De profundis per «Nuovo Emporio Cattolico» e «Galleria Incontro Dehoniana»

Durante il periodo primaverile scorso mi sono imbattuto nella GIDGalleria Incontro Dehoniana, altresì popolarmente conosciuta Libreria Dehoniana. Non la riconobbi. Mi ritrovai dinanzi una selva desertificata: vidi cartelli ovunque per cessata attività, spazi di ogni genere svuotati, scaffali mancanti, materiale e oggettistica quasi del tutto assente. Una sensazione di incredulità mi salì nell’io consapevole ed un pensiero si materializzò all’istante: “Il mondo dell’editoria cristiana è in crisi”. E così, oggi, la libreria ha chiuso, è cessata, terminata. Non esiste più. Tre decadi di illustre servizio al cattolicesimo romano ed infine, in tempi odierno minati dal modernismo e dal secolarismo anticlericale, la fine.

Nello stesso periodo passai presso il Nuovo Emporio Cattolico. “Se manca una, vi sarà l’altra” pensai. La realtà dei fatti mi smentì. Nel medesimo punto in cui prima sorgeva la libreria, c’è oggi una vinoteca. Sono rimasto a dir poco sbigottito. Certo, passare con la propria auto, rallentare, pronto per fermarmi da un momento all’altro e vedere, al posto di quello che un tempo era un ritrovo socio-culturale cattolico, una rivendita qualificata di vini, è stato un colpo di malinconia improvvisa, un’iniezione di tristezza involuta, come se d’improvviso un flacone di dose malinconica mi fosse entrato in circolazione. Non potevo crederci: sembrava un paradosso dello spazio-tempo. La chiusura delle librerie cattoliche è il frutto maturo della crisi mondiale della fede.

2020

«Emporio Cattolico»

Si ricorda per essere stato non tanto e solamente un rivenditore di libri in materia di fede e dottrina, ma per esser stato, e aver funto, da catalizzatore sociale di cattolici. Più che uno sterile esercizio fisico di rivendita, ‘‘acquista ed esci’’, era anche un punto di incontro di dialogo, organizzazioni culturali e di ritrovo pomeridiano. La titolare dell’emporio si ricorda per essersi donata alla causa, per esser stata organizzatrice di eventi e di pullman per eventi cattolici, come la fu Marcia per la Vita 2018, e per essersi fatta avanti quando si parlava di iniziative pro-vita e anti-gender.

Il declino secolare della libreria cattolica nasce da una serie di motivi storici e sociali piuttosto “tecnici”. Una delle conseguenze dirette, nonché logiche, del “declino”, è dettata dal crollo della fede: giovani persi sulla via del relativismo, totalmente secolarizzati e che di loro non ne vogliono sapere nemmeno alla lontana dell’esistenza di Cristo. Il fallimento nel passaggio della fede tra una generazione e l’altra, la perdita graduale di fedeli, i danni collaterali del modernismo, l’apostasia silenziosa della Chiesa di cui parlava GPII, la scristianizzazione dei popoli e l’allontanamento volontario dei fedeli dalla Corpo Mistico di Cristo hanno contribuito in maniera diretta al più totale disinteresse nei confronti del patrimonio culturale e spirituale della Chiesa Cattolica. A questo si aggiunge l’esistenza parallela dell’online: il grande distruttore delle librerie fisiche, il grande catalizzatore di tutto il mercato.

Ecco dunque, come naturale ed implicito effetto conseguenziale, il declino delle librerie cattoliche. Crolla la fede e si perde il fedele. Si perde il fedele e si perde il cliente: non hai più chi possa essere interessato al patrimonio bi-millenario del deposito fidei. Ne consegue che, in una libreria cattolica, non hai più chi ti entra e ti acquista un prodotto qualunque, o perlomeno non più “come un tempo” o “così tanto”, come poteva avvenire in passato. Se poi aggiungi la costola online e la rivendita a distanza, con tutti i competitor presenti, la libreria fisica di matrice cristiana, dovendo fronteggiare le difficoltà ed il declino, si avvia verso una probabile estinzione.

Chi, oggi, è più interessato alla “Somma Teologica” di san Tommaso? Chi, oggi, è ancora interessato al Catechismo, fosse anche solo il Compendio? Quante copie sono state vendute, negli ultimi anni, di un enciclica a caso di santo papa Paolo VI o delle “Confessioni” di sant’Agostino? Chi ha comprato “Il Concilio Vaticano II spiegato dal cardinale Raztinger”? Chi è interessato al volume di Teologia Morale? Per l’appunto. Addirittura, parlando con la responsabile della Libreria Dehoniana prima che chiudesse, mi disse che della “Somma tomistica” ne aveva vendute nemmeno 2 copie in tre anni.

La realtà dell’editoria cattolica è in crisi

  • La rivendita fisica e digitale si sta evolvendo, sfavorendo il primo a favore del secondo
  • Il graduale declino della libreria cattolica «monotematica» si affaccia dinanzi il declino statistico
  • La situazione attuale dell’editoria cattolica è in una condizione di de-crescita e difficoltà stazionaria.
  • La coesistenza tra fisico e digitale, online e offline, permette la prosecuzione del mercato, pur dovendo fronteggiare il declino del popolo

La realtà al 2020 è questa: indipendentemente da trend di natura decrescente, l’editoria cristiana esiste e continuerà ad esistere, usufruendo di una moltitudine di opzioni complementari e collaterali. Continuerà ad esserci la diffusione del prodotto nella grande distribuzione di massa, usufruendo dei canali ‘globali’ già predisposti nell’ordinamento socio-politico del mondo. Vi sarà e vi continuerà ad essere l’esistenza della rivendita online; la “libreria cattolica” fisica, invece, come si intende nell’accezione specifica e unica del termine, è destinata a ridursi programmaticamente, fino ad un eventuale e possibile scomparsa. Scomparsa che potrebbe avvenire nel futuro prossimo o che potrebbe venire rallentata da un’eventuale restaurazione graduale della fede.

Lo spazio fisico di rivendita esclusivamente di natura cattolica è oramai un esclusiva delle Librerie Paoline (librerie San Paolo) e di pochi altri al mondo, come i rivenditori storici ‘sui generis’, il negozio Shalom a Medugorje o i rivenditori nei grandi siti mariani e di culto come Fatima o Loreto che, per vivere e sopravvivere, esistono attorno ai grandi santuari. E che anch’essi non navigano certo nella golden age dell’editoria e del libro. La cultura propria del “negozio cattolico fisico” è ormai in una fase di riduzione. C’è, è presente, continua ad esistere ma è in declino, in via decrescente e soffre del crollo della fede, de secolarismo, della competitività online e di tutto il sub-mondo della rivendita digitale. Se viene meno il fedele, la Chiesa rimane orfana, e con essa anche l’editoria del mondo.

In definitiva, si potrà sempre trovare la Bibbia CEI 1974, il Catechismo, la Somma Teologica di san Tommaso d’Acquino, l’enciclica di santo papa Giovanni Paolo II o la lettera apostolica di un vescovo diocesano. Il mondo del «libro cattolico» continuerà ad esistere, altri negozi spariranno, perchè, se il crollo della fede colpisce il mondo, ciò si evince sia dal e nel fisico che dall e nell‘online. Chiaramente l’equilibrio è destinato a mutare ulteriormente ma, alla fine, il Trionfo Immacolato di Maria e la nuova era di pace predetta nelle Sacre Scritture, toglierà ogni nostro dispiacere, portando con sé una nuova alba. E con sé, cesserà anche l’amaro per le librerie fisiche cattoliche che se ne vanno.

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