“Raccomandazioni di etica clinica” (06.03.2020): ecco il nuovo documento della SIAARTI sul coronavirus che propone ‘la scelta’

È stato pubblicato ieri il nuovo documento in PDF della SIAARTI (Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva) realizzato da 7 figure chiave, sei uomini e una donna, inerente le raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione. Ne sono venuto a conoscenza oggi e desidero condividerlo. Eccovi qui sotto il documento completo.

Leggi il documento completo in PDF

In totale, il documento SIAARTI presenta quindici raccomandazioni. È un testo che si presenta come risorsa digitale open-source, liberamente usufruibile, caratterizzato da una pulizia certosina nella strutturazione grafica dei contenuti e scorrevole nella lettura. Va annotato che la sua promozione è avvenuta in sordina, pur essendo esso di rilievo nella gestione etica dei casi di coronavirus da parte del settore medico nazionale italiano. Eccovi un estratto dal PDF, direttamente dalla raccomandazione n.3 del documento – Sfondo verde, colorazione blu, sottolineatura, uppercase e grassetto liberamente aggiunti.

“Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in TI. Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata, in un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone. In uno scenario di saturazione totale delle risorse intensive, decidere di mantenere un criterio di “first come, first served” equivarrebbe comunque a scegliere di non curare gli eventuali pazienti successivi che rimarrebbero esclusi dalla Terapia Intensiva” (punto terzo delle raccomandazioni)

Non apro nessun ‘percorso mentale’ personale per commentare, non avendo desiderio di addentrarmi nel giudizio all’etica stabilita da questo ente. Non mi sento preoccupato da un’eventuale probabilità di contagio quanto dalle misure restrittive del Governo e dalle misure che stanno e che potrebbero adottare i medici nelle strutture sanitarie: queste mi suscitano, forse più inconsciamente che cosciente, una sorta di timore psicologico.

E non perchè siano necessariamente sbagliate o meno, come se mi ergessi a giudice morale e ne decretassi, così su due piedi, la qualità obiettiva (pur annotando nella mia coscienza che c’è qualcosa che non vada): mi intimoriscono per l’elevato effetto ‘dispotico’, dove viene resa lecita la possibilità di sacrificare (leggasi: lasciar morire) una persona a seconda dell’età, della disponibilità di risorse e della probabilità di vita dell’individuo. Sono raccomandazioni che rendono lecito “lo scarto”: scegliere uno piuttosto che un altro. Il pensiero radicale, nucleo dell’etica raccomandata, è: “È vecchio e ha meno probabilità di vita: scarta e fa passare quello più giovane”.

Chiunque potrebbe pensare “è necessario che ciò avvenga” ma vorrei vedere se quel soggetto a cui dovesse venire applicata questa raccomandazione etica fosse tuo padre, 77enne o 57enne che sia. Non mi stupisce una scelta come quella suggerita date le condizioni etiche, morali e politiche normalizzate nel mondo negli ultimi 100 anni. C’è talmente di tutto, che non mi stupisco più. Queste scelte sono figlie di uno scenario che fino a pochi giorni fa nemmeno esisteva. Il lurido buonismo politico imposto agli esordi (non voler chiudere le frontiere come atto preventivo e non voler controllare chi veniva da fuori “perchè sennò si offende”) è divenuto poi causa di tutti gli effetti collaterali accaduti fino ad oggi.

Sono raccomandazioni frutto di un etica improvvisata ed elaborata in brevissimo tempo. Non necessariamente si tratta di un’etica obiettiva e imparziale – Trattasi infatti di un’etica ‘da guerra’, dove è necessario estremizzare le scelte decisionali umane in virtù di scenari ‘estremi’. Personalmente, non ritengo che le suddette raccomandazioni siano tutte ottimali così come riconosco che manca totalmente il consiglio e la direzione di un’etica cristiana. È bene leggerle per ispirarsi un po’ di santo timore e prendere le precauzioni necessarie. Della serie: lo so, ne sono a conoscenza e agisco di conseguenza. Pregando e sperando che vada tutto bene.

Un’AVE MARIA, dettata con il cuore e da cui fiorisce un Rosario, sia sempre con noi. I Sacramenti sono la porta verso il cielo. Ricordandoci il valore della preghiera e della Vita Eterna a cui tutti i fedeli in Cristo ambiscono, pregate e state tranquilli.

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