Abbiamo bisogno di pastori che dicano la verità tanto odiata dal mondo: sua eminenza Rainer Woelki ne è un esempio

Il mondo odia la verità di Cristo. I poteri sono allineati per supportare quello che un’elite di massoni ha stabilito per la massa. Ogni qual volta la verità venga fuori, questa viene naturalmente odiata e osteggiata da chi ha stabilito la nuova verità in cui il popolo deve credere. La verità di Cristo è scomoda. Chi oggi crede che la famiglia sia solo tra uomo e donna? Chi oggi crede all’esistenza dell’Inferno? Chi oggi crede che l’omosessualità sia un’attrazione carnale nei confronti dello stesso sesso naturalmente disordinata e innaturale?

Abbiamo bisogno di pastori, di sacerdoti, di esponenti del clero che dicano la verità e che continuino a fare il loro servizio al Vangelo. Il pastore che continua a dire la verità, aiuta il gregge a rimanere unito, aiuta la Dottrina a preservarsi dagli attacchi del modernismo e aiuta il fedele nel separare il vero (Cristo) dal falso (Il mondo). C’è bisogno di pastori che sorreggano la Chiesa nel nome non del patteggio con il mondo ma di Cristo.

Il 13 febbraio 2019 sono state pubblicate le dichiarazioni del cardinale tedesco Rainer Maria Woelki che quest’oggi, al termine del 2019 (31.12) e a poche ore dal 2020, prendo e rilancio permettendo alla notizia di proseguire il suo compito di illuminare le anime. Sono qui in uno spazio isolato, circondato da solitudine e da una certa malinconia personale, quand’ecco che vedo questa pallina venirmi incontro da non so quale colle abbandonato della terra… rimbalza, rimbalza e rimbalza fino a ché non arriva al sottoscritto, la prendo e via, lanciata verso il mondo verso un altro “altrove”.

Questa pallina scotta, dice cose che possono far infuriare qualche anima che ha ormai intrapreso il percorso del modernismo apostata, felice com’è di tutto ciò che si dice e che contraddice la Rivelazione. Una preghiera per te o anima perduta.

Ecco cosa disse il cardinale Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia, al direttore del programma EWTN.TV’s, Martin Rothweiler, il 13 febbraio 2019.

  • Fonte: CNA
  • Traduzione del sottoscritto, Fabio Arancio
  • Grassetto da me liberamente aggiunto

La situazione corrente in Germania è alquanto difficile. E sembrerebbe esserci una disputa sulla direzione generale della Chiesa, la quale è stata alquanto scossa dagli scandali degli abusi. Ci sono ora questi voci che discutono sul fatto di mettere tutto ciò in cui abbiamo creduto da parte. Di abbandonare i vecchi tempi. Penso che sia un concetto molto pericoloso.

Siamo parte di una grande Tradizione. La Chiesa sta dalla parte delle verità che trascendono i tempi. E non tocca a noi inventare una nuova Chiesa a modo nostro. La Chiesa non è certo una leva che manovriamo per fare esercizio. Piuttosto, è nostro compito come vescovi preservare la fede della Chiesa, dato che è giunta a noi dagli apostoli, per esprimerla e proclamarla nuovamente ad oggi, per preservarla per le generazioni a venire e per esprimerla ad essi in un tale modo che potranno anch’essi incontrare Cristo come la loro salvezza.

Una delle sfide fondamentali è di tener vivo la questione di Dio nella nostra società come il tutto. Sempre un maggior numero di persone sono convinte che possono vivere le loro vite ed anche bene senza Dio. Proprio qui è dove la Chiesa ha un compito importante da attuare nel rendere chiaro che Dio esiste e che Dio è di fatto l’origine di tutto. La questione di Dio per me è, di seguito, una delle sfide fondamentali che bisogna affrontare.

C’è stata una perdita massiva di fiducia sia dentro che fuori la Chiesa. La sfida ora è come questa fiducia possa venire restaurata. Si deve semplicemente dire che la Chiesa non è mai stata rinnovata dall’essere meno, ma dall’essere più. Dobbiamo capire ancora una volta che, come cristiani, dobbiamo adottare una cultura alternativa, che si deve allineare da sola solamente con gli standard dei Vangeli e la Volontà di Gesù Cristo. E ciò non è il meno, ma sempre il più”

La cultura cristiana non si realizza abolendo il celibato. Non si realizza chiedendo che le donne siano ammesse ai ministeri. E non si realizza nemmeno dicendo che dobbiamo avere una nuova morale sessuale. No, il Vangelo è e continua ad essere la pietra di paragone, proprio come fu a noi presentato da Giovanni Paolo II nel Catechismo.

La sfida, precisamente, è di testimoniare e di proclamare questa fede senza tempo in modo da divenire capibile e comprensibile alle persone di oggi. Questa è una sfida che dobbiamo affrontare, piuttosto che fuggire. Il principio della speranza per la Chiesa in Germania è che Cristo esiste e rimane e continua ad essere il Signore della Chiesa e che lo Spirito Santo è promesso e a noi garantito.

Sono convinto che Egli ci guiderà attraverso questi tempi. Ovviamente, dobbiamo aprirci a Lui così che lo Spirito di Dio possa lavorare in noi e possa guidarci. E non dobbiamo iniziare a giocare con lo Spirito Santo. Come vescovi, siamo soggetti alla Parola di Dio e, come tutte i popoli e i vescovi prima di noi, dobbiamo testimoniare e proclamare la Parola di Dio. In altre parole, Cristo esiste, Cristo rimane e Lui è presente. È il Signore della Chiesa. Come Egli ha guidato la Sua Chiesa attraverso i tempi difficili del passato, così guiderà noi attraverso i tempi odierni.

La mia fede è sostenuta quando incontro i giovani che si sono lasciati inebriare dalla fede della Chiesa. E sono i giovani che cercano precisamente questo ‘più’ della fede cristiana, che hanno una casa nella Chiesa, che hanno una casa nell’Eucarestia, che vivono attraverso l’Eucarestia e l’Adorazione e che vivono consapevoli che le loro vite sono toccate da Cristo.

Questo è qualcosa che mi incoraggia, perchè questi giovani – man mano che ne faccio esperienza – vivono autenticamente e con convinzione. E mi danno speranza con la loro testimonianza.

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