“Avvocata, Mediatrice e Corredentrice”: la Madonna chiese il Quinto Dogma Mariano a Ida Peerdeman nel 1951 e nel 1954

L’apparizione di Amsterdam avvenuta dal 1945 al 1959 è una delle 16 apparizioni riconosciute dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Per mezzo di esse, ed in particolar modo attraverso i messaggi dati nel 1951 e nel 1954, Maria Santissima in persona chiese la promulgazione del quinto dogma mariano come “Maria Avvocata, Mediatrice e Corredentrice”.

Ed i papi, i santi e i teologi cosa ne pensano del concetto teologico, inerente il quinto dogma mariano, di Maria Avvocata, Mediatrice e Corredentrice? Ogni dogma ha origine nelle Scritture: quest’ultimo dogma richiesto esiste dunque?

Facciamo un passo indietro – Partiamo dalla richiesta esplicita di origine sovrannaturale: le apparizioni di Amsterdam, 1945-1959.

Amsterdam, il Cielo offre un prologo di quel che dovrà succedere
13 ottobre 1917

È il 13 ottobre del 1917, termine ultimo delle apparizioni di Fatima. Mentre, in Portogallo, Maria appare per l’ultima volta ai tre pastorelli di Fatima, ad Amsterdam, in Olanda, una giovane di 12 anni vede la Mamma del Cielo per la prima volta. Ida Peerdeman, di ritorno dalla confessione, vede una luce che non appartiene a questo mondo. In essa vede una donna di una bellezza che non aveva mai visto sulla terra. La riconosce come Maria, Madre di Dio. La Madonna non parla, giace in silenzio, esattamente come accadde durante le prime apparizioni di Laus nel 1664. Da allora la rivedrà altre due volte e in nessun caso vi sarà dialogo. Ida terrà per sé quanto successo, su consiglio del babbo e del confessore.

Ida Peerdeman viene scelta come veggente di Maria e Gesù
25 marzo 1945

27 anni dopo la prima apparizione, Ida vive la prima di una lunga serie di apparizioni mariane che dureranno 14 anni, termineranno nel 1959 e daranno al mondo 56 messaggi. Tra questi messaggi, la Mamma di Dio profetizzò alcuni avvenimenti inerenti il futuro del mondo, parlò del regno di Satana sulla terra e di come questa sarebbe stata dominata da una nuova era di pagani, ateisti, serpenti e umanisti anti-cristici, diede messaggi profetici sulla morte di papa Pio XII e parlò in modo esplicito, diretto e inequivocabile del quinto dogma mariano.

Dopo l’apparizione in cui la Madonna rivelò la preghiera come Signora di tutti i popoli e l’immagine di lei sopra il globo terrestre, seguirono i messaggi del 15 aprile 1951.

“Ascolta bene e comprendi bene ciò che ora spiegherò. Ti ripeto nuovamente: il Figlio venne nel mondo come Redentore degli uomini. L’opera redentrice fu la croce. Era stato mandato dal Padre. Ma ora il Padre e il Figlio vuole mandare la Signora in tutto il mondo. Già nel passato ella ha preceduto e seguito il Figlio. Per questo ora mi trovo sul mondo, sul globo terrestre. La croce vi è ben fissata, ben piantata. La Signora vi si pone davanti in quanto Madre del Figlio con il quale ha portato a compimento quest’opera di redenzione. Quest’immagine parla una lingua chiara e già fin d’ora deve essere portata nel mondo, perché il mondo ha di nuovo bisogno della croce. La Signora è però davanti alla croce quale Corredentrice e Avvocata. Questo farà nascere numerose dispute, ma la Chiesa, Roma, non deve temere di affrontare questa lotta. Ciò può soltanto rendere la Chiesa più solida e più forte. Questo lo dico ai teologi. Inoltre dico loro: prendete questa cosa sul serio. Lo ripeto: per la Sua causa, il Figlio cerca sempre il piccolo, il semplice. Figlia mia, spero che tu abbia ben capito e che saprai rispondere correttamente”

Seguirono i messaggi del 29 aprile 1951.

“Sono qui come Corredentrice e Avvocata. Ogni pensiero deve mirare a ciò. Ripetilo con me: il nuovo dogma dovrà essere il dogma della Corredentrice. Nota che pongo l’accento specialmente su «Co». Ho già detto che ne nasceranno molte dispute. Te lo ripeto nuovamente: la Chiesa, Roma, lo porterà a compimento e lotterà per esso. La Chiesa, Roma, incontrerà opposizioni e le supererà. La Chiesa, Roma, diventerà più vigorosa e più forte, nella misura in cui affronterà la disputa. Il mio piano e il mio incarico per te non è altro che di esortare la Chiesa, i teologi, a questa lotta. Poiché il Padre, il Figlio, lo Spirito vuole portare in questo mondo quale Corredentrice e Avvocata colei che fu scelta per recare il Redentore”

Maria tornò a parlare del dogma nei messaggi del 4 aprile 1954.

“Eccomi di nuovo. Ascolta bene! Fin dal principio, l’ancella del Signore è stata prescelta per essere Corredentrice. Dì ai vostri teologi che possono trovare tutto nei libri! Io non porto alcun nuovo insegnamento, bensì i vecchi concetti”

“Poiché Maria è Corredentrice, è anche Mediatrice e Avvocata. Non solo perché è la Madre del Signore Gesù Cristo ma, badate bene, anche perché è l’Immacolata Concezione. Teologi, vi chiedo: avete ancora obiezioni contro questo dogma? Potrete trovare queste parole e questi concetti. Vi prego di lavorare per questo dogma. No, non temete nulla! Divamperà una lotta. Gli altri vi attaccheranno, ma la semplicità di questo dogma sta in quest’ultimo pensiero datovi oggi da Maria, la Signora di tutti i Popoli. Lottate e pregate per questo dogma! Esso rappresenta l’incoronazione della vostra Signora”

“È l’ultima volta che la Signora di tutti i Popoli parla di questo dogma. Ritornerà per altre cose. Riferisci però ai vostri teologi che adesso dispongono di tutto! Ora devono adempiere la volontà del Signore Gesù Cristo. Questo dogma deve diventare la chiave di volta del pensiero mariano. Riferisci ai tuoi teologi che la Signora di tutti i Popoli vuole che tutto ciò si compia!”

“La mano di Satana, con un dado, va su tutto il mondo. Chiesa, comunità, sapete ciò che significa? Satana è ancora il principe di questo mondo. Avvinghia ciò che può. La Signora di tutti i Popoli doveva perciò venire adesso, in questo tempo. Ella è l’Immacolata Concezione e quindi la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Tre attributi in uno. Teologi, ascoltate bene?”

Seguirono i messaggi del 31 maggio 1954.

“Sono di nuovo qui. Hai davanti a te la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Ho scelto questo giorno: sarà il giorno in cui la Signora sarà incoronata. Teologi e apostoli del Signore Gesù Cristo, ascoltate bene! Vi ho dato la spiegazione del dogma. Lavorate e pregate per questo dogma! Implorate il Santo Padre per questo dogma. Il Signore Gesù Cristo fece grandi cose e darà a voi tutti ancora di più in questo tempo, in questo ventesimo secolo”

“Questo è il giorno nel quale la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata riceverà ufficialmente il titolo di Signora di tutti i Popoli. Considerate bene questi tre concetti riuniti in un unico titolo! Questi tre”

“Ora indico ai tuoi teologi questi tre concetti, questi tre concetti in un unico titolo. Lo dico due volte, perché alcuni vogliono un solo concetto. Il Santo Padre darà la sua approvazione al primo, ma lo dovete aiutare. Comprendete bene tutto ciò!”

Questi furono alcuni dei messaggi mariani dove vi fu una richiesta esplicita per il nuovo dogma mariano. Come avrete notato – lo spero – la Madonna stessa indicò la fonte scritturale (“possono trovare tutto nei libri“) come origine del dogma. Ne ho tralasciati vari per finalità riassuntive — essendocene altri, per chiunque sia interessato ad approfondire i messaggi lasciati ad Amsterdam, clicchi qui.

α • ω

Qualcheduno, avente dei dubia, potrebbe dunque chiedere:

  • Ma i contenuti del quinto dogma mariano esistono soltanto perchè sono stati espressi e richiesti per mezzo di un apparizione mariana? NO, ESSI HANNO FONDAMENTA BIBLICHE.
  • Questo dogma ha dunque, dalla sua, un fondamento di natura biblica, scritturale e dottrinale, o è nel mondo soltanto perchè scaturito da un apparizione di origine sovrannaturale? ENTRAMBELA SECONDA DERIVA DALLA PRIMA!
  • Se non fosse stata per l’apparizione mariana di Amsterdam (1945-1959), sarebbe mai venuto fuori – l’avrebbe mai chiesto qualcheduno in seno alla Chiesa Cattolica? CERTO.

Il quinto dogma mariano, come già constatato, è dunque ed infatti di origine biblica, coerente con la fonte scritturale (la Bibbia) ed in quanto tale teologicamente legittimo. Come anche specificato da Maria, essa non porta ‘una nuova dottrina’, ma una teologia già esistente che necessita di venire confermata come dogmatica. Maria infatti non esprime un concetto nuovo, ma l’elevazione a dogma di qualcosa che è già tale in natura: la promulgazione di carattere dogmatica di tre concetti già esistenti nella Rivelazione. Il quinto dogma richiesto è già dottrina.

Ciò detto, va ulteriormente specificato e ribadito che il quinto dogma mariano non ‘nasce’ dall’apparizione di Amsterdam, come se non fosse possibile ‘estrarlo’ dalle Scritture, come se nessun altro ne avesse mai fatto richiesta lungo il corso della storia e/o come se il concetto teologico non fosse già presente nella fonte scritturale (divina, eterna, infallibile) o come se non fosse già stato nominato in seno alla realtà ecclesiale. Si può dunque affermare che: il contenuto del dogma richiesto ha fondamenta bibliche, è già parte della Dottrina Cattolica, conseguenza diretta della Rivelazione di Cristo. Esso non è all’esterno del deposito fidei. Il fondamento di ogni dogma è da rintracciare nelle Scritture, così anche il quinto è parte di esse.

α • ω

Vediamo alcuni di coloro che, nel corso della storia, han nominato concetti e terminologie attinenti al futuro dogma mariano, consapevoli o meno di star parlando di qualcosa che un giorno sarebbe stato richiesto come dogma di fede.

Nell’enciclica Ad Diem Illum Laetissimum di papa Pio X del 1904, il pontefice cattolico-romano nominò taluni concetti ed alcune terminologie proprie del dogma richiesto. Egli scrisse “Tuttavia, per quella comunione di dolori e d’angoscie, già menzionata tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all’Augusta Vergine di essere «presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intero». Ecco quindi che in un documento di ecclesiologia cattolica-romana, almeno due dei tre concetti voluti dalla Santissima Vergine furono esposti e divulgati.  

Nel 1922, Papa Pio XI diede una concessione particolare alla Chiesa Cattolica del Belgio, dando alle diocesi in seno al territorio la possibilità di celebrare l’ufficio e la Santa Messa dedicata a Maria Mediatrice istituendo poi tre commissioni diocesane, di carattere teologico, in Belgio, Spagna e in Italia (a Roma) per discutere dell’argomento. 

Vi fu un certo pontefice, originario della Polonia, che ne parlò in diverse occasioni. Già, proprio lui. Il Gigante d’Occidente, papa Giovanni Paolo II, il 31 gennaio 1985, durante un omelia in Equador, disse «spiritualmente crocifissa con il Figlio crocifisso» aggiungendo «I Vangeli non ci parlano di un’apparizione di Gesù risorto a Maria. In ogni modo, poiché ella fu in modo speciale vicina alla croce del Figlio, dovette avere anche un’esperienza privilegiata della sua risurrezione. Effettivamente, il ruolo corredentore di Maria non cessò con la glorificazione del Figlio». Il Gigante d’Occidente affrontò la mediazione materna nell’enciclica del 1987 Redemptoris Mater. Nel 1997, disse «La collaborazione dei cristiani alla salvezza si attua dopo l’evento del Calvario, del quale essi si impegnano a diffondere i frutti mediante la preghiera e il sacrificio. Il concorso di Maria, invece, si è attuato durante l’evento stesso e a titolo di Madre; si estende quindi alla totalità dell’opera salvifica di Cristo. Solamente Lei è stata associata in questo modo all’offerta redentrice che ha meritato la salvezza di tutti gli uomini».

E vi fu anche santa Teresa Benedetta della Croce che affermò «Maria esce dall’ordine naturale e si pone come Corredentrice al fianco del Redentore». Anch’essa fece quindi uso del termine corredentrice e non senza coscienza e coerenza teologica. Non fu infatti ‘a caso’ l’utilizzo del vocabolo da parte della santa martire. 

Il prof. di teologia specializzato in mariologia Mark Miravalle ha affermato: «Il termine ‘Corredentrice’ è correttamente tradotto ‘la Donna con il Redentore’ o ancor più letteralmente ‘colei che riacquista con [il Redentore]’. Il prefisso ‘co’ deriva dal Latino ‘cum’, che significa ‘con’ e non ‘uguale a, pari a’».

Ve ne sarebbero altri.
Comunque sia..

Passo alla mia personalissima conclusione.

La morale è semplice. L’apparizione è una delle 16 riconosciute dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana; in quanto tale, se è riconosciuta l’apparizione, ne consegue che è legittimo e coerente con la Bibbia, la Dottrina e il Magistero anche il messaggio divulgato dall’apparizione stessa, per cui, solo perchè richiesto dalla Santissima Vergine (con apparizione approvata), si potrebbe già aver fiducia sulla legittimità e sull’attendibilità del dogma, sia come presupposto sia come contenuto.

Parallela ad essa, prima e dopo di essa (mi riferisco alla Santissima Vergine), si aggiungono coloro che ne hanno parlato, non in virtù dell’apparizione sovrannaturale ma in virtù del fondamento biblico e teologico da cui i concetti del dogma scaturiscono, esplicitandone la legittimità teologica e la coerenza biblica: se, insomma, non fosse stata per l’apparizione, sarebbe comunque possibile poter parlare di questo dogma come qualcosa di realmente esistente, perchè parte pre-esistente della Dottrina. I concetti teologici hanno fondamenti biblici, per cui ci sono, sono lì. La Madonna ne ha richiesto la promulgazione: l’apparizione è vera, l’origine sovrannaturale è stata riconosciuta e i concetti richiesti sono di origine scritturale.

Non ci resta che pregare affinchè un giorno possa dunque avvenire la promulgazione del quinto dogma e possano di seguito adempirsi le richieste della Madre di Dio, compiendo così quanto predisposto dalle Scritture. Preghiamo! Spero con il cuore di esserci quando, quel giorno in cui sarà proclamato il dogma da San Pietro (Roma), sarà divenuto reale.

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