La società ha bisogno della Via Crucis

La Via Crucis è un’esperienza da vivere. E ciò che si vive non necessariamente si studia, si legge o si osserva: si attua, attraverso un processo concreto, sensibile e materiale, ove il pensiero è tradotto in materia, dove è il corpo stesso che si coinvolge per poter vivere. Ergo, per l’appunto, si vive. Se lo vivi, non sei più il soggetto passivo dell’idea, colui che osserva, ma il soggetto attivo dell’idea stessa, colui che la vive. La Via Crucis letta semplicemente nell’opuscolo religioso non è la medesima che vissuta realmente nel proprio cuore, nella realtà che ci circonda: la prima, primariamente, arricchisce le nozioni della psiche; la seconda, primariamente, funge da alimento per la devozione interiore.

Entrambe, tuttavia, possono essere vissute, poichè è l’intelletto che contempla la Via Crucis; ed è il cuore – l’interiorità dell’anima – che vive l’atto della Passione di Cristo. Questo rende possibile viverla, mediante la contemplazione, sia da seduti in camera propria, sia dal vivo in una Chiesa particolare. La Via Crucis si vive poichè non è una ripetizione culturale fine a se stessa, ma un atto devozionale vivo che l’anima può offrire a Dio. Poichè la persona si coinvolge con il proprio intelletto e con le profondità del proprio spirito, la Via Crucis è alimento per il rapporto personale con Cristo.

Inginocchiarsi e contemplare la Passione di Cristo significa ricordare Colui che ci ama e che si ama. È l’amore in atto, attuato per amore e dedicato a Cristo nuovamente per amore. La Via Crucis è la meditazione dovuta del Vangelo, affinchè il ricordo della Passione si conservi pubblico e saldo tra le popolazioni del mondo ed ogni fedele possa arricchire l’interiorità dell’anima, custode della fede, mediante un atto di devozione esteriore. È un piccolo capolavoro di esperienza, riflessione, meditazione, silenzio e spiritualità cristiana. Ognuna può farla da sé o prenderne parte.

  1. Gesù è condannato a morte
  2. Gesù è caricato della croce
  3. Gesù cade per la prima volta
  4. Gesù incontra sua madre
  5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene
  6. Santa Veronica asciuga il volto di Gesù
  7. Gesù cade per la seconda volta
  8. Gesù consola le donne di Gerusalemme
  9. Gesù cade per la terza volta
  10. Gesù è spogliato delle vesti
  11. Gesù è inchiodato sulla croce
  12. Gesù muore in croce
  13. Gesù è deposto dalla croce
  14. Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro

Le Vie Crucis possono avere una caratterizzazione differente a seconda di dove la si faccia e di come la si viva. La Via Crucis che maggiormente permette di intraprendere un itinerario di sacrificio, che rievochi lo sforzo sacrificale compiuto da Gesù, è sul monte Krizevac di Medugorje. La peculiarità della Via Crucis di Medugorje è che si sale verso la cima, esattamente come fece Gesù; e ci si sforza per farlo, non essendo la salita di amena prosecuzione, esattamente come fece Gesù. Intraprendere la Via Crucis sul monte Krizevac di Medugorje predispone non ad eseguirla passivamente, ma a viverla attivamente, rendendosi partecipi, nei limiti dell’esperienza umana, dell’esperienza divina.

Se vissuta con padre Silvano, vi ritroverete a salire lungo i pendii del monte intorno alle 3 del mattino (quando ogni cosa è illuminata dalla luna, quale luce mistica della notte) e a raggiungere la cima intorno alle 6, al sorgere del sole. Quando raggiungerete la cima, laddove risiede la 14° stazione e poco oltre la grande croce bianca edificata nel 1933, potrete vivere il sorgere del sole, la cui luce renderà visibile il panorama naturale, dapprima coperto dall’oscurità filtrata dai raggi lunari. Eilà sole vi sembrerà l’Eucaristia: vedrete una palla di fuoco innalzarsi dall’alto verso il basso, come fosse il pane divino innalzato dal sacerdote.

È un’esperienza tra le più belle, peculiari ed intense che abbia mai vissuto. Un autentico itinerario del fedele, dove vengono provate continuità, perseveranza e sforzo. Lì, ad ogni passo, potrete vivere il cammino di perseveranza, donando voi stessi per Cristo, offrendo ogni goccia sudata, ogni difficoltà, ogni sofferenza, ogni piccolo sforzo fisico e mentale, ad ogni passo.

È un cammino ascetico costituito dai silenzi della natura, dai vagiti del selvaggio, dalla compagnia di persone che non hai mai visto in vita tua, dalla riflessione sulla Passione di Cristo, dalla preghiera personale e comunitaria e dalle sofferenze che ognuno di coloro che partecipa porta. Tutto da vivere fino all’ultimo minuto, quando, raggiungendo la cima, vedrete il sole sorgere ed il cielo divenire azzurro: uno spettacolo naturale. Avrete il panorama di Medugorje, dall’alto e tutto per voi. La cima del Krizevac, del tutto deserta. È un’esperienza indimenticabile.


Qualora pensiate di fare una Via Crucis a Medugorje DA SOLI, VI INVITO ASSOLUTAMENTE A NON ANDARE DI NOTTE DA SOLI SUL Krizevac.
RIPETO: NON ANDATE DA SOLI SUL KRIZEVAC, DI NOTTE, PER NESSUNA RAGIONE. IL MIO NON È UN CONSIGLIO: È UNA DIRETTIVA DELLE AUTORITÀ LOCALI.

Se andate da soli, andate sempre e solo in orario diurno, tra l’alba e la sera. Se siete soli in cima, accertatevi di scendere prima che faccia buio.

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