioni.

  1. Si badi che la prima condizione è supportata dal pensiero unico e dai media di massa.
  2. Si badi che la seconda condizione, che accorpa sia la naturale eterosessuale che l’inclinazione omosessuale, è tollerata: se c’è l’omosessualità, va bene.
  3. Si badi che la terza condizione, da gay a etero, non è generalmente tollerata.

Dunque c’è qualcosa che non va.

È una questione puramente ideologica: gli omosessuali non tollerano più qualsiasi cosa che possa anche solo lontanamente toccare la loro omosessualità. Non vogliono più sentirsi dire un qualcosa che contrasti anche solo lontanamente le ideologie da loro stessi stabilite. Dunque guai a dire “Ero gay” perchè si dimostra, a livello storico-scientifico, che l’omosessualità non è irreversibile e immutabile. Le convinzioni pro-gay dicono l’opposto e quindi una testimonianza analoga non può essere tollerata.

Oramai, l’omosessualità è un mito divino e intoccabile.

Chi non accetta più di sentirsi dire la verità, chi non accetta opinioni, vissuti e verità differenti dal pensiero unico, è un intollerante, uno che vuole il monopolio dell’informazione e l’obbligo della “verità unica”.

Persone analoghe vorrebbero che il mondo fosse uni-laterale: una sola opinione, una sola idea, un solo gusto, una sola possibilità. Qualsiasi cosa sovverta il pensiero massivo, viene automaticamente attaccata e perseguitata.

Questi intolleranti sono socialmente pericolosi.

La comunicazione in Italia è sotto il controllo del pensiero unico e le persone che si distaccano da esso subiscono una forma di persecuzione, di reazione ingiustificata. Come chi, oggi, dice semplicemente di essere tornato felicemente eterosessuale.

“Omofobo!”

Perchè dire di non voler più andare dietro un uomo ma una donna, è senza dubbio omofobia.

Che dire: w (si, uso la w come alle medie) l’amore tra uomo e donna, un amore sempre più danneggiato, degradato, attaccato, osteggiato ma che è e rimane l’unico vero amore, l’unico amore che procrea (solo un uomo e una donna possono procreare), l’unico amore che porta la vita nel mondo, l’amore per mezzo del quale il mondo è sempre andato avanti, fin dal principio.

Un pensiero su “Per gli omosessuali va bene se un uomo vuole diventare donna, gatto, cane o Terminator: non va bene se vuole tornare eterosessuale

  1. Il tuo post inizia con un’affermazione errata di fonto: “non va bene se vuole tornare eterosessuale”.
    Il fatto è che si nasce omosessuali o eterosessuali o bisessuali… quindi un omosessuale non può ‘tornare’ ad essere ciò che non è mai stato.

    Personalmente non me la prendo assolutamente con un gay che VUOLE DIVENTARE etero: me la prendo sempre con gli imbecilli che stanno dietro questa presunta volontà: padri, madri, presunti amici, preti, la chiesa stessa nel suo complesso che accetta un omosessuale a patto che viva di seghe… azz no nemmeno di quelle può vivere.

    L’unico consiglio che mi sentirei di dare ad un gay che vuole sperimentare, DI SUA SCELTA, una terapia di conversinone è: …. azz ecco non posso dare un consiglio a chi non esiste: persone che affrontano terapie conservative sono SEMPRE obbligati a farlo, e questo non sottointende che siano costretti con la forza.

    Sebbene la chiesa abbia un lungo trascorso di imposizioni violente (nativi americani, l’inquisizione e chi più né ha piu né metta) sa essere molto più violenta psicologicamente, e da questo nasce la mia convizione che NON ESISTE UN OMOSESSUALE che vorrebbe affrontare per propria scelta una terpia di conversione.

    Poi guarda caso come si chiamano questi processi, fiscamente violenti, che servono a cambiare la propria identità sessuale? CONVERSIONE: la stessa parola usata per imporre ai Maya, agli indios, agli africani, agli asiatici la LORO idea di religione… che poi dove cazzo sta scritto che i cristiani hanno ragione a scapito delle religioni di altre aree del mondo? No, perche nessuno mi ha ancoa mostrato dio, o la madonaa… quindi restano figure IMMAGINARIE contrariamente al Budda o a Maometto che erano persone REALI che hanno lasciato tracce storiche ben evidenti e rilevabili.

    Perche poi sta terapia di conversione non viene IMPOSTA a tutti i preti omosessuali e pedofili? (notare la congiunzione E che indica due cose DISGIUNTE). Mai saputo di un prete che abbia subito una terapia di conversione pur potendola imporre come fanno con i bambini americani. Perché qui da noi nel ‘vecchio continente’ quelle finte terapie sono state vietae appena sono comparse… chissà come mai….????

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