Oggi, domenica 8 marzo 2020, è la festa del Signore (e nient’altro)

Qualcuno si ricorda il significato cristiano della domenica? Qualcuno ha in mente cosa dicevano, i nostri ragazzi catechisti (in passato c’erano ancora giovani che facevano catechismo…), durante le lezioni di catechismo sulla domenica, in un 1998, in un 2000 o in un 2003? Ci si può tutti ricordare che, in sostanza, ciò che apprendevamo era che la domenica era il giorno del Signore, era di precetto e che si andava a Messa per incontrarsi con Lui.

[inframezzo: Medugorje e Santa Messa: sai quanto è bella?]

Le esplicitazioni catechistiche, grazie alla profondità intellettuale del Vangelo, potevano assurgere ad una spiegazione più complessa e divenire autentici elaborati di Dottrina e Fede. Ma ai bambini si semplifica e si presenta “Il Signore in versione semplice”, com’è giusto che sia, senza tuttavia snaturare la dottrina distinta di Cristo.

Comunque sia, per noi, la domenica veniva spiegata e così riassunta: “di domenica si va a Messa perchè è il giorno del Signore”. Sappiamo e avevamo sempre in mente che di domenica si va a Messa.

Cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica sulla domenica?

Per saperlo con esattezza assoluta, dobbiamo aprire il CC qui:

[fonte: vatican.va]

Parte terza
“La vita in Cristo”

Sezione seconda
“I Dieci Comandamenti”

Capitolo primo
“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”

Articolo 3
“Terzo Comandamento”

Il Catechismo, che comprende e contiene la Dottrina di Cristo ottenuta dai Vangeli, ben espone il significato cristologico della domenica, la sua natura di precetto e il valore domenicale della Santa Messa. Il Catechismo, basato sulla parola di Dio (o “estratto da essa”), ci dona la Rivelazione, i significati e i precetti relativi alla domenica, donandoci una documentazione completa su cosa sia la domenica e cosa Dio desideri da noi in questo giorno. Estrapolando alcuni tra gli articoli essenziali disponibili, la Chiesa infatti ci insegna quanto segue.

2176 La celebrazione della domenica attua la prescrizione morale naturalmente iscritta nel cuore dell’uomo «di rendere a Dio un culto esteriore, visibile, pubblico e regolare nel ricordo della sua benevolenza universale verso gli uomini».
2180 Il precetto della Chiesa definisce e precisa la Legge del Signore: «La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa». «Soddisfa il precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente».
2181 L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti) o ne siano dispensati dal loro parroco. Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave.

2185 Durante la domenica e gli altri giorni festivi di precetto, i fedeli si asterranno dal dedicarsi a lavori o attività che impediscano il culto dovuto a Dio, la letizia propria del giorno del Signore, la pratica delle opere di misericordia e la necessaria distensione della mente e del corpo. Le necessità familiari o una grande utilità sociale costituiscono giustificazioni legittime di fronte al precetto del riposo domenicale. I fedeli vigileranno affinché legittime giustificazioni non creino abitudini pregiudizievoli per la religione, la vita di famiglia e la salute. «L’amore della verità cerca il sacro tempo libero, la necessità dell’amore accetta il giusto lavoro». 
2188 Nel rispetto della libertà religiosa e del bene comune di tutti, i cristiani devono adoperarsi per far riconoscere dalle leggi le domeniche e i giorni di festa della Chiesa come giorni festivi. Spetta a loro offrire a tutti un esempio pubblico di preghiera, di rispetto e di gioia e difendere le loro tradizioni come un prezioso contributo alla vita spirituale della società umana. Se la legislazione del paese o altri motivi obbligano a lavorare la domenica, questo giorno sia tuttavia vissuto come il giorno della nostra liberazione, che ci fa partecipare alla «adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli» (Eb 12,22-23).

In sintesi
2189 «Osserva il giorno di sabato per santificarlo» (Dt 5,12). «Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore» (Es 31,15).
2190 Il sabato, che rappresentava il compimento della prima creazione, è sostituito dalla domenica, che ricorda la nuova creazione, iniziata con la risurrezione di Cristo.
2191 La Chiesa celebra il giorno della risurrezione di Cristo nell’ottavo giorno, che si chiama giustamente giorno del Signore, o domenica. 
2192 «Il giorno di domenica […] deve essere osservato in tutta la Chiesa come il primordiale giorno festivo di precetto». «La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa». 
2193 «La domenica e le altre feste di precetto i fedeli […] si astengano […] da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo». 
2194 L’istituzione della domenica contribuisce a dare a tutti la possibilità di «godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa». 
2195 Ogni cristiano deve evitare di imporre, senza necessità, ad altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore.

La domenica è oggi stata violata del suo significato cristiano: la sua stessa natura di “giorno solare”, dettata dall’Antico e dal Nuovo Testamento, è stata pubblicamente snaturata, violata e soppressa grazie ad una progressiva paganizzazione del mondo, supportata dai decreti legge che tanto hanno voluto riforme anti-cristiane e la mentalità di un tempo, che voleva il giorno della domenica come giorno Festivo e di Riposo, è stata invertita (oggi la domenica è un giorno feriale qualunque).

La domenica, per gran parte delle persone, non ha più valore né come culto pubblico a Dio, né come giorno del Signore ad esso dedicato, né come giorno di gioia, di silenzio e di riposo. È ormai di pochi il significato biblico e l’originale applicazione dei suoi precetti. Soltanto un piccolo gregge, ad oggi, vive la domenica come sempre è stato fatto fin dai tempi antichi. Pochi vanno a Messa e la maggior parte delle persone lavora. Vengono così violati e preclusi i precetti scritturali, presenti nei Testi Sacri della Rivelazione.

Una parte del Vangelo viene così dimenticata, ‘sorpassata’ e perduta. Almeno in parte. Almeno per alcuni, molti, tanti. Questo è triste. E lo è ancor di più oggi, domenica 8 marzo 2020. Perchè? Perchè, con il decreto CEI in tempi di coronavirus, le Sante Messe con concorso di popolo sono state sospese fino al 3 aprile – incluse quelle della domenica. È dunque malinconico una domenica senza l’incontro con Cristo, la cui assenza è legittimata dai decreti. Il distacco può far male ma può essere letto in chiave cattolica: può essere e divenire una prova di fede, per unirci ancor di più a Cristo in questo tempo in cui non si potrà riceverLo.

La Messa è l’incontro con Cristo, la più alta forma di preghiera e il più potente esorcismo che esista sulla terra. Se il popolo si allontana da essa, viene dimenticato e messo da parte un pezzo del Regno di Dio sulla terra: come togliere il cuore pulsante della vita cristiana. Vedere il futuro secondo la virtù della speranza è cosa buona e giusta: significa vedere un futuro prossimo dove tutto tornerà alla normalità.. come è sempre stato.

Dio ha chiesto solamente un giorno “di precetto” per partecipare alla Messa e pure quello gli è stato tolto. Sento il principe del mondo urlare “vittoria”. Ma, come ogni periodo di buio, la luce è destinata a tornare e a risplendere. Dopo la notte, arriva l’alba. Dopo il buio, arriva la luce. Speriamo presto.. che altro posso aggiungere dal cuore? Resistiamo in questa prova con la preghiera!

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