“Nuovo Emporio Cattolico” e “Galleria Incontro Dehoniana” di Modena non esistono più: declini e mutazioni dell’editoria cristiana

Lo scorso aprile mi sono imbattuto nella GIDGalleria Incontro Dehoniana – meglio conosciuta come Libreria Dehoniana. Vidi cartelli per cessata attività, spazi vuoti, scaffali mancanti, materiale e oggettistica quasi del tutto assente… una sensazione di incredulità mi salì al cervello e un pensiero si materializzò all’istante: “dopo 30 anni, questa libreria chiude”. E non perchè la seguivo da 30 anni, ma perchè sapevo di mio che esisteva da tanto. E così, oggi, la libreria ha chiuso, è cessata, terminata. Non esiste più. 30 anni di attività e poi la fine, da un giorno all’altro.

Nello stesso periodo, sono passato presso Nuovo Emporio Cattolico: nello stesso posto, c’è oggi una vinoteca. Certo, passare con la macchina, rallentare, pronto per fermarmi da un momento all’altro e vedere al posto di quello che un tempo era un ritrovo cattolico un negozio di vini, è stato un colpo di malinconia improvvisa, un’iniezione di tristezza, come se d’improvviso un flacone di dose malinconica mi fosse entrato in circolazione. Non potevo crederci: sembrava un paradosso dello spazio-tempo.

Rivendita fisica e digitale • Libreria cattolica • Editoria cattolica: tre pilastri che barcollano ma non mollano

Il declino, il fisico, l’online e la situazione al 2020

Il declino secolare della libreria cattolica nasce da una serie di motivi storici, sociali e “tecnici”; una delle conseguenze dirette del “declino” è dettata dal crollo della fede, e non solo: giovani persi sulla via del relativismo e che di loro non ne vogliono sapere nemmeno alla lontana dell’esistenza di Cristo, il fallimento nel passaggio della fede tra una generazione e l’altra, la perdita graduale di fedeli, i danni collaterali del modernismo, l’apostasia, la scristianizzazione dei popoli e l’allontanamento volontario dei fedeli dalla Corpo Mistico di Cristo (la Chiesa) e, di seguito, il più totale disinteresse nei confronti del patrimonio culturale e spirituale della Chiesa Cattolica. A questo si aggiunge l’esistenza parallela dell’online: il grande distruttore delle librerie fisiche, il grande catalizzatore di tutto il mercato.

Ecco dunque, come naturale ed implicito effetto conseguenziale, il declino delle librerie cattoliche. Crolla la fede e si perde il fedele; si perde il fedele e non hai più chi possa essere interessato al patrimonio bi-millenario del deposito fidei. Ne consegue che, in una libreria cattolica, non hai più chi ti entra e ti acquista un prodotto qualunque o perlomeno non più “come un tempo” o “così tanto”, come poteva avvenire in passato. Se poi aggiungi la costola online e la rivendita a distanza, con tutti i competitor presenti, la libreria fisica si avvia verso una probabile estinzione.

Chi, oggi, è più interessato alla Somma Teologica di san Tommaso? Chi, oggi, è ancora interessato al Catechismo, fosse anche solo il Compendio? Quante copie sono state vendute, negli ultimi anni, di un enciclica a caso di santo papa Paolo VI o delle Confessioni di sant’Agostino? Chi ha comprato “Il Concilio Vaticano II spiegato dal cardinale Raztinger“? Chi è interessato al volume di Teologia Morale? Per l’appunto. Addirittura, parlando con la responsabile della Libreria Dehoniana prima che chiudesse, mi disse che della “Somma tomistica” ne aveva vendute nemmeno 2 copie in tre anni.

La realtà al 2020 è questa: indipendentemente da trend di natura decrescente, l’editoria cristiana esiste e continuerà ad esistere, usufruendo di una moltitudine di opzioni complementari e collaterali; continuerà ad esserci la diffusione del prodotto nella grande distribuzione di massa, usufruendo dei canali ‘globali’ già predisposti nell’ordinamento socio-politico del mondo; vi sarà e vi continuerà ad essere l’esistenza della rivendita online; la “libreria cattolica” fisica, invece, come si intende nell’accezione specifica e unica del termine, è destinata a ridursi programmaticamente, fino ad un eventuale e possibile scomparsa. Che potrebbe anche non avvenire mai, tenendo bene a mente la parola di Dio nelle Scritture (Apocalisse di San Giovanni) ed il Trionfo Immacolato di Maria che porterà ad un nuovo tempo di pace e di prosperità spirituale, anche se nessuno sa come saremo combinati dopo.

Lo spazio fisico di rivendita esclusivamente di natura cattolica è oramai un esclusiva delle Librerie Paoline (librerie San Paolo) e di pochi altri al mondo, come i rivenditori storici ‘sui generis’, il negozio Shalom a Medugorje o i rivenditori nei grandi siti mariani e di culto come Fatima o Loreto che, per vivere e sopravvivere, esistono attorno ai grandi santuari. E che anch’essi non navigano certo nella golden age dell’editoria e del libro. La cultura propria del “negozio cattolico fisico” è ormai in una fase di riduzione; c’è, è presente, continua ad esistere ma è in declino, in via decrescente e soffre della competitività online e di tutto il sub-mondo della rivendita digitale.

Ci sarà sempre la distribuzione, la diffusione e la rivendita del libro cattolico. Nei canali digitali e fisici, nelle librerie globali e multi-categoria, nei siti di rivendita online e in quei pochi spazi che ancor oggi esistono. I modelli di distribuzione e di rivendita saranno, da una parte, prevalentemente quelli della grande distribuzione ‘massiva’, ove tutto viene venduto sotto un unico monicker editoriale (vedi Amazon, Feltrinelli, Giunti etc…); dall’altra, saranno le catene di rivendita digitale che vanno comunque avanti con un discreto numero di visite e utenti unici e ampi volumi di vendita; ed infine, i rivenditori cattolici ‘esclusivi’ di natura fisica, come le San Paolo, che oggi faticano, ma resistono.

L’esclusiva del “negozio cattolico” fisico indipendente subirà ulteriori colpi e chi non porta il nome “Paoline” subirà perdite graduali ulteriori rispetto alle stesse Paoline, che già di per sé non hanno l’oro del mercato; con la vendita online e il dominio fisico di San Paolo, i negozi fisici restanti, autonomi e titolari di sé stessi, andranno progressivamente scemando. Gli ultimi superstiti di un modello culturale oramai declinato saranno, per l’appunto, le Librerie Paoline e quei pochi che ancora sopravvivono incastonati nel tessuto urbano cittadino.

Saranno via via minori i rivenditori cattolici accessibili in strada e dal vivo, tant’è che la sopravvivenza dell’editoria cristiana è assicurata dall’online e dalla vendita digitale a distanza, on demand 24/h e in tutto il mondo. Paradossalmente è proprio la scelta del consumatore di usufruire dell’online, che nacque come alternativa secondaria, che ha contratto il mercato fisico, riducendo la portata dei clienti presso le librerie, oltre al già citato crollo della fede ormai imperante e continuo da oltre un secolo.

In definitiva, si potrà sempre trovare la Bibbia, il Catechismo, la Somma Teologica di san Tommaso d’Acquino, l’enciclica di santo papa Giovanni Paolo II o la lettera apostolica di un vescovo diocesano. Altri negozi scompariranno, ma non necessariamente tutti, i rivenditori online rimarranno, pur anch’essi con le loro problematiche, perchè se il crollo della fede colpisce il mondo, ciò si evince sia dal e nel fisico che dall e nell‘online. Chiaramente l’equilibrio è destinato a mutare ulteriormente ma, alla fine, il Trionfo Immacolato di Maria e la nuova era di pace (temporanea) predetta nelle Sacre Scritture, toglierà ogni nostro dispiacere. E con sé, anche l’amaro per le librerie fisiche che scompaiono.

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