Quando una mia amica vide Gesù, come nell’immagine realizzata secondo le indicazioni di santa Faustina Kowalska

Nel novembre del 2012 feci il mio primo pellegrinaggio a Medugorje.
E fu un pellegrinaggio indimenticabile: effettivamente capii ed ebbi la prova (personale) che la Madonna è apparsa. E vi dico che non ci volevo nemmeno andare e che, come un timidino pre-partenza, frignai per non partire.

Nel “baule delle grazie” di quel mio primo pellegrinaggio sono rimasti dei pinnacoli dell’esperienza spirituale: la pioggia mentre scendevo dal Krizevac, la mia prima salita al Podbrdo, durante la controra, la mia prima visita alla Chiesa di San Giacomo, il rosario di gruppo… e, alla fine, oltre tutto, mi rimase anche una grazia che sognavo da millenni: “la migliore amica”.

Una ragazza devota di Cristo, di un paio di decenni più grande di me, un po’ dispersa nel buio e che divenne una mia cara amica, di quelle con cui mi potevo permettere di aprire una porta particolare: quella del cuore.

Fu una bella amicizia.
A volte ci penso.
Potevo aprirmi l’anima, parlarle, vivere delle belle esperienze insieme, confidarle cose..
Potevo farmi conoscere per quello che ero, senza maschere programmate, senza darle ciò che lei credeva che io fossi, come avevo sempre sognato.
Insieme guardavamo le stelle fino all’alba.
Giravamo per i santuari. Partecipavamo alle Messe e alle preghiere di guarigione e liberazione.

La nostra conoscenza giunse ad un punto in cui si fece intima.
Al tal punto in cui iniziò a confidarmi le sue esperienze, spirituali e mistiche.
Così, un giorno, nell’estate del 2013, mi confidò quando vide Gesù, molti anni addietro.
Mi raccontò dell’episodio, di come gli apparve e di come lo vide, un giorno che tornava a casa. Mi disse che era esattamente come nell’immagine di Gesù Misericordioso, così come apparve a santa Faustina Kowalska, secondo la versione di Adolf Hyła, che lo dipinse nel 1943 seguendo le indicazioni sul diario della suora polacca.

«Jezu, ufam tobie»
Gesù confido in Te

Lo vide soltanto per un attimo, poi “svanì”.

La Misericordia di Gesù è Infinita, Eterna ed è l’ultima ancora per i peccatori. Tuttavia, Essa non agisce se non in collaborazione con la libera volontà dell’uomo. Affinchè si possa accedere ai Tesori della Divina Misericordia, il peccatore deve pentirsi spontaneamente, deve voler pentirsi e tornare a Dio liberamente, deve volerlo, secondo le disposizioni del proprio libero arbitrio. Gesù non può perdonare e accogliere colui che per primo non vuole farsi perdonare, non è pentito del peccato e persevera nel male: e non perché “non può” come se fosse un limite dell’Onnipotenza ma perchè “è il peccatore a non volerlo”. Questo è ciò che conduce all’Inferno: peccatori che non si pentono, che non vogliono cambiare condotta, che si ostinano nel peccato, confermandosi in esso dopo la morte avvenuta in peccato mortale. E se così accade, le anime rifiutano Dio in totale autonomia e si gettano da sole all’Inferno. Se non si pentono del peccato e non si affidano alla sua Misericordia, periranno per sempre. Tutti, nessuno escluso, passeranno da Cristo: chi attraverso la Misericordia, chi attraverso la Giustizia.

Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. (…) Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre.

Gesù a santa Faustina Kowalska

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