Combattiamo contro la normalizzazione della pedofilia: verremo chiamati “pedofobo” e “fascista”

L’ultimo abominio dell’anticristo si chiama normalizzazione della pedofilia. Il maligno si opera e pavimenta la via verso l’annichilimento ultimo del genere umano presentando l’ultima delle opere di distruzione di massa da lui concepite. Dopo più di un secolo di tentativi effettuati e storicamente falliti, è ritornare in auge la normalizzazione di un crimine contro l’umanità; è giunta la «nuova ondata del movimento pedofilo», che potrebbe venire definita, in ambito internazionale, the new wave of the pedophiles movement.

L’era dell’inganno universale di orwelliana memoria non poteva non includere anche questo abominio ideologico della “normalizzazione”. Siamo dinanzi il più ampio assalto storico e mediatico, di certo il più esteso su scala geopolitica, che sia mai esistito ed il primo nella storia ad avere, dalla propria, poteri politici sufficientemente forti da forzare e supportare questa sdoganamento contro natura.

Siamo giunti al punto in cui gli uruk-hai hanno fatto breccia tra le mura, hanno abbattuto le difese del fosso di Helm e hanno conquistato la fortezza, facendo proprio il trombatorrione e posizionandosi dinanzi il portale d’accesso che porta alla Torre. Sembra che le forze del male abbiano ottenuto la meglio, come se non ci fosse più speranza.

È proprio quando il male sembra aver raggiunto un tale livello di potere da avere tutto il mondo in pugno, come se oramai non si potesse più fare nulla contro di esso, che non si devono perdere le speranze, che si deve continuare a pregare, a sperare e a combattere. Giacchè il mondo giaccia sotto il potere del maligno, è Dio ad aver l’ultima parola sulla storia dell’uomo.

La pedofilia è un abominio contro natura, una perversione nella fattispecie abominevole, un peccato mortale di una gravità inaudita. Il pedofilo è una persona malata, avente un disordine psichico contro natura, che deve farsi curare e che deve andare incontro alla giustizia; arriverà il giorno in cui verremo chiamati “pedofobi” e in cui dire che la pedofilia sia una malattia contro natura sarà etichettato come «offesa ai diritti dell’uomo».

Sta già succedendo: qualcuno sta cercando di normalizzare la pedofilia e nel tentativo ultimo di sdoganarla si sta facendo uso della «Finestra di Overton». Prima che venga l’epoca in cui dire “pedofilo” sarà etichettato come una forma di razzismo e dire che la pedofilia sia un abominio sarà etichettato come “pedofobia”, è bene ricordare le verità naturali sulla pedofilia.

  • La pedofilia è un abominio contro natura
  • La pedofilia è una malattia che deve andare a farsi curare
  • Il pedofilo è una persona malata
  • La pedofilia non è nativa ed il pedofilo non nasce pedofilo
  • La pedofilia non è un’orientamento sessuale: è una perversione

Il programma «strategico» per sdoganare la pedofilia è il medesimo usato in passato per sdoganare l’omosessualismo e qualunque perversione sessuale. Le soluzioni, i tempi di attuazione, le strategie «creative» e la pianificazione seguono un modello strategico pressoché invariato, soltanto ottimizzato nel tempo. Non solo ottimizzato, anche rifinito, espanso e arricchito di nuove risorse culturali e propagandistiche. In maniera analoga ai processi di normalizzazione sociale avvenuti nel corso dell’ultimo secolo, la struttura pianificata è sostanzialmente invariata.

Il processo si basa su meccaniche di progresso verosimili e non prevede grosse diversificazioni. Le variazioni sono più formali che sostanziali. I cardini del processo di normalizzazione prevedono slogan ideologici (necessari per convincere l’intelletto, convertendo una bugia in una verità socialmente accettata), una campagna marketing ripetuta e monotematica (necessaria per convincere che sia così poichè così viene detto) che migliorano e si raffinano di anno in anno e figure culturali di riferimento per sostenere la teoria di normalizzazione. Un incremento delle conoscenze materiali e sociali conduce all’ottimizzazione della campagna mediatica.

I princípi su cui verte questo piano sono gradualità, costanza e progresso. Le fondamenta del successo di questo “processo di sdoganamento” si basano non sulla sapienza (principio di evidenza naturale) ma sugli slogan (affermazioni dogmatiche e non argomentate di tipo pubblicitario) che si sostituiscono al sapere. Mediante gli slogan pubblicitari si conquista la massa. Il termine “pedofobia” verrà introdotto nella massa per respingere ogni persona in disaccordo con il pensiero imposto. Verremo educati a dire “pedofobo” così come la massa è stata educata a dire “omofobo” qualora qualcuno azzardi a dissentire con la coppia omogenitoriale.

Il piano segue la struttura della finestra di Overton, idea di ingegneria sociale creata da Joseph Overton.

“Come vendere alla massa un’idea impensabile”
La «Finestra di Overton» in sei passi

Impensabile
Radicale
Accettabile
Sensato
Diffuso
Legalizzato

Unisci il vocabolo “fobia” al termine che vuoi sdoganare (pedofilia + fobia = pedofobo) e insegna a dirlo contro tutti coloro che dissentiranno

La pedofilia è classificabile come segue.

  • La pedofilia è attrazione sessuale verso i bambini
  • La pedofilia è violenza verso i minori
  • La pedofilia è un disordine mentale
  • La pedofilia è una malattia mentale
  • La pedofilia è un disturbo neurologico
  • La pedofilia è un’inclinazione contro natura
  • La pedofilia è una perversione sessuale
  • La pedofilia è un abominio contro natura e contro Dio

Il tentativo di normalizzare la pedofilia come variante della natura ha origini lontane e secolari. Di tentativi di sdoganazione ve ne sono stati e ve ne sono ancora oggi e sono cresciuti in numero dalla liberazione sessuale del 1968 in poi. Da quell’anno in poi c’è stato l’exploit mediatico più ampio della storia. Solo negli ultimi tempi, ci sono stati tentativi isolati, mirati e specifici, coadiuvati da poteri politici e da strumenti di propaganda mediatica.


Sono innumerevoli i gruppi, i partiti, le realtà e i movimenti nazionali e internazionali pro-pedofilia. Ce ne sono ed acquistano maggior potere di anno in anno per il raggiungimento degli obiettivi previsti. Quelli che seguono non sono necessariamente tutti quelli che esistono.

Vi sono almeno 39 associazioni, movimenti, partiti e gruppi pro-pedofilia, pubblici e riconosciuti, che sono attivi in almeno 13 paesi del mondo, con attività su scala internazionale.

(1) Uno dei più celebri è l’International Pedophile and Child Emancipation, divenuto poi Ipce per ragioni di relazioni pubbliche (tenere la titolazione originale senza ridursi ad acronimo non faceva comodo, va detto). Fondato nei primi anni 90′, questo “movimento” combatte per la normalizzazione della pedofilia. Nel 2005 contava 79 membri in 20 paesi.

Questa società internazionale di pedofili è stata legata alla figura di Thomas O’Carroll, 74 anni, pedofilo dichiarato, attivista britannico pro-pedofilia e avvocato internazionale per la normalizzazione della pedofilia.

Thomas O’Carroll fu riconosciuto, per sua stessa ammissione, come pedofilo fin dai primi anni 70′ e ha «combattuto» per abbassare il limite di età per relazioni sessuali a 12 anni. Autore del libro Paedophilia: the radical case (1980), dove appuntava «non sono interessato al perchè sono un pedofilo», questa figura controversa è stata processata e condannata il 20 dicembre 2006, a 2 anni e 6 mesi di reclusione, per diffusione di immagini pedo-pornografiche avvenute dal 1994 al 2005 per un catalogo di oltre 50.000 immagini.

O’Carroll, in un articolo pubblicato il 20 aprile 2018 e intitolato Childhood ‘Innocence’ is Not Ideal: Virtue Ethics and Child–Adult Sex (“L’innocenza dell’infanzia non è l’ideale: etica della virtù e sesso adulto-bambino”), affermava: «L’affermazione che i bambini sono incapaci di rapporti sessuali reciproci è empiricamente infondata. Dov’è la prova? Si suggerisce nuovamente un confronto con gli animali. I cani sembrano essere perfettamente capaci di reciprocità nelle relazioni d’amore con gli esseri umani […]. Si può pensare che questa analogia non sia sufficientemente stretta perché i cani non sono partner sessuali dei loro padroni umani. Ma possono esserlo.»

E ancora: «I cani non sono timidi nell’esprimere l’interesse sessuale verso gli umani, e quando il loro proprietario ricambia quell’interesse si può sviluppare una relazione sessuale (e amorosa), come è stato attestato in Dearest Pet, un libro del polemista olandese (e scrittore per bambini!) Midas Dekkers, e approvato in una recensione dal filosofo Peter Singer» e «Se anche un cane può provare i sentimenti necessari in una relazione reciproca di carattere interpersonale (in tutto tranne che nel nome), perché un bambino non sarebbe capace di farlo?».

(2) In Danimarca è esistita per 19 anni l’associazione dei pedofili, conosciuta come Pedophile GroupPedophile Group Association o Danish Pedophile Association, fondata nel 1985 e sciolta nel 2004, operante non solo nel paese nativo ma anche in tutta la Gran Bretagna. Nel corso della sua storia, è stata partner di Ipce e ha tenuto convegni per la normalizzazione della pedofilia. Ad un passo dal ventesimo anniversario della nascita, l’associazione è stata sciolta.

Nel 2000, un documentario prodotto per la TV danese ha mostrato come i membri di questo gruppo si scambiavano materiale pedo-pornografico e si davano consigli su come contattare bambini su internet nelle chat room.

(3) In Olanda è salito agli altari della cronaca il partito politico Party for Neighbourly Love, Freedom, and Diversity conosciuto anche come The Charity, Freedom and Diversity Party. In italiano: partito della Carità, della Libertà e della Diversità. Meglio conosciuto come pedo-partito o partito dei pedofili.

Gli obiettivi? Legalizzare la pedopornografia (pornografia minorile) e abbassare il limite d’età per relazioni sessuali a 12 anni, permettendo a tutti i bambini maggiori di 12 anni di fare sesso, di votare, di avere una residenza propria e di usare droghe leggere.

Il partito fu costituito il 31 maggio 2006 ed era formato da soli 3 membri auto dichiarati pedofili. “Sapere aude” era il loro motto. Si è sciolto il 14 marzo 2010 dopo 4 anni di attività pro-pedofilia. La tanto decantata “accettazione sociale della pedofilia” si è sviluppata attraverso una campagna sociale nella comunità olandese.

Secondo un sondaggio popolare indetto nel maggio del 2006, soltanto l’82% degli intervistati voleva che il governo olandese fermasse il partito dal competere alle elezioni. Sconvolgente il dato di fatto che il 18% restante non si sia mostrato favorevole alla cessazione del partito.

I tre fondatori ed unici membri del partito. Fonte della foto: wikipedia.org

Dieci anni dopo essercene liberati, i membri del partito, ancor oggi vivi, hanno annunciato il ritorno nel gennaio del 2020, una decade dopo lo scioglimento, asserendo che sarebbero tornati in attività molto presto. Il partito, dunque, è – o sarebbe – stato riformato. Uno dei fondatori originali, Marthijn Uittenbogaard, non sarà presente alla riunione a causa di un raid della polizia avvenuto a casa sua per reato di pedofilia.

L’annuncio del ritorno è visibile nel website ufficiale in lingua olandese. La sentenza scritta nel sito reca: “Begin 2020 keert de PNVD terug” – che significa “Il PNVD tornerà all’inizio del 2020”.


Francesca Romana Poleggi, nel 2013, affermava: «Del resto dal canto loro gli psichiatri stanno facendo in modo di derubricare anche la pedofilia dalle malattie mentali, così come avevano fatto per l’omosessualità negli anni ’70.  Un gruppo di professionisti ha proposto di modificare la definizione di pedofilia contenuta nel Manuale di diagnostica e statistica dei disordini mentali: non più “pedofili”, ma “persone attratte dai minori”, perché bisogna aiutare i professionisti della mente umana a comprendere detti soggetti, aldilà degli “stereotipi” e dei pregiudizi costruiti dalla società. Infatti, secondo loro, gli effetti negativi del sesso tra adulti e bambini sono stati eccessivamente sovrastimati: la grande maggioranza delle persone che ha avuto rapporti con adulti durante l’infanzia  non ha riportato conseguenze sessuali negative una volta raggiunta la maturità» e «Questa è una bugia enorme. Lo sanno tutti. Ma uno che si intendeva di comunicazione e propaganda diceva: “Mentite, mentite, qualche cosa resterà…” (Goebels)» 1.

Il sacerdote don Fortunato Di Noto, in un’intervista rilasciata a La Nuova Bussola Quotidiana , affermò: «Noi sappiamo benissimo che ci sono frange internazionali che fanno forti pressioni affinché il bambino diventi un uomo indistinto dal punto di vista sessuale. Questo fa il gioco dei pedofili perché loro guardano ai bambini al di là del sesso di appartenenza. I pedofili sono attratti dai bambini prepuberi. […] Per il pedofilo ha poca importanza il sesso del bambino, che sia maschio o femmina. […] Allora il gender si collega a questi moti relativisti culturali, ecco possiamo dire che il gender crea un terreno fertile a queste tendenze. Insomma in natura nasciamo maschi o femmine e negare questo crea già qualcosa di sbagliato» 2.

  1. dal sito provitaefamiglia.it, Francesca Romana Poleggi, 04.08.2013.
  2. dal sito provitaefamiglia.it, Alessandro Benigni, 23.09.2016.

In un articolo pubblicato su Northern Colorado Gazette nell’ottobre 2011, scritto da Jack Minor e intitolato “Pedophiles wants same rights as homosexuals”, si metteva nero su bianco come i pedofili stessero usando le medesime «tattiche» degli avvocati dei diritti gay per ottenere diritti. Il core che si cerca di sdoganare più di ogni altro è che «il desiderio per i bambini è un orientamento sessuale non differente dall’eterosessualità o dall’omosessualità». Ovviamente, tale affermazione risulta essere falsa, scientificamente errata ed è abominio contro Dio.

Il suddetto articolo è stato inserito nel libro “Standing under the wrong Rainbow” 1 di G. Deon Thompson.

  1. fonte.

Il 5 ottobre 2014, il New York Times supera se stesso come miglior produttore di “ambiguità dell’anno” con un articolo di Margo Kaplan sulla figura del pedofilo. Il pezzo si intitola:

Pedophilia: A Disorder, Not a Crime
Leggi qui l’op-ed in originale

Eccovi un estratto; «Part of this failure stems from the misconception that pedophilia is the same as child molestation. One can live with pedophilia and not act on it. Sites like Virtuous Pedophiles provide support for pedophiles who do not molest children and believe that sex with children is wrong. It is not that these individuals are “inactive” or “nonpracticing” pedophiles, but rather that pedophilia is a status and not an act. In fact, research shows, about half of all child molesters are not sexually attracted to their victims.»

Che dice: «Parte di questo fallimento scaturisce dall’interpretazione sbagliata che la pedofilia è la stessa della molestia sul bambino. Uno può vivere con la pedofilia senza fare nulla. Siti come “Virtuous Pedophiles” supportano i pedofili che non molestano bambini e credono che il sesso con i bambini sia sbagliato. Non è che questi individui siano “inattivi” o “non-praticanti” pedofili ma piuttosto che la pedofilia è uno status e non un atto. Di fatto, delle ricerche mostrano che circa la metà di tutti i molestatori di bambini non sono sessualmente attratti dalle loro vittime».

Senza un’adeguata esegesi, questi affermazioni possono generare confusione e ambiguità di interpretazione. Ne riprendo i concetti esposti.

a) “Parte di questo fallimento scaturisce dall’interpretazione sbagliata che la pedofilia è la stessa della molestia sul bambino” – La pedofilia è la stessa cosa di una molestia su bambino. Ci si dimentica di dire che è esattamente molestia sui bambini qualora questa avvenga.
b) “ma piuttosto che la pedofilia è uno status e non un atto” – inganno del ragionamento uni-laterale. La pedofilia può essere entrambe le cose.
c) “delle ricerche mostrano che circa la metà di tutti i molestatori di bambini non sono sessualmente attratti dalle loro vittime” – di quali ricerche si parla?

L’articolo genera confusione. Non sono affermazioni che possono valere per un eventuale articolo dal valore scientifico. Difensivista verso i pedofili ma non obiettivo verso la pedofilia. Può venire strumentalizzato e frainteso.


Il personaggio francese Cohn-Bendit diffuse nel mondo una serie di dichiarazioni inerenti il “sesso con i bambini” a cavallo tra gli anni 70′ e 80′. Le affermazioni sono obiettivamente squallide.

Alcune di queste sono presenti nel libro The Great Bazaar (Der grosse Basar) del 1975, dove Bendit descriveva dei momenti erotici con bambini della scuola materna ai tempi in cui lavorava come insegnante. In questo libro, l’esatta citazione è stata riportata in versione tagliata o estesa a seconda della fonte.

Su miseblogland.wordpress.com, si legge: «it happened several times, that a few children would open the fly of my pants and begin to stroke me» 1 («Accadeva molte volte che alcuni bambini mi aprissero la zip dei pantaloni e iniziassero ad accarezzarmi»). Su theguardian.com, si legge: «My constant flirtations with the children took on erotic characteristics. It happened to me several times that a few children undid my flies and started to stroke me» 2 («I miei flirt con i bambini assumevano caratteristiche erotiche. Mi capitava molte volte che alcuni bambini mi abbassassero la cerniera e iniziassero ad accarezzarmi»).

  1. Dal blog misebogland, citazione estratta dal libro The Great Bazaar, 1975, posted on 30.05.2013.
  2. Dal sito theguardian, Kate Connolly, 14.05.2013.

Il 23 aprile 1982, Cohn-Bendit partecipò alla trasmissione televisiva francese “Apostrophes” dove espresse la seguente dichiarazione:

“La sessualità di un bambino è assolutamente fantastica, devi essere sincero. In precedenza ho lavorato con bambini di età compresa tra 4 e 6 anni. Quando una bambina di 5 anni inizia a spogliarti, è fantastico, è fantastico, è un gioco erotico-maniaco… “

Cohn-Bendit

Qui sotto il video originale in lingua francese, presente su dailymotion. La dichiarazione inizia al minuto 1.25.


In Italia abbiamo avuto e abbiamo ancora oggi persone e gruppi di persone che hanno cercato e cercano tutt’oggi la normalizzazione della pedofilia. Queste ultime stanno crescendo in numero.

Uno dei primi teorici della «pedofilia normalizzata» fu Mario Meli. Attivista omosessuale, caprofago, teorico del gender, tra i primi ideologi (creatori di ideologie) pro-gender, Meli fu anche uno sdoganatore di pedofilia (attrazione sessuale verso i bambini) e di pederastia (attrazione sessuale verso gli adolescenti).

Nel 1977 pubblicò il testo «Elementi di critica omosessuale», oggi ristampato e distribuito da “Universale Economica Feltrinelli”, categoria saggi. Ecco cosa scrisse: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondonopossiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica. La società repressiva eterosessuale costringe il bambino al periodo di latenza; ma il periodo di latenza non è che l’introduzione mortifera all’ergastolo di una «vita» latente. La pederastia, invece «è una freccia di libidine scagliata verso il feto» (Francesco Ascoli)» 1.

  1. «Elementi di critica omosessuale», Mario Mieli, Universale Economica Feltrinelli, pagina 55, parte 8 “Edipo o altro”, capitolo I.

Puoi accedere al testo in PDF qui

Mario Meli è morto suicida il 12 marzo 1983. Coloro che in Italia si sono esposti in qualità di pro-pedofilia sono molti di più.


Uno dei discorsi più inesatti, errati e confusi sulla pedofilia è stato tenuto da Mirjam Heine, studentessa di medicina di nazionalità tedesca, presso la piattaforma TEDx, dove chiunque può tenere conferenze pubbliche. Il discorso si è rivelato pro-pedofilia.

Il discorso mira alla normalizzazione concettuale della pedofilia da “disordine mentale” a “orientamento sessuale nativo”. Il suo discorso mischia affermazioni lecite con concetti contro natura logicamente falsi.

Dopo aver attuato questo discorso al TEDx, il canale ufficiale TED ha rimosso il video da youtube. Oggi, il video, è comunque disponibile in un altro canale: quello di Chip Kipperly. Quest’ultimo (o ultima) avvisa che il canale potrebbe venirgli chiuso.

Update 16/08/2020: il video è stato rimosso. Ma è stato ripubblicato il 23.05.2020 dal canale DemoQracy Fighter. Eccolo.

Update 22/10/2020: il video è stato rimosso. Ancora: come volevasi dimostrare.

Mirjam Heine dice: «Let me be very clear here. Abusing children is wrong without any doubt. But a pedophile who doesn’t abuse children has done nothing wrong. I want to quickly summarize where we are at the moment. According to current research, pedophilia is an unchangeable sexual orientation, just like for example heterosexuality. No one chooses to be a pedophile. No one can cease being one. The difference between pedophilia and other sexual orientations is that living out this sexual orientation will end in a disaster.»

Ovvero: «Facciamo chiarezza. Abusare dei bambini è sbagliato senza dubbio alcuno. Ma un pedofilo che non abusa dei bambini non ha fatto nulla di male. Voglio fare il punto di dove siamo al momento. Secondo le ricerche attuali (quali? NdFabio), la pedofilia è un orientamento sessuale immutabile, proprio come, per esempio, l’eterosessualità. Nessuno sceglie di essere un pedofilo. Nessuno può smettere di esserlo. La differenza tra la pedofilia e altri orientamenti sessuali è che vivere questo orientamento sessuale finirà in un disastro».

Capite?

Secondo lei:

  • La pedofilia è un orientamento sessuale immutabile
  • È come l’eterosessualità: uguale
  • Nessun pedofilo può smettere di esserlo

La pedofilia è invece un disturbo, un disordine mentale, non è un orientamento sessuale, non è paritetica all’eterosessualità e non è una condizione nativa.

La dottoressa Linda Mintle la pensa in maniera analoga, così come si espresse a CBN News: «Pedophilic disorder is a mental disorder. It is one type of mental disorder in the category of paraphilias» («Il disturbo pedofilo è un disordine mentale. È un tipo di disordine mentale che rientra nelle categorie delle parafilie»).

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth edition avrebbe cambiato la definizione di pedofilia e si riferirebbe ora alla pedofilia come “orientamento sessuale”.

La pensa diversamente la American Psychiatric Association (APA) che ha mantenuto la posizione storica da sempre sostenuta: «The American Psychological Association maintains that pedophilia is a mental disorder; that sex between adults and children is always wrong; and that acting on pedophilic impulses is and should be a criminal act. The American Psychological Association has worked for many years to prevent child sexual abuse and will continue to do so.» («L’APA continua ad affermare che la pedofilia è un disordine mentale; che il sesso tra adulti e bambini è sempre sbagliato; e che l’atto degli impulsi pedofili è e dovrebbe essere un atto criminale. L’APA ha lavorato per molti anni per prevenire abusi sessuali sui bambini e continuerà a fare lo stesso»).

Per un ulteriore approfondimento, si possono consultare CBN, La Nuova Bussola Quotidiana e Il Timone.


Questa è solamente la punta dell’Iceberg: esiste un sottosuolo che gradualmente sta uscendo alla scoperta. La pedofilia è un disturbo e un disordine mentale; l’atto della pedofilia è un abominio satanico e il pedofilo è una persona malata che deve farsi curare. La pedofilia non è un orientamento sessuale, non è nativo, non ci nasci, non è naturale e qualsiasi rapporto sessuale adulto – bambino è contro natura ed in quanto tale in abominio a Dio. L’uomo è libero di opporsi così come di lasciarsi manipolare dall’inganno mediatico, facendosi preda del maligno. Ognuno otterrà ciò che merita e tutti, nessuno escluso, passeranno dal Giudizio Divino.

Apocalisse di San Giovanni 22, 11 Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora. 12 Ecco, io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere

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