Sposatevi 2.0

Silvana De Mari è una delle persone più in gamba che ci siano nell’attuale e desolante panorama socio-culturale odierno. È una sorella in Cristo, è un’attivista del pensiero critico e cosciente, è un’illuminata dello Spirito Santo, è una che dice e difende la verità contro ogni tentativo del mondo di orwelliana memoria di destabilizzare l’equazione 2+2=4, di convincere che l’erba non sia verde e di invertire la simmetria della natura.

Di lei conosco il blog silvanademaricommunity.it. E qui che Silvana si esprime, trasferendo i suoi pensieri dalla mente al web. E questi pensieri mi piacciono, si accomodano in armonia nella mia anima e mi donano speranza, perchè mi danno “la prova” che c’è ancora qualcuno capace di usare la sua intelligenza per separare il bene dal male, il vero dalla menzogna e non per dire di si alla dittatura del pensiero unico.

Di recente ho preso gusto nell’entrare nel suo blog, nel visitarlo, nel fare scrolling casuale. E ho trovato un articolo, intitolato “Sposatevi” e pubblicato il 16 febbraio 2020. Bello, bellissimo. E adesso vorrei riprendere quanto da lei espresso e darvi un seguito. Scrivere una sorta di sequel, di prosecuzione naturale del concept, riprendendone i pensieri e aggiungendovi i miei. Voglio prelevare questo suo pezzo e rilanciarlo, creando un seguito.

“Sposatevi”
By Silvana De Mari
16 febbraio 2020
Puoi leggere qui l’articolo

“Sposatevi”. L’ha espresso Silvana de Mari e qui di seguito lo esprimo anch’io. Perchè oggi sono in particolar modo sotto attacco cinque cose: la famiglia (1), il matrimonio (2), il rapporto uomo-donna (3), la paternità (4) e la maternità (5) ed in particolare la figura materna. E con sé la femminilità intesa come maternità, amore, accoglienza, dolcezza, comprensione.

Femminilità che la massoneria, il sistema e il capitalismo occidentale, attraverso una lunga e massiccia campagna globale dalla durata secolare, hanno invertito, degradato e violentato in un ogni modo possibile e immaginabile – attraverso una decostruzione mirata della femminilità così come intesa da Dio – costruendo e diffondendo nuovi archetipi femminili di bassa qualità, programmati dal business industriale e diffusi attraverso tutti gli strumenti possibili disposti in natura. Archetipi che per la maggiore sono basati e associati a lussuria, degrado morale, vuoto di coscienza, depravazione sessuale, libertà sessuale, perversione sessuale, consumismo, materialismo, individualismo e ignoranza. “Non siate mamme! Non serve a niente. Siate nude in tv e sarete realizzate!”. Poveracci. E poverette, o poveracce, coloro che sono schiave del sistema.

Nell’era in cui si è fatto di tutto pur di distruggere l’unione uomo-donna, la famiglia e il matrimonio, l’atto rivoluzionario non è “fate la carriera!” ma è sposatevi, amatevi, fate una famiglia. Mentre il mondo vi dice che la famiglia è brutta e noiosa, che fare famiglia è una cosa vecchia e superata, “da medioevo”, che fare la mamma è “essere schiave perchè non state lavorando nel business aziendale“, che all’uomo di per sé basta avere il piacere sessuale e che i figli possono essere evitati, che averli è un “vincolo per il vostro successo”, la vera rivoluzione, oggi, è dire a qualcuno di fare famiglia. Se poi aggiungete “numerosa”, tombola, apriti cielo, tutti sono pronti a dirvi “non è possibile”.

Oggi fare una famiglia è diventato un peso, un ostacolo per la realizzazione del proprio io e delle proprie ambizioni inutili e pagane. Ambizioni di popolarità, di ricchezza materiale oltre il benessere necessario, di libertà solitaria, dominio di sé assoluto, realizzazione e successo come lo intende il mondo: tutta roba pagana istillata dalla propaganda mondiale. Uomini e donne vittime del separatismo universale, allontanati dall’ideale paterno e materno e con il senso del fidanzamento completamente invertito e deostruito.

Oggi, gran parte delle donne sono state sviate e allontanate dall’ideale materno per andare a servire l’ideale del capitalismo americano: produrre e quindi arricchirsi, possibilmente da sole, in un ‘binario’ immaginario creato, diffuso e imposto dall’industria. Allontanate dall’ideale materno, soppresse nell’ideale della maternità, distaccate dal ruolo nativo (biologico) di mamma, per andare dietro a piaceri, ambizioni e sogni inutili, pagani e di una mondanità senza fine che, in molti casi, violano la dignità umana, riducono il corpo femminile a ‘risorsa’ dell’industria, mercificano la donna come oggetto ludico e donano possibilità di ricchezza e autonomia effimere.

Mi disgusta l’esempio dell’attrice che ha abortito, uccidendo una vita (suo figlio), per proseguire la carriera nel cinema fino a vincere la statuina d’oro come “miglior qualcosa”. Barattare una vita umana per soldi, popolarità e realizzazione professionale. Barattare una vita umana per arrivare ad avere una statuina d’oro. Barattare una vita umana per l’ammirazione popolare del sistema. Il capitalismo americano è riuscito a invertire il senso del bello e del buon senso ma anche a declinare l’intelligenza femminile verso il baratro.

Silvana De Mari ha scritto “Sposatevi” ed io voglio rilanciarlo. Oggi, dove i media spazzatura ed il sistema urlano “uomo: fatti una carriera, fa tanti soldi e vivi per te stesso” e “donna: fatti una carriera, fa tanti soldi e vivi per te stessa”, la rivoluzione non è divenire attori popolari con 30ml di follower su Twitter e avere ricchezze spropositate da mostrare sui social per la vanagloria. I numeri, le ricchezze materiali, la popolarità, la fama, l’ammirazione, il denaro: scomparirà tutto a breve e non vi sarà servito a nulla. Di certo non si entra nel Regno di Dio con queste cose: è certo, perchè così ci ha rivelato Cristo e perchè lo direbbe il buon senso.

Oggi la rivoluzione è fare una famiglia. Non è con attori, avvocati, ballerine, cantanti, politici e ingegneri che si cambia il mondo: è con genitori di qualità, papà e mamme di qualità, che escono figli di qualità. E quindi un mondo migliore.

Qui sotto, lo screenshot dell’articolo di De Mari.

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