Un mondo senza calcio professionale non è poi tanto male

In effetti, un mondo senza calcio pro non è poi tanto male. Dopo quasi due mesi di covid19 (?), posso trarre qualche conclusione temporanea naturalmente creatasi nel mio cuore. La mente pensa, la pancia reagisce, il cuore parla. In questo periodo di solitudine forzata ho valorizzato il tempo e ho fatto si di non buttare la quarantena nella nullafacenza. Nel mio mondo di solitudine esiste un sub-mondo di castelli virtuali (che prendono vita da soli) che non esiste. Qualcosa di buono, grazie a Gesù, riesco a farla.

Anzitutto mi accingo a dire che:

  • Il calcio (il gioco in campo) è cosa buona e giusta
  • Il calcio è meraviglioso
  • Dio vuole che i ragazzi giochino a calcio (non ve la vendo come verità teologica, non posso: è un’opinione personale)
  • Aspetto il triplete della Juve dal 1898

Tuttavia™, bisogna distinguere tra calcio giocato e calcio professionale retribuito. Il primo lo fai al campetto sotto casa, è puro, è uno sport meraviglioso. Il secondo è quello pro dove girano i miliardi, non è puro, è uno sport che si divide in due: il gioco è fantastico, il mondo che ci gira attorno è molto malato.

Beh, quando la nostra Serie A, la Champion’s, la Coppa UEFA, la Coppa Italia e tutto ciò che esiste e avviene in una struttura organizzata è stato sospeso, dapprima provai dispiacere e pensai cosa ne sarebbe stato del week-end senza la deliziosa partita settimanale. Senza CR7 e senza Messi dall’altra parte, senza i turni della domenica, senza la partita di ritorno JuveMilan (che stiamo ancora aspettando…) e senza la prosecuzione della Coppa dei Campioni. Poi, due mesi dopo.. o quasi, è insorta una sensazione, che si è evoluta a riflessione. È un’osservazione sulla realtà scientifica che ci circonda, secondo la legge empirica.

Un mondo senza calcio giocato professionale, quello che vedi in Tv, non è poi tanto male.

Alla fine…

Niente bestemmie contro Dio per una partita.
Niente gente che si scanna per quel goal annullato o quel fuorigioco non dato.
Niente odio, da nessuna parte e in nessuno.
Niente insulti.
Niente rabbie da scimmia avvelenata.
Niente veleni, di testa e di pancia.

Niente tweet a tema calcio su Twitter, ‘social’ che farei chiudere anche adesso e dove l’odio, la divisione, il veleno, la critica e la lamentela inutile scorrono in quantità industriali.

Niente tifoserie (non vi offendete, mi riferisco a certe tipologie di tifoserie).
Niente fanatismi, in campo così come fuori.
Niente ultras, da sempre una piaga sociale.
Niente bordelli per una partita.
Niente litigi, né dal vivo né via internet.
Niente popolo diviso tra 4.000 squadre, a combattersi e a mangiarsi la faccia gli uni contro gli altri per una manifestazione sportiva elevata a Politica e Religione.
Niente news inventate per fare massa con il «giornalismo» che strabocca di fake news senza fine, riempiendo inutilmente le teste di chi legge.
Niente notizie sportive 24/h che ti riempiono i cervelli di critiche inutili, di istigazioni all’odio, di lamentele e di rivalità mondane e superflue.
Niente napoletani contro juventini (Dio ci salvi).
Niente milanisti contro interisti.
Niente calciatori che litigano tra di loro in campo.
Niente calciatori che urlano, si arrabbiano, litigano o bestemmiano per un’azione mentre guadagnano milioni l’anno.
Niente menate tra tifosi.
Niente calcio femminile, versione mal riuscita del calcio maschile ed errore sportivo impersonificato, che se scomparisse farebbe un piacere alla terra.
Niente flussi monetari da miliardi, alle spalle di un mondo malato e di tifoserie inconsapevoli.
Niente violenze dentro e fuori gli stadi.
Niente risse.
Niente agglomeramenti al bar per la schedina, il calcio scommesse o altro.
Niente parolacce per quel goal mancato.
Niente malumori nazionali.

Insomma… l’azzeramento assoluto di qualcosa di naturalmente disordinato: il modo in cui l’uomo vive le cose. E con sé tutti quegli effetti collaterali orrorifici.

“Satana regna” ci ha avvertito la Madonna nell’ultimo messaggio di Medugorje. Se togliamo queste cose che ho elencato, il mondo non diverrebbe di certo il Paradiso Terrestre (ormai perduto), ma.. io credo che il maligno avrebbe qualche risorsa in meno dalla sua: l’ignoranza della gente. E quella straordinaria capacità di dividersi per una cosa infinitesimale. Basta una piccola spinta sulle emozioni umane ed è guerra. Alla fine, un mondo senza calcio giocato, me ne sto rendendo conto, non è poi tanto male.

Detto da un appassionato millenario.

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