Abuso di Cerveteri: è partita la richiesta di denuncia e provvedimento disciplinare per i due agenti di polizia

Vi ricordate dell’abuso di Cerveteri del 15 marzo? Bene, la storia continua, siamo giunti ad un nuovo step. Non potevamo tacere – Silente non possum (ricordate?) – ed è bene che si ottenga giustizia.

L’Avv. Vito Passalacqua ha inviato una lettera d’esortazione al sindaco e al segretario generale di Cerveteri per spronargli a prendere un’iniziativa disciplinare e giuridica. Una copia della lettera è stata pubblicata da Marco Tosatti.

Al Sindaco

Al Segretario Generale

Vi informo formalmente (ove vi fosse sfuggito) dei seguenti fatti verificatisi nel vostro comune ad opera di agenti della Polizia Municipale.

Il resoconto è tratto da numerosi articoli di stampa e da una lettera inviata da alcuni fedeli al presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).

Domenica 15 marzo nella parrocchia di San Francesco a Marina di Cerveteri (RM, diocesi di Porto Santa Rufina) il parroco celebrava la Santa Messa senza concorso di fedeli, in piena ottemperanza al DPCM dell’11 marzo 2020 (Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale).

La Chiesa era vuota e la celebrazione veniva trasmessa in streaming.

Nel corso della funzione uno sparuto gruppo di fedeli era in ginocchio sul sagrato esterno, in attesa che si concludesse la S. Messa celebrata senza popolo dal solo sacerdote secondo le prescrizioni della CEI, aspettando l’apertura della chiesa ai fedeli per la preghiera personale e mantenendosi a distanza di sicurezza conformemente al DPCM.

Mentre era in corso la celebrazione è intervenuta una volante della polizia locale.

Due agenti, senza alcun rispetto per il luogo di culto e col berretto in testa hanno fatto irruzione nell’edificio sacro, interrompendo la Santa Messa nel momento più solenne, sono saliti sull’altare, ponendosi dietro lo stesso e dando le spalle al tabernacolo, si sono impossessati del microfono e hanno intimato l’immediata sospensione della funzione costringendo quei pochi fedeli che si trovavano fuori sul sagrato ad allontanarsi.

A tal proposito evidenziamo che l’atto compiuto dalla polizia locale:

  • abusa dell’accordo tra Stato Italiano e Santa Sede che all’art. 5, 2 stabilisce che «Salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non potrà entrare, per l’esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all’autorità ecclesiastica»;
  • comporta una evidente lesione del diritto di libertà di culto e religiosa dei cittadini, tutelati dall’art. 19 della cost. e punita dall’art. 405 c.p., che stabilisce «Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto di una confessione religiosa, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è punito con la reclusione fino a due anni»;
  • è in violazione dello stesso DPCM dell’11 marzo 2020, che, all’art. 2, lett. v, stabilisce che i luoghi di culto rimangono aperti con le dovute cautele;
  • non rientra nella fattispecie della “urgente necessità” la celebrazione di una Santa Messa con le porte aperte sul sagrato (parte integrante il luogo di culto e sacro ancorché ad esso “esterno”), alla distanza prevista e senza recar danno o pericolo ad alcuno.

In ogni caso, evidenzio come i due sprovveduti:

avrebbero dovuto limitarsi a fare allontanare chi si trovava eventualmente assembrato fuori dalla Chiesa,

non avrebbero dovuto permettersi di entrare (peraltro armati) in Chiesa e di interrompere la celebrazione di una funzione religiosa.

Vi chiedo, pertanto:

di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei due agenti che hanno interrotto la celebrazione della Santa Messa;

di denunciarli alla magistratura inquirente affinché vengano perseguiti i reati commessi.

Ove la presente non venisse riscontrata con gli estremi del procedimento disciplinare avviato e dell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, sarà mia cura denunciare le SS.LL. (sindaco e segretario comunale) per le omissioni derivanti dalla protratta inerzia e per gli abusi commessi per arrecare vantaggio ai predetti dipendenti dell’ente locale.

Cordiali saluti.

Avv. Vito Passalacqua

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