La spada di San Michele Arcangelo

Il 5 aprile 2020, giorno della domenica delle Palme, presso Monte Sant’Angelo, dalla grotta di San Michele, è stata estratta la spada di San Michele Arcangelo, la quale è stata portata dinanzi la Grotta, in processione, assieme al Santissimo Sacramento. Trattasi di una risposta di fede, dinanzi i disordini internazionali causati dall’uomo, in particolar modo con la costruzione della pandemia. Ad un problema che incombe, l’uomo risponde con una soluzione che sia costituita da fides et ratio, fede e ragione.

  • 0.00min: il sacerdote inizia il discorso d’apertura.

    3.56min: inizia il rito di prelevamento della spada.

  • 5.55min: esposizione del Santissimo Sacramento.

    6.32min: viene presa la Croce di lato alla Statua di San Michele Arcangelo.

    7.03min: viene preso il Santissimo.

    7.12min: inizia la processione fino all’entrata della Grotta. Cantano “Ti adoriamo Ostia Divina”.

  • 11.45min: inizia la preghiera dinanzi il Santissimo, posto dinanzi l’entrata della Grotta. Il sacerdote recita una preghiera.

    17.39min: il sindaco recita la preghiera a San Michele Arcangelo.

    20.29min: viene preso il Santissimo e portato per la Benedizione sulla città.

Ecco la preghiera recitata dal sindaco.

“Una città che s’inginocchia davanti a te
attraverso le mie ginocchia;
è una città che solleva verso di te
lo sguardo attraverso i miei occhi;
è una città che ti prega
oggi attraverso la mia voce.
Così come nel 1656,
anche oggi abbiamo varcato
il cancello di ferro,
attraversato il cortile di pietra,
e disceso gli 86 gradini,
venendo a cercati nel cuore
della Montagna Sacra. 
Accetta questa nostra preghiera,
difendi con la tua spada la nostra città,
il nostro Paese da questa pandemia.
Proteggi questo popolo oggi come allora.
Dagli la forza di rimanere unito
davanti a questa terribile emergenza.
Proteggi quelle donne e quegli uomini
che hanno preso in braccio l’Italia
cercando di traghettarla
dall’altra parte del tunnel.
Ti supplichiamo Arcangelo Michele
di darci la forza di costruire una normalità
in cui la sanità conta più delle armi,
le garanzie dei lavoratori contano più del profitto,
la famiglia, cioè le persone con cui abbiamo deciso
di condividere la nostra vita,
qualsiasi età esse abbiano,
conti più di tutto.
Che questa nostra preghiera
possa essere un canto che sale dritto a Dio”

Iconografia del santo Arcangelo

Vuoi saperne di più sull’iconografia di San Michele Arcangelo? Clicca qui.

Sottoponiamo ad un processo analitico uno degli elementi primari dell’iconografia del santo arcangelo Michele: la spada. Essa è rappresentata sia nella tradizione occidentale che orientale, ed entrambe le rappresentazioni grafiche vedono in essa l’elemento d’eccellenza dell’interpretazione visuale dell’arcangelo, simbolo di forza e di opposizione alle tenebre. Non c’è rappresentazione visuale dell’arcangelo senza che esso non sia provvisto della sua spada. La spada è simbolo di forza, difesa e reazione. Nel caso del santo arcangelo, vi sono specificazioni di carattere teologico che vale realmente la pena divulgare e conoscere.

Il significato semiotico della spada è talmente sottile che, privi di un’adeguata educazione alla lettura interpretativa, si può pensare che essa è lì per fare del male al male, come se l’arcangelo rispondesse alle tenebre usufruendo degli stessi strumenti del male. Ciò sarebbe una contraddizione di carattere teologico, un paradosso dell’essere. Notare che la spada, così come dipinta e idealizzata, esercita non un’azione di nullità del male, ma di limitazione del male, delimitando i confini di azione del maligno e precludendone la sua espansione dirompente.

San Michele volge la spada non in atto di distruzione, ma in segno di scacciata del maligno e di protezione del regno di Dio. Michele non distrugge né giudica; ciò è compito esclusivo di Dio. Ecco perchè egli sovrasta le tenebre, ma non le annienta; innalza la spada in segno di minaccia nei confronti di colui che si ribellò in Cielo, ma non affonda la spada nello spirito maligno. Egli, San Michele, si erge a protettore del Regno di Dio e delle anime elette di coloro che vogliono seguire il cammino con Gesù, lassù fino ai Cieli.

È dunque consigliato che si preghi e si pratichi la propria personale devozione nei confronti di San Michele Arcangelo, in particolar modo per chiunque sia fortemente tentato dal maligno, abbia problemi di possessione e sia oggetto particolare delle attenzioni di Lucifero. La spada di San Michele non annichilisce, ma separa il male dal bene; egli è colui che aiuta a separare gradualmente le tenebre dal cuore dell’uomo, aiutando costui a ricongiungersi con Dio. Poichè la Chiesa Cattolica insegna il culto devozionale all’arcangelo, è lecito che questo si diffonda attraverso i secoli e i tempi, ed in ogni cultura, affinchè ogni persona si metta sotto la protezione dell’arcangelo nel proprio cammino di vita.

San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità
e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo
che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste,
con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell’inferno satana 
e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo
per far perdere le anime.
Amen. 

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