Il libro liturgico del 1978 – “Rito della Comunione fuori della Messa e Culto liturgico” – ci da la possibilità di ricevere l’Eucaristia fuori della Messa

Come è risaputo, con il decreto ministeriale dell’8 marzo sono state sospese “le cerimonie civili e religiose” mentre con il decreto CEI, anch’esso dell’8 marzo, viene sospesa la Santa Messa con concorso di popolo fino al 3 aprile. Sorvolo su commenti di natura critica, inclinazioni emotive e frustrazioni personali generate da quanto sta accadendo e proseguo fino alla risoluta finalità di questo mio nuovo pezzo – Il cui fine è già espresso nel titolo. E infatti la storia è questa: le Sante Messe sono sospese fino al 3 aprile, sia esse festive o feriali. Potranno essere fatte solamente dal sacerdote senza concorso di popolo. Si è dunque sollevati dal precetto domenicale.

Fa male.

Ed i fedeli sanno il significato della Messa? Io credo che molti lo sappiano. Mentre molti altri devono ancora scoprirlo – ed è naturale. Vediamo quanto dice il CCC – Catechismo della Chiesa Cattolica – articoli 1324•1327.

1324 L’Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana».«Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua».
1325 «La comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall’Eucaristia. In essa abbiamo il culmine sia dell’azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre nello Spirito Santo». 
1326 Infine, mediante la celebrazione eucaristica, ci uniamo già alla liturgia del cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sarà «tutto in tutti» (1 Cor 15,28).
1327 In breve, l’Eucaristia è il compendio e la somma della nostra fede: «Il nostro modo di pensare è conforme all’Eucaristia, e l’Eucaristia, a sua volta, si accorda con il nostro modo di pensare».

La Messa è l’Alfa e l’Omega della vita cristiana.

Nella Santa Messa vi è Cristo in corpo e sangue. Egli è il centro della vita di ogni cristiano. Con la sospensione della Messa senza concorso di popolo si ha, eccetto che per i sacerdoti, la proibizione di Cristo, Corpo e Sangue, che discende da noi e in noi, ogni giorno, tutti i giorni, nella Celebrazione Eucaristica, fino alla fine del mondo.

Per noi fedeli è una negazione sofferente. Come fare? Attendiamo il 3 aprile e addio Messa fino ad allora? E se il 3 aprile le disposizioni attuali dovessero rinnovarsi ancora e in avanti? Non c’è proprio nessuna possibilità di ricevere Cristo, a causa delle direttive emanate?

In questo caso, così come nei casi in cui non si possa ricevere l’Eucaristia nella Santa Messa per impossibilità di accesso e/o problemi personali del fedele di turno (ivi la malattia), ci viene in aiuto il documento ecclesiastico intitolato Rito della Comunione fuori della Messa e Culto liturgico, approvato secondo le delibere dell’Episcopato e confermato il 4 gennaio 1978 dalla Sacra Congregazione dei Sacramenti e Culto Divino (oggi rinominata come Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti).

Il libro è disponibile in digitale per la lettura qui

Il Cap. I “La Santa Comunione fuori della Messa” delibera e manifesta tutte le normative e le possibilità di ricezione dell’Eucaristia fuori della Messa.

Il punto 1 del paragrafo I ci ricorda cosa sia la Celebrazione Eucaristica. Essa è <<il centro di tutta vita cristiana>> e aggiunge <<Nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo>>.

È nei punti 14 e 16 dove la Chiesa meglio specifica l’atto di distribuire il Corpo ed il Sangue di Cristo fuori della Messa.

È bene sottolineare il punto 14, ove reca «I sacerdoti però non rifiutino di dare la Santa Comunione anche fuori della Messa ai fedeli che ne fanno richiesta. È bene anzi che a quanti sono impediti di partecipare alla celebrazione eucaristica della comunità, si porti con premura il cibo e il conforto dell’Eucaristia». Ed il punto 16, ove reca «la Santa Comunione fuori della Messa si può distribuire in qualsiasi giorno e in qualunque ora del giorno».

Nel comunicato dell’8 marzo, la CEI conferma la sospensione della Santa Messa con concorso di popolo ma non si espone né esplicita l’eventuale esclusione dell’Eucaristia fuori della Messa, come se questo atto facesse parte delle “cerimonie religiose” e degli “eventi in luogo pubblico o privato” sospesi dal decreto ministeriale o delle “Sante Messe” come specificato dalla CEI.

Come esposto nel Decreto Ministeriale, punto g) e punto i), ad essere sospese sono:

g) sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonche’ gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi e’ sospesa ogni attivita’;

Di questo punto è chiaro, esplicito ed evidente che non ne fanno parte le Sante Messe.

i) l’apertura dei luoghi di culto e’ condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilita’ di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d). Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri;

Dunque sono sospesi “gli eventi in luogo pubblico o privato”“compresi quelli di carattere […] religioso” e “Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”.

Il Decreto CEI ha interpretato in termini letterali il decreto ministeriale sospendendo la Santa Messa con concorso di popolo fino al 3 aprile. Essa potrà essere celebrata solamente dal pastore avente l’Ordine Sacro (il sacerdote) senza partecipazione di fedeli. La Santa Messa senza concorso di popolo e a porte chiuse (pur sottolineando che “a porte chiuse” non sia specificato ed implicito nei decreti) è dunque lo standard attuale.

Ciò detto, la possibilità di ricevere l’Eucaristia da un presbitero fuori della Messa, non è in modo formale ed esplicita negata nell’assoluto del Decreto Ministeriale e nel Decreto CEI. Non rientra tra ciò che è stato vietato e sospeso.

Serve dunque che la CEI si esprima deliberando e/o incoraggiando il sacerdote a prestar servizio in tale senso, casomai ce ne fosse bisogno. Inoltre, il sacerdote di per sé non ha l’ordine di non dar l’Eucaristia fuori della Messa, in quanto l’ordine ecclesiastico specifico riguarda la sospensione della Santa Messa al popolo fino al 3 aprile, il Funerale a porte chiuse con parenti stretti (max. 20 persone) e l’annullamento di Sacramenti particolari (Matrimoni e Battesimi) ed in aggiunta eventi in luogo pubblico e privato.

Inoltre, l’atto di ricevere l’Eucaristia fuori della Messa, anche da soli e a tu per tu con il sacerdote, non ha bisogno di nessun permesso specifico (essendo esso già stato emanato dalla Chiesa) ed in aggiunta non ha ricevuto nessun esplicito divieto in nessuno dei due Decreti e sarebbe del tutto regolabile in quanto a flusso di persone e distanza di sicurezza. Il sacerdote di per sé potrebbe dunque farlo così come disposto dalla Chiesa e senza che un eventuale atto autoritario politico potesse impedirglielo. Tuttavia, è chiaro che senza un’esplicita ‘incitazione’ formale della CEI, molti presbiteri potrebbero non sentirsela, considerando l’attuale situazione, di attuare una tale possibilità, considerando le mille varianti personali psicologiche ed emotive. Potrebbe anche non venire in mente affatto. Dunque un ‘sollecito’ ufficiale sarebbe consono e quanto mai adeguato.

Infine, ci viene incontro il prezioso contributo di don Mauro Gagliardi, pubblicato nel blog di Aldo Maria Valli: “Sebbene per attuare la possibilità qui ricordata non vi sia bisogno di alcun permesso specifico (soprattutto nei casi di Comunione ad un singolo fedele), sembra probabile che la maggioranza dei sacerdoti – per diversi motivi, emergenziali o ideologici – non accederà spontaneamente ad essa. Un’indicazione ufficiale della Cei in questo senso sarebbe pertanto provvidenziale. Confidiamo che i nostri vescovi vogliano operare proprio in questa direzione e di questo li preghiamo”.

Speriamo dunque che, secondo quanto disposto dal Patrimonio della Chiesa, venga sollecitata e dunque attuata la possibilità di fatto di ricevere almeno l’Eucaristia al di fuori della Messa, visto che non sarà possibile prender parte al Sacrificio di Cristo fino al 3 aprile.

Se la CEI si esprimesse in tal senso meglio specificando questa opportunità (in modo tale che nessuno possa gridare “Al lupo” nel caso in cui ciò avvenisse), in virtù del Decreto emesso l’8 marzo, sarebbe per noi fedeli e per i presbiteri una nota di sollievo.

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