"I due papi" di Fernando Meirelles: un fantasy pro-sistema, falsificatore, menzognero e propagandistico

Qualche giorno fa ho cliccato “play” su I due papi usufruendo del profilo Netflix di un mio amico. Un mio amico – un altro – mi aveva avvertito: “Perdi tempo”. Volevo vedere da me e, nel caso, farmi male da solo. Per capire, scoprire e conoscere, devo sbatterci la testa io, salvo i casi in cui il male sia obiettivamente riscontrabile prima di farne la conoscenza e, di seguito, evitabile senza nemmeno perderci del tempo. Non voglio sapere quanto sia buono un caffè per bocca di qualcun altro: voglio berlo io per saperlo (vi sto dando qualche cit. da confezionare a meme a mio nome, l’avete capito?). E quindi via, aspettando che mia mamma mi portasse la pizza, ho iniziato a vederlo.

Mi porto in cucina e mi accomodo: via con il biopic papale! Il film si presenta come biopic senza avere nulla di storico e biografico. Come se domani facessi un documentario sugli animali senza animali. O come se domani facessi la storia di Giovanni Paolo II raccontando di un uomo che andò sulla Luna. GPII non andò mai sulla Luna e quindi un eventuale biopic su GPII dove si racconta che il santo papa d’Occidente raggiunse la Luna sarebbe pletorico e futile, non opportuno.

Min. 0.01 il film ha inizio con un primo piano di spalle su papa Francesco per mezzo di quella che è la prima ‘perla inventata’ del lungometraggio: egli chiama un agenzia per andare a Lampedusa come se non fosse il papa in persona ma uno qualunque – primo grande “elogio-tributo” (o ‘leccata’) per far vedere quanto è santo, quanto è semplice, quanto è umile.

“Si?”
“Si buongiorno, vorrei prenotare un volo da Roma a Lampedusa”
“Nome?”
“Jorge Bergoglio”
“Come il papa?”
“Si, in effetti”
“Codice postale?”
“Non saprei… Città del Vaticano”
“Molto divertente”

Primo shot per far vedere la semplicità d’animo di papa Francesco: peccato che questa scena non sia mai esistita. Questa situazione non è mai avvenuta né sarebbe mai potuta accadere ed è solamente rappresentativa dello ‘spirito d’animo’ del pontefice. Anche perchè, non è il papa che da solo si prenota un volo come se dovesse partire da solo. Questa cosa del “papa che chiama e si prenota da solo” è un utopia contro le leggi della scienza: se volete sapere come davvero si organizza un volo del pontefice, leggete qui e poi capirete. Altro che la telefonata del film (mai successa).

Muore Giovanni Paolo II e il cardinale Bergoglio viene fatto vedere mentre fa Messa in strada tra i poveri in un quartiere degradato in Argentina, chiama per nome un ragazzo in piedi su una balconata e beve un drink con alcuni giovani in una stradina malfamata. Peccato che nessuno sappia e nessuno possa sapere cosa davvero abbia fatto Bergoglio, quando era già cardinale, quel 2 aprile 2005. Altra invenzione: probabile che queste cose siano successe ma non come presentate, non nell’ordine in cui sono state mostrate e nemmeno in quel particolare giorno. E no, probabilmente non ha mai chiamato per nome un ragazzo che era in una balconata mentre faceva Messa in strada tra la gente.

Addirittura spunta la scena dove Benedetto XVI e Bergoglio si sarebbero incontrati in un bagno non so dove in Vaticano e Bergoglio si sarebbe messo a cantare una canzone degli ABBA con Benedetto XVI che si sarebbe girato dicendo “che canzone è?” come per dire: “guardate quanto è semplice papa Francesco! Cantava le canzoni del popolo, quelle vere. Invece Benedetto non sapeva manco cos’erano, solo musica classica da ricchi aristocratici ascoltava lui, bleah che schifo”.

Lo stesso Meirelles ha confermato che questa scena non è mai avvenuta e che si sarebbe trattata di un “it’s a joke that nobody gets”. Complimenti per il fantasy nel biopic.

Dalla morte in poi, il film diventa “I due papi”: ogni scena è con papa Benedetto XVI e cardinale Bergoglio, ogni situazione, ogni momento, ogni fotogramma è con loro e tra di loro. Come se i due fossero best friends dall’infanzia e come se Benedetto XVI avesse passato tutto il suo pontificato con lui nemmeno fosse il segretario particolare. Peccato si siano incontrati solo 3 volte prima dell’elezione a papa del cardinale Bergoglio, a detta dello stesso regista! Qui inizia il disastro vero, non quello anticipato nei primi minuti.

Situazioni e dialoghi che non sono mai avvenuti, incontri solitari di ogni tipo che vanno oltre la realtà per divenire immaginario, situazioni mai successe degne della libertà creativa che portò il duo Del Toro/Jackson ad inserire la love story tra nano ed elfa né Lo Hobbit e sequenza degne non di un biopic ma di un fantasy neo-realista contemporaneo.

Il film degrada il pontificato di papa Benedetto XVI attraverso un processo di negativizzazione che ha del subliminale, del semiotico: lo depotenzia, lo avvelena nella mente dello spettatore, lo mette in cattiva luce usufruendo di alcuni slogan pro-sistema (super mega ultra massime del relativismo) che vengono piazzati in bocca al cardinale Bergoglio e che il suddetto vomita in faccia al papa emerito in una serie di scene progettate ad hoc portando alla conclusione che il suo pontificato puzzava e quello attuale è quello di cui il mondo aveva bisogno.

Il processo è basato su meccanismi psicologici di sovversione della realtà alquanto bestiali: ci sono slogan, frasi, affermazioni e monologhi pro-sistema che il cardinale Bergoglio avrebbe detto dinanzi il papa regnante in carica in alcune scene programmate a tavolino che possono portare lo spettatore verso il tacito consenso di ideologie e riforme, allineandosi dalla sua parte senza nemmeno rendersene conto:

“Voi pensate solo a combattere contro la riforma canonica che vorrebbe cambiare due parole della Messa mentre il mondo muore di fame! Ci vuole una rivoluzione!” (esempio fittizio per far capire)

Lo spettatore, ignorante e sprovvisto di un adeguata formazione conoscitiva dei fatti reali, porterà a posizionarsi spiritualmente dalla parte di Bergoglio per poi allinearsi all’avversità che il cardinale, nel film, nutre contro Benedetto XVI e la sua Chiesa. Della serie “e qui c’ha ragione Bergoglio… che schifo che è Ratzinger, pensava solo a preservare i costumini tradizionali da cardinale mentre i bambini facevano la fame. Vedi, lo dice il film! Menomale che non c’è più! Cacca pupù!”.

PER TUTTO IL TEMPO ci sono scene-dialogo tra i due, mai avvenute (con conferma del regista), dove il pontificato di Benedetto XVI viene fatto apparire inutile, ingordo, ricco, destrutturato attraverso le affermazioni che il cardinale Bergoglio gli avrebbe rivolto (condizionale d’obbligo in quanto ciò che è avvenuto non è mai successo: lo saprete meglio più avanti), creando una serie di affermazioni slogan-style continue che, gradualmente, danno allo spettatore il seguente messaggio: papa Benedetto XVI DOVEVA farsi da parte perchè simbolo di una Chiesa brutta e cattiva e il cardinale Bergoglio DOVEVA divenire pontefice “per il bene dell’umanità”.

A poco a poco, il film cerca di convincere lo spettatore ad invertire l’asse, ad accettare tacitamente “il pontificato Francesco” come salvatore dell’umanità, buttando fuori slogan relativisti degni di canale 6 messi in bocca al cardinale Bergoglio e costruiti in maniera convincente come propedeutica all’accettazione formale di tutti gli errori dottrinali che sono stati compiuti in questi 7 anni.

Tutto il film inscena contesti mai avvenuti (la finale del Mondiale 2014, il tango, la confessione privata e reciproca, l’incontro nei giardinetti) giocando attorno ai dialoghi, elemento basico e materia prima del film, per creare una simpatizzazione studiata a tavolino inerente l’ascesa al ministero petrino di papa Francesco che qui viene promulgata e diffusa come “necessaria per salvare una Chiesa brutta brutta brutta” e programmaticamente inscenata per far passare tutto il popolo non tanto dalla parte di papa Francesco, ma dalla parte delle riforme e delle eresie di natura dottrinale.

È tutto un (esempi fittizi volutamente esagerati ma attinenti ai dialoghi del film):

“Voi… voi pensate solo alla statua d’oro. C’è il povero la fuori!”

(messaggio dato allo spettatore) “Che schifo che era quel tedesco… Vai papa Bergoglio! Abbasso Raztinger!”

“questi sono muri: Gesù è venuto per i peccatori, non possiamo bloccare l’Eucarestia a chi è in peccato mortale! Il peccato.. non esiste, siamo tutti figli di Dio!”

(messaggio dato spettatore) “c’ha ragione… prendiamo l’Eucarestia in peccato mortale! Liberiamola dai lacci della Legge di Dio! Tanto Gesù ama! Vedi, che bello questo film”

Volete esempi presi alla lettera?

“Ho l’impressione che la sua Chiesa si stia muovendo in una direzione che io non posso più legittimare, mentre i tempi incombono un cambiamento: Santo Padre, io non posso più essere il venditore di un prodotto” (frase messa in bocca al cardinale Bergoglio verso papa Raztinger in una scena mai avvenuta nella vita reale)

(messaggio dato allo spettatore) “Oh raga c’ha ragione… fino ad ora la Chiesa è stata una multinazionale! Ti rendi conto? Chifo! Chifo! Chifo! Ora con papa Bergoglio è la vera Chiesa!”

In un altra scena:

Benedetto XVI: Dio, non cambia mai
Cardinale Bergoglio: si che cambia.. Dio si trasforma”

(messaggio dato allo spettatore) “Vai papa Bergoglio! Guarda quanto era chiuso il tedesco… bleah!”

È tutto così: continuamente. Slogan, su slogan, su slogan, pre-fabbricati, inviati dall’ONU e messi in bocca al personaggio fittizio del cardinale Bergoglio (qui ridotto a macchietta ad uso e consumo del regista) che, nel contrasto architettato ad hoc “Bergoglio vs. Raztinger”, viene fatto apparire come “Vera Chiesa di Cristo” mentre il papa emerito appare come una colonna di pietra con finalità esclusivamente stilistiche: vecchio e inutile.

Questo film “porcheria” suscita sentimenti non-pensanti di avversità contro il pontificato Benedetto XVI e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e diffonde una sorta di iniziazione subliminale alle aperture del nuovo pontificato. È un film che vende il concetto “papa Bergoglio: l’eroe necessario”, lo centralizza e lo illumina, degradando invece la figura di papa Benedetto XVI. Papa Bergoglio è: umano, sensibile, vero, vero Cristo, vicino ai poveri. Papa Benedetto XVI è: cattivo, brutto, vecchio, apatico, preferisce il pianoforte e il lusso del Vaticano, non ha mai fatto niente.

Frasi messe in bocca al cardinale Bergoglio per far apparire OGNI SINGOLO ERRORE DOTTRINALE come qualcosa di bello, necessario, moderno, favolosamente divino. Ogni situazione è architettata per mostrare i passi dell’Agenda pro-sistema con il pubblico che DEVE annuire riconoscendo come lecita e necessaria ogni proposta. Ogni frase esposta nei dialoghi è un tentativo di vendere ognuna delle aperture dottrinali attuate negli ultimi 7 anni.

La bestemmia, però, arriva alla fine: questo film non solo ci mostra cose mai successe ma addirittura ci da la risposta alla domanda “perchè papa Benedetto XVI si è dimesso?”. Non ce l’ha saputa dare nessuno questa risposta, né confidenti né cardinali né vescovi e nemmeno il papa emerito in persona ha mai specificato, ora però questo film ci riesce – certo, chiaro. Secondo il gran finale di questo “biopic”…

REGGETEVI FORTE

Papa emerito Benedetto XVI si sarebbe dimesso perchè… sarebbe stato convinto dalle idee “progressiste” del cardinale Bergoglio arrivando alla conclusione che doveva dimettersi “per il bene del mondo” e avrebbe capito che il cardinale Bergoglio era “la Via del Signore, la Volontà Divina”! Secondo il finale di questo film, alla fine papa Benedetto XVI accetta che il cardinale DEVE divenire papa per il bene supremo e che lui deve farsi da parte per Volontà Divina, con tanto di scena dove il cardinale diviene papa e il papa Benedetto XVI, ormai emerito, assiste da dietro la tv con faccia pseudo-lacrimante tipo “Sia lodato…”.

C’è questa scena finale dove il cardinale Bergoglio confessa Benedetto XVI (mai successo) e, a Benedetto XVI, vengono messe in bocca UNA MAREA DI AFFERMAZIONI che sono l’esaltazione della strumentalizzazione, del falso, del menzognero, del propagandistico, del diffamatorio, giustificando “la scelta della dimissione” come se fosse “dettata da Dio”.

“Perdonami Signore per aver scelto di fare male anziché di fare bene…”

“Non ho avuto il coraggio di assaporare la vita e mi sono nascosto dietro i libri e lo studio…”

“Non posso più interpretare questo ruolo…”

“So bene che tutto questo mi ha allontanato da quel mondo che invece la Chiesa dovrebbe avvicinare”

“Non riuscivo a sentire la voce di Dio […] diceva: va, mio fedele servitore”

Durante questa scena si aggiunge pure una sequenza denunciatile per crimine di diffamazione, falsificazione e menzogna. Siamo dinanzi il tentativo ultimo di far crollare la figura “Benedetto XVI” compiendo la grande distruzione finale. Eccoci dinanzi la parte dove il papa emerito, all’orecchio del cardinale, confessa una sorta di negligenza in casi di pedofilia avvenuti come se durante il suo pontificato avesse nascosto qualcosa e protetto qualcuno, come se non avesse fatto abbastanza e come se avesse coperto sacerdoti pedofili ed ecco che il film, in gran finale e come ciliegina sulla torta, lo fa PURE apparire come “colui che copriva pure i pedofili”: vi ricordo che Benedetto XVI è stato il più grande “riduttori di pedofili allo stato laicale” ed uno dei più grandi combattenti contro la pedofilia che siano mai esistito sulla terra!

Umiliato e denigrato nella sua figura umana ed ecclesiale, a conclusione della pellicola papa emerito Benedetto XVI passa anche come grande protettore politico di pedofili. Crimine di diffamazione e manipolazione dell’informazione, in quanto in contrasto con la realtà storica e politica.

Durante tutto questo viene messa in bocca a papa Benedetto XVI la confessione che lui doveva dimettersi e la volontà che Bergoglio doveva succedergli per sua stessa volontà:

“Per qualche strana ragione ora posso vedere una ragione per Bergoglio. Sei la persona giusta. La Chiesa ha bisogno di cambiare e tu potresti essere quel cambiamento…”

Benedetto XVI avrebbe detto tutte queste cose, in privato, al cardinale Bergoglio, in una super mega ultra confessione prima che il cardinale diventasse papa, con peccati di negligenza in casi di pedofilia annessi e dicendoli che lui avrebbe dovuto succedergli e anticipandogli la dimissione, quando il cardinale argentino non era nemmeno conosciuto né famoso e aveva incontrato il papa regnante in carica solamente tre volte in 8 anni.

MA PER CORTESIA

Ed è così che alla fine del film, il papa tedesco viene venduto come “prodotto difettoso” di una Chiesa brutta e cattiva che dunque necessitava di rivoluzione e riforma, un passo necessario “per il bene del mondo”. Egli lo accetta e annuisce, addirittura contento e convinto della sua stessa dimissione — cosa non successa nella vita reale — e altrettanto felice che il cardinale Bergoglio sia papa come suo successore da lui voluto — cosa altrettanto inventata di sana pianta in quanto Benedetto XVI non avrebbe potuto sapere in anticipo chi sarebbe divenuto papa né avrebbe potuto “consigliarlo”.

L’obiettivo finale del film e di far si che il popolo, dopo un tale indottrinamento malsano manchevole di basi storiche e falsificato in ogni singolo fotogramma, annuisca, accetti e dica di SI. Cosa che molti faranno, e ovviamente, avendo ricevuto una realtà distorta e manipolata per essere venduta.

Concludendo, certi film hanno il potere di diffondere veleno mediatico: questo è uno di quelli. Questo è un film costruito per destabilizzare un papa e risaltarne un altro, promuovendo come lecite e stupende le proposte dell’attuale pontificato che stanno minando le fondamenta bibliche della Chiesa, con il tentativo ultimo di far passare il popolo dalla parte della massa e far annuire tutti quanti in tacito silenzio dinanzi “il cambiamento”. Una qualsiasi anima incauta, conclusa la visione, potrebbe davvero credere che queste “aperture” siano il futuro e che papa emerito Benedetto XVI fosse brutto e cattivo.

Io l’ho visto per curiosità personale… ma voi potete salvarvi. State alla larga, molto alla larga, da “I due papi”.

Un pensiero su “"I due papi" di Fernando Meirelles: un fantasy pro-sistema, falsificatore, menzognero e propagandistico

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