Grave abuso di potere della Polizia a Cerveteri: violati l’art. 405 c.p., l’art. 5 (2) dell’Accordo 1984 e l’art. 19 della Costituzione

Mi sono preso del tempo per riflettere prima di pubblicare quanto segue. Ogni notizia va necessariamente sottoposta ad una serie di questioni: è utile che venga pubblicata o si rischia solamente di alimentare l’inutilità, l’insulsaggine e la mondanità? In questo caso specifico, dovevo dunque chiedermi: Chi ha fatto cosa? Chi ha subito cosa? Quanto è accaduto è lecito? Cosa è successo? Quali delle due parti è lesa? Dopo un periodo di riflessione, mi sento di voler dare supporto a questa notizia e di promuovere l’appello che ne è conseguito. Siamo dinanzi un abuso di potere ed è necessario che le autorità intervengano per porvi rimedio.


Cosa è successo?

  • Quando e dove – I fatti sono successi domenica 15 marzo presso la Chiesa di San Francesco di Assisi di Marina di Cerveteri, frazione di Cerveteri, comune di 38.144 abitanti della Città Metropolitana (ex-provincia) di Roma, a nord-ovest del comune capoluogo.
  • Cosa stava avvenendo – Domenica 15 marzo, nel comune di Cerveteri (RM), don Mimmo, parroco della Chiesa di San Francesco di Assisi, stava facendo una Santa Messa senza fedeli all’interno, solamente con le porte aperte in modo tale da rendere disponibile l’ascolto della Messa da fuori, nei limiti del Decreto Ministeriale e del Decreto CEI dell’8 marzo. Le porte erano aperte, è vero, con i fedeli che potevano assistervi da FUORI, nell’apposito sagrato e all’esterno della struttura parrocchiale, tant’è che era stato messo anche il leggio posto in posizione centrale della navata, il tutto mentre i fedeli erano con mascherina e nel rispetto delle dovute distanze di un metro a persona tra i singoli partecipanti. Il numero di fedeli era esiguo, si parla di una decina di partecipanti massimo.
  • Il fatto – Due agenti di prossimità della Polizia di Cerveteri hanno fatto irruzione, entrando da un momento all’altro senza preavviso e senza accordo con l’autorità ecclesiastica, con berretto e senza il dovuto rispetto nei confronti del luogo sacro, si sono presentati sull’altare, interrompendo la Santa Messa durante il momento solenne, dando le spalle al Tabernacolo, prendendo possesso del microfono senza alcuna autorizzazione ed intimando di fermare la Santa Messa e di chiudere la Chiesa, applicando ed imponendo una giurisdizione, con carattere e modalità impositive e dittatoriali, su un territorio che non è di loro competenza.

La notizia con video allegato dell’abuso è stata riportata da Alexey Gotovskiy.


Do risalto dunque a questa notizia perchè, personalmente, credo che si sia superato il LIMITE. L’impressione è di essere vicini ai luoghi e alle modalità di un regime dittatoriale dove perfino presenziare ad una Messa, con i fedeli FUORI della stessa, è proibito. Stiamo andando OLTRE l’applicazione del Decreto Ministeriale e del Decreto CEI dell’8 marzo.

Quanto successo rievoca gli scenari passati e attuali della Chiesa in Cina: sembra una situazione ordinaria alquanto comune, di quelle a cui il popolo cinese è abituato da anni. Gli agenti della polizia che entrano per fermare una Messa ed espellere i fedeli: ma quante volte è accaduto in Cina? Peccato che siamo in Italia. Giammai era successa una cosa simile qui da noi.


Il fatto del 15 marzo viola l’articolo 405 del Codice Penale (qui), il canone 1375 del Codice di Diritto Canonico (qui), l’artICOLO 5 (2) dell’Accordo Stato-Santa Sede del 18 febbraio 1984 (qui), l’ARTICOLO 19 della Costituzione Italiana (qui) e i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.

1) L’articolo 405 del Codice Penale afferma:

Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto di una confessione religiosa (1), le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è punito con la reclusione fino a due anni (2).

Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione da uno a tre anni.

(1) L’art. 9 della l. 24 febbraio 2006, n. 85 ha sostituito la precedente locuzione “del culto cattolico”, così da unificare nella tutela apprestata da tale disposizione tutte le confessioni religiose, eliminando quindi la disparità di trattamento tra la religione cattolica e le altre.
(2) Prima del 2006, la Corte Costituzionale si era espressa nel senso dell’incompatibilità del trattamento sanzionatorio qui previsto in riferimento alla sola religione cattolica con il principio di uguaglianza.

2) Il CANONE 1375 del Codice di Diritto Canonico afferma:

Can. 1375 – Coloro che impediscono la libertà del ministero o dell’elezione o della potestà ecclesiastica oppure l’uso legittimo dei beni sacri o di altri beni ecclesiastici, oppure terrorizzano l’elettore o l’eletto o chi esercita potestà o ministero ecclesiastico, possono essere puniti con giusta pena.

3) L’ARTICOLO 5 (2) dell’Accordo Stato-Santa Sede del 18 febbraio 1984 afferma:

Articolo 5

2. Salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non potrà entrare, per l’esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all’autorità ecclesiastica.

4) L’ARTICOLO 19 della Costituzione Italiana afferma:

Articolo 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume [cfr. art.8, 20].


I decreti ministeriali e CEI dell’8 marzo sospendono e ‘proibiscono’ le Sante Messe con partecipazione del popolo, implicando dunque l’assenza di fedeli all’interno della Chiesa. Tuttavia, la specificazione che le porte debbano rimanere chiuse non appare scritta da nessuna parete. Né tantomeno appare negata, in modo specifico, manifesto ed inequivocabile, la possibilità per i fedeli di stare fuori, nel Sagrato, all’esterno della Chiesa, ad un metro di distanza l’uno dall’altro e con mascherina, giunti solamente per ascoltare da fuori. Notare che non c’è alcun divieto (né nel decreto ministeriale né nel decreto CEI dell’8 marzo), per i fedeli, di sostare FUORI della Chiesa.

Nei limiti del decreto, il sacerdote don Mimmo ha dunque rispettato le normative specifiche richieste da Stato e Chiesa, compiendo una Santa Messa senza concorso di popolo all’interno della Chiesa e lasciando la porta frontale aperta solamente per permettere ai fedeli, nel sagrato, da FUORI e all’ESTERNO della struttura, di poter perlomeno ‘sentire’ la Liturgia Sacra, senza partecipazione diretta e interna. Bisogna aggiungere che i fedeli, come dimostrato dal video che è stato filmato (e che sembrerebbe non più disponibile), erano in quantità limitata, forse non si arrivava nemmeno a dieci unità. Niente proibisce ai fedeli di sostare all’ESTERNO.

L’irruzione della polizia è stata priva del dovuto rispetto che si deve e del tutto impunita e arrogante.

Come sottolineato da La Nuova Bussola Quotidiana:

“I banchi della parrocchia erano totalmente vuoti e l’ingresso ostruito, quindi quella di ieri era a tutti gli effetti una celebrazione senza la partecipazione dei fedeli, in ottemperanza alle disposizioni emanate dal vescovo competente, monsignor Gino Reali, e dalla Cei che ha dovuto accogliere le misure fortemente restrittive del decreto governativo”

LNBQ

Dunque?

Abuso di potere e grave violazione degli articoli sopra riportati. E dell’appello che ho nominato all’inizio? Ve ne parlo subito. A seguito del “Caso Cerveteri”, un gruppo di persone ha scritto e firmato un appello rivolto a tutti i Vescovi d’Italia. L’appello è già stato redatto, firmato e inviato alla CEI. Non è possibile aggiungersi all’appello. Non è una petizione.

Qui c’è qualcuno che ha fatto le urine fuori dal vasino. E non è Don Mimmo, la Chiesa anche fin troppo obbediente ai decreti civili o questo popolo oramai giunto all’esasperazione per non poter nemmeno rimanere fuori nel sagrato durante una Santa Messa. L’abuso non può rimanere impunito e quanto può essere fatto, nei limiti della giurisdizione, va fatto. Evitiamo il mormorio e la condanna per coloro che hanno compiuto questo abuso e mettiamoci pronti a perdonare e a dar Misericordia nei confronti di chi è indifferente alla vita spirituale dei fedeli e della Chiesa. E preghiamo per reggere la Barca di Pietro, giunta ad un punto nella storia dove fatica perfino ad esercitare i suoi stessi diritti.

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